Il 7 settembre è la giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti. Si stanno organizzando diversi comitati sparsi in tutta Italia, come potete verificare dai messaggi pervenuti che sotto riporto ad illustrazione delle iniziative in corso.

Anche Bologna e Granarolo aderiscono all’iniziativa.

Ciao Angela

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Ho letto solo adesso, la tua richiesta di spiegazioni sul 7 settembre.
Gianfranco Drogo
Rete Nazionale Comitati Rifiuti Zero
Coordinamento Provincia di Torino

AMBIENTE E FUTURO NEWS agosto 2005:
VERSO LA GIORNATA MONDIALE DEL 7 SETTEMBRE CONTRO
L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI.
Nonostante il periodo estivo molte realta' locali
stanno preparando iniziative di adesione a questo
evento sul quale LA RETE NAZIONALE "rifiuti zero" ha
deciso di convergere con una mobilitazione delle
realta' italiane legandola alla denuncia della TRUFFA
dei finanziamenti pubblici (nella forma dei CIP6 e dei
"certificati verdi") all'incenerimento dei rifiuti.
Gia' si prevedono iniziative da nord a sud della
penisola alle quali sicuramente se ne aggiungeranno
altre.Questa e' solo una prima "MAPPA".
TORINO, ALESSANDRIA, MERONE, TRENTO, MONSELICE,
GENOVA, LA SPEZIA, MODENA, REGGIO EMILIA, FERRARA,
FORLI', FAENZA, RAVENNA, MASSACARRARA, PIETRASANTA,
LUCCA, PISA, LIVORNO, SCARLINO, PISTOIA, PRATO,
FIRENZE, SIENA, GUBBIO, PERUGIA, ROMA, ACERRA,
SALERNO, NOCERAINFERIORE, TRANI, CASTROVILLARI,
COSENZA, PALERMO, ARAGONA, AUGUSTA.
Facciamo presente che sul sito web di GAIA
(www.no-burn.org) sono gia' a disposizione (in
inglese) documenti utili da cui le realta' locali
possono attingere.Entro il fine settimana sara' pronta
anche la "bozza"nazionale del volantino sui
finanziamenti agli inceneritori a cui fara' seguito il
testo di una petizione popolare da inviare al
parlamento europeo.Ricordiamo anche che entro il primo
settembre saranno "scaricabili" da sito web
http://ambientefuturo.interfree.it le traduzioni
italiane di due importanti testi sulle alternative
all'incenerimento.
Ricordiamo anche che il carattere e la
"dimensione"delle iniziative locali possono variare a
seconda delle opportunita' (conferenze stampa, sit-in,
assemblee, volantinaggi, feste e spettacoli,
fiaccolate ecc). L'importante e' che vengano
comunicate quanto prima per essere"raccolte"tutte
insieme ed inviate alla rete GAIA (che le pubblichera'
sul sito) ma soprattutto ai media nazionali.
Inoltre Lisa Nitti (www.retedonnebrianza.org) le
comunichera' ad una costituenda rete europea collegata
a GAIA(ottimo sarebbe avere il quadro completo delle
adesioni entro il 25 agosto).Nel frattempo potremmo
accogliere il suggerimento di Adriano Rizzoli di Nimby
Trentino di partecipare con una delegazione nazionale
anche alla marcia Perugia-Assisi prevista per l'11
settembre.
LA RETE NAZIONALE come deciso a Roma sara' presente
con dei rappresentanti alle manifestazioni del
27-28-29 agosto '05 che si svolgeranno ad ACERRA per
non dimenticare I "fatti"del 29 di un anno fa quando
la polizia carico' un corteo di 30.000 persone contro
l'inceneritore.
Infine cogliamo l'occasione per "rinforzare"l'appello
di Anna Stramigioli e di Federico Valerio ad inviare
dati e informazioni utili per costruire "dal vivo"una
mappa degli impianti che si vogliono costruire o
raddoppiare(triplicare)in tutta Italia.


Rossano Ercolini

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 Da Anna Stramigioli  -

10-08-05 
 
7 settembre: istruzioni per l’uso

Ambiente e Futuro News Agosto 2005:

 

Istruzioni per l’uso: verso il 7 settembre – Giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti

 

Insieme con Adriana Pagliai e Fabrizio estini abbiamo elaborato un testo (anche in allegato) relativo all’imbroglio dei Cip6 e dei certificati verdi con cui viene finanziata l’industria inquinante da parte pubblica. Questo testo (rivisto, corretto o integrato) costituirà una sorta di ‘cornice unitaria’ delle numerose iniziative che si svolgeranno in molte città italiane a sostegno della Giornata mondiale promossa da GAIA.

Per segnalare le correzioni e le integrazioni si prega di inviare i testi a ambietnefuturo@interfree.it oppure alla rete ‘noinc.’ entro il 20 agosto.

Nel frattempo colgo l’occasione di informare che attraverso una recente telefonata Vittoria Polidori, responsabile della Campagna inquinamento di Greenpeace Italia, mi ha comunicato il totale appoggio dell’associazione alla manifestazione del 7 settembre e insieme alla rete nazionale ‘Rifiuti 0’, con un testo comune, promuoverà a partire proprio dal 7 settembre una Petizione popolare contro i finanziamenti pubblici agli inceneritori da inviare al Parlamento Europeo.

Inoltre, sempre congiuntamente, verranno tradotti due importanti testi di Greenpeace della Gran Bretagna: “Blue print” e “Col waste management” relativi a dettagliate descrizioni tecniche riguardanti anche i trattamenti a freddo della frazione “residua” dei rifiuti.

I testi saranno disponibili a partire dal 1° settembre. Nel frattempo su invito della Rete mondiale GAIA è necessario quanto prima (l’ideale sarebbe entro il 15 agosto) comunicare i programmi e le iniziative dei gruppi locali che il 7 si mobiliteranno. Infine, poiché sulla rete non tutti sono al corrente della mobilitazione del 7, si prega di passare parola ricordando che informazioni dettagliate si trovano sui siti www.no-burn.org e http://ambientefuturo.interfree.it

 

Buon lavoro

 

Rossano Ercolini

 

 

 

 

L’adesione della Rete Nazionale “Rifiuti Zero” alla giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti e per migliori alternative di gestione degli scarti, indetta per il 7 settembre, promossa dalla coalizione internazionale Gaia è motivata, non solo dalla solidarietà che ci lega a tutti coloro che nel mondo lottano contro le nocività e le ingiustizie ambientali e sociali, ma anche dalla concreta situazione italiana.

Nel nostro paese è in atto un massiccio tentativo da parte di potenti lobbies industriali e finanziarie e da un trasversale arco di forze politiche, per la realizzazione di un grande numero di inceneritori.

Da nord a sud dell’Italia tutte le regioni sono oggetto di una campagna di promozione di inceneritori, sia nella forma di “impianti dedicati” inseriti nelle pianificazioni pubbliche per trattare i rifiuti urbani, che in quella di “impianti industriali” di co-combustione gestiti dalle industrie in cui si abbina l’utilizzo di combustibili tradizionali con la combustione di rifiuti ad elevato potere calorifero (CDR, pneumatici, biomasse di origine industriale).

I sostenitori di questa campagna, consapevoli della pessima reputazione attribuita agli inceneritori da parte delle popolazioni che giustamente li associano all’emissione di inquinanti cancerogeni, cercano di far breccia puntando sulla presunta “sostenibilità ambientale” degli impianti di “ultima generazione” non più definiti “termodistruttori” bensì “termovalorizzatori”.

A dispetto delle stesse norme giuridiche che classificano questi impianti come inceneritori con recupero energetico, si cerca attraverso un’opera di mistificazione mediatica, di accreditare i moderni inceneritori come impianti produttori di energia elettrica.

Quanto loro sostengono è assolutamente infondato.

Una letteratura scientifica vasta e inconfutabile afferma che bruciare rifiuti rappresenta uno spreco di risorse se confrontato con i risparmi derivanti dal recupero e dal riutilizzo e dal riciclaggio diretto dei materiali (nonché, a maggior ragione, attraverso la riduzione della produzione dei rifiuti, la prevenzione e l’avvio di cicli produttivi ad alto risparmio energetico) che consentono risparmi di energia da 3 a 5 volte maggiori rispetto all’incenerimento.

Inoltre, il “presunto” recupero energetico da rifiuti comporta un danno certo alla salute umana attraverso l’emissione di sostanze inquinanti persistenti e bioaccumulabili, si associa a processi decisionali autoritari che eludono non solo, come quasi sempre accade – Acerra, Brescia, Toscana, Piemonte ecc; - le stesse leggi (V.I.A. e Valutazione Ambientale Strategica, cioè la valutazione di piani e programmi) ma soprattutto ogni confronto democratico e partecipato nonché la valutazione delle proposte alternative; come se ciò non bastasse gli inceneritori producono elevate quantità di scorie e ceneri che devono comunque essere conferite in discariche speciali.

La favola della termovalorizzazione in realtà consente un recupero di energia elettrica che non va oltre il 18 – 20% del potenziale calorifico totale dei rifiuti a cui va sottratta l’energia necessaria alla produzione del CDR (separazione, essiccazione, movimentazione) e al trattamento delle ceneri, delle polveri e delle acque di risulta, è un imbroglio.

Inoltre, poiché il combustibile derivante dai rifiuti è composto almeno per il 35 – 40% da carta e cartoni e per il resto da scarti quasi tutti riciclabili – legno, gomma, plastiche, cascami tessili – appare evidente che bruciare rifiuti risulta concorrenziale e opposto al riciclaggio.

Occorre ribadire che la normativa vigente – comunitaria e nazionale – considera prioritario il recupero di materia rispetto al recupero energetico, quest’ ultimo comunque sempre subordinato alla riduzione, al riuso e al recupero di materia.

Non a caso, anche proprio nei più citati esempi europei – modello inceneritorista – come la Danimarca, il Belgio e l’Austria per l’impianto di Vienna, si applica una tassa sull’incenerimento da 4 a 71 Euro la tonnellata.

Al contrario, in Italia, l’industria dell’incenerimento gode di lauti sussidi pubblici che consentono di vendere all’Enel e al Gestore della Rete Nazionale, l’energia elettrica prodotta dall’incenerimento a prezzo 3 volte superiore a quello di mercato. Maggiorazione che viene caricata sulle bollette delle utenze sotto la voce truffaldina di “costruzione impianti fonti rinnovabili”.

Inoltre dopo la scadenza dei precedenti incentivi legati al CIP 6, gli sponsors degli inceneritori cercano di entrare da protagonisti nella ghiotta partita miliardaria dei “certificati verdi” attraverso l’inganno dell’assimilazione all’energia rinnovabile di quella prodotta bruciando rifiuti (Dlgs. 387/2003).

In realtà recuperare energia dai rifiuti bruciandoli è uno spreco e un imbroglio energetico ed economico.

Plastiche e carta sono le principali fonti di valore calorifico. Bruciare le plastiche che sono di derivazione petrolifera equivale a bruciare combustibili fossili. La carta è prodotta dal legno con un processo che coinvolge consistenti flussi di energia e di risorse primarie – acqua, foreste. Bruciandola si sprecano risorse che al contrario vengono risparmiate riciclando i diversi materiali cartacei.

Questa è una “truffa” che occorre bloccare.

Senza queste sovvenzioni, gli inceneritori, costretti a costi di investimento e gestione sempre più onerosi per mantenere le emissioni inquinanti entro una normativa, giustamente, sempre più restrittiva sull’inquinamento, non sarebbero in grado di reggere economicamente.

Noi sosteniamo che i finanziamenti pubblici debbano incentivare le produzioni pulite a basso tasso di scarti e di consumi energetici, il riciclaggio ed il compostaggio, nonché il risparmio energetico (case passive, piccoli impianti locali, in modo da evitare le perdite di rete) e le fonti energetiche realmente rinnovabili come il solare e l’eolico e i piccoli impianti idroelettrici.

Per bloccare questa truffa, assieme alle realtà locali, proponiamo una mobilitazione nazionale attraverso :

  1. Una raccolta di firme da presentare al Parlamento Europeo.

 

  1. L’individuazione di modalità organizzative per l’introduzione di forme di autoriduzione della tariffa rifiuti laddove questa non sia calcolata in maniera “puntuale” sulla base dei rifiuti realmente conferiti da ciascuno.

 

 

RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO

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Da: Ernesto Bugio

02-08-05

 

AMBIENTE E FUTURO NEWS agosto 2005:

VERSO LA GIORNATA MONDIALE DEL 7 SETTEMBRE CONTRO L’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI.

Nonostante il periodo estivo molte realtà locali stanno preparando iniziative

di adesione a questo evento sul quale LA RETE NAZIONALE "rifiuti zero"

ha deciso di convergere con una mobilitazione delle realtà italiane legandola alla

denuncia della TRUFFA dei finanziamenti pubblici (nella forma dei CIP6 e dei

"certificati verdi") all’incenerimento dei rifiuti.

Già si prevedono iniziative da nord a sud della penisola alle quali sicuramente se ne aggiungeranno altre.Questa è solo una prima "MAPPA".

TORINO,ALESSANDRIA,MERONE,TRENTO,MONSELICE,GENOVA,LA SPEZIA,MODENA,REGGIO EMILIA,FERRARA,FORLI’,FAENZA,RAVENNA,MASSACARRARA,PIETRASANTA,LUCCA,PISA,LIVORNO,SCARLINO,PISTOIA,PRATO, FIRENZE,SIENA,GUBBIO,PERUGIA,ROMA,ACERRA,SALERNO,NOCERAINFERIORE,TRANI,CASTROVILLARI,COSENZA,PALERMO,ARAGONA,AUGUSTA.

Facciamo presente che sul sito web di GAIA (www.no-burn.org) sono già a disposizione

(in inglese) documenti utili da cui le realtà locali possono attingere.Entro il fine settimana

sarà pronta anche la "bozza"nazionale del volantino sui finanziamenti agli inceneritori a cui

farà seguito il testo di una petizione popolare da inviare al parlamento europeo.Ricordiamo anche che entro il primo settembre saranno "scaricabili" da sito web http://ambientefuturo.interfree.it le traduzioni italiane di due importanti testi sulle alternative all’incenerimento.

Ricordiamo anche che il carattere e la "dimensione"delle iniziative locali possono variare

a seconda delle opportunità (conferenze stampa,sit-in,assemblee, volantinaggi,feste e spettacoli,fiaccolate ecc).

L’importante è che vengano comunicate quanto prima per essere"raccolte"tutte insieme

ed inviate alla rete GAIA (che le pubblicherà sul sito) ma soprattutto ai media nazionali.

Inoltre Lisa Nitti (www.retedonnebrianza.org) le comunicherà ad una costituenda rete europea collegata a GAIA(ottimo sarebbe avere il quadro completo delle adesioni entro il 25 agosto).Nel frattempo potremmo accogliere il suggerimento di Adriano Rizzoli di Nimby Trentino di partecipare con una delegazione nazionale anche alla marcia Perugia-Assisi

prevista per l’11 settembre.

LA RETE NAZIONALE come deciso a Roma sarà presente con dei rappresentanti alle manifestazioni del 27-28-29 agosto ’05 che si svolgeranno ad ACERRA per non dimenticare

I "fatti"del 29 di un anno fa quando la polizia caricò un corteo di 30.000 persone contro

l’inceneritore.

Infine cogliamo l’occasione per "rinforzare"l’appello di Anna Stramigioli e di Federico Valerio ad inviare dati e informazioni utili per costruire "dal vivo"una mappa degli impianti che si vogliono costruire o raddoppiare(triplicare)in tutta Italia.

 

Rossano Ercolini