Solo l'ipocrisia dei nostri tg puo' chiamare eufemisticamente l'esercito dei 25.000 mercenari diffusi in Irak 'agenti di sicurezza'. Del resto i reati contro le parole non si fermano qui, visto che un attacco aggressivo a un paese disarmato e' stato chiamato: 'esportare la democrazia', le bombe a grappolo: 'bombe intelligenti', la distruzione indiscriminata: 'colpire in modo chirurgico', le potenze occupanti: 'forze di liberazione', i soldati armati che sparano su folle, case civili e moschee: 'missione umanitaria', un governo di invasori o collaborazionisti: 'governo democratico', la messa a fuoco di un paese senza acqua, elettricita' e nel caos: 'ristabilire l'ordine', un popolo che si ribella difendendo se stesso: 'terroristi' e la violenta reazione in corso in Irak contro gli invasori: 'guerra civile'.

Anche l'ipocrisia delle parole e' guerra, guerra mediatica contro i cervelli che sono bombardati e messi all'ammasso.
La stessa ipocrisia la vediamo per i mercenari. Non si tratta di figure difensive equiparabili ai vigilantes che sostano di fronte alle banche o alle guardie del corpo che proteggono i vip. Sono veri corpi paramilitari vietati dalle leggi internazionali, addestrati alla guerra in campi militari da ex generali, che combattono con armi letali, restando tuttavia al di fuori di qualunque controllo statale, fuori dall'obbedienza di codici militarie e delle leggi internazionali. Questi corpi di milizie senza bandiera sono la logica appendice di una guerra scagliata al di fuori di ogni diritto internazionale e sottolineano ancor di piu' l'illegalita' di tutto l'intervento sull'Irak. A rigore non c'e' alcuna differenza tra questi 'soldati' (messi al soldo di..) e i picciotti addestrati e utilizzati dalla mafia o dalla camorra, si allarga solo l'ambito territoriale, aumenta il potere dei mandanti, resta inalterato lo scopo di rapina privata e di potere. Queste figure sono al di fuori di ogni termine di legge. «Chiunque avendo ricevuto un corrispettivo economico... combatte in un conflitto armato.. senza far parte delle forze armate di una delle parte..è punito...»: recita l'articolo 3 di una legge del 1995 che reprime le attività dei mercenari.

L'ipocrisia piu' grande e' che i governi, i ministri della difesa, i generali regolari, i diplomatici, i presidenti di governo... sanno benissimo di questa illegale presenza ma, poiche' riconoscerla creerebbe come minimo domande imbarazzanti nei loro elettori, tacciono o fanno nebbia. Ecco perche' i 4 mercenari italiani presi dagli Iracheni sono stati una patata bollente per Forattini che li ha immediatamente disconosciuti. E' lo stesso disconoscimento che abbiamo trovato troppe volte nei confronti del SISDI o del SISMI, i servizi di sicurezza (leggi di spionaggio) che spesso si sono trovati immischiati in oscure vicende di stragi, di attentati, di reati gravissimi contro la popolazione e che Berlusconi ha messo subito sotto il suo controllo diretto.

Le famigerate aziende di sicurezza che prolificano al di fuori di ogni controllo legale, non dicono i nomi dei loro mercenari ne' i loro scopi, tengono i loro ingenti capitali al sicuro nei paradisi fiscali, si sottraggono a qualunque ispezione e verifica, agiscono al di fuori di qualunque contesto civile. Parlare a questo punto di campi paramilitari per presunti (altri) terroristi come se solo li' stesse l'abominio e l'attentato alla pace del mondo diventa a dir poco equivoco. Se vogliamo lavorare per un mondo futuro di pace e legalita' e' anche contro questo tipo di abomini che dobbiamo lottare che non sono degni del futuro del mondo.

Viviana
vivianavivarelli@aliceposta.it