Sardegna, una legge contro le scorie radioattive

Sì a una proposta di legge che vieta la presenza di scorie.
La decisione arriva dopo le polemiche: no alla Sardegna
"cimitero" delle scorie nucleari di tutta Italia. 
 
di Gabriele Masiero
 
URANIO IMPOVERITO, LO SPECIALE

CAGLIARI - La Sardegna ha deciso e sul nucleare è pronta a fare le
barricate. Intanto utilizzando gli strumenti istituzionali.
Martedì infatti il consiglio regionale ha approvato
all'unanimità (64 sì su 64 presenti al voto) una proposta di
legge presentata dai 35 consiglieri dell'opposizione di
centrosinistra (Ulivo più Rifondazione comunista e Partito
Sardod'Azione) che vieta il transito e la presenza anche provvisoria
di materiali nucleari non prodotti nel proprio territorio, fatta
eccezione per quelli indispensabili a sanità, impiantistica
industriale e ricerca scientifica.

La legge, che entrerà in vigore il giorno stesso della
pubblicazione sul Buras (Bollettino ufficiale della Regione autonoma
della Sardegna), prevede che entro dieci giorni dalla promulgazione
sia istituita una commissione d'inchiesta che verifichi
l'eventuale presenza nell'isola di materiale radioattivo ( non solo
quello di provenienza esterna, ma anche quello interno, per esempio
l'uranio impoverito che avrebbe già fatto numerose morti nel
comune di Villa Putzu e di cui il Nuovo.it si è ripetutamente
occupato) e che, in tal caso, il presidente della Giunta Mauro Pili
esprima chiaramente la posizione della Regione.

Se necessario, il Consiglio adotterà norme di attuazione
statutarie che regolino i controlli: la Regione intanto, attraverso
le proprie strutture, deve vigilare sulla presenza di scorie per
impedirne ogni contatto con i cittadini.

La decisione arriva dopo le polemiche delle ultime settimane sulla
possibilità che la Sardegna sia scelta come "cimitero"
delle scorie nucleari di tutta Italia, ovvero quasi 50mila metri cubi
di veleni provenienti dalle centrali nucleari spente dopo il
referendum del 1987.

Su questa posizione la politica sarda non fa distinzioni di
casacca e all'unanimità fa notare che la regione ha già
dato tanto alla causa nazionale in termini di servitù militari.

Quindi il no alle scorie è arrivato unanimemente da tutti i
partiti che siedono in consiglio regionale.

Ma la mobilitazione contro le scorie nucleari continuerà per tutta
la settimana, fino alla manifestazione di venerdì prossimo, quando
in ogni parte dell'isola (ma l'iniziativa coinvolgerà
anche gli emigrati in tutto il mondo) chiunque vorrà, alle 20.30,
vestito di bianco o di nero, si stenderà per terra come se fosse
morto, ucciso dal nucleare.

Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi in seduta straordinaria
lunedì prossimo alle 17 per discutere la mozione di sfiducia al
presidente della Giunta, Mauro Pili: presentata dai 35 consiglieri
dell'opposizione, potrebbe però essere votata, e dunque passare,
anche da tre consiglieri dell'Udr e dai tre "ribelli" di An, sospesi
dal partito e confluiti nel Gruppo Misto.

Nei principali porti italiani, invece, venerdì sera sarà
organizzato un volantinaggio agli imbarchi dei traghetti per l'isola
per sensibilizzare i turisti e invitarli a firmare una petizione
contro le scorie.

L'iniziativa, promossa dalle associazioni culturali sarde,
si svolgerà a Livorno e Civitavecchia, ma nei giorni successivi
potrebbe ripetersi anche a Genova. Tonino Mulas, presidente nazionale
della federazione delle associazioni sarde, ribadisce la sua
contrarietà all'ipotesi di portare in Sardegna le scorie
naturali di tutta Italia e annuncia che "la mobilitazione dei sardi
d'Italia e d'Europa" non si fermerà e anzi proseguirà
finché il pericolo di trasformare l'isola nel "cimitero" del
nucleare non sarà definitivamente scongiurato.

IL NUOVO.IT (2 LUGLIO 2003, ORE 13:20)