La Rete civica di Castenaso partecipa alla giornata mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti del 7 settembre 2005, mediante la distribuzione presso la zona del mercato di Castenaso (piazzale antistante la Biblioteca Comunale) dalle ore 8 di mercoledì 7 Settembre del volantino che allega.
Allega inoltre la lettera protocollata, indirizzata al Presidente della Provincia, all'Assessore Ambiente e p.c.ai Consiglieri Provinciali ed alla Stampa.
Cordiali Saluti.
per la Rete Civica di Castenaso
Dario Chiletti.
 

 

 

A tutti i cittadini di Castenaso

 

Mercoledì 7 settembre 2005

GIORNATA MONDIALE CONTRO L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

 

Esiste un solo modo per contenere e "monitorare" le emissioni dell'impianto di incenerimento dei rifiuti di via Frullo: “ridurre la quantità dei rifiuti destinati ai suoi forni e aumentare la raccolta differenziata finalizzata al recupero oppure al riutilizzo dei materiali”.

Peccato che i programmi della provincia di Bologna e dei comuni di Granarolo e di Castenaso, nonostante l'approvazione del piano per una seconda campagna di monitoraggio degli impianti e dell'ambiente circostante, non abbiano ancora intrapreso questa direzione.

Infatti, anche in presenza di una direttiva europea (2000/76/CE), che assegna “priorità assoluta alla prevenzione dei rifiuti, facendola seguire dal riutilizzo e dal recupero e solo in ultima istanza dallo smaltimento in condizioni di sicurezza”, si prospetta un nuovo primato nella quota di rifiuti destinati a essere trasformati in cenere. Se con l'impianto "non riqualificato", si raggiungeva il 53% dell'intero
ammontare (contro una media europea del 20%), è certo che l'aumento della capienza dei forni produrrà un ulteriore sforamento.

La Rete Civica di Castenaso ritiene che il potere accumulato (per meglio dire, l'attuale monopolio) dalla società HERA e dalla sua controllata FEA nella gestione dei rifiuti urbani sia il maggiore ostacolo ad una radicale inversione di rotta nella gestione dei rifuti e delle politiche ambientali. Questa società per azioni, sebbene controllata da una maggioranza di azioni pubbliche, risponde solo ed esclusivamente a
logiche di profitto e di mercato e, per aumentare i dividendi (anche dei soci pubblici) è naturalmente costretta a trasformare in utili i suoi principali investimenti (tra cui la "riqualificazione" del vecchio
impianto di incenerimento).

Il problema non è il fatto in sè, di un'impresa che, in modo legittimo, persegue un profitto: per quanto riguarda i rifiuti, HERA non si occupa solo di inceneritori, ma - in molti comuni della provincia - gestisce  quasi l'intero ciclo della raccolta (dal cassonetto ai forni oppure alle discariche). In che modo si può pretendere una selezione efficace ed accurata dei rifuti a monte, quando l'investimento fatto
sull'inceneritore è in grado di produrre utili solo se i suoi bruciatori lavorano a pieno regime e quando per ogni kilowatt/ora di energia prodotto dal cosiddetto "termovalorizzatore", l'ENEL paga una tariffa
doppia?
La presenza di un inceneritore sul nostro territorio, da trentanni a questa parte, ha seriamente compromesso sul nascere una pratica collettiva, che in altre province - anche in Italia - invece è già una
realtà diffusa: un sistema efficace e efficente per la raccolta differenziata dei materiali e la separazione dei rifuti, con incentivi economici e/o sociali per chi separa. Compromesso, ma non in modo irreparabile, se i comuni, l'amministrazione provinciale e i fantomatici ATO, sotto la spinta di associazioni, comitati e singoli residenti, riacquistano un pieno controllo nella gestione dei rifiuti e trasferiscono il compito della raccolta e della selezione a enti (es. consorzi misti) o società specializzate nel recupero dei materiali.

La Rete Civica di Castenaso propone alle amministrazioni locali di aprire un tavolo di confronto pubblico, con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, i comitati e i gruppi spontanei, per
definire non solo le modalità e gli strumenti per attuare una raccolta ed una selezione finalizzata al recupero oppure al riutilizzo, ma anche una strategia di uscita dal collo di bottiglia dell'inceneritore.

 

Rete civica di Castenaso

info@retecivicadicastenaso.org

www.retecivicadicastenaso.org

 

 

 

Alla C.A. del Presidente della Provincia,
dell'assessore all'ambiente
e p.c. ai consiglieri provinciali
e alle redazioni in indirizzo

 

 

Mercoledì 7 settembre 2005

GIORNATA MONDIALE CONTRO L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

 

 

Egregi amministratori,

la tutela della salute e dell'ambiente richiedono, oltre a generose dichiarazioni d'intenti durante il periodo di campagna elettorale, la programmazione e la pratica attiva di politiche alternative alla distruzione del territorio e, per quanto riguarda i rifiuti, una svolta decisiva verso la riduzione, il recupero e il riciclo dei materiali.

Non è possibile dichiararsi sensibili alle istanze ambientali e contemporaneamente praticare politiche che di fatto comprimono la qualità della vita di tutti: non è possibile condividere le preoccupazioni dei residenti di Granarolo e Castenaso sulle emissioni dell'inceneritore di via del Frullo e insieme non scegliere di potenziare l'attività di selezione e raccolta differenziata dei rifuti, come unica possibile alternativa all’incenerimento e alla discarica.

Da notizie di corridoio, ma senza veste ufficiale e possibilità di un dibattito pubblico, si apprende che è in via di definizione il nuovo piano provinciale dei rifiuti. Il vecchio piano (che poneva tra i suoi obiettivi la riqualificazione dell'impianto del Frullo) non prevedeva una quota di raccolta differenziata molto più alta di quella individuata dal decreto Ronchi (36% contro il 35% nazionale) e, dati reali alla mano, solo nel 2003 è stato superato il 25%.

La rete civica di Castenaso si chiede quale obiettivo intenda porsi la nuova giunta provinciale con questo atto di programmazione e chiede con forza un dibattito pubblico e aperto sul destino dei rifiuti solidi urbani.

Ritieniamo, inoltre, che l'unica via d'uscita rispetto alla strada dell'incenerimento e della discarica (sbagliate perchè non sicure e anacronistiche) sia quella indicata dal parlamento europeo nella direttiva 2000/76/CE: ovvero concentrare l'attenzione principale del piano sul recupero e sul riutilizzo dei materiali, non solo elevando in modo consistente la quota (ad esempio il 60%), ma anche predisponendo una macchina organizzativa all'altezza della situazione. La presenza sul territorio delle Stazioni Ecologiche Attrezzate non ha dato un grande slancio ad un'attività che, in questi anni, ha avuto un carattere puramente volontario e non continuo: è necessario, per questo, pensare a soluzioni con benefici economici o sociali per le imprese e i residenti che adottano la pratica della separazione dei rifiuti e, comunque, prevedere un'attività di selezione di tutti i rifiuti urbani, a monte, prima dell'ingresso nei forni dell'inceneritore.

Bisognerebbe, in sostanza, ribaltare la questione è pensarla nei termini di un divieto etico, che impedisca un comportamento contrario alla tutela della salute e dell'ambiente: come il divieto di incenerire tutti i rifiuti che possono essere riutilizzati o riciclati. Data questa premessa, le soluzioni che la provincia di Bologna può mettere in campo dovrebbero essere dirette ad acquisire una rete efficiente di raccolta e di selezione, anche alternativa a quella di Hera, e di "trasformazione" dei rifiuti che coinvolga anche tutti quei soggetti (pubblici e privati) che sono in grado di tradurre in una nuova risorsa (anche economica) il materiale recuperato o riciclato.

In altre province, in Europa e in Italia, queste reti esistono già e viaggiano spedite sulla strada indicata dall'Unione Europea - nonostante non siano ancora stati completamente valutati i danni che potrebbe produrre un impianto per l'incenerimento dei rifiuti (con o senza la "termovalorizzazione"). Non si tratta di avanguardie politiche, ma della presenza di amministratori che, semplicemente, perseguono il cosiddetto principio di precauzione: ovvero, se esiste anche solo un sospetto di grave rischio per la salute pubblica, la possibile fonte di inquinamento deve essere immediatamente messa in quarantena.

Le politiche della provincia di Bologna in materia di ambiente e di gestione dei rifiuti, invece segnano il passo e richiedono un nuovo slancio: il nuovo piano provinciale dei rifiuti potrebbe rappresentare una nuova rampa di decollo, sempre che l'amministratore locale appagato dal voto non rinunci al volo e chiuda le comunicazioni con la torre di controllo.

 

 

Rete civica di Castenaso

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