Città
«Comitati, state al vostro posto»
Dalle circoscrizioni arriva l´altolà alle iniziative spontanee dei cittadini
Barbacovi:
«Hanno diritto ad esprimersi, ma non pretendano di avere tutta la verità in tasca»

di DANIELE BATTISTEL
«La nascita dei comitati non può che essere un bene per la democrazia. Personalmente quando vedo un gruppo di cittadini mettersi assieme per tentare di dare risposta ad un problema sono felice. Significa che c´è curiosità ed interesse su quei temi, ma poi le decisioni le deve prendere chi ne ha competenza e chi per questo è stato eletto». Melchiore Redolfi, presidente della circoscrizione Centro storico, accoglie con entusiasmo lo spunto lanciato ieri da l´Adige per intavolare una discussione sulla diffusione di comitati, gruppi di cittadini organizzati, associazioni che, in parte sostituendosi all´amministrazione comunale, tentano di portare all´evidenza dell´opinione pubblica disagi, preoccupazioni, rogne che toccano il quotidiano vivere della gente.
Nel mirino di parecchi responsabili di comitato ci sono proprio le circoscrizioni. «Questi organi - commenta Paolo Trivarelli (Solteri) - sulla carta dovrebbero essere la voce dei vari quartieri e coloro che lottano per i diritti manifestati dai cittadini. Purtroppo non è così: la circoscrizione si sta sempre di più trasformando in un organo prettamente politico e si comporta da politico, i consigli sono invasi di parole, di baruffe, ma di pochi fatti. Ecco allora che i cittadini devono arrangiarsi».
«In realtà - risponde Redolfi - i comitati nascono quando c´è un problema contingente; poi, quando questo è risolto, si sciolgono. Le circoscrizioni, invece, rimangono. Il nostro compito è quello di ascoltare i cittadini, intercettare i loro problemi, e poi tentare di risolverli». Non c´è dubbio che in questi ultimi anni forme associative fra vicini di casa, abitanti dello stesso quartiere siano proliferati in modo decisamente insolito. Secondo Redolfi si tratta di un fatto naturale «che la gente, quando la città sta definendo un cambiamento piuttosto radicale che interesserà varie zone, si chieda, voglia sapere cosa sarà del territorio in cui vive. E, se può, cerca di fornire indicazioni e suggerimenti».
Più duro invece il collega di Gardolo Claudio Barbacovi. «I comitati hanno il diritto di esprimersi, ma non pretendano di avere la verità in tasca su ogni argomento» chiosa il presidente.
Barbacovi non ritiene sminuito il ruolo delle circoscrizioni col sorgere dei comitati. «Devo dire che il Comune riconosce il valore delle circoscrizioni, tanto che quasi tutte le nostre proposte sul Prg sono state recepite dall´amministrazione».
Non nega però che in qualche caso, nello specifico questione inceneritore e rimessaggio della Trento Malè, Gardolo sia stata messa in un angolo da palazzo Thun. «Ci hanno detto che non esistevano altre soluzioni e abbiamo dovuto chinare il capo. Però va assolutamente spiegato alla gente che la circoscrizione non ha mai abdicato al proprio ruolo di mediazione tra l´ente pubblico e i cittadini. Anzi». Secondo Barbacovi le circoscrizioni stanno funzionando bene, «anche se maggiore autonomia decisionale e più potere non guasterebbe». Per fare cosa? «Proprio - spiega - per fornire risposte concrete alla comunità e per non doversi scontrare ogni volta con la gente per le questioni più piccole». Se la circoscrizione potesse decidere autonomamente, potrebbe rispondere meglio ai bisogni e «dunque evitare il proliferare di comitati e associazioni varie».
«Penso - risponde Italo Gilmozzi (San Giuseppe - Santa Chiara) - che nella nostra circoscrizione ci sia sempre stato un ottimo rapporto con i comitati. È stato il nostro no al progetto su via Cappuccini, per esempio, a far conoscere ai cittadini il problema e a farli muovere». Anche le circoscrizioni, quindi, possono fungere da stimolo.
Da soli, comunque, non si arriva da nessuna parte. «Ritengo che se oltre alla circoscrizione si attivano 500 persone si riesce a far muovere qualcosa, se non altro a farsi ascoltare. Ma i cittadini da soli non riescono a far cambiare idea all´amministrazione». «Accadesse una cosa del genere - conclude, - che il no di un comitato vale più del no della circoscrizione, allora queste sarebbero da eliminare». Un´ipotesi che, per altro, Gilmozzi vuole assolutamente scongiurare.

da L'Adige 1 luiglio 2004

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From: üInitiative fr mehr Demokratie
Sent: Tuesday, June 15, 2004 5:48 PM
COMUNICATO STAMPA
Colpo di scena ad Amburgo: in un referendum la cittadinanza si regala un nuovo sistema elettorale
All’ombra delle elezioni europee è passato in sordina, ma gli amburghesi domenica scorsa hanno festeggiato un evento sensazionale. I cittadini della città-stato sono riusciti a definire di propria iniziativa le nuove regole per la democrazia di questo Bundesland. Un’iniziativa civica con proposta di legge di iniziativa popolare aveva proposto un nuovo sistema elettorale che era stato portato a referendum in concomitanza con le elezioni europee. Benché i grandi partiti avessero presentato una controproposta al referendum ha stravinto la proposta del comitato civico. Per l’Iniziativa per più democrazia dell’Alto Adige questa esperienza è un modello da seguire per realizzare più democrazia nella nostra provincia, sia per il sistema elettorale sia per la democrazia diretta. Purtroppo l’attuale normativa in Alto Adige non ci consente di chiedere un referendum su questi argomenti lasciando tutta la materia nelle mani del Consiglio provinciale.

L’iniziativa era partita da un comitato civico „Mehr Bürgerechte“ (più diritti al cittadino), che con 81.000 firme aveva lanciato un sistema elettorale più democratico. Nel referendum gli elettori potevano scegliere fra la proposta della maggioranza governativa composta da CDU e SPD e la proposta del comitato indipendente. Il risultato parla chiaro: il 66,5% dei votanti si sono espressi a favore dell’ultima proposta, solo il 33,5% a favore della proposta dei partiti.

Con questo referendum Amburgo si è dato un sistema elettorale proporzionale più “personalizzato”: gli elettori da ora in poi potranno dare preferenze a candidati di più liste diverse e potranno cumulare le preferenze per singoli candidati. Di conseguenza gli elettori, in futuro, potranno determinare più liberamente la composizione del Parlamento di Amburgo. Sarà rafforzata la posizione del singolo deputato e migliorata la democrazia interna nei partiti.

L’evento è emblematico perché per la prima volta nella storia sono stati i cittadini di uno stato (un Bundesland in questo caso) a darsi autononommente una nuova legge elettorale tramite iniziativa e referendum. Si tratta di un caso “modello” per il metodo di riforma di regole parlamentari: non più i partiti hanno dettato legge su questo aspetto fondamentale, ma i cittadini stessi con gli strumenti di democrazia diretta hanno democratizzato il sistema elettorale. “Una democrazia viva”, scrive il comitato civico, “ha bisogno di entrambi i livelli. Non tutto potrà essere definito attraverso referendum, ma il Parlamento ha bisogno del correttivo della democrazia diretta. Abbiamo bisogno di una democrazia partecipativa e per arrivarci ci vogliono sia strumenti validi di democrazia diretta sia un sistema elettorale che dia più libertà e peso all’elettore nei confronti della predominanza dei partiti.”

È ovvio il riferimento alla nostra situazione locale. La democrazia diretta, voluta dalla nostra INIZIATIVA, consente di migliorare la democrazia stessa e permette di limitare il monopolio di potere dei partiti. Purtroppo, a differenza di Amburgo, in Alto Adige di queste riforme continuano a decidere solo i rappresentanti politici, mentre non è possibile un referendum su una proposta di legge presentata dai cittadini, come per esempio quella presentata dalla nostra INIZIATIVA. Dipendiamo dalla buona volontà della maggioranza del Consiglio provinciale che sarebbe libera di cambiare le regole per emulare l’esempio di Amburgo; cioè far sí che la popolazione possa liberamente decidersi nell’ambito di un refrendum fra una proposta avanzata dalla popolazione e quella della maggioranza del consiglio.

Stephan Lausch Bolzano, 15 giugno 2004
(coordinatore dell’Iniziativa per più democrazia)
Erste Pressestimmen zum Volksentscheid in Hamburg
Pressemitteilung 14.6.2004: Hamburger begrenzen Parteien-Macht!
Volksentscheid für neues Wahlrecht erfolgreich „Die Demokratie in Hamburg europaweit vorn!“  Am Sonntag, den 13. Juni fand in Hamburg – gleichzeitig mit der EU-Wahl - die Volksabstimmung über ein neues Wahlrecht statt. Zur Auswahl stand das Volksbegehren „Faires Wahlrecht“ und der Gegenentwurf von SPD und CDU. Das Volksbegehren wurde von 256507 Hamburgerinnen und Hamburgern befürwortet (66,5% Ja-Stimmen). Nur 242.987 hätten es sein müssen (20% aller Wahlberechtigten), damit das neue Wahlrecht Gesetzeskraft erlangt. Bei der nächsten Hamburger Wahl werden nun 17 Wahlkreise eingeführt, die Wählerinnen und Wähler können die Abgeordneten mit zwei mal fünf Stimmen direkt bestimmen und die Abgeordneten werden von ihren Parteien unabhängiger. Das Volksbegehren wurde vor fünf Jahren als überparteiliche Initiative gestartet und von Mehr Demokratie e.V. und dem OMNIBUS FÜR DIREKTE DEMOKRATIE mitgetragen. „Hamburg hat nun das modernste Wahlrecht Deutschlands!“, freut sich Thomas Mayer vom OMNIBUS. „Hier steht der Mensch im Mittelpunkt und nicht die Institution. Hamburg ist zum Symbol für eine von unten erneuerte Demokratie geworden. Das wird hoffentlich in andere Bundesländer ausstrahlen.“  Und der Düsseldorfer Künstler Johannes Stüttgen sieht „die Demokratie in Hamburg europaweit vorn!“ Stüttgen: „Zum ersten Mal nehmen die Wähler direkt Einfluß auf die Form ihres Wahlrechts. Und das haben sie selber durchgesetzt! Dies ist ein Modellfall direkt-demokratischer Gestaltung der parlamentarischen Regularien, die sonst nur von den Parteien diktiert werden.“  Weitere Informationen zum Volksbegehren: www.faires-wahlrecht.de Und zum OMNIBUS FÜR DIREKTE DEMOKRATIE:

Aus den Kommentaren der Hamburger Tageszeitungen:   taz Hamburg, 14. Juni: „...Das wirklich Wichtige, fast Revolutionäre ist jedoch der klare Sieg des Volksbegehrens für eine durchgreifende Reform des Hamburger Wahlrechts. Ein Triumph von unten....“  Hamburger Abendblatt, 14. Juni: „Hamburger nehmen Parteien Macht Was die Hamburger gestern per Volksentscheid beschlossen haben, kommt einer kleinen Revolution gleich. Erstmals wird es in Deutschland auf Landesebene ein Wahlsystem geben, das die Macht der Parteien schwächt und die einzelnen Kandidaten stärkt. Politische Funktionäre können nun weniger Einfluss darauf nehmen, welche Kandidaten aus den eigenen Reihen ins Parlament kommen. Nicht mehr die Ochsentour durch die Parteigremien zählt in Zukunft – sondern allein die Sympathie, die ein Politiker beim Wähler genießt. Dadurch steigen auch die Chancen für Querdenker und Seiteneinsteiger.“