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COMUNICATO STAMPA
La democrazia diretta non è merce d'importazione dalla Svizzera, ma parte integrale dell'idea di democrazia che si sta realizzando anche in Italia. È ragionevole considerare le esperienze di altri paesi e riprendere elementi ben affermati altrove

L'Ufficio stampa della Provincia ha dato notizia l'altro ieri dell'incontro tra il Presidente del governo del Cantone dei Grigioni e il Presidente della Giunta Provinciale Luis Durnwalder, nel quale si è anche parlato di democrazia diretta e ambe e due i politici avrebbero mes so in guardia dal voler importare un modello politico sviluppatosi attraverso tempi lunghi in un altro Stato o in un'altra regione. È ovvio il riferimento all'attuale discussione sull'introduzione di nuovi strumenti di democrazia diretta nell'ordinamento politico dell'Alto Adige. L'Iniziativa per più democrazia mette in rilievo che con l'attuale progetto di sviluppare la democrazia diretta non si tratta di importare un modello straniero ma di rendere attuabile i nuovi diritti politici di partecipazione delle cittadine e dei cittadini stabiliti dallo Statuto di Autonomia in base alla riforma della Costituzione italiana del 2001. Inoltre è intrinseco all'idea della democrazia stessa l'impegno di ogni Stato costituito democraticamente di procedere continuamente nella realizzazione di un effettivo autogoverno dei cittadini. Con la riforma costituzionale del 2001 è stata messa in atto una profonda modifica del sistema politico italiano, che ha rivoluzionato il rapporto tra istituzioni e cittadini. Se fino allora era dato solo alle istituzioni e tra questi in modo preminente allo Stato la funzione di realizzare l'interesse generale, allora con la riforma è diventato anche loro compito di "favorire l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà." (Art. 118 Cost. Ital.) La democrazia segnata originariamente in Italia in modo preminente dal principio di rap presentanza si è evoluta così secondo il dettame nuovo della Costituzione verso una de mocrazia di partecipazione, una democrazia delle cittadine e dei cittadini. Sta in loro a realizzarla. In primo luogo anche con strumenti di democrazia diretta, che sono stati fino al momento della riforma rilegati a una mera funzione di controllo e di "tappabuchi" e che ora invece vanno attuati come veri e propri strumenti di partecipazione dei cittadini equi parati a pieno titolo alle istituzioni nel perseguire il bene comune. È un vincolo costituzionale rendere questi strumenti praticabili quanto possibile e di soste nere la loro attuazione. "Così come è caduto il muro di Berlino, così con la riforma della Costituzione italiana del 2001 è anche caduto il muro tra democrazia rappresentativa e la democrazia diretta", ha annunciato il rinomato costituzionalista palermitano, prof. Andrea Piraino nell'audizione degli esperti in Consiglio provinciale la settimana scorsa. D'ora in poi sarà d'obbligo partire dal presupposto di una collaborazione tra istituzioni e cittadini. Il modo nel quale è stata regolamentata l'attuabilità degli strumenti di democrazia diretta nel disegno di legge di iniziativa popolare ora al vaglio del Consiglio provinciale assieme ad altre tre proposte di legge non è altro che il tentativo di realizzare questo principio.

Stephan Lausch Bolzano, 10 ottobre 2004