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ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia"
Da: "alberto"

Gazzetta Ufficiale N. 255 del 30 Ottobre 2002
COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA DELIBERAZIONE 2
agosto 2002
Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia.
(Deliberazione n. 57/2002).
IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA Visto il
Programma d'azione "AGENDA 21", adottato a Rio de Janeiro nel giugno 1992
dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED),
che identifica gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e gli interventi
necessari a realizzarlo; Vista la risoluzione n. 55/99 adottata il 20
dicembre 2000 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con la quale viene
affidata alla Commissione per lo sviluppo sostenibile, Commissione del
consiglio economico e sociale dell'ONU, la preparazione del Vertice mondiale
sullo sviluppo sostenibile "Rio+10" e accolta l'offerta della Repubblica del
Sud Africa di ospitare il summit; Viste le Convenzioni adottate dalle
Nazioni Unite su cambiamenti climatici, sulla diversita' biologica, per la
lotta alla siccita' e alla desertificazione, la Convenzione UNECE
sull'accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l'accesso
alla giustizia in materia di ambiente successivamente ratificate dallo Stato
italiano; Visto l'art. 2 del Trattato di Amsterdam del 1997 che stabilisce
che "La Comunita' europea promuovera'" ... "uno sviluppo sostenibile,
armonioso ed equilibrato delle attivita' economiche, un alto livello di
occupazione e della sicurezza sociale, l'eguaglianza tra donne e uomini, una
crescita economica sostenibile e non inflattiva" ... "un alto grado di
protezione e miglioramento della qualita' dell'ambiente, la crescita degli
standard e della qualita' della vita, la solidarieta' e la coesione sociale
ed economica tra gli Stati membri"; considerando, inoltre, che l'art. 6
prevede "l'integrazione delle istanze ambientali nella definizione e
attuazione delle politiche e della attivita' comunitarie" ... "in
particolare con l'ottica di promuovere lo sviluppo sostenibile"; Vista la
Dichiarazione dei Ministri dei Paesi membri dell'UNECE del 26 settembre 2001
- ECE/ENV/01/13 - che conferma l'impegno degli stessi Stati a predisporre i
programmi nazionali di strategia ambientale in vista del vertice mondiale di
Johannesburg sullo sviluppo sostenibile; Viste le Conclusioni della
Presidenza del Consiglio europeo riunito a Goteborg il 15 e 16 giugno 2001,
con le quali e' stata approvata la strategia europea per lo sviluppo
sostenibile e si invitano gli Stati membri a delineare le proprie strategie
nazionali; Visto il sesto programma di Azione per l'ambiente della Comunita'
europea 2001-2010 approvato dal Comitato di conciliazione il 19 marzo 2002 e
attualmente sottoposto all'esame del Parlamento e del Consiglio per
l'adozione finale; Visto il decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430,
recante il riordino delle competenze del CIPE; Visto il Documento di
programmazione economica e finanziaria per gli anni 2003/2006 in cui, tra
l'altro, la politica della sostenibilita' e' indicata quale componente
significativa dell'azione di governo; Vista la propria delibera del 28
dicembre 1993 (suppl. G.U. n. 37 del 26/2/94), concernente il Piano
nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell'Agenda 21, nel
quale sono indicate le principali linee di azione nei diversi settori
produttivi; Viste le proprie delibere 9 luglio 1998, n. 63 (G.U. n.199 del
27/8/98) e 5 agosto 1998, n. 79 (G.U. n. 241 del 15/10/98), con le quali
sono state istituite e regolamentate, a supporto dell'attivita' di questo
Comitato, le Commissioni CIPE tra cui la Commissione sviluppo sostenibile;
Considerato che, con il decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 e con la
riforma del titolo V della Costituzione della Repubblica italiana, sono
state trasferite alle regioni e agli enti locali ulteriori funzioni e
competenze in materia ambientale ed energetica; Visto il documento
"Strategia di azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia",
presentato al CIPE dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
con nota in data 23 luglio 2002, prot. n. 231/SSN; Considerato che occorre
verificarne l'attuazione e l'impatto sulla qualita' dell'ambiente anche
tramite l'utilizzo di appositi indicatori assicurando la confrontabilita'
internazionale dei dati; Considerato che al Consiglio europeo di Barcellona
del 15 e 16 marzo 2002 e' stata adottata una lista di indicatori per il
monitoraggio dell'attuazione della Strategia europea di sviluppo
sostenibile; Su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio; Delibera: Art. 1. 1. E' approvato l'allegato documento
"Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia
2002-2010"(di seguito denominato "Strategia") che costituisce parte
integrante della presente delibera e che individua gli strumenti, gli
obiettivi, le aree tematiche principali e gli indicatori per monitorarne lo
stato di attuazione. 2. La protezione e valorizzazione dell'ambiente vanno
considerati come fattori trasversali di tutte le politiche settoriali, delle
relative programmazioni e dei conseguenti interventi. 3. Le pubbliche
amministrazioni perseguiranno gli obiettivi previsti nel precedente comma
nei limiti delle risorse finanziarie autorizzate a legislazione vigente e
degli stanziamenti di bilancio destinati allo scopo. 4. Le pubbliche
amministrazioni sono soggetti promotori di ulteriori iniziative legislative
finalizzate al perseguimento degli obiettivi e all'adozione dei relativi
strumenti di cui alla presente delibera. 5. Gli strumenti principali
individuati per il raggiungimento degli obiettivi sono i seguenti: 5.1.
Applicazione della legislazione di protezione ambientale. Incentivare
l'applicazione della legislazione di protezione e dei controlli ambientali
anche tramite la semplificazione del complesso quadro normativo in vigore
con l'adozione di testi unici per le principali materie. 5.2. Integrazione
del fattore ambientale in tutte le politiche di settore. Assicurare la
sostenibilita' delle singole opere con una efficiente ed efficace
applicazione della valutazione di impatto ambientale (VIA). Verificare la
sostenibilita' dei piani e programmi mediante la valutazione ambientale
strategica cosi' come prevista dalla Direttiva 2001/42/CE anticipando, gia'
nella fase della pianificazione e programmazione, la ricerca delle
condizioni di sostenibilita' ambientale nelle scelte di piano. 5.3.
Integrazione del fattore ambientale nei mercati. Promuovere modelli di
consumo e produzione sostenibili attraverso strumenti economici (incentivi e
disincentivi). Carattere prioritario a tal fine rivestono: 5.3.1 una riforma
complessiva in senso ecologico del sistema fiscale tramite un progressivo
spostamento delle basi imponibili dall'uso del lavoro al prelievo di risorse
naturali, al fine di promuovere la dematerializzazione dell'economia; 5.3.2
l'introduzione di specifiche ecotasse su produzioni e/o prodotti inquinanti
con lo scopo di internalizzare i costi ambientali, salvaguardando nel
contempo la competitivita' delle aziende italiane; 5.3.3 riformare le
politiche di sussidi alla produzione e al consumo distorsivi dal punto di
vista ambientale; 5.3.4 istituzionalizzare l'integrazione degli aspetti
ambientali nelle procedure di acquisto da parte della pubblica
amministrazione; 5.3.5 promuovere l'adesione volontaria delle imprese ad
effettuare analisi degli impatti ambientali della propria attivita'
produttiva e a certificare la qualita' ambientale dei prodotti. 5.4.
Consapevolezza e capacita' decisionale dei cittadini. Promuovere la
consapevolezza e la capacita' decisionale dei cittadini favorendo anche la
diffusione delle etichette ecologiche ed energetiche sui prodotti.
Sviluppare le capacita' di dialogo della pubblica amministrazione con i
cittadini anche attraverso l'attivazione dei processi di Agenda 21 locali.
5.5. Contabilita' ambientale e indicatori per l'azione ambientale e lo
sviluppo sostenibile. Affiancare ai tradizionali strumenti di misura del
benessere economico (PIL) strumenti in grado di contabilizzare entita', uso
e stato di conservazione delle risorse naturali. Adeguare le strutture di
rilevazione ed il monitoraggio dei dati ambientali, al fine di rendere
misurabili gli indicatori adottati dai Consigli europei di Goteborg e
Barcellona per la verifica dei programmi di sviluppo sostenibile e di
strategia ambientale. 5.6. Rafforzare la ricerca scientifica e tecnologica
sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile. Finanziare attivita' scientifiche e
applicative riconducibili alle tematiche della qualita' della vita e dei
nuovi sviluppi tecnologici dei processi produttivi improntati alla
sostenibilita'. 5.7. Finanziamento dello sviluppo sostenibile. Predisporre
programmi di intervento per lo sviluppo sostenibile provvisti di specifici
fondi pubblici e capaci di attirare crescenti risorse private indirizzati
anche alle regioni e alle province autonome. Sostenere le strategie del
settore finanziario e assicurativo volte a valorizzare il fattore ambientale
nella concessione del credito e nell'attivita' assicurativa. Art. 2. I
principali obiettivi individuati e articolati secondo le aree tematiche
della Strategia sono i seguenti: Clima e atmosfera - Riduzione delle
emissioni nazionali dei gas serra del 6,5% rispetto al 1990, entro il
periodo tra il 2008 e il 2012, in applicazione del Protocollo di Kyoto; -
Estensione del patrimonio forestale per l'assorbimento del carbonio
atmosferico; - Promozione e sostegno dei programmi di cooperazione
internazionale per la diffusione delle migliori tecnologie e la riduzione
delle emissioni globali; - Riduzione dell'emissione di tutti i gas lesivi
dell'ozono stratosferico. Natura e biodiversita' - Protezione della
biodiversita' e ripristino delle situazioni ottimali negli ecosistemi per
contrastare la scomparsa delle specie animali e vegetali e la minaccia agli
habitat; - Riduzione della pressione antropica sui sistemi naturali e sul
suolo a destinazione agricola e forestale; - Protezione del suolo dai rischi
idrogeologici e salvaguardia delle coste dai fenomeni erosivi; - Riduzione e
prevenzione del fenomeno della desertificazione, che gia' minaccia parte del
nostro territorio; - Riduzione dell'inquinamento nelle acque interne,
nell'ambiente marino e nei suoli. Qualita' dell'ambiente e qualita' della
vita negli ambienti urbani - Riequilibrio territoriale ed urbanistico in
funzione di una migliore qualita' dell'ambiente urbano, incidendo in
particolare sulla mobilita' delle persone e delle merci; - Riduzione delle
emissioni inquinanti in atmosfera al di sotto dei livelli di attenzione
fissati dalla U.E.; - Mantenimento delle concentrazioni di inquinanti al di
sotto di limiti che escludano danni alla salute umana, agli ecosistemi e al
patrimonio monumentale; - Riduzione dell'inquinamento acustico; - Promozione
della ricerca sui rischi connessi ai campi elettromagnetici e prevenzione
dei rischi per la salute umana e l'ambiente naturale; - Sicurezza e qualita'
degli alimenti anche attraverso l'adozione del criterio di trasparenza e
tracciabilita'; - Bonifica e recupero delle aree e dei siti inquinati; -
Rafforzamento della normativa sui reati ambientali e della sua applicazione;
eliminazione dell'abusivismo edilizio; lotta alla criminalita' nel settore
dello smaltimento dei rifiuti e dei reflui. Uso sostenibile delle risorse
naturali e gestione dei rifiuti - Riduzione del prelievo di risorse naturali
non rinnovabili senza pregiudicare gli attuali livelli di qualita' della
vita; - Promozione della ricerca scientifica e tecnologica per la
sostituzione delle risorse non rinnovabili, in particolare per gli usi
energetici ed idrici; - Conservazione e ripristino del regime idrico
compatibile con la tutela degli ecosistemi e con l'assetto del territorio; -
Riduzione della produzione di rifiuti, recupero di materiali e recupero
energetico di rifiuti; - Riduzione della quantita' e della tossicita' dei
rifiuti pericolosi. Art. 3. 1. La VI Commissione CIPE per lo sviluppo
sostenibile istruisce, congiuntamente alla Commissione competente per
materia, le questioni sottoposte all'attenzione di questo Comitato aventi
rilevanza per l'attuazione della Strategia, al fine di verificarne la
coerenza ed il contributo al raggiungimento dei suoi obiettivi. La
Commissione esamina altresi', per le conseguenti decisioni del Comitato
stesso, la relazione sullo stato di attuazione di cui al successivo art. 4.
2. L'Istituto nazionale di statistica, l'Agenzia nazionale per la protezione
dell'ambiente e l'Ente nazionale per l'energia e l'ambiente inviano i dati
disponibili, con riferimento agli indicatori di cui al successivo art. 4,
alla segreteria della VI Commissione CIPE per lo sviluppo sostenibile entro
il 30 marzo di ciascun anno, al fine di permettere una verifica dello stato
di attuazione della Strategia. I dati trasmessi dovranno essere riferiti
all'ultimo aggiornamento disponibile. 3. Presso la VI Commissione per lo
sviluppo sostenibile, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello
Stato, sono istituiti: a) un tavolo tecnico coordinato dal Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio, al quale partecipano
rappresentanti del Ministero dell'economia e finanze, degli altri Ministeri
competenti per materia, delle regioni e di altri enti e istituti
eventualmente interessati. Il tavolo tecnico svolgera' le attivita' di
monitoraggio sull'applicazione degli strumenti e la realizzazione degli
obiettivi individuati dalla Strategia utilizzando anche gli indicatori di
cui al successivo art. 4, collaborera' con il Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio nella predisposizione della relazione di cui al
successivo art. 4 ed esaminera' le questioni da sottoporre alla Commissione
sviluppo sostenibile. b) un Forum rappresentativo delle istituzioni e della
societa' civile al fine di favorire la consultazione e la partecipazione del
pubblico all'attuazione della Strategia. Art. 4. 1. Il Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio trasmette a questo Comitato,
entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sullo stato di attuazione
della Strategia. 2. Per quanto attiene gli elementi connessi alla qualita'
ambientale saranno utilizzati in via prioritaria i seguenti indicatori:
Lotta ai cambiamenti climatici 2.1. Emissioni aggregate di gas ad effetto
serra (6 gas) in termini CO2 equivalenti, in relazione all'obiettivo di
Kyoto; 2.2. Intensita' del consumo lordo di energia nell'economia (per
unita' di PIL); 2.3. Estensione del patrimonio forestale; 2.4. Emissioni
aggregate di gas ad effetto serra (6 gas) in termini CO2 equivalenti evitate
attraverso programmi di cooperazione internazionale; Trasporti 2.5. Volumi
dei trasporti/PIL (passeggeri/km + carico merci in tonnellate/km) in termini
di intensita' per unita' di PIL; 2.6. Ripartizione modale dei trasporti
(passeggeri/km carico in tonnellate/km); Sanita' pubblica 2.7. Qualita'
dell'aria: esposizione della popolazione urbana all'inquinamento
atmosferico; Gestione delle risorse naturali 2.8. Rifiuti urbani raccolti,
messi in discarica e inceneriti, in kg/abitante; 2.9. Rifiuti urbani
impiegati per la produzione di energia e calore espressi in ton/Kw; 2.10.
Quota di produzione lorda di energia rinnovabili; Ulteriori eventuali
indicatori o basi di dati rilevanti potranno essere individuati al tavolo
tecnico di cui al precedente punto 3. Roma, 2 agosto 2002
Il presidente delegato Tremonti Il segretario Baldassarri
<http://gazzette.comune.jesi.an.it/2002/255/13.htm>
---------- FORUM ELETTROSMOG NAZIONALE INDIPENDENTE ------------------