Comunicato stampa sui decreti governativi in materia di elettrosmog
A distanza di ben due anni dall“entrata in vigore della legge quadro n.36/01
il governo Berlusconi ha emanato oggi, 21 febbraio 2003, i decreti che
fissano i nuovi limiti di esposizione cronica ai campi elettromagnetici
generati in bassa frequenza, ovvero dagli elettrodotti, in 10 e 3 microtesla
(µT) rispettivamente per i valori di attenzione (il cui superamento impone
il risanamento) e per l“obiettivo di qualitą (per i nuovi impianti ). Il
ministero dell“ambiente, trasformato in ectoplasmo dalla linea politica
dell“attuale governo, per bocca del suo titolare ha affermato, senza
vergogna e con spudorata faccia tosta, che questi decreti assolvono alla
tutela della salute pubblica, che sono inferiori di 10 volte ai precedenti
limiti e che costeranno centinai di miliardi di vecchie lire per il
risanamento. In realtą questi spudorati decreti equivalgono ad un condono
tombale indiretto per i padroni dell“energia che non dovranno sborsare una
sola lira, lasciando lą dove si trovano, le linee ad alta tensione pur in
prossimitą di ospedali, edifici scolastici o di civile abitazione. Infatti,
se solo si mastica un po“ di misure, per avere in casa 10 µT bisognerebbe
vivere attaccati ai cavi di una linea A.T. da 380 KV. Per fortuna, tranne
rarissimi casi, questa condizione non č data. La comunitą scientifica
nazionale e internazionale non allineata, l“Istituto Superiore di Sanitą, in
un documento congiunto con ISPESL del 1998; universitą e istituti di ricerca
internazionali, definiscono grave e serio il rischio di contrarre patologie
gravi, quali tumori e leucemie, per chi abita in prossimitą di elettrodotti
ad un valore costante superiore a 0,2 µT! Sulla base di tale copiosa
documentazione il Governo Amato, mai sufficientemente ingiuriato per non
aver lui, emanato i decreti pur avendone obbligo di legge, per bocca
dell“allora ministro all“Ambiente Bordon e del sottosegretario Calzolaio,
diedero alle stampe la notizia che i nuovi limiti sarebbero stati proprio di
0,5 e 0,2 µT. ( vedi ANSA del 8/11/00 ore 11:52). Il Ministro Sirchia, se
non fosse preso dai convegni sulla tossicitą del fumo e dall“esigenza di
favorire le baronie dei suoi colleghi, potrebbe dare un“occhiata alla
letteratura in materia di esposizione cronica ai campi elettromagnetici
suffragata da indagini epidemiologiche consolidate, tutte convergenti sulla
necessitą di ridurre i rischi adottando misure di estrema cautela. Il
Ministro Gasparri vede oggi confermare la "bontą" del suo ignobile decreto
ministeriale 198/03 e sarą felice per questa quadratura del cerchio; Il
settore della telefonia mobile assurge al ruolo strategico e di pubblica
utilitą, affiancando quello dell“energia; I gestori, ormai tutti privati,
non dovranno spendere soldi in bonifiche ed ottengono la corsia
preferenziale per i loro impianti by-passando norme e regolamenti e leggi
regionali e nazionali; gli odierni decreti eliminano alla radice ogni
possibile ostacolo e lasciano ampio margine per il potenziamento degli
impianti e la dislocazione dei nuovi tracciati. Ancora una volta si conferma
la prevalenza degli interessi di mercato sulla tutela della salute pubblica.
Certo, non staremo a guardare, né subiremo passivamente imposizioni da
decreto, pił accostabili al codice penale che a quello civile e
amministrativo. Un nostro caro amico, affetto da leucemia, abitante a 7
metri dai cavi di una linee A.T. delle FS con un valore costante interno
all“abitazione di 0,6 µT, se n“č recentemente andato raccomandandoci di non
lasciare nulla di intentato nella lotta all“elettrosmog. E“ quello che
faremo, Signor Presidente del Consiglio & C.
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