Cara Marinella,
Sei speciale! Le domande semplici servono per cercare di capire come tentare di comunicare in modo allargato … peraltro difficilissimo. Spesso diamo per scontato quanto invece serve per farci comprendere meglio. Mi hanno detto che il problema elettrosmog è "borghese", comprensibile al ceto medio alto, penso sia importante trovare un modo eclatante per fare emergere i fatti (vedi Radio Vaticana), ma collegato a tanta informazione spicciola, soprattutto rivolta verso i giovani. Questo è il compito che mi pongo, ragionare insieme a quanto viene proposto in modo critico cercando quanto può aggregare (il tuo suggerimento mira a questo …. vedi), uscire quindi da quelli piccole lobby che potrebbero condizionare un po’ troppo e muoverci dal basso, tentando il contatto con la gente per strada. Quindi la tua domanda è stata utilissima.

Riporto di seguito l'ultima interessantissima notizia pubblicata sul forum (con alcune note per riprendere la battaglia locale) che sintetizza in forma ufficiale quanto in parte emergeva da quel lavoro di taglia e cuci pre-ferie e ci dà la risposta tanto cercata su quanto intrapreso dai sindaci danesi, ottimo esempio per i nostri.

Questo documento  è comprensibilissimo, ruota attorno alla parte centrale (notizia sulla possibilità di rottura dei filamenti del Dna e "in Danimarca si muovono i sindaci") e tocca proprio quegli aspetti che potrebbero risultare più compatibili, validi per un pubblico allargato.

Tieni presente che uno dei gestori che sta portando avanti l'UMTS è proprio H3g (vedi comportamento arrogante che non rispetta nemmeno le normali regole relative alla proprietà privata).

Un abbraccio e grazie per le tue essenziali domande
Ho iniziato il dialogo con chi usa il cellulare ……. vediamo cosa è uscito.
Ciao Angela
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POSSIAMO SCEGLIERE!!!

Facciamolo usando il cellulare per comunicazioni brevi

Pensi siano così essenziali i servizi aggiunti che rendono il cellulare un mini computer se possono mettere maggiormente a rischio la tua salute e quella degli altri?!

Prima di risponderti, leggi attentamente

Penso che sia ora di parlare al "consumatore", a noi, non solo in termini di difesa dei diritti lesi, di unione contro i soprusi legalizzati, di ricerca di prezzi più bassi e convenienti in un libero mercato che tanto libero non è. Bisogna iniziare a valutare anche quanto paghiamo in salute e potremmo evitarlo o minimizzarlo scegliendo soluzioni più ecocompatibili. All'amministrazione locale rimane il compito di ragionare in termini sociali e pubblici, senza lasciarsi sopraffare da interessi privati, esclusivi, a beneficio economico di pochi. A tutti noi spetta la possibilità di fare "scelte" che rispettino la nostra salute e quella degli altri, imparando a condividere i beni essenziali, sempre più scarsi, da salvaguardare come "beni comuni", di tutti. Potrebbe diventare insostenibile il dilagare di promozioni per telefonare gratis per mesi, mentre si assiste inermi al lievitare delle bollette dell'acqua dopo l'entrata in borsa delle società di gestione.

Come riconoscere i telefoni cellulari UMTS?
Sono quelli che, oltre alle normali telefonate e all'invio di Sms, permettono i collegamenti ad internet, le videotelefonate, fanno i fax e le foto, consentono la raccolta di dati, la spedizione di e-mail, la visione di programmi televisivi, insomma offrono una serie di servizi con utilizzo di immagini. Un cellulare che da strumento di comunicazione si trasforma in un mini computer tutto fare, TV e macchina fotografica incorporate.

Però cosa succederà all'attuale rete di trasmissione?
Per mantenere il contatto e non perdere l'immagine servono tante antenne, forse meno potenti ma ad una frequenza alta. Il funzionamento dei cellulari di terza generazione avrà bisogno di una fitta rete di impianti per cui non saranno sufficienti quelli installati che comunque verranno incrementati anche dell'UMTS (quindi inquinamento su inquinamento, senza tenere conto delle criticità sanitarie già evidenziate a valori più bassi di quelli prevedibili per il futuro). Addio principio di cautela e precauzione, bruciato dai fatti.

Cosa proponiamo?

Stop ai cellulari con i servizi da mini computer!!

Utilizziamo un telefono di terza generazione solo quando verrà attuata una tecnologia meno invasiva, più rispettosa. L'attuale sistema UMTS rischia di creare danni seri al Dna, ne vale la pena solo per vederti al telefono?! Alcuni sindaci danesi hanno deciso di bloccare l'installazione delle antenne in questione finchè non sarà certo che sono innocue. Proponiamolo anche in Italia.

Cosa hanno già fatto in Sudtirolo

In Sudtirolo, provincia di Bolzano, il piano provinciale stabilisce che il Sindaco deve rifiutare nuove installazioni se la zona è sufficientemente servita specificando che il grado di copertura del segnale radiomobile compatibile con l'interesse pubblico esclude la trasmissione di immagini ed altro connesso a puri interessi commerciali.

Dalla Danimarca e dal Sudtirolo arrivano suggerimento utili ….. rendiamoli realtà anche per noi.

Angela Donati "Alberi non antenne" - Bologna

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Attenzione!!! - "Dai telefinini una minaccia per il DNA?" - "Nuovi UMTS: allarme salute". Questo è il titolo del comunicato n. 20 di GAIA - estate 2004 (trimestrale edito dal Movimento dei consumatori).

UMTS è la terza generazione di telefonia mobile, al nostro cellulare aggiungiamo alcuni servizi (internet, e-mail, immagini ….). Sono così essenziali in mancanza di una tecnologia meno invasiva e pericolosa? Vale i possibili danni che potrebbe causare al nostro DNA?! Valutatelo voi leggendo attentamente il documento riportato in calce, dopo alcune note.

Eccezionale!!! Questa è la notizia che i comitati aspettavano: mette in guardia ed evidenzia i rischi sanitari dell'UMTS!!!

TUTTI UNITI CONTRO L'IMMISSIONE DI QUESTA NUOVA TECNOLOGIA MAGGIORMENTE PERICOLOSA!!!

SEGUIAMO L'ESEMPIO DELLA DANIMARCA …. FATTIBILISSIMO!!! I NOSTRI SINDACI COSA HANNO DA DIRE IN MERITO??!!

Cosa è avvenuto finora?

Il fenomeno "antenna selvaggia" è avvenuto senza reali regole di garanzia sanitaria per l'immissione, direttamente a contatto con i luoghi di vita, di nuovi impianti tecnologici di cui prima non è stata provata l'innocuità (antenne per la telefonia cellulare e radioemittenti). Tutto è stato possibile, dopo avere rispettato (?) il limite di inquinamento di 6 V/m, ritenuto discutibilmente precauzionale anche se ben diverso da quanto espresso (0,6 V/m) dalle raccomandazioni del Congresso scientifico di Salisburgo (Austria) del 7-8 giugno 2000. Riteniamo non applicato il principio di precauzione osservando gli effetti, quanto è avvenuto ed è visibile sul territorio: bobi irradianti a pochi metri dalle finestre senza nessuna protezione, concentrazioni che incrementano fortemente il rischio all'esposizione prolungata, collocazioni più basse rispetto all'abitato circostante ponendo a rischio immediato le troppe famiglie coinvolte, informazione che continua a non arrivare ai cittadini che non possono presentare le osservazioni previste dalla Legge regionale, totale mancanza di un minimo coordinamento nelle nuove immissioni avvenute senza il supporto di una cartografia aggiornata e su presentazione di progetti mancanti di parti di edificio essenziali, collocazioni regolarizzate con troppa facilità anche se diverse da quanto depositato, impianti nuovi dichiarati come riconfigurazioni (modifiche a strutture già esistenti). Comportamenti poco rispettosi che si evincono dal recente comunicato rigirato da Mario Cicchetti Italia Nostra Genova …. "Ricevo comunicato elaborato ieri sera dal gruppo di Fontanegli che trasmetto in  allegato. …….. L'azienda H3G, che fa capo a potenti operatori di Hong Kong, ha paradossalmente scelto il sito in località Neie di Fontanegli pur non essendo questa area accessibile. A sorpresa gli uffici del Comune hanno rilasciato il 15/06/04 la concessione edilizia senza accertare la possibilità di effettuare regolari lavori, a meno di invadere terreni di proprietà o di disponibilità altrui. Il 28/07/04 l'impresa costruttrice, in assenza di permessi degli impianti interessati, ha invaso campi  coltivati,  prati ed ha abbattuto reti di recinzioni con  escavatori. Una vera aggressione, non contemplata dalla licenza edilizia.  Non risulta che a 13 giorni dai fatti, denunciati con querela ai Carabinieri,  gli uffici del Comune siano intervenuti. La costruzione dell'antenna con metodi sopraffattori non è accettata dagli abitanti che stanno resistendo al sopruso."

Serve pianificare e uno stop ai nuovi impianti Umts!

Dopo anni di contestazione e di proposte dei comitati contro l'elettrosmog molti Comuni, tra cui Bologna, tardano a mettere in pratica interventi sul Piano regolatore atti ad individuare siti idonei, insieme ai cittadini interessati, potere riconosciuto da una sentenza della Corte Costituzionale (n. 307/2003). Un serio progetto di pianificazione, concordato tra le parti, risulterebbe più rispettoso della salute ed affronterebbe in modo pubblico quanto finora prevalentemente gestito tra privati e lautamente corrisposto (da un lato il gestore e dall'altro un cittadino che solitamente abita altrove, mettendo a rischio la salute di altri, oppure assicurazioni, cooperative, Istituto dei Ciechi ecc.).

Cosa aspettiamo? considerando che, con molta probabilità, comunque nel rispetto di quanto è previsto dalla Legge regionale, si possono usare i siti precedentemente scelti così maldestramente anche per collocarvi i nuovi impianti UMTS così fortemente contestati dai cittadini italiani e dai sindaci danesi, nonostante ricerche specifiche in merito parlino chiaro "Nel 1997 uno studio firmato dal dottor Henry Lay, negli Stati Uniti, ha dimostrato che questa particolare frequenza è in grado di "rompere" i filamenti del Dna".

Angela Donati "Alberi non antenne" - Bologna


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Dai telefonini una minaccia per il DNA?

NUOVI UTMS: ALLARME SALUTE

Michele Boato, Beatrice Bardelli, Giulio Labbro Francia

UMTS: “Universal mobile telephone system”, è la terza generazione di servizi telefonici mobili. La prima era la rete analogica, la seconda quella Gsm, che ha invaso l’Italia con 56,7 milioni di utenti nel 2003. Con l’Umts (500.000 abbonati in Italia nel 2003), alla telefonia mobile si aggiungono Internet, e-mail, fax, banche dati da scaricare o trasmettere, ecc. E’ l’inizio della fine delle telecomunicazioni fisse? Ma con la salute come la mettiamo? Questo cellulare superintelligente comporta qualche rischio sulla nostra pelle?

A Bologna un gruppo del CNR, coordinato dal dottor Fiorenzo Marinelli, sta conducendo varie ricerche su questo campo. Il “sistema Umts lavora con radiofrequenze di circa 2450 Mega Herz” ci ha detto “nel 1997 uno studio firmato dal dottor Henry Lay, negli Stati Uniti, ha dimostrato che questa particolare frequenza è in grado di “rompere” i filamenti del Dna, cioè di alterare la struttura della molecola chiave degli esseri viventi. E’ una osservazione sperimentale da tenere nella giusta considerazione, e da approfondire con ulteriori indagini. Peccato che i fondi per questo tipo di ricerche siano sempre meno, non sappiamo che fine abbiano fatto i 246 miliardi di lire stanziati nella vendita delle licenze Umts, per studiare gli effetti delle emissioni elettromagnetiche.”

UMTS: ALLARME IN SVEZIA PER LA SALUTE

Il consiglio dell’Unione nazionale svedese degli affittuari non accetta l’installazione delle antenne per la telefonia mobile di terza generazione sulle case. L’Unione raggruppa il 45% degli affittuari di tutta la Svezia e ha fatto sapere che si opporrà a questa tecnologia, finché non saranno chiariti gli effetti sulla salute. “Allo stato attuale la scienza non ha chiarito abbastanza se le antenne per l’Umts possono influire sulla salute umana: fino a quando non ci sarà chiarezza non faremo costruire antenne sulle abitazioni o nelle loro vicinanze” ha detto il portavoce dell’Unione, Peder Palmstierna.

IN DANIMARCA SI MUOVONO I SINDACI

Le cose si stanno muovendo anche in Danimarca: tutti i partiti politici hanno chiesto un dibattito in Parlamento sugli effetti sanitari delle antenne Umts, alla presenza dei Ministri della Salute, Ricerca Scientifica e Informazione, sui possibili danni alla salute provocati dalle antenne Umts.

Inoltre i sindaci di Copenhagen, Aalborg e molte altre città danesi, che crescono di giorno in giorno, hanno deciso di bloccare l’installazione delle antenne sulle proprietà pubbliche, finché non sarà certo che sono innocue. Si sta tentando di bloccarle anche nelle proprietà private.

UNA RICERCA OLANDESE CONFERMA I RISCHI SANITARI

Si è conclusa recentemente una ricerca sugli effetti dei campi elettromagnetici condotta dal TNO (Netherlands Organization for Applied Scientific Research), Istituto di ricerca del Governo Olandese. La ricerca è stata voluta da ben tre Ministeri (Sanità, Telecomunicazioni ed Economia) su forte pressione dei cittadini. Il Parlamento Olandese ne ha discusso in commissione il 23 ottobre e ha deciso di inviare il report alla Commissione europea, con cui i tre Ministeri discuteranno i risultati.

La ricerca è stata condotta su 72 persone, di cui la metà “elettrosensibili”. Esse sono state esposte ad un campo di 1 Volt/metro, alle frequenze degli Umts. Si è riscontrata una  relazione statisticamente significativa tra le alterazioni allo stato di benessere dei soggetti (mal di testa, nausea, vertigini) e l’esposizione ad un campo elettromagnetico simile a quello dell’Umts, anche in assenza di fenomeni di riscaldamento del corpo umano.

E’ in programma una seconda ricerca di verifica dei risultati.

NESSUNO ASSICURA IL TELEFONINO

Nessuna società d’assicurazione è disposta più ad assicurare le imprese che producono cellulari. Il rischio che un domani un utente, o io suoi eredi, possa fare causa per danni”è giudicato incalcolabile”. La rivelazione è comparsa in gennaio sulla Süddeutsche Zeitung”: “Benché manchino ancora sicure prove scientifiche sulla pericolosità dei cellulari”, gli assicuratori preferiscono andare sul sicuro. Gli scienziati non sono ancora d’accordo? Bene, noi non ci fidiamo, spiegano le compagnie assicurative, siamo già rimaste scottate dall’amianto. Negli Anni Settanta, veniva usato a tonnellate per rendere sicuri i palazzi contro gli  incendi, e tutti sostenevano che era assolutamente innocuo. Anzi, le compagnie d’assicurazione pretendevano per stipulare le polizze d’antincendio che gli edifici fossero imbottiti da amianto. Poi si è scoperto che era altamente cancerogeno, e si sono dovuti pagare danni per miliardi di dollari, soprattutto in America. E se anche con i telefonini finisse così?

I contratti, ovviamente, dovrebbero coprire il rischio su scala internazionale, e ci si preoccupa che una causa venga intentata dagli utenti magari  negli Stati Uniti dove i giudici sono estremamente generosi nello stabilire i rimborsi. “Abbiamo rifiutato le offerte dei produttori di telefonini”, hanno confermato al quotidiano di Monaco le due più grandi compagnie di mediazione assicurativa: la “Marsh”e la “Aon”.

Le due società conoscono il mercato mondiale perché fanno da intermediarie tra le compagnie d’assicurazione e le grandi industrie. Georg Bräuchle, direttore commerciale presso la “Marsh Deutschland” ha dichiarato che “per la prima volta i contratti per i cellulari sono stati esclusi per il 2004”. “Anche noi abbiamo detto no”, conferma un portavoce della Aon tedesca. “E per quanto ci riguarda, già da tempo, abbiamo rinunciato a coprire il rischio dei portatili!, rivela il portavoce della Allianz, la più grande compagnia assicurativa tedesca.


Dal n° 20 di GAIA - estate 2004

trimestrale edito dal Movimento dei Consumatori

la notizia è pubblicata sul sito

http://alberinonantenne.interfree.it  (Attività)