COMUNICATO IN OPPOSIZIONE

ALL'INCENERITORE PER IL TRENTINO

E' nota la volontà della politica trentina che, in tema di rifiuti, sta procedendo al progetto dell'inceneritore a servizio dell'intera provincia, che si vorrebbe costruire a ridosso del capoluogo, a cinque km dal centro storico della città, in una zona a più alta densità abitativa dell'intera provincia e dalle già elevate criticità ambientali.

I NIMBY trentino, in opposizione a quel progetto, sono i cittadini che intendono attuare una concreta difesa del Trentino dalla speculazione sui rifiuti, ora attraverso l'iniziativa della "Catena del digiuno"

che con oggi è giunta al suo 109° giorno progressivo.

Vi aderiscono i cittadini sensibili alla salvaguardia del territorio che chiedono ai rappresentanti della politica di abbandonare quella prospettiva dando l'avvio a sistemi di gestione dei rifiuti, del tutto possibili, che escludano il ricorso alla tecnologia altamente impattante, inquinante e irreversibile dell'incenerimento.

Il digiuno collettivo proseguirà fino a quando non si intravvederanno reali segnali d'apertura verso soluzioni rispettose della loro terra, dei cittadini, del risparmio di energia e materie prime e contrarie alla politica dello spreco che sta impoverendo territorio, società, cuori e menti.

Adriano Rizzoli è al suo 9° giorno di digiuno

Informazioni su NIMBY trentino in www.ecceterra.org.

In allegato comunicato ai rappresentanti della politica.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

NIMBY TRENTINO

Ai Rappresentanti

della politica

Con la scelta politica di ricorrere alla costruzione dell’inceneritore, quale presunta soluzione al problema della produzione e gestione di rifiuti, questa politica ha scritto una delle più brutte pagine della storia di questa Provincia.

E’ stato dato per ovvio che per affrontare questa complessa ed articolata questione l’unica soluzione praticabile sia quella di bruciare i rifiuti facendoli sparire nel “nulla”, illudendo che quella sia la terapia risolutiva.

Ogni dichiarazione ed apparente confronto ha dato per scontato che non debba esistere altra risposta se non quella della tecnologia più pesante e complessa, invasiva e irreversibile dell’incenerimento.

Consapevole che il problema debba essere affrontato, anziché aggirato, con strumenti più leggeri e adeguati al nostro prezioso territorio, il sottoscritto cittadino

chiede che siano attivate da subito

politiche di coinvolgimento e responsabilizzazione della società civile, in autentica e concreta collaborazione con le istituzioni e le categorie produttive, che sappiano anteporre il bene collettivo alle esigenze speculative di ristretti gruppi di persone.

Proprio perché quella pagina venga dunque strappata e se ne scriva un’altra, in cui sia escluso il ricorso alle soluzioni pesanti ed irreversibili, caratteristiche indiscusse della (non) soluzione dell’incenerimento,

manifesta la propria opposizione digiunando.

Confidando nel coraggio, nella lungimiranza, nel senso di responsabilità della Politica.

Adriano Rizzoli - 109° giorno progressivo del digiuno

Il digiuno e' una civile forma di opposizione, vissuta in prima persona da chi sente il dovere di dimostrare la contrarietà ad un'"opera" violenta qual’è l'inceneritore, ritenuta la negazione di un effettivo responsabile approccio alla articolata questione dei rifiuti.

Chi sceglie di digiunare, mentre si impegna a offrire qualcosa di personale, al fine del bene comune, si augura che il suo sentire possa diventare “altro” sentire in chi ricopre incarichi di responsabilità pubblica nei confronti della collettività.