Il Centro Casa chiede più controlli sull'inquinamento
Antenne sui condomini solo se tutti d'accordo ELETTROSMOG Sempre più diffusi i ripetitori gi.an. BOLZANO. Non è provato che siano dannose alla salute, ma non ci sono neppure ricerche che dimostrino il contrario: sta di fatto che le onde elettromagnetiche emesse dai ripetitori della cosiddetta telefonia mobile, leggi cellulari, sono destinati a moltiplicarsi vertiginosamente, avvicinandosi sempre più ai condomini dei centri urbani. A lanciare l'allarme è stato il Centro Casa di Bolzano che ha deciso di costituirsi come centro di consulenza, a tutela di quei cittadini che intendono difendersi dal rischio di trovarsi con un ripetitore a pochi metri dalle proprie finestre. Non solo, ma si farà parte attiva per sollecitare la Provincia, ad usare le proprie competenze, seguendo l'esempio della vicina Provncia di Trento, per emanare una legge volta a disciplinare un settore cresciuto finora in modo "selvaggio". La diffusione dei cellulari della terza generazione, i cosiddetti Umts, lascerà infatti dietro di sé una selva di pali, tralicci e antenne, con un'aggravante: che ogni società telefonica dovrà provvedere alla propria rete, per cui non sono previsti quindi impianti unificati. Foto, messaggi, internet e quant'altro passerà per i nuovi telefonini, comporteranno quindi un'impennata delle emissioni elettromagnetiche a distanze sempre più ravvicinate. «Per ora sappiamo solo che in tutta la provincia sono già 300 i siti occupati da ripetitori telefonici - ha detto ieri il presidente del Centro Casa Michele Buonerba durante la conferenza stampa - non siamo dei tecnici, ma stando a quanto riferitoci da tecnici del settore, gli Umts richiedono ripetitori con un raggio di circa un chilometro, contro i 20-25 dei Gsm. Ora sta per scatenarsi la battaglia fra le più grosse società telefoniche per contendersi nuove postazioni soprattutto nei centri urbani. Si moltiplicano quindi le pressioni sui condomini, in cambio di canoni anche considerevoli. per cui è bene che i cittadini conoscano i sia pur pochi, strumenti di cui dispongono per tutelarsi». La procedura prescrive la richiesta della società all'amministratore del condominio, la delibera da parte dell'assemblea, l'invio della documentazione con tutti i dati tecnici all'agenzia per l'Ambiente (Appa) che controlla il rispetto dei limiti d'intensità delle emissioni (da 0 a 300 gigahertz), passaggio alla commissione edilizia e quindi via libera dell'impianto. Ebbene, una recente sentenza del tribunale di Milano, su ricorso di due cittadini, ha stabilito che per l'assenso all'installazione occorrono i 1.000 millesimi, cioè l'unanimità. Altro precedente: un cittadino di Cremona ha ottenuto il riconoscimento del 30% di invalidità essendo stato sottoposto per tre anni alle onde di un ripetitore su un edificio adiacente, risultato poi fuori norma. Di qua il sollecito alla Provincia affinché sia istituita, sempre per legge, un'agenzia per il controllo regolare delle emissioni degli impianti. Articolo tratto dal quotidiano: Alto Adige Quotidiano Indipendente fondato nel 1945 giovedì 6 marzo 2003 <http://www.altoadige.quotidianiespresso.it/altoadige/arc>
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