EMERGENZA

ALLARME URANIO A VERCELLI

PERDITA  NEL BUNKER SCORIE

Nella piscina che isola le barre delle ex centrali nucleari

La Repubblica del 18 agosto 2006

 

MURUROA, IL CIMITERO NUCLEARE FRANCESE

Gli scienziati: i test atomici hanno provocato centinaia di casi di cancro

Un gruppo di ricercatori ha stabilito una relazione con le malattie riscontrate

Il governo non rende noti i dati in possesso dei servizi tecnici della Difesa

La Repubblica del 4 agosto 2006-09-05

(SEGUONO I TESTI IN FONDO)

 

NUCLEARE ......... scorie e relativi depositi di conservazione sicuri !!!???

Questi articoli e le evidenze riportate dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM Onlus sull’argomento dovrebbero fare ripensare sull’affermazione tanto di moda fra i nostri politici <<nucleare sicuro>> ......... che per ora non esiste

Ciao Angela

 

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Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM Onlus  

A proposito della notizia riportata ieri dal TG3 del Piemonte riguardante
una probabile fuga di liquidi radioattivi da una vasca del deposito nucleare
di Saluggia, cui sono seguiti alla nostra redazione telefonate e messaggi
allarmati, facciamo presente che la notizia e' da mesi che circola (e forse
la perdita risale al 2003), come dimostrano i due articoli sotto riportati,
e come al solito inizialmente è stata smentita da coloro che dovrebbero
"vegliare" su di noi ... Non è la prima volta che il tg regionale (ottimo
per riferire delle Sagre dei paesi e degli incidenti stradali...) riporta
notizie vecchie come fossero recenti, aggiornandole con pseudointerviste a
politici locali, con l'intento imperituro di tranquillizzare l'opinione
pubblica, che però, fortunatamente sempre più numerosa, si informa in modi
alternativi, come dimostra il progressivo calo di spettatori. (ndr Gruppo
Gevam Onlus)

Acqua radioattiva a Saluggia
25.05.06, tratto da
http://www.blogeko.info/index.php/2006/05/25/saluggia_acqua_radioattiva_perd
ita
Da una piscina dell'impianto nucleare di Saluggia, che con le sue 3000
tonnellate di acqua contiene materiale nucleare radioattivo, filtra acqua
contaminata. Dalla Sogin, che gestisce l'impianto, fanno però sapere che le
piccole quantità di acqua contaminata, fuoriuscite da una vasca di
decantazione e costruita in calcestruzzo, verrebbero raccolte da
un'intercapedine e poi restituite alla vasca centrale. L'intero
procedimento, dicono ancora le fonti ufficiali, è costantemente monitorato
dall'Arpa del Piemonte, che esclude ogni ipotesi di fuoruscita verso
l'esterno.
L'ex generale Jean avrà pensato che come seconda linea di difesa potesse
bastare una seconda vasca attorno alla prima nonostante le intercapedini
tornino puntualmente a inzupparsi. Segno che la perdita non è certo
occasionale. Stesse preoccupazioni vengono espresse da Flavio Abruzzesi, 57
anni, ricercatore Enea, ex perito nucleare, che parla della necessità di
avere maggiori informazioni sulla vicenda per escludere la probabilità che
l'acqua radioattiva possa filtrare nelle falde acquifere, non molto distanti
dall'impianto.
Oppure Carlo Jean prevede una terza vasca di contenimento? Gli appalti al
ribasso lo prevedono? Insomma, come sempre il gioco è a fidarsi e guai ai
pappamolle che arretrano di fronte alla radioattività, peccando di viltà.
-
Eurex di Saluggia - fughe radioattive?
Circa una decina di giorni fa, più precisamente il 24 maggio, il giornale
"Il Manifesto" aveva lanciato la notizia secondo cui da parecchio tempo
dalla piscina dell' impianto nucleare Eurex di Saluggia (in provincia di
Vercelli) uscirebbe "acqua radioattiva". In altre parole dalla piscina dell'
impianto Eurex (in cui sono conservati elementi radioattivi) ci sarebbero
stati rilasci di liquidi radioattivi in modo incontrollato.
Tale notizia è stato prontamente smentita dalla Sogin. Inoltre il successivo
25 maggio sul quotidiano "Vercelli e Valsesia" c'è stato l' intervento di
Giovanni D'Amore (responsabile del Centro regionale per le radiazioni
dell'Arpa) in un articolo di Enrico De Maria. Giovanni D'Amor avrebbe
dichiarato che l'Arpa effettua controlli dal 1994 e che fin dal 2003 (quando
la Sogin ha rilevato l' impianto dall' Enea) la Sogin ha segnalato la
presenza di acqua radioattiva nell' intercapedine della piscina. Tuttavia il
sistema delle piscine è a "matrioska" in modo da escludere ogni tipo di
perdita di acqua radioattiva all' esterno: pertanto anche se nell'
intercapedine in calcestruzzo della piscina filtrerebbero piccole quantità
di acqua contaminata, tuttavia tale acqua attraverso un sistema di pompaggio
verrebbe riportata nella piscina stessa. Inoltre viene escluso ogni tipo di
dispersione di radioattività all' esterno.
Queste parole non hanno tuttavia convinto del tutto alcuni cittadini e
ambientalisti, i quali criticano la gestione della Sogin.
Tratto da
http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/04/eurex-saluggia-fughe-ra
dioattive


Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
Visitate il sito http://www.cfa-monferrato.it per disporre di una panoramica
esauriente di tutto quanto avviene ed ha ripercussioni sull'ambiente
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Articoli sull’argomento tratti da La Repubblica

EMERGENZA

ALLARME URANIO A VERCELLI

PERDITA  NEL BUNKER SCORIE

Nella piscina che isola le barre delle ex centrali nucleari

La Repubblica del 18 agosto 2006

Marco Trabucco

Torino – La radioattività ha iniziato a fuoriuscire dalla piscina che ospita le barre dei reattori delle ex centrali nucleari italiane. Secondo le analisi condotte dall’Arpa, l’agenzia per l’ambiente della Regione Piemonte, il terreno e le falde acquifere attorno alla piscina Eurex a Saluggia, in provincia di Vercelli sono contaminati. Lo dice il rapporto che l’assessore piemontese all’ambiente Nicola De Ruggiero si è ritrovato qualche giorno fa sul tavolo. Subito ha lanciato l’allarme: <<Le misurazioni – puntualizza – sono relative a un’area molto circoscritta, vicina alla piscina, e presentano livelli di contaminazione per ora assolutamente non rilevanti dal punto di vista della salute pubblica. E’ però la prima volta in due anni di controlli che ciò accade. E dal punto di vista ambientale ciò costituisce un indicatore significativo, perchè testimonia che dall’intercapedine che circonda la piscina vi è un rilascio di acque contaminata. E che è necessario quindi svuotarla al più presto>>.

La piscina Eurex di Saluggia è la sede in cui è stato stoccato gran parte del materiale radioattivo italiano alla chiusura delle nostre centrali  in seguito al referendum del novembre 1987. E’ una <<vera>> piscina, in cui le barre di uranio e di altro materiale fissile sono immerse in posizione semiverticale. E che è circondata da un’intercapedine <<stagna>> che la isola, lo ha fatto almeno fino a poco tempo fa, dal terreno circostante. Adesso non è più così: e proprio a causa della <<trasudazione>> di acqua contaminata è in corso lo svuotamento della piscina: attualmente si stanno estraendo 204 <<trifogli>>, poi seguiranno le operazioni che prevedono la rimozione dei frammenti irraggiati e della fanghiglia dal fondo. Infine si dovranno estrarre 52 elementi nucleari, le barre. Ma non si sa dove mandarle perchè siano conservate con sicurezza.

Le scorie di Saluggia infatti fanno parte del materiale che sarebbe dovuto finire al fondo di una grotta a Scanzano Jonico, in Basilicata in quello che doveva essere il sito unico per le scorie nucleari italiane. E che non lo è stato per le proteste e le lotte, vincenti, delle popolazioni locali. Così circa l’80 per cento delle stesse scorie, spiega De Ruggiero, oggi è ancora in Piemonte a Saluggia (nella piscina e in un altro sito a questa adiacente) nell’ex centrale di Trino Vercellese e a Boscomarengo, nell’alessandrino. In condizioni di sicurezza che sono tutte da verificare. Anche perchè sia Saluggia che Trino si trovano in zone a rischio di innondazione. Una parte del materiale radioattivo negli anni scorsi era già finito in Francia, trasportato su appositi treni blindati, per essere <<trattato>> da aziende specializzate (con costi esorbitanti per il nostro paese). Ora però bisogna occuparsi di quella che è la parte più rilevante del pacchetto radioattivo piemontese: e di dove collocare le scorie che ci verranno comunque restituite dalla Francia.

<<Non si può più aspettare e queste analisi lo dimostrano – conclude l’assessore De Ruggiero – Per questo abbiamo chiesto al governo di designare al più presto il sito definitivo per il deposito di tutte le scorie. E abbiamo proposto che il prossimo “tavolo della trasparenza”, che riunisce tutti gli attori interessati alla questione della sicurezza nucleare, già programmato per ottobre, venga anticipato>>.

 

MURUROA, IL CIMITERO NUCLEARE FRANCESE

Gli scienziati: i test atomici hanno provocato centinaia di casi di cancro

Un gruppo di ricercatori ha stabilito una relazione con le malattie riscontrate

Il governo non rende noti i dati in possesso dei servizi tecnici della Difesa

La Repubblica del 4 agosto 2006-09-05

Dal corrispondente Giampiero Martinotti

PARIGI – I test nucleari francesi hanno fatto aumentare i casi di cancro alla tiroide nelle isole della Polinesia. Il sospetto non è nuovo, la certezza è arrivata pochi giorni fa: un’equipe di ricercatori transalpini assicura di aver stabilito <<un legame fra le ricadute dovute ai test nucleari realizzati dalla Francia e il rischio di un cancro alla tiroide. Questo legame spiega un basso numero di tumori, ma è significativo>>. Ad affermalo è un organismo ufficiale, l’Istituto nazionale della Sanità e della Ricerca medica (Inserm) per bocca di uno dei suoi direttori, Florent de Vathaire. I risultati completi verranno resi noti solo in settembre, ma l’annuncio ha creato scalpore nella Polinesia francese, dove le tensioni indipendentiste e il rancore contro gli esperimenti sull’atollo di Mururoa sono pane quotidiano.

Un’associazione che si batte da anni per il riconoscimento dei danni alla salute umana provocati dai test, l’Aven, ha detto che lo studio <<rende ancor più insopportabile la tesi del ministero della Difesa e del governo sui “test puliti” e intollerabile il ricorso sistematico in appello contro le decisioni dei tribunali che indennizzano le vittime>>. Secondo l’organizzazione, la Francia <<è uno degli ultimi paesi a riconoscere la nocività dei test nucleari, mentre la legislazione degli Stati Uniti riconosce, dal 1988, 31 tipi di malattie, fra cui 25 cancri, che possono essere provocati dagli esperimenti su persone presenti in un raggio di 700 chilometri attorno al punto zero>>.

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