Ricevo dal comitato di Via Calzolari e rigiro
Angela Donati:

Bologna, 15 marzo 2005

Formulo la presente per segnalare alla Vostra cortese attenzione una recente pronuncia giudiziaria in materia di emissioni elettromagnetiche derivanti da stazioni radio base per telefonia mobile, in quanto ritengo che, trattandosi di un tema di grande attualità e ampiamente dibattuto, possa essere di interesse della collettività averne conoscenza.

A tal proposito allego un breve scritto in cui, sinteticamente, ho ricostruito l'intera vicenda.

In ogni caso resto a disposizione per ulteriori chiarimenti ed eventuali interlocuzioni e a tal proposito Vi comunico il mio recapito telefonico (Tel. 051/377193), nonché quello del mio difensore, avv. Alessandro Klun, con studio in Bologna, P.zza Malpighi n. 7 c/o Studio Baraldi (Tel. 051/231261).

RingraziandoVi per l'attenzione, porgo distinti saluti.

Marco Rubbini

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Le antenne per telefonia cellulare non possono essere installate su edifici condominiali in quanto lesive del diritto di proprietà esclusiva di ciascun condomino sotto un duplice profilo: da un lato il deprezzamento del valore commerciale delle singole unità abitative e dall'altro la compressione della facoltà di godimento delle stesse, in relazione alla loro utilizzabilità quotidiana, fenomeni entrambi riconducibili all'incertezza scientifica sugli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute umana.

Il principio è stato sancito dall'ordinanza della seconda sezione civile del Tribunale di Bologna, depositata in cancelleria in data 8 marzo 2005.

Il Giudice delegato ha accolto il ricorso promosso in via cautelare da un condomino di Via Calzolari 14 contro l'installazione, sulla sommità dell'edificio e con parziale occupazione del sottotetto, di una stazione radio base della s.p.a. H3G.

I lavori furono autorizzati nello scorso mese di giugno dall'amministratore dello stabile il quale stipulava con detta società contratto di locazione avente ad oggetto l'utilizzazione da parte di quest'ultima, delle parti dell'edificio condominiale interessate dall'installazione: infatti la richiesta di installazione fu dibattuta dall'assemblea del Condominio di Via Calzolari n. 14 che esprimeva sul punto, secondo maggioranza, contrario il Sig. Rubbini, il proprio consenso.

Senonchè i lavori di installazione, già intrapresi, sono attualmente sospesi in forza di decreto emesso dal Tribunale di Bologna in data 17/02/2005, confermato dalla menzionata ordinanza.

In particolare il Tribunale di Bologna rileva che "il valore commerciale di un'immobile dipende da una serie di fattori, tra i quali anche la presenza di determinati impianti in prossimità; impianti, è da presumere in quanto l'ipotesi deve essere fisiologica, rispettosi dei limiti ad essi normativamente imposti, ma che tuttavia, nonostante tale liceità di fatto possono incidere negativamente sul valore commerciale".

In relazione alla potenziale pericolosità per la salute delle onde elettromagnetiche promananti da simili impianti osserva ancora il Giudice adito che "il fatto che da anni la questione sia dibattuta, senza che si siano raggiunti livelli di certezza della dannosità ma al contempo senza che si sia finora potuto assolutamente escluderla, e ciò in rapporto a elementi di forte impatto emotivo come ipotesi di effetti cancerogeni, ha inevitabilmente avuto ripercussioni sulla percezione comune di tali impianti, nel senso di indurre a non concepirli come apparati certamente sicuri e innocui, ma quantomeno come fonte di "sospetto"; e non sospetto di rischi modesti, ma di influssi anche gravi sulla salute".

Conclude sul punto il Giudice che sussiste nel caso di specie il deprezzamento delle singole proprietà esclusive rilevando in ogni caso che la presenza di una delibera, pur se autorizzativa dell'installazione, non può rendere legittima quest'ultima in quanto incidente e lesiva della proprietà esclusiva.

Quanto al turbamento di godimento del singolo immobile facente parte dello stabile condominiale esposto ad emissioni elettromagnetiche derivanti da impianti simili a quello di H3G, il Giudice ha ritenuto sussistere anche questo tipo di danno "psicologico", sul presupposto che il rispetto delle normative attualmente in vigore in rapporto ai limiti delle emissioni elettromagnetiche oltre ad essere, come li definisce lo stesso Giudice, "non aggiornati" in quanto risalenti all'ormai lontano 1998, non costituisce, persistendo l'attuale stato di incertezza scientifica, garanzia di non pericolosità per la salute, con conseguente minor fruibilità dello stesso. Con queste argomentazioni il Tribunale di Bologna, in forza dell'ordinanza in questione, conferma la sospensione dei lavori già disposta con il precedente provvedimento del 17 febbraio u.s.

Si tratta in sostanza di un provvedimento il cui contenuto assume notevole rilevanza in quanto se da un lato conferma che l'attuale stato di incertezza scientifica si ripercuote sul diritto di proprietà esclusiva dei condomini in rapporto alla decurtazione del valore commerciale delle singole unità abitative che fanno parte dello stabile condominiale soggetto ad emissioni elettromagnetiche, dall'altro riconsoce, quale ulteriore ed autonomo profilo di danno sotto il profilo psicologico, la limitazione della facoltà di godimento di ciascuno di essi sul proprio appartamento giacchè condurre la propria vita in un appartamento con il dubbio che possano derivare da un simile impianto danni alla salute ne riduce notevolmente la godibilità.

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ALBERI NON ANTENNE
Comitati e cittadini contro l'elettrosmog
e per la democrazia partecipata

SOSPENSIONE DEI LAVORI PER L'ANTENNA DI VIA CALZOLARI

COSI' DECRETA IL TRIBUNALE DI BOLOGNA

TURBAMENTO DEL GODIMENTO DELLA PROPRIETA' ESCLUSIVA E

DEPREZZAMENTO DEL VALORE DELL'IMMOBILE DANNO RAGIONE AL CONDOMINO

SENZA DIMENTICARE IL DIRITTO ALLA SALUTE

Un'ennesima antenna sta per essere montata in Via Calzolari, il palo già al suo posto sembra raccontare la stessa storia vissuta da tanti altri cittadini. In questo caso "NO!" Marco Rubbini non ha dato il consenso, quindi la validità della delibera condominiale viene messa in discussione davanti alla seconda Sezione del Tribunale di Bologna che va oltre e "conferma il decreto di sospensione" dell'impianto. I motivi della sentenza del Giudice sono oltremodo innovativi: "turbamento del godimento e deprezzamento del valore commerciale" dell'immobile con specifico riferimento alla proprietà esclusiva. E pensare che il condominio, nel dare il suo consenso collettivo, ma non unanime, cercava di rifarsi ad un "maggior rendimento della cosa comune" chiedendo il "risarcimento per lite temeraria". Per fortuna invece qualcuno ha deciso di rivolgersi al Tribunale.

La società di gestione ha sostenuto, senza trovare comprensione, l'uso improprio della denuncia di nuova opera, in quanto questa non è utilizzabile per tutelare un danno alla salute, per il quale si deve fare ricorso al provvedimento d'urgenza. Ma qui si parla di diritto alla salute posto a rischio dalla potenziale dannosità dell'impianto e il Giudice va avanti.

E' notorio che il valore commerciale di un immobile dipende da tanti fattori: disposizione alla luce, caratteristiche di accoglienza della zona, vicinanza dei servizi pubblici, ma sicuramente conta in modo negativo la presenza di una discarica di rifiuti o di un aeroporto ……. adesso anche di un'antenna per la telefonia cellulare e di un traliccio elettrico. "La questione della potenziale pericolosità delle emissioni elettromagnetiche è argomento di discussione e di indagini da parte degli scienziati, ma è anche pervenuta alla conoscenza dell'uomo della strada" in nuovo rapporto con il contesto in cui si inserisce, "alla luce del notorio" costruito nel corso di lunghi anni dalle proteste dei comitati.

Anche la delibera popolare bolognese è venuta in soccorso, parlando di "certa svalutazione degli immobili", unitamente alle dichiarazioni delle più importanti associazioni dei proprietari immobiliari e delle agenzie di commercializzazione.

Altro passo importante della sentenza ribadisce: "l'ordinamento collega alle emissioni elettromagnetiche normative di precauzione, con ciò implicitamente riconoscendo l'oggettiva natura di fonte di rischio dei relativi impianti".

Ribadiamo con quanto da sempre sostenuto nelle assemblee cittadine: serve l'onere di inversione della prova, ci debbono dimostrare che le onde elettromagnetiche non sono pericolose! Intanto questa importante sentenza scrive nuove significative pagine nella storia dell'elettrosmog.

Angela Donati (15-03-05)

angela.mamma@libero.it