Strane Olimpiadi. Le ventottesime Olimpiadi, quelle del Commercio e dell'abuso.
Durata: 15 giorni.
Tornate al paese dove nacquero, la Grecia, nel 776 a.C.. Si fecero in Grecia nel 1896 e cento anni dopo sarebbero spettate di nuovo alla Grecia ma furono scippate da Atlanta per volonta' della Coca Cola, perche' cosi' va il mondo, oggi tornano ad Atene, Dio e la Coca Cola permettendo.

Spesa: dieci miliardi di euro = 20.000 miliardi di dire, meta' solo per la sicurezza, la Grecia si e' rivolta persino alla NATO. Mai visti tanti soldati dall'esercito dei colonnelli. 70.000 addetti alla sicurezza, il triplo di Sidney: CIA, Scotland Yard, servizi segreti russi e israeliani, FBI.. col permesso di girare armati quando la Costituzione greca vieta che si portino armi. Come diceva de Cubertin: "Un momento di fratellanza delle genti..."?!

La cifra spesa e' enorme, di essa poco o nulla per progresso e sviluppo. Pero' il governo ora puo' stabilire alleanze coi poteri forti del commercio mondiale.

2700 anni fa le Olimpiadi segnavano un tempo di pace, i Romani chiudevano le porte del tempio di Giano signore degli inizi di ogni guerra, oggi il mondo e' devastato da guerre che si chiamano umanitarie o religiose, quando nessuno sano di mente e giusto di cuore puo' vedere alcunche' di umanitario o religioso in una guerra.

Si temono ritorsioni e attentati sul piu' grande palcoscenico del mondo: Ceceni, Talebani, Iracheni, Iraniani, Sciti, Al Qaeda, IRA, Baschi, palestinesi... L'ira del mondo e' grande. Di pace non parla piu' nessuno, la parola e' ormai deviata. Il diavolo ciancia di acqua santa e intanto fa affari. Il tempio di Giano non si chiude ma quello degli affari e' sempre aperto.

Per pagare queste Olimpiadi la Grecia tagliera' la spesa sociale (sanita', educazione e previdenza) a tre generazioni. Ha riempito il paese di congegni di sicurezza, telecamere.. e il governo dice che non li smantellera' a Olimpiadi finite. Dunque questo governo di destra della Grecia non tagliera' solo le risorse economiche ma anche le liberta'.

190 paesi dei 191 dell'ONU. Cento anni fa erano 14.
Ma la maggior parte delle genti del mondo non sa nemmeno cosa siano le Olimpiadi.
Avete visto la delegazione indiana? Il secondo paese piu' popoloso del mondo ha meno atleti del Lussemburgo. Lo sport e' un lusso. Ma in India, in Bangladesh, nei paesi piu' poveri dell'Oriente.... ci sono solo tre sport: la corsa fuori dal fango dei monsoni, il salto del pasto, la lotta contro la morte.

Lo sport avvicina i popoli? Lo sport e' diventata una delle maggiori aree di business, di speculazione e di imbroglio. E non avvicina i popoli. Avvicina le multinazionali, i signori del mercato. I loro logo dominano le Olimpiadi greche, non solo gli atleti (chi ha gareggiato sotto marchi diversi e' escluso dalla gara), ma anche il pubblico (chi porta marchi che non siano degli sponsor uffiali, sia esso pubblico o atleta, e' espulso dai giochi).

Mezzo milione di firme di protesta alle multinazionali per i profitti mostruosi realizzati calpestando i diritti delle genti.

Lo sport fa bene? Non certo ai lavoratori in nero, ai clandestini e ai lavroatori Greci, sottoposti a sfruttamento indiscriminato dalle grandi multinazionali dello sport, non ha fatto bene ai 70 morti sui cantieri (a Sidney solo un morto), non ha fatto bene a chi e' stato costretto a lavorare senza condizioni di sicurezza, 18 ore al giorno per 7 giorni la settimana, ne' ha fatto bene ai bambini, alle donne, agli uomini in dieci paesi del mondo che hanno lavorato in condizioni di schiavitu' per produrre gli abiti dello sport, gli oggetti dello sport, le divise dello sport, fuori da ogni protezione sindacale, fuori da ogni trattamento civile.. non ha fatto bene a chi ha avuto aborti spontanei per lo sfinimento del lavoro e gli acidi, a chi e' entrato nella depressione degli esclusi, a chi ha ricevuto insulti e minacce o botte dagli scherani dei giganti del mercato.

Lo sport non ha fatto bene all'ambiente greco devastato da opere dissennate.
"Brucia il braciere, e i diritti pure" (peacereporter).
Lo sport e' equo e apolitico? Chedetelo a Sofia Sakoraga, ex medaglia d'oro del giavellotto, rifiutata dal comitato olimpico "per motivi tecnici", perche' voleva correre coi colori della Palestina per richiamare il cuore del mondo sulla causa palestinese.

Le Olimpiadi sono un grande evento sociale? Chiedetelo ai 17.000 senzatetto, ai tossici, agli alcoolizzati, ai clandestini, alle prostitute, ai malati di mente... tutti spariti nella grande pulizia sociale, tutti deportati non si sa dove.

Lo sport parifica uomini e donne? Con molta ma molta fatica. Nella Grecia antica le donne sposate non potevano avvicinarsi agli stadi, e non c'erano atlete. De Cubertin vieto' alle donne di partecipare. Poi le suffragette spinsero per aprire le Olimpiadi anche alle donne.

Lo sport e' pulito? veramente le storie del doping lo hanno sporcato parecchio, vedi i due velocisti greci, stelle tanto amate, che si ritirano per non sottostare agli esami antidoping.

Lo sport e' sport? Non saprei. Il campione di Judo iraniano rifiuta di incontrarsi con l'avversario israeliano e si ritira dichiarandosi solidale coi palestinesi.

Lo sport e' leggerezza? Espulsi per sovrappeso un pugile ucraino e una judoteca di Crotone.
Lo sport e' uno spettacolo? Gli appartamenti olimpici tutti privi di tv, non c'e' nemmeno un'antenna.
Pubblico:
Bella la nipotina di Ciampi.
Sembra che Berlusconi non sia stato invitato!
Fischi agli atleti USA.
Boato di applausi per Afganistan, Irak, Palestina e Cuba.
I piu' casinisti gli Italiani, e' loro l'unico cartello che le nostre tv censurano: "Remate con noi", in mano ai rematori azzurri. Qualche contrasto con l'unico rematore accreditato? Una frase cosi' innocente era discutibile per Pionati?

Curiose quelle delegazioni islamiche in abiti da sceicchi e senza donne.
L'Afganistan nel '99 fu sospeso perche' gli studenti di teologia vietarono alle donne di praticare sport, oggi chi porta la bandiera e' una ex giocatrice di basket e pallavolo, che sotto i talebani organizzava corsi clandestini di sport femminile,

Il CIO aveva chiesto che la bandiera afgana fosse portata da una sprinter diciassettenne ma Kabul ha rifiutato.
Si chiama Robina Maqimadjar, si e' allenata correndo per sfuggire la polizia religiosa perche' senza burka.
Vuol diventare medico. Ricordate che le donne afgane non potevano essere curate ne' curare. Sono passati tre anni dalla 'liberazione e democratizzazione' dell'Afganista. Sono cosi' lenti i risultati civili, mentre gli oleodotti sono cosi' veloci?! Correra' anche Robina coi pantaloni lunghi per volere dei mullah? Simili a quelli che hanno lasciato affogare cinque studentesse turche perche' nessun uomo doveva toccarle.

Anche la Palestina presenta una donna per la prima volta: Sann Abu Bkleet, che studia da ingnerere.
Otto anni fa c'erano 26 delegazioni senza donne (e quasi tutte dei paesi arabi).
Perche' non fare una nuova regola che escluda i paesi che non presentano atlete?
Ora alle donne manca solo il pugilato.
Povero de Cubertin, che diceva che l'atletica e' cosa da maschi e alle donne spetta solo applaudire!
La dichiarazione piu' shoccante:
Carl Lewis: "Non so se gli atleti americani saranno fischiati. Se cosi' fosse sarebbe colpa solo di Bush. Lo sapete che non e' davvero il presidente degli Stati uniti? Che non ha vinto le elezioni? Come se uno arrivasse secondo e prendesse l'oro! Inconcepibile nello sport, ma non nella politica americana! Piuttosto che votare Bush mi farei decapitare!"


La storia piu' bella:
quella di Ala Hikmed, 19 anni, unica atleta irachena, corre su 100 e 200 metri piani. Chissa' come gli imam le permetteranno di vestirsi? Non potra' mostrare le gambe. Ma dice: "Avrei corso anche scalza", "Corro veloce, ma nel mio paese le pallottole corrono piu' veloce di me".

Corri, Ala, corri infagottata in pantaloni larghi e vecchie scarpe, puoi arrivare anche ultima, noi ti aspetteremo e tutto il mondo femminile correra' con te.

Viviana
vivianavivarelli@aliceposta.it