Da Alessandro Iacopini
Aggiungo all'elenco degli esclusi i nostri pensionati e, come parzialmente esclusi, tutti i cittadini italiani senza "santi in paradiso":

- anziani: non vengono neppure più visitati. Persino al Pronto Soccorso vengono "guardati" per il sintomo più evidente e senza visita dimessi. Se hanno dimenticato di evidenziare -ed alcuni di loro non sono nelle condizioni di farlo- sintomi che a medio-lungo periodo possono dare luogo ad altri "episodi clinici"(come li chiamano loro) diversi e magari più gravi di quelli che presentano al momento dell'accesso al Pronto Soccorso, neanche si muovono per accertarli. Per loro sono solo grane in più.

Con la scusa di evitare l'accanimento terapeutico persino i medici di famiglia lavorano sulla stesa linea.
Sono oggetto quindi di "abbandono terapeutico": parafrasando una pubblicità che appare su manifesti di questi giorni "sono considerati morti di fatto prima ancora di morire".

- cittadini senza santi (la maggioranza): sono oggetto di disattenzioni equivalenti.
Le liste di attesa non sono una degenerazione del sistema, ma sono una tecnica amministrativa premeditata attuata per indurre il cittadino a ricercare l'attenzione mancante pagandosela in più rispetto alla quota già rilevante versata sotto forma di assicurazione sociale obbligatoria.

Ed aumentano del 30-40% il costo finale di ogni episodio clinico che necessiti di ricovero ospedaliere.
Ed aumentano del 30-40% gli accessi ospedalieri impropri-con i disagi conseguenti per gli interessati ed i loro familiari- che si sarebbero potuti prevenire con diagnosi più accurate e sevizi diagnostici meglio organizzati.

Ed aumentano del 100%, ad essere buoni, gli accessi impropri ai pronto soccorso che poi deve reagire come sopra descritto.

Conclusione: i problemi derivanti dalle differenze fra Paesi ricchi e poveri non sono molto diversi dai problemi fra poveri e ricchi e la loro soluzione comincia se cominciamo a segnare qualche punto almeno a casa nostra.

Conclusione:dobbiamo suicidarci per salvare il Paese?
No, sono possibili soluzioni alternative e ne parlerò-secondo il mio punto di vista- alla prossima puntata.
Ciao e grazie per aver sollevato il problema
Alessandro Iacopini
(Questa e' la societa' che rigetta i suoi figli, che abbandona i suoi anziani, i suoi malati, i suoi deboli, i suoi bambini. Questa e' la societa' che divora se stessa.

Viviana)
vivianavivarelli@aliceposta.it