TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

MERCOLEDI' 26 MARZO 2003
203ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza del Presidente
NOVI

Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio, Nucara.

La seduta inizia alle ore 9,05.


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante: "Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generali a frequenze comprese tra i 100 Khz e 300 Ghz" (n. 194)

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante: "Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti" (n. 195)
(Pareri al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge 22 febbraio 2001, n. 36. Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Riprende l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di ieri.

Ad avviso del senatore DETTORI la tematica dell'elettromagnetismo suscita attenzione da parte di tutto il Paese, come dimostrato dai numerosi comitati di cittadini che stanno attendendo la risposta del Parlamento in ordine ad un problema che solleva forti preoccupazioni. Senza entrare nel merito degli autorevoli pareri che sono stati espressi sull'argomento dai più importanti organismi internazionali della comunità scientifica, non si può accettare l'idea che la politica sia completamente emarginata da questa discussione, visto che una delle sue funzioni principali è proprio quella di interpretare l'apporto tecnico proveniente dalla comunità scientifica. In questo senso, si sente di fare al relatore un sommesso richiamo a che la politica guadagni lo spazio che le è proprio al di là degli ambiti tecnici richiamati dalla comunità scientifica. Peraltro, in ordine alla dannosità delle esposizioni non sono state ancora raggiunte sufficienti certezze scientifiche; questo dato, tuttavia, dovrebbe indurre non solo a proseguire nell'approfondimento, ma soprattutto ad adottare un criterio di prudenza e di precauzione, con l'introduzione di limiti più restrittivi e rigorosi rispetto a quelli che l'Esecutivo propone con i due schemi di decreto in esame. Tale approccio risulterebbe poi conforme a quello contenuto nelle diverse normative in materia di elettromagnetismo, emanate nel frattempo da varie regioni, mentre dovrebbe essere respinta l'obiezione in base alla quale la fissazione di limiti più rigorosi incontrerebbe lo sfavore di molti settori industriali preoccupati dai costi finanziari di questa eventuale scelta, dal momento che la salute dei cittadini dovrebbe costituire in ogni modo la priorità.

Il senatore ROLLANDIN ritiene che gli schemi di decreto presentati dal Governo in ordine ai limiti di esposizione dai campi elettromagnetici siano fortemente attesi dal Paese nel quale si riscontra una forte preoccupazione su questi argomenti, la quale è ancor più aggravata da quanto sostenuto nella relazione introduttiva ai due provvedimenti, laddove si ricorda che, allo stato attuale delle conoscenze, non si è ancora stabilito con certezza un nesso tra l'esposizione prolungata ai campi elettromagnetici e l'insorgenza di patologie quali tumori e leucemie infantili. Pur prendendo atto delle conclusioni che stanno emergendo nell'attuale dibattito scientifico, bisognerebbe improntare le scelte politiche su questa delicata materia a criteri di maggior prudenza, come del resto dimostrato da molte regioni con l'approvazione di normative che prevedono limiti ben più rigorosi rispetto a quelli che il Governo propone di introdurre. D'altro canto, non è casuale che proprio in relazione ai due schemi di decreto in esame non è stata raggiunta la prevista intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni, sede nella quale le autonomie locali hanno manifestato tutte le loro riserve nei confronti delle scelte che poi sono state trasfuse nell'articolato dei due provvedimenti.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il senatore TURRONI richiama l'attenzione della Commissione su quanto è accaduto nel corso della seduta pomeridiana di ieri in Assemblea dove si sta esaminando il decreto-legge riguardante le misure finanziarie per gli interventi in aree colpite da calamità naturali. Infatti, il Presidente di turno non ha inteso dichiarare l'improponibilità, per estraneità all'oggetto, di due emendamenti che invece ictu oculi presentavano forti dubbi di proponibilità. In quella circostanza, il Presidente di turno ha dichiarato di rimettersi a quanto deciso nella Commissione di merito che non ha espresso alcun sindacato sulla improponibilità dei due suddetti emendamenti. La gravità di quanto accaduto è proprio dimostrata dal fatto che nella Commissione di merito non si è svolta la dovuta valutazione di ammissibilità di queste proposte, nonostante esse incidessero nel corpo di un decreto-legge. Questa situazione, peraltro, solleva il problema più generale della sede nella quale l'opposizione deve trovare adeguata tutela nei confronti dell'applicazione delle norme regolamentari che non possono essere violate per favorire taluni settori della maggioranza e del Governo, nella convinzione che i regimi si differenzino dalle democrazie quando gli organi terzi non garantiscono l'imparzialità delle decisioni ed il rispetto delle norme. Nel merito, poi, si riserva di attivarsi con le modalità più opportune affinché il Capo dello Stato segua con maggiore attenzione le vicende connesse all'iter del decreto-legge n. 15 del 2003.

Il presidente NOVI fa presente al senatore Turroni che la Presidenza della Commissione ha sempre tenuto un comportamento coerente in ordine alla valutazione di ammissibilità degli emendamenti che, specialmente in occasione dell'esame di decreti-legge, si è caratterizzato per un'impostazione particolarmente rigorosa. Nella fattispecie, non avendo il relatore ritenuto opportuno presentare gli emendamenti ricordati dal senatore Turroni direttamente in Assemblea, la Presidenza di turno della Commissione ha ritenuto di dover procedere ugualmente alla loro votazione: questa scelta non può essere sindacabile, così come l'orientamento assunto dall'Assemblea di non dichiarare l'improponibilità delle due proposte.
Avverte, quindi, in considerazione del numero dei senatori ancora iscritti a parlare per la discussione congiunta sui due schemi di decreto in titolo, che l'esame degli stessi proseguirà questo pomeriggio, intorno alle 15,30, al termine della prevista audizione del Capo del Dipartimento della protezione civile.

La seduta termina alle ore 9,30.