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Roma, 21 marzo 2003
Come infangare il Principio di Precauzione
Con riferimento alla lettera del prof. Franco Battaglia pubblicata dalla Gazzetta di Modena il 12 marzo scorso, e qui di seguito allegata, desideriamo precisare che:
1. E' vergognoso denigrare il Protocollo di Kyoto ormai sottoscritto da tutte le più grandi nazioni della Terra, con l'eccezione degli Stati Uniti d'America che sono di gran lunga i più grandi consumatori di energia pur non essendo fra i maggiori produttori della fonte energetica più utilizzata nella storia umana.
2. E' vergognoso infangare coloro che si battono, come fanno i Comitati indipendenti dei Cittadini, contro l'inquinamento elettromagnetico. E' infamante solo pensare che i Cittadini che in Italia, Spagna, Germania, Francia, Stati Uniti, Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e in tanti altri Paesi rivendicano diritti sanciti da Costituzioni democratiche, agiscano sospinti da coloro che sono titolari di interessi politici e di conti bancari.
3. E' manifestazione di tracotanza denigrare ed infangare il Principio di Precauzione, definendolo illogico, inservibile e rischiosissimo, solo alcuni giorni dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità e la Commissione Europea, in Lussemburgo, hanno chiarito e confermato che questo fondamentale principio di tutela della salute e dell'ambiente, esistente dalla costituzione, con il Trattato di Roma, dell'Unione Europea, è pienamente applicabile ai campi elettromagnetici.
4. E' contro l'intelligenza e la logica di cui è dotato l'essere umano domandarsi perché mai non nascano movimenti di opinione contro il predetto Principio, univocamente definito dall'OMS e dalla Commissione Europea come "un concetto di gestione del rischio che fornisce un approccio flessibile per identificare e gestire possibili conseguenze negative sulla salute umana anche quando non è stato stabilito che l'attività o l'esposizione costituiscano un pericolo per la salute" (rif. Draft for the Precautionary Principle Workshop held in Luxenbourg, 26-28 February 2003, between the World Health Organization and the European Community, 20/2/03).
5. E l'OMS e la Commissione Europea hanno stabilito infatti in Lussemburgo che tale Principio "dovrebbe essere invocato quando vi è una buona ragione, basata sull'evidenza empirica o su una plausibile ipotesi di causa, per credere che potrebbero determinarsi effetti negativi sulle persone, anche se la probabilità del danno è remota; e quando una scientifica valutazione delle conseguenze e delle probabilità rivela un'incertezza tale che non sia ancora possibile stabilire il rischio con sufficiente confidenza per informare chi deve prendere le decisioni." ... "Nel contesto dei campi elettromagnetici vi è sufficiente evidenza per invocare il Principio di Precauzione sia per i campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse (ELF) che per quelli a radiofrequenze (RF). Questa conclusione è basata su vari fattori: -la classificazione fatta nel 2001 dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dei campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF) come possibili cancerogeni basata sugli studi sulla leucemia infantile, -i livelli di radiazione comparabili degli attuali telefoni cellulari con le linee guida internazionali, -la disponibilità di alcune opzioni a basso costo per la riduzione dell'esposizione."
6. E' mancanza di etica ritenere che la precauzione si dovrebbe applicare mediante l'analisi del rapporto rischi/benefici, in quanto ciò significherebbe "accettabile lasciare anche una piccola frazione della popolazione esposta a un rischio sulla base del fatto che il costo del risanamento appare alto. L'analisi costo-beneficio fa riferimento a un'etica utilitaristica che massimizza il benessere collettivo e non tratta la distribuzione del rischio in sottogruppi specifici di popolazione. Questo approccio viene messo in discussione se si fa riferimento al principio di giustizia distributiva e, più in generale, se si considera non solo il benessere collettivo ma anche quello degli individui. La consapevolezza di questo conflitto deve portare alla ricerca di soluzioni innovative che coniughino la conoscenza scientifica (pur con le sue certezze) all'azione di sanità pubblica. Se questo processo è svolto con trasparenza, si può costruire un consenso che coinvolga tecnici, politici e popolazione." (Rif. P. Comba - Istituto Superiore di Sanità, "Studi epidemiologici sui campi elettromagnetici: evidenze di rischio e indicazioni per la prevenzione", Epidemiologia e Prevenzione, Rivista dell'Associazione italiana di epidemiologia, Anno 26, luglio-agosto 2002, pp. 191-197.)
7. E' fuorviante e in opposizione alle tematiche scientifiche attaccare il Principio di Precauzione riportando esempi come quello sull'utilizzo della penicillina, poiché non sono confrontabili possibili effetti acuti dovuti all'utilizzo volontario e sporadico di un qualsivoglia agente biochimico per scopi sanitari (la penicillina) con la sottomissione involontaria, indesiderata e continuativa ad agenti fisici per motivi non sanitari (i campi elettromagnetici irradiati vicino alla popolazione).
8. E' una bugia vergognosa affermare che i politici invochino il Principio di Precauzione ogniqualvolta indagini condotte scientificamente cozzano con i loro desideri di arricchire se stessi e i loro amici. E' esattamente il contrario: riconosciuta l'esistenza, nel caso dei campi magnetici a 50/60 Hz, di un rischio doppio di leucemia infantile oltre un ben determinato valore di soglia, dimostrata dall'epidemiologia internazionale e riconosciuta da IARC ed OMS, i politici di governo, agendo contro il suddetto Principio, hanno recentissimamente emesso una normativa che supera di ben 25 volte quella soglia, oltre a salvaguardare i conti bancari delle aziende poiché in tal modo queste non dovranno effettuare alcun risanamento delle loro infrastrutture.
9. E' invece manifestamente vero che ogni volta che risultati e studi scientifici dimostrano l'esistenza di effetti sanitari dei campi elettromagnetici, essi non vengono fatti conoscere adeguatamente all'opinione pubblica generale, oppure il giorno dopo vengono attaccati da "opinion leader" aventi la funzione degli "utili idioti", i quali in realtà non hanno mai preso parte ad alcuno studio specifico ma sono soliti esibirsi in squallidi convegni spesso privi di uditori.
10. E' inaccettabile definire il Principio di Precauzione rischioso perché in Italia ha causato l'instaurazione di un sistema di telefonia mobile inefficiente. Infatti, tutte le volte che i Cittadini sono riusciti a non far installare stazioni radio base o a farle smantellare è perché sono state riscontrate gravi carenze procedurali, false autocertificazioni, incompatibilità ambientali e sanitarie con il territorio, e non certo per il superamento di limiti di esposizione ai campi elettromagnetici per il quale, ancor oggi, non esiste alcuna norma operativa che colpisca i trasgressori con sanzioni, ma è in vigore invece un piano di riconduzione a conformità delle sorgenti che oltrepassano tali limiti. Ma il paradosso più grave è che quei controlli sui gestori vengono sempre di più fatti da soggetti controllati dagli stessi gestori. Col benestare di autorità comunali, regionali e ministeriali che propongono e sottoscrivono protocolli d'intesa con i controllati (i gestori) e i controllori (soggetti costituiti dagli stessi gestori) che, pertanto, coincidono.
11. Infine, é sconcertante constatare che i suddetti "opinion leader" e i mediocri convegnisti non prendano atto delle più recenti evidenze degli effetti nocivi dei campi elettromagnetici radiati, come quelli verificati "in vitro" e in "vivo", che prescindono dalle conseguenze dell'ipertermia, e mediante ricerche epidemiologiche, fra cui:
a. l'"aneuploidia", instabilità cromosomica che è causa riconosciuta di instabilità genomica e quindi d'insorgenza del cancro [1];
b. danneggiamento della barriera sangue-cervello nei ratti, con effetti negativi sui neuroni della corteccia (posta nella zona più esterna del cranio), dell'ippocampo e dei gagli basali del cervello (posti nella zona più profonda del cranio) [2], per esposizioni a campi elettromagnetici alle frequenze della telefonia mobile; la prima per livelli di esposizione, espressi in dose (Specific Absorption Rate, Watt/Kg), comparabili, per il capo ed il tronco, con quelli della Raccomandazione del Consiglio d'Unione Europea n. 1999/519/CE; la seconda per esposizioni da 100 a 1000 volte inferiori a quegli stessi valori, ancora espressi in dose;
c. evidenza epidemiologica che l'esposizione a valori ben 25 volte più bassi del nuovo limite di esposizione ai campi magnetici a frequenze industriali (linee di trasmissione e cabine di trasformazione dell'energia elettrica ) stabilito recentemente dal Governo provoca un rischio doppio di leucemia infantile [3], per cui la IARC ha conseguentemente definito i campi magnetici a tali frequenze come "possibili cancerogeni" [4];
d. evidenza epidemiologica di un nesso fra esposizione ai campi elettromagnetici della radiofonia ad onde medie e ad onde corte, come quelli generati dalla Radio Vaticana, i cui valori sono ben inferiori a quelli raccomandati dal Consiglio dell'Unione Europa, e leucemia infantile negli adulti e nei bambini [5]. COORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD Il presidente ing. Raffaele Capone ---------------------------------------
Riferimenti bibliografici:
[1] M. Mashevich M., Folkman D., Kesar A., Barbul A., Korenstein R., Jerby E., Avivi L., "Exposure of human peripheral blood lymphocytes to electromagnetic fields associated with cellular phones leads to chromosomal instability", Bioelectromagnetics, pages 82-90, Volume 24, Issue 2, 2003.
[2] Salford L. G., Brun A. E., Eberhardt, J. L., Malmgren L., Persson B. R. R., "Nerve Cell Damage in Mammalian Brain After Exposure to Microwaves from GSM Mobile Phones", to be published into Environmental Health Perpectives Journal, NIHES, www.ehponline.org, doi:10.1289/ehp.6039.
[3] Ahlbom A., Day N., Feychting M., Roman E., Skinner J., Dockerty J., Linet M., McBride M., Michaelis M. J., Olsen J. H., Tynes T., Verkasalo P. K., "A pooled analysis of magnetic fields and childhood leukaemia", British Journal of Cancer, pages 692-698, Volume 83, Number 5, September 2000.
[4] IARC finds limited evidence that residual magnetic fields increase risk of childhood leukaemia", IARC Press Release, June 27th 2001, www.iarc.fr.
[5] Relazione di Consulenza Tecnica in tema di valutazione epidemiologica e medico-legale delle emissioni elettromagnetiche nella zona di Cesano, Procura della Repubblica di Roma, Procedimento Penale n. 14597/01 R. G. N. R., 26/2/02.
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