Campi e. m. ionizzanti: TG2 Dossier di oggi 9/11/03.

Roma, 9 novembre 2003.

Al dott. Carlo Sacchettoni – Redazione RAI - TG2 Dossier.

Egr. dott. Sacchettoni,

abbiamo visto il servizio giornalistico sul nucleare trasmesso oggi
dalla rubrica TG2 Dossier.

Vogliamo qui sottolineare la superficialità con cui il prof. Carlo
Bernardini, docente dell'Università degli Studi "La
Sapienza" di Roma, ha trattato l'argomento delle scorie
radioattive.

Siamo rimasti inoltre sorpresi per l'unilateralità con cui
è stato trattato l'argomento del riprocessamento delle scorie
nel sito francese di La Hague, in Normandia, ove un tecnico di quel
sito ha addirittura dichiarato che quell'impianto si prenderebbe
cura dell'ambiente.

Purtroppo, la ricerca epidemiologica smentisce quelle considerazioni
e ci dispiace che TG2-Dossier non abbia evidenziato quel problema.

Infatti, è stato scientificamente provato (rif. Journal of
Epidemiological Community Health, July 2001, Vol. 55, pag. 469- 474)
che intorno al sito di riprocessamento dei rifiuti nucleari di La
Hague l'incidenza della leucemia è 2.2 volte più alta del
valore atteso fra tutti i residenti di età fino a 25 anni entro 10
km dal sito negli anni compresi fra il 1978 ed il 1998, e di 6.4
volte più alta del valore atteso per i bambini di età compresa
fra 5 anni e 9 anni, nello stesso periodo ventennale di osservazione
e nella medesima area territoriale. Gli autori dell'indagine
epidemiologica, nelle conclusioni, raccomandano di proseguire la
ricerca nei bambini fino a 10 anni di età, sia in quel sito che in
altre postazioni simili.

Ci dispiace, inoltre, che non sia stato affrontato il problema della
bonifica del territorio sede di un impianto di produzione di energia
nucleare che venga dismesso, che si aggiunge a quello dello
smaltimento e al riprocessamento delle scorie.

Ci dispiace, infine, che non sia stato detto che perfino negli
Stati Uniti, che hanno una superficie circa 30 volte più grande
di quella italiana ed una densità di popolazione enormemente
inferiore, è stato finora individuato un solo sito per lo
stoccaggio delle scorie che risponderebbe alle caratteristiche
necessarie, nonostante gli ingenti fondi già spesi. Ma gli
esperti, proprio per quel sito, si interrogano ancora sulla
praticabilità e sulla sicurezza dell'approccio basato sullo
stoccaggio e sull'adeguatezza dei relativi "contenitori
eterni" delle scorie nucleari.

Nel corso della trasmissione questi argomenti non sono stati per
nulla considerati dai responsabili della Sogin, la Società che per
incarico del Governo sta attualmente cercando di individuare un sito
italiano "idoneo" per lo stoccaggio delle scorie nucleari.

Né tali argomenti sono stati affrontati dal ministro
dell'Ambiente
Matteoli.

Ma in che mani siamo?

Distinti saluti.

Cordinamento dei Comitati di Roma Nord - raf.capone
www.comiromanord.it