Roma, 21 marzo 2003.
Inviamo l'attacco del prof. Franco Battaglia al Principio di Precauzione pubblicato dalla Gazzetta di Modena del 12 marzo 2003, rubrica "Lettere".
Cari saluti. Raffaele Capone Coordinamento dei Comitati di Roma Nord. ----------------------------------------------------
Dalla Gazzetta di Modena del 12 marzo 2003 - Rubrica "Lettere". -----
Quando la precauzione fa male Porto franco.
Principio invocato per far il contrario di Franco Battaglia
Quando i nostri politici vogliono farci ingoiare decisioni prese - a sentir loro - in difesa della nostra salute, ma altrimenti costosissime e senza evidente beneficio, essi ci informano che stanno invocando il principio di precauzione. Non fatevi ingannare: stanno solo trasferendo il denaro delle nostre tasse verso conti bancari da favorire. Protocollo di Kyoto, elettrosmog, e"targhe alterne" sono solo esempi. I comitati di cittadini, che nascono, devono necessariamente formarsi sotto la spinta di quegli stessi politici o dei titolari di quei conti bancari, altrimenti non si capisce come mai non ne nascano per l'abolizione del principio di precauzione. La precauzione è una cosa sacrosanta. Nella morale cristiana la prudenza è addirittura una virtù cardinale. Ma doveva essere guardata con rispetto anche tra i pagani, che si tramandavano di padre in figlio anche il mito dei fratelli Epimeteo e Prometeo:"quello che sa prevedere" e"quello che si rende conto dopo". Oggi, e da quando si è cominciato a praticare il metodo scientifico come strumento cognitivo, la precauzione si applica mediante l'analisi del rapporto rischi/benefici. Anche quella di alterare quel rapporto è un'azione, e un'analisi scientificamente condotta ci indurrebbe a intraprenderla se essa riuscisse a ridurre quel rapporto in modo accettabile rispetto ai costi dell'azione stessa. Può sembrare prosaico, se non cinico, parlare di costi, cioè, apparentemente, di denaro, soprattutto se il rischio prospettato è quello della vita che, si dice, appunto, non avrebbe prezzo. Ma se vi proponessi di acquistare per 100 euro annui una polizza di assicurazione contro la caduta di vasi di tulipani gialli, promettendo, doveste così morire, un risarcimento di 1000 euro ai vostri figli, son certo che valutereste la vostra vita meno di quei 100 euro di premio. Eh no, direste voi. Non la nostra vita, ma il rischio di morire colpiti da un vaso di tulipani gialli è ciò che valutiamo meno di 100 euro! Inoltre - continuereste - il risarcimento previsto, in caso di morte, è irrisorio. Bravi! Ma i politici che avete votato non la vedono come voi. Con l'approvazione del protocollo di Kyoto, con le leggi anti-elettrosmog, e con i provvedimenti tipo"targhe alterne" o"giornate a piedi", quei politici ci hanno imposto l'acquisto di una polizza assicurativa del tipo di quella di caso di morte da tulipani gialli. Solo un miliardo di volte più costosa e senza possibilità di risarcimenti. In nome di cosa? Del principio di precauzione, che recita così:"Ove vi siano rischi gravi e irreversibili, l'assenza di certezza scientifica non deve servire a pretesto per posporre l'adozione di misure, anche non a costo zero, per prevenire il degrado ambientale".
Esso è inservibile, illogico e, a dispetto del suo nome, rischiosissimo. E' inservibile perché può essere invocato per intraprendere sia un'azione che la sua contraria. Siamo scientificamente certi che davanti ad un'infezione questa regredisca spontaneamente senza bisogno di somministrare penicillina? No. Quindi, per il principio di precauzione, somministreremo l'antibiotico. Ma siamo certi che la penicillina non provochi shock anafilattico e morte? No. Quindi, per il principio di precauzione, ci asterremo dal somministrare l'antibiotico. E' illogico perché è malposto, in quanto la certezza scientifica è sempre assente. Quindi il principio può essere sempre invocato. E, di fatto, i politici italiani lo invocano tutte le volte che i risultati delle indagini scientificamente condotte cozzano coi loro desideri di arricchire sé stessi o eventuali amici. Purtroppo, il principio di precauzione è anche rischioso, come può esserlo il sostituire lo spazio di dubbio della scienza con una finta certezza. Ogni volta che non riuscite a usare il vostro cellulare a causa della debolezza del campo, saprete chi ringraziare. Innanzitutto, Dio, per non trovarvi in una emergenza; e i politici del passato governo che, dando retta a Legambiente e Codacons anziché all'Oms, hanno imposto al Paese un servizio di telefonia mobile inefficiente.
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