Gli ostaggi saranno rilasciati ma solo a pacifisti.
Lo scacco politico non potrebbe essere piu' grande.
Ore 18. Guardo in tv la manifestazione per la liberazione degli ostaggi a Roma, dura un'ora, il cielo e' bigio, il corteo triste salvo gli slogan scanditi dai Disobbendienti, le cifre incerte, da mille a 10.000. 700 vengono solo dai tre paesi dei rapiti, centinaia i fotoreporter e le televisioni da tutto il mondo. Latitante rainews24 che di solito da' la diretta. Presente il pacifismo di sempre, Padre Zanotelli, Alex Ciotti, Bertinotti, Agnoletto, Giuliani, qualche parlamentare Rutelli, Angius, Pecoraro Scanio, Angius... ma non si vede nemmeno una faccia del Polo con tutto che persino Ferrara ha detto che si doveva tutti manifestare solidarieta' alle famiglie. Berlusconi assente come D'Alema, come sempre. Fassino prudentemente questa volta ha disertato per tema dei fischi.

Ovviamente seguo su Lasette e 683 (Insider). La Rai e Mediaset come al solito boicottano la diretta, la parola d'ordine e' che questa non e' una manifestazione 'politica' ma 'umanitaria', lo dicono tutti i cronisti, 'umanitaria', lo ripetono le famiglie degli ostaggi, alla fine anche del messaggio del papa si dice che e' solo un messaggio 'umanitario'. Piu' si ripete questa parola ormai senza senso dopo la guerra 'umanitaria', piu' tutto appare quello che e': una manifestazione politica contro il governo e contro l'occupazione americana dell'Irak. Gli iracheni hanno chiesto proprio questo, il governo fa di tutto per commentare le cose in modo che non appaiano una protesta politica. Insomma si vogliono usare i pacifisti per togliere le castagne dal fuoco ma senza perdere la faccia.

In realta' non sono umanitari ma politici i Disobbedienti col loro solito camion bianco e un cartello che dice: "Ritiro immediato delle truppe dall'Irak senza se e senza ma" e ci sono tafferugli tra quelli di Cupertino e manifestanti che urlano slogan contro Berlusconi..Moltissimi gli iracheni, gli imam, l'imam di Torino, le donne velate...

Incredibile il commento di Cossiga:
"Comprendiamo che le famiglie provino conforto. Ma c'e' un passo politico da fare. Io non sono convinto che i tre non saranno rilasciati se non sara' pagato questo prezzo politico dal nostro governo. Avevano richiesto qualcosa di piu' di quello che si sta svolgendo. Io, come e' noto sono contro Berlusconi, e sono convinto che il pacifismo sia quello che ha portato alla 2 guerra mondiale per l'indulgenza verso la Germania e ha portato alla Shoah. Credo che questo pacifismo non serva assolutamente a niente. Credo che oggi il pacifismo dovrebbe essere un po' piu' coraggioso politicamente, se vuole non soltanto consolare gli afflitti, ma ridargli la pace. Dovrebbe essere piu' violento contro il governo, piu' a favore dell'Irak. Qualche scontro con la polizia al limite di San Pietro non mi dispiacerebbe, dovreste filmarlo in modo tale che possa soddisfare le richieste degli iracheni. La mia richiesta non e' paradossale. Bisogna fare i pacifisti fino in fondo. Il prezzo politico qui sono le scuse del presidente del consiglio. Io non sono suo sostenitore. Ma sarebbero qualcosa di simile alla fuga di Zapatero. Io ho lottato contro il rinnovo dell'invio delle truppe in Irak e avevo invitato il centrosinsitra a fare altrettanto. Questo governo non e' stato in grado di prendere la linea della fermezza perche' la linea della fermezza porta alla depressione, porta alle angosce morali e non mi sembra che questi ragazzotti della seconda repubblica siano della tempra dei democratici cristiani o dei comunisti e che siano in grado di sacrificarsi per difendere la dignita' dello stato, pero' un prezzo politico lo devono pagare. Io sono convinto che possono ottenere di piu' gli strada, i Casarini, i movimenti pacifistii, il campo antiimperialista che non i difensori di questo governo. Io non sono una ragazzino di Forza Italia.Ma lei crede che gli iracheni avrebbero ucciso un giovane colpevole di essere li' per guadagnare di piu' con un mestiere pericoloso per niente? L'80% delle persone che stanno sfilando provano pieta' per le famiglie ma dicono no a quello che facevano gli ostaggi. Questa e' un'abile e intelligente manifestazione politica antiamericana contro l'intervento in Irak e contro il governo, nella chiave pacifista degli Strada, del cardinal Martino, di Agnoletto, dei pacifisti, del sindacato pacifista, degli islamici... se volete dei risultati dovete sottolineare che questa e' una manifestazione contro questo governo, dovete inquadrare i cartelli che chiedono il ritiro delle truppe. Non intervistate i famigliari.. E' una cosa inutile, e' del sensazionalismo che non serve. Figuriamoci se ai Sunniti importa niente del dolore delle famiglie..."

Ma poi naturalmente tornano a intervistare subito le famiglie e per fortuna, contro gli auspici di Cossiga, non succede niente, non ci sono scontri auspicati con la polizia. Certo se Al Jazeera dovesse riprendere Rai e Mediaset direbbe solo che alla tv italiana non gliene puo' importare di meno, visto che continua la sequela cretina di veline e di quiz, invece l'intelligente Al Jazeera riprende proprio i cartelli di Casarini, riprende proprio le bandiere irachene (mentre Teodori de Il Giornale deplora la presenza di queste bandiere perche' le scambia per palestinesi!) e manda in onda un ottimo servizio, quello che la prudente tv di Cattaneo stenta a riprendere mentre Fede parla solo del successo del decreto Gasparri che gli salva il culo.. Insomma il governo latita paurosamente, il Polo sara' tutto al mare, immaginiamo.

Ma la relatrice di Lasette e' confusa e i giornalisti in loco continuano a fare domande sceme ai partecipanti. Chiedono a Dario Fo se non sia in fallo e lui risponde: "No, perche' sono qui a difendere il valore della vita". Chiedono a Bertinotti se non sia azzardato per un politico essere in quel corteo pacifista, prorio a Bertinotti che e' stato per la pace anche al tempo del Kosovo, e lui risponde, per tre volte perche' l'intervistatore continua a fare il finto tonto:"Chi non capisce questa manifestazione non capisce il dolore e la sofferenza".

Caldarola (DS) osserva che quella parte del mondo iracheno che vuol sapere quanti solo gli italiani a favore della pace lo sa gia'. E dice che l'ultimo giorno per manifestare era il primo maggio e quel giorno le bandiere della pace ci sarebbero state comunque. Peccato che a noi abbiano dato giorni diversi, forse per timore proprio di quel primo maggio che Berlusconi vuol abolire per far salire il PIL.

Dice che sicuramente questa richiesta non voleva dire niente, perche' la risposta sarebbe stata scontata, ma ci sara' anche un'altra parte della richiesta che e' stata presentata a Berlusconi e non sapremo mai se sara' onorata. Dove sara' il nostro capo supremo? In Sardegna a cantare e suonare canzonette? O a provare l'ultimo teatrino davanti allo specchio? La figuraccia della casa delle liberta' in tutta questa faccenda, guerra e connessi, risulta spregevole, non sanno piu' come uscirne, ormai anche i discorsi precotti suonano assurdi, ma Teodori ferreamente ripete: "Questa manifestazione dimostra soltanto che c'e' una corrispondenza di amorosi sensi tra guerriglia terrorista e campo antimperialista. Questo e' un movimento che rapporti con quelle persone li'" Che le famiglie degli ostaggi abbiano pieta' di lui. Amorosi sensi? Ma di che cacchio parla? Ma Teodori ripete prolissamente che queste manifestazioni lasciano il tempo che trovano, che e' una strategia per avvilire l'occidente, che cose di questo genere non hanno nessun significato..." che dimostrano solo che il terrorismo islamico ha un collegamento col radicalismo pacifista". Sbiadisce sempre piu' il suo senso e il suo significato umano.

Il Papa si appellera' all'unico dio e auspichera' non solo la resa degli ostaggi ma anche la fine delle sofferenze dell'Irak.

Intervistano un padre dei Beati Costruttori di Pace di Padova che parla male dei politici che avrebbero detto: "Sui soldi si tratta, sui diritti no".

Diliberto: "Siamo qui per solidarieta' alle famiglie, ma questa e' per forza una manifestazione politica, via l'Italia da questa sporca guerra coloniale!"

Agnoletto: "Avrei preferito il silenzio, ma chiaro che la guerra non una cosa che cade dal cielo. Ci sono delle responsabilita' politiche!"

Insomma, fate voi, rialsceranno gli ostaggi, li metteranno nelle mani dei pacifisti come ulteriore spregio alle forze dei conquistatori di cui non viene riconosciuta la dignita'. E poi?

Viviana
vivianavivarelli@aliceposta.it