Il vicepremier Fini ha detto:
"I militari italiani sono in Iraq come forza di garanzia, non di
occupazione. La pace non si costruisce limitandosi ad agitare le bandierine
arcobaleno ma assumendosi responsabilità. Vorrei che qualcuno a sinistra
aprisse gli occhi: l'Occidente è in guerra. Le bombe di Madrid equivalgono a
un 11 settembre europeo." Dopo i tanti luoghi comuni dei militari italiani
in Iraq come "forza di pace", ora emerge il concetto di "forza di garanzia":
garanzia per cosa e per chi? Per George W. Bush e le sue mire imperialiste,
o forse per i pozzi di petrolio? Dietro la strage dei militari italiani in
Iraq si ergono sempre più chiari gli interessi politici ed economici, il
servilismo verso una politica estera delirante dell'amministrazione
americana e la possibilità per l'Italia di sfruttare le riserve petrolifere
irachene.
Altro concetto poco chiaro è quello di "forza di pace", quando si dichiara
che "l'Occidente è in guerra". La morte di persone innocenti è ormai un
evento ridotto a semplice contabilità ordinaria, a una macabra partita
doppia dove a far da padroni sono gli insulsi balletti politici e il mondo
dell'economia. Poche ore dopo la strage di Madrid, le preoccupazioni più
grandi dei TG erano quelle di far retorica la più ampia possibile e di
tenere sotto controllo la Borsa. Un cronista trafelato e visibilmente
eccitato recitava da Piazza Affari che il confronto era con l'11 settembre
2001: là la Borsa era crollata di un sette per cento, qui solo del 3,5.
Quindi la risposta della Borsa è stata buona e responsabile.
Un confronto davvero edificante.
In questa partita doppia dei morti, a cadere non sono i Bush, i Rumsfeld, i
Blair, gli Aznar o i Berlusconi, nemmeno i Saddam Hussein e i Bin Laden:
sono i John, i Mike, i Miguel, i Paolo e i Mohammed. Perfino l'11 settembre
2001, quando si attentò al Pentagono, si scelse scientificamente di colpire
un'ala dell'edificio in fase di ristrutturazione: nemmeno un generale o un
uomo politico scalfito, solo John e Mike che magari lavoravano alla
ristrutturazione.
Il mondo ha preso una gran brutta piega e questa piega è scritta a chiare
lettere in numerosi documenti. Si parla di lotta al terrorismo e non ci si
accorge che in questo momento (e forse sempre) la guerra è la peggiore e più
devastante forma di terrorismo. Si parla di sicurezza nel mondo ed emergono
piani del Pentagono a ideazione Rumsfeld su "come fomentare il
terrorismo".  Si parla di assunzioni di responsabilità, quando esistono
documenti governativi ufficiali a firma George W. Bush, a tutti teoricamente
visibili, che inneggiano alla supremazia americana su tutto il resto del
mondo. Si parla di ripresa economica e dei Paesi europei che non riescono a
collegarsi al carro della ripresa USA, quando fior di economisti affermano
che non esiste alcuna ripresa economica: il pil americano è alle stelle solo
ed esclusivamente grazie ad un'economia di guerra. L'economia americana e il
debito USA sono ai limiti della sostenibilità (o forse già oltre). In
America non si produce più nulla, se non bombe e ricostruzioni in Paesi
devastati: le produzioni sono appaltate tutte nelle
zone speciali di produzione, dove si sfruttano governi oppressivi e
dittatoriali per evitare di pagare ai lavoratori salari anche solo in grado
di far sopravvivere questa gente, e i lavoratori americani rimangono
disoccupati.
E poi la Cina. Cosa succede in Cina? Chi lo sa?
Tutti dicono che la resa finale, il vero obiettivo in questo mondo
devastato, sia tra USA e Cina. Dicono che gli USA si stanno preparando al
confronto finale e adottano la loro strategia di terrore e guerra al
terrore. Ma nessuno si occupa della Cina. Un Paese che ha la più rapida
crescita economica al mondo, dove non esiste il rispetto per i diritti
fondamentali
dell'uomo, dove nonostante questo tutti investono, armato fino ai denti. E
che, nonostante tutto ciò, rispetto all'amministrazione americana, sembra
oggi quasi un Paese moderato, almeno in ambito di politica internazionale.
Capace perfino di assorbire, senza troppi danni, la "dubbia" patata bollente
di un virus da laboratorio quale la SARS.E se fossero i Cinesi a prepararsi
alla resa finale dei conti? Questa è la logica del mondo odierno. Potere,
economia e sopraffazione.
per questo continuerò a sbandierare la "inutile" bandierina arcobaleno e
assumerò una "responsabilità" ben precisa. D'ora in avanti NON aderirò più
ad alcun momento di retorico silenzio indetto da chi vuole nascondere le
proprie evidenti responsabilità; FARO' SILENZIO PER I MORTI COME E QUANDO
PARRA' A ME. Così come NON aderirò a retoriche marce della pace "bipartisan"
e organizzate da qualsivoglia forza politica incapace di prendere posizione
chiara e inequivocabile contro la guerra, ma ADERIRO' solo a manifestazioni
volute da movimenti di persone impegnate fattivamente contro la guerra e per
la pace. Perché, come dice Gino Strada (e anche il mio prete di campagna),
LA MIGLIORE SOLUZIONE PER EVITARE UNA GUERRA E' NON FARLA.

Giancarlo
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