da: Mauro Cristaldi
ho cercato di far passare il sottostante e-mail nel < , ma
non mi è tornato indietro come messaggio. so fa parte di un dibattito
sull'energia in corso nel Comitato "Scienziate/i contro la guerra". Non so
se l'argomento "nucleare" sia considerato tabù nella lista < ,
ma anche questo tipo impianti, che probabilmente saranno prossimamente
proposti in una nuova facciata imbellettata come panacea contro il dispendio
energetico in atto, sono fonte di onde elettromagnetiche, oltre che di
rischio come fonti di radioattività ionizzante, come scorie e come fonti di
DU. Grazie dell'attenzione e saluti vivissimi,
Mauro Cristaldi -----------------------------------------------------
Carissimi, ricevo da un Edoardo indignato le seguenti notizie sulla gestione
del nucleare in Italia (più in fondo, un documento sugli effetti
dell'industria petrolchimica siciliana), poi di mia iniziativa ci aggiungo
un documento passato "inosservato?" da Peacelink su S&P ed infine esterno il
mio pensiero, dicendo che in effetti la guerra per il massimo profitto e per
l'espropriazione della salute, dell'ambiente, delle risorse, del lavoro, dei
diritti, le multinazionali la stanno attuando, in modo certo meno eclatante,
anche contro il nostro territorio e le sue popolazioni, facendoci divenire
così nel contempo aggressori ed aggrediti. La solidarietà con i popoli
oggetto di aggressione sta perciò diventando sempre più legata ai fatti
concreti di casa nostra, al momento che i tempi degli sfruttatori delle
risorse energetiche si vanno stringendo - vicino al picco del massimo
sfruttamento - verso l'urgenza di appropriarsi delle residue e notevoli
risorse dei combustibili fossili accumulate in milioni di anni nel Vicino
Oriente (Afghanistan, Iraq, Iran, Arabia), per poi produrre con esse in
patria: scorie, rischi chimici, radioattivi ed elettromagnetici. Vi invito a
leggere con attenzione il sito "scorie nucleari" prima che lo rinascondano e
per trarne le dovute conclusioni su un paese geologicamente instabile come
l'Italia: <http://213.175.14.66/rifrad/index.html> Queste notizie sul
nucleare me le sarei di più aspettate da Massimo; invece il suo ultimo
messaggio è infarcito di belle speranze "pacifiste" sul mercato del
nucleare, che invece continua nella sua sotterranea guerra delle scorie,
pronte per essere usate al momento giusto (come DU, come NU, o come
ulteriore occasione di profitto per creare un sito supersicuro, che, pur
nascosto, sembra somigliare sempre più alla vicenda del ponte di Messina!).
A questo punto bisognerebbe rivedere chi è pro e chi è contro il nucleare
"per ragioni ideologiche" e magari avere più notizie, meno reticenze ed alla
fine (ma solo alla fine) meno sterili polemiche e populismi.
Un saluto, Mauro Cristaldi ------------------------- prof. Mauro Cristaldi
Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo Università "La Sapienza" Via A.
Borelli 50 00161 ROMA Tel.: 06.49918015 Fax:06.4457516
<
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dalla stampa LA NOTIZIA DIFFUSA DAL PARLAMENTARE ROSSO (FORZA ITALIA) HA
GIA´ SCATENATO REAZIONI. L´INCREDULITA´ DI CAVALLERA E DELLA FN «In
provincia un sito per lo smaltimento di scorie nucleari» Il premio Nobel
Rubbia indica un´area al confine con la Liguria fra le 33 individuate nel
territorio nazionale 22/1/2003 ALESSANDRIA Mentre la Conferenza regionale
dei servizi esamina il piano di disattivazione degli impianti nucleari della
FN di Bosco Marengo, nasce un «giallo» per una frase del premio Nobel, Carlo
Rubbia, commissario straordinario dell´Enea, riferita dal parlamentare
Roberto Rosso, di Forza Italia. «Durante l´audizione in commissione Ambiente
della Camera sulla sicurezza dei siti nucleari - dice Rosso - Rubbia ha
anticipato che l´Enea ha ridotto da 200 a 33 i siti possibili tra i quali
scegliere quale sarà il deposito nazionale di tutto il materiale
radioattivo. Uno sarebbe in una zona a Sud dell´Alessandrino, vicino al
confine con la Liguria». «Top secret» questa e le altre 32 località
indicate. L´indicazione riferita dal parlamentare fa escludere che possa
trattarsi l´impianto della FN spa come conferma il presidente del Cda,
Giuseppe Rolandi, che d´altra parte dice di «non essere assolutamente a
conoscenza delle affermazioni del Premio Nobel». E all´oscuro si dice anche
Ugo Cavallera, assessore regionale all´Ambiente: «Non so nulla su questo
possibile sito, nessuno in Regione ne è stato informato. Devo comunque
ricordare che l´Enea è uno degli enti che stanno studiando la scelta del
deposito di rifiuti radioattivi, bisogna capire a cosa volesse alludere
Rubbia». Tra l´altro la task force dell´Enea ha indicato alcuni criteri per
il sito dei rifiuti radioattivi: «no» alle isole per motivi di trasporto,
«no» alle zone vicino ai corsi d´acqua, a meno di due chilometri da
autostrade e superstrade e ad un chilometro da statali e ferrovie, «no» pure
alle aree di sedimenti alluvionali. E, certamente, no a zone sismiche, e
sono molti in provincia i Comuni ora inclusi nell´elenco di quelli a rischio
sismico. Intanto l´ultima seduta della conferenza dei servizi che deve
consentire alla Regione di pronunciarsi sul piano di disattivazione della
FN, prevista per il 27 gennaio, è stata rinviata di alcuni giorni.
Accogliendo la richiesta del Comune di Bosco e del Coordinamento della
Fraschetta (associazioni ambientalistiche ed agricole e comitati spontanei),
l´assessore Ugo Cavallera ha esteso la partecipazione anche agli altri
Comuni (Alessandria, Basaluzzo, Casalcermelli, Fresonara, Frugarolo, Novi,
Pozzolo, Predosa e Tortona) che hanno approvato una delibera contro il
progetto FN sino a che non sarà indicato un sito nazionale per il deposito
dei rifiuti radioattivi. Sono state intanto ascoltate le osservazioni al
progetto del consulente del Coordinamento, presentate dal Comune di Bosco
Marengo. Franco Marchiaro Date: Tue, 21 Jan 2003 12:44:34 +0100 To:
Mauro Cristaldi@mail.uniroma1.it From: Edoardo Magnone
< Subject: che porcate! da
<<http://www.e-gazette.it/index.htm"http://www.e-gazette.it/index.htm>http:/
/www.e-gazette.it/index.htm <http://www.e-gazette.it/index.htm> guarda che
porcate! edoardo
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_____ ____ NUDE NUKE - CERCASI DEPOSITO PER LE SCORIE ATOMICHE
ITALIANE
Roma, 20 gennaio - È sempre più urgente la necessità di
individuare un sito nazionale dove depositare i rifiuti nucleari italiani.
Suscitano particolare preoccupazione le scorie liquide ad alta attività
contenute in vecchi serbatoi. Lo ha detto Roberto Mezzanotte, esperto
nucleare dell'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente, del territorio
e per i servizi tecnici), nel corso di un'audizione alla commissione
Ambiente della Camera. Da tempo si parla di un’urgente collocazione
del deposito nazionale (il "sito") ma nessuno ha coraggio di dire dove sarà
collocato. Inoltre il ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, ha
sostenuto che potrebbe essere affidato alla Sogin, la società ex Enel per le
dismissioni delle centrali atomiche italiane: un caso unico per il settore
atomico, poiché nel resto del mondo si evita di far coincidere controllore e
controllato (nel caso italiano la Sogin). Nel frattempo la Camera ha
ratificato il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti
nucleari. Le scorie - In Italia, ha spiegato Mezzanotte, ci
sono oltre 25mila metri cubi di rifiuti radioattivi, spesso nelle condizioni
originarie di quando sono stati prodotti, tenuti in impianti sempre più
vecchi, cui vanno aggiunti circa 50mila metri cubi provenienti dallo
smantellamento delle centrali, poco meno di 6mila metri cubi che torneranno
dall'impianto inglese di Sellafield, dove sono stati inviati per il
riprocessamento, e 290 tonnellate di combustibile nucleare irraggiato.
L'Apat propone il condizionamento dei rifiuti già presenti negli impianti,
l'individuazione di un sito nazionale per il deposito dei rifiuti a bassa e
media attività e la realizzazione di un deposito temporaneo, di lungo
periodo, per i rifiuti ad alta attività e per il combustibile irraggiato.
Mezzanotte ha auspicato anche l'attribuzione di "precise responsabilità" per
la realizzazione e gestione degli impianti e la ripresa della ricerca nel
settore. I casi più urgenti da affrontare, ha osservato, sono quelli dei
rifiuti liquidi ad alta attività contenuti in serbatoi vecchi. Per il sito
Eurex di Saluggia (Vercelli), dove è presente la più alta concentrazione di
rifiuti esistente in Italia, dei quali 113 metri cubi liquidi ad alta
attività, l'Apat ha promosso l'adozione di una serie di strumenti
prescrittivi. In proposito, ha sottolineato Mezzanotte, "il muro realizzato
recentemente intorno all'impianto riduce certamente il rischio connesso alle
alluvioni, ma non è alternativo all'impianto". Il sito nazionale, ha
proseguito, "è necessario e l'Apat ha già fornito alcuni indirizzi tecnici
generali per la progettazione delle strutture del sito, primo fra tutti
quello della reversibilità, in modo che le future generazioni, volendo,
possano optare per soluzioni diverse senza dove affrontare oneri gravosi".
Infine, per Mezzanotte, "c'è un problema di formazione nelle università:
sono stati infatti chiusi i corsi sul nucleare". Il trattato -
L'approvazione dell’accordo sugli esperimenti atomici - osserva nota
il presidente della Commissione esteri di Montecitorio, Gustavo Selva (An) -
avviene "nel momento in cui dalla Corea del nord è partito, con il ritiro
dal Trattato di non proliferazione nucleare, un segnale molto pericoloso e
anche per un altro paese, l'Iraq, si sta verificando, attraverso le
ispezioni delle Nazioni Unite, se vi siano pericoli dello stesso genere. Il
trattato, adottato il 10 settembre 1996 dall'assemblea generale delle
Nazioni unite, impegna gli Stati a non effettuare attività che comportino
esperimenti nucleari. Perché questo divieto diventi effettivo, é necessario
che il trattato sia ratificato dalle 44 nazioni individuate dall'agenzia
internazionale per l'energia atomica come in possesso di reattori atomici.
Tra i frenatori anche gli Usa - Manca, per farlo entrare in
vigore, la firma di paesi del calibro di Usa, Pakistan, Corea del Nord,
Cina, India, Israele, Indonesia e Iran. L'Italia, invece, non solo ha già
ratificato il trattato Onu per la messa al bando degli esperimenti nucleari,
ma si appresta anche a rafforzare la propria adesione con un finanziamento
di oltre 6 milioni di euro l'anno e con l'indicazione di compiti e sanzioni.
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_____ ____ NUDE NUKE - E INTANTO MARZANO FA SCOMPARIRE IL SITO WEB SUL
DEPOSITO ATOMICO…
Roma, 20 gennaio - C’era un gruppo di
lavoro fra ministero dell’Industria - oggi Attività produttive,
ministro Antonio Marzano - e la Conferenza Stato Regioni per individuare il
luogo dove costruire il deposito di rifiuti radioattivi. Lo scopo
del gruppo di lavoro è conquistare il consenso del territorio: dovunque il
deposito sarà collocato, la popolazione si opporrà. Quindi, le parole
d’ordine erano: trasparenza, comunicazione, consenso,
coinvolgimento.
Così era nato un bel sito web. Aveva
l’indirizzo: <<"http://www.minindustria.it/rifrad/index.html>
<http://www.minindustria.it/rifrad/index.html>
<http://www.minindustria.it/rifrad/index.html>
Ma se oggi cerchi il sito web nel sito del ministero guidato da
Marzano, la risposta è: Siamo spiacenti, la pagina da voi richiesta:
<<"http://www.minindustria.it/rifrad/index.html>
<http://www.minindustria.it/rifrad/index.html>
"http://www.minindustria.it/rifrad/index.html
<http://www.minindustria.it/rifrad/index.html
non è
stata trovata.
Il sito c’è, ma è nascosto. Il gruppo di
lavoro Stato-Regioni sulle condizioni per la gestione in sicurezza dei
rifiuti radioattivi nasce con l'accordo sottoscritto da Governo, Regioni e
Province Autonome il 4 novembre 1999 che sancisce l'intendimento di
concorrere a dare soluzione al problema della gestione in sicurezza dei
rifiuti radioattivi. Governo e Regioni hanno deciso di dare vita ad un
Gruppo di lavoro avente il compito finale di sottoporre alla Conferenza
Stato-Regioni un documento contenente Symbol ·
lo stato dell'arte degli studi e delle ricerche prodotti in
ordine alla localizzazione e realizzazione del deposito, con eventuale
prospettazione dei punti critici e degli argomenti di approfondimento;
Symbol · proposte inerenti le
iniziative di informazione e gli strumenti di confronto e coinvolgimento
delle popolazioni e degli Enti locali; le procedure per la scelta del sito e
gli strumenti di raccordo, con eventuale modificazione o nuova costituzione
di forme di cooperazione strutturali e/o funzionali, che consentano la
collaborazione e l'azione coordinata tra i diversi livelli di governo e di
amministrazione, con evidenziazione delle soluzioni atte ad assicurare una
maggiore semplificazione ed efficacia amministrativa; le soluzioni e gli
strumenti volti a promuovere e a realizzare le condizioni per l'armonico
inserimento delle infrastrutture di deposito nel contesto territoriale
circostante. La funzione di segreteria del gruppo di lavoro è affidata
all'Enea. Per ritrovare il sito nascosto sul nucleare vai
all’indirizzo <<"http://213.175.14.66/rifrad/index.html>
<http://213.175.14.66/rifrad/index.html>
0000,0000,ffff ><http://213.175.14.66/rifrad/index.html> >___________________________________________________________________________
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I RIFIUTI DELL’INDUSTRIA - I RETROSCENA, LE
INTERCETTAZIONI E I BAMBINI DI PRIOLO Siracusa, 20 gennaio - "Dalle
intercettazioni telefoniche e ambientali emerge la disinvoltura ed il
sostanziale disprezzo per il valore dell'ambiente e dunque della stessa vita
umana", ha detto Roberto Campisi, procuratore della Repubblica di Siracusa.
L'inchiesta, avviata il 10 settembre 2001, si è avvalsa delle
intercettazioni grazie alla modifica della normativa di legge che permette
adesso, per reati contro l'ambiente, di disporre delle registrazioni
telefoniche e ambientali. Dagli ascolti è emerso che l'attività d'impresa
era fortemente connotata da una volontà di riduzione dei costi, sia a
livello alto che in quello intermedio dell'azienda. Campisi parla
dell'esistenza di "un quadro probatorio impressionante da un punto di vista
processuale ma anche dal punto di vista umano. È un'azione che non ha
precedenti ed è collegata ad altre inchieste che sono in corso e riguardano
l'inquinamento di falde acquifere, malformazioni neonatali e incremento di
patologie tumorali".
"Siamo in riunione, non passi telefonate"
- Un’intercettazione in particolare riguarda una riunione convocata
nell’ufficio del direttore di stabilimento il 17 novembre 2001 il
giorno dopo avere appreso dell'indagine. All'incontro partecipa anche un
dirigente della sede centrale di Milano. Gli indagati parlano di quello che
avviene da anni nello stabilimento. Dicono che i certificati analitici sullo
smaltimento dei rifiuti sono sempre stati falsati. Nelle fasi conclusive
della riunione i dirigenti sono preoccupati delle frequenti ispezioni del pm
nello Stabilimento. Così progettano di istallare nell’impianto
clorosoda una macchina per il sollevamento e il trasporto di sostanze, in
modo da dichiarare alle autorità di controllo che l'apparecchiatura
servirebbe per scaricare rifiuti nei mezzi di trasporto. In realtà "il
macchinario servirà per miscelare i rifiuti all'interno dell'impianto senza
che ciò possa essere visto dall'esterno".

Gli aspetti sanitari - Tra il 1991 e il 2000 almeno mille bambini del
siracusano - concentrati soprattutto nel triangolo industriale Priolo,
Augusta, Melilli - sono nati con handicap fisici o mentali o con
malformazioni congenite. La Procura di Siracusa nei mesi scorsi ha avviato
un'indagine anche su questo allarme sanitario. Due mesi fa i magistrati
hanno sollecitato all'istituto per l'Indagine siciliana malformazioni
congenite tutte le schede inviate dai medici del comprensorio. L'inchiesta
ha finora appurato che nei comuni di Priolo, Augusta, Melilli, Belvedere,
Città Giardino, Lentini, Carlentini e Francofonte nascono bambini con
malformazioni congenite in una percentuale tre volte superiore a quella
riscontrata nel resto d'Italia: mentre la media nazionale delle
malformazioni è dell'1,54%, nella provincia siracusana la media è del 5,5%.
I dati subiscono variazioni da Comune a Comune.
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> >---------- Forwarded Message ---------- >
><http://digilander.libero.it/caserta24ore/news/dic02/19-12-nu.htm> >
>Caserta. Nucleare: Sul Garigliano un morto su due è per tumore. > >lo
spostamento della base Nato nel 1993, ufficialmente dovuto al taglio di
>fondi dell'amministrazione Clinton, sarebbe invece dovuto all'inquinamento
>radioattivo in cui versa la zona. > >Sessa A. 18.12.2002 (Caserta24ore). Il
Ministero della Sanità ha disposto >un'indagine conoscitiva per fare luce
sulla reale situazione dell'impianto >nucleare del Garigliano, ai confini
delle province di Caserta e Latina. La >centrale nucleare di Sessa Aurunca
sul Garigliano fu costruita nel 1959; da >14 anni l'Italia non produce piu'
energia nucleare, ma le centrali sono >sempre li', invecchiano, con il loro
carico di combustibile irraggiato - >uranio e plutonio - e migliaia di
rifiuti stoccati nei bidoni. > > L'indagine segue l'azione promossa da 14
sindaci dei Comuni della piana del >Garigliano tra cui quelli di Sessa
Aurunca, Formia, Gaeta che alcuni mesi fa >avevano firmato e sottoscritto un
documento in cui richiedevano l'avvio di >una indagine epidemiologica sulle
cause di morte negli ultimi 30 anni nei >loro territori. > > I sindaci
chiedevano tutte le misure di verifica sanitaria per stabilire se >ed,
eventualmente, in che misura - la fuoriuscita di sostanze radioattive >della
dimessa Centrale Nucleare sul Garigliano possa essere messa in >relazione di
causa e di effetto nei confronti del rilevante numero di casi >tumorali
registrati negli abitati della zona. > > Il leader storico del movimento
anti-nucleare Marcantonio Tibaldi, autore di >numerose pubblicazioni
sull'argomento, aveva dato il via all'iniziativa: "E' >da 41 anni che cerco
di denunciare gli effetti funesti della Centrale del >Garigliano, ma fino ad
oggi nessun si è degnato di rispondere a livello >nazionale. Dall'analisi
che abbiamo condotto sulle cause di morte degli >ultimi trent'anni, è venuto
fuori che in provincia di Latina si ha il più >alto tasso di mortalità per
leucemia e cancro. Ancora per attenersi a dati >ufficiali, se nel Lazio si
aggira intorno al 7,7 a Latina arriva al 21,63 e >al Garigliano al 44,28. E
non è tutto. C'è anche un'elevatissima percentuale >di malformazioni
genetiche. Fino al 1993, anno in cui non si sono più >raccolti i dati, sono
nati oltre 230 bambini deformi" > > Ed è proprio in quel periodo che la Nato
spostò una propria base costruita >all'interno di una montagna del Massico
(CE) vicinissima alla centrale >nucleare di Sessa, a Mondragone (CE) dove
attualmente funziona un comando >sotterraneo protetto nel quale verrebbero
spostati i comandi NATO in caso di >guerra. > > Nell'area napoletana,
ricordiamo, si trova il quartiere generale della NATO, >per la precisione a
Nisida. A Gricignano di Aversa ha sede l'US Navy, a >Bagnoli il più grande
centro per le telecomunicazioni del Mediterraneo. >Proprio gli impianti
radar di questo centro destano preoccupazioni agli >abitanti della zona per
l'inquinamento elettromagnetico i cui effetti si >risentono, sia pure con
intensità decrescente, fino a quattro chilometri dal >luogo di irradiazione
coinvolgendo un territorio intensamente popolato a >cavallo delle province
di Napoli e Caserta. > >A Nisida, all'estremità sud-orientale del golfo di
Napoli nella stretta lingua >artificiale, che unisce l'isola alla costa, è
oggi impiantata la sede del >Comando delle forze militari NATO per il
Sud-Europa. Curioso il fatto che il >quartier generale è stato costruito su
una zona archeologicamente rilevante. >Fino a qualche anno fa non erano
archeologicamente noti resti d'impianti >portuali antichi, ma le recenti
indagini subacquee, condotte dalla >Soprintendenza archeologica di Napoli e
Caserta per controllare la >costruzione di un molo di grandi massi di
pietra, hanno potuto rilevare tre >pilae ancora in piedi sul fondo marino,
superstiti di una numerosa serie di >altre finite sotto il riempimento che
nella seconda metà del secolo scorso >portò alla formazione della lingua di
terra dov'è oggi impiantato il comando >NATO. > > Per quanto riguarda la
centrale del Garigliano vi è il sospetto che lo >spostamento della base Nato
nel 1993, ufficialmente dovuto al taglio di fondi >dell'amministrazione
Clinton, sarebbe invece dovuto all'inquinamento >radioattivo in cui versa la
zona, finalizzato ad evitare di sottoporre i >militari statunitensi a rischi
tumorali. > > Tutti i Paesi che hanno una produzione di nucleare hanno
provveduto a >costruirsi un sito sicuro dove mettere i tutti rifiuti
nucleari. L'Italia ci >sta pensando soltanto adesso, questo significa che il
deposito dovrebbe >essere pronto fra 20 anni. > > Intanto nelle zone delle
centrali dismesse si muore sempre di più per tumore. >I sindaci dei 14
"comuni del Garigliano" chiedono come indennizzo sgravi >contributivi
incentivi per l'occupazione e l'esonero dalle imposte. > >
>------------------------------------------------------- > >-- >francesco
iannuzzelli francesco@peacelink.org >associazione peacelink
<http://www.peacelink.it> > >_______________________________________________
>Scienzaepace mailing list >Scienzaepace@area.bo.cnr.it
><http://www.bo.cnr.it/mailman/listinfo/scienzaepace> >