Emilio Molinari CONTRATTO ITALIANO ACQUA
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Finito il 2003 si Ŕ cessato di parlare di molte cose, in
particolare della mercificazione di un bene comune:
l'ACQUA, vero e proprio passaggio di civiltÓ.
Questa mercificazione si manifesta prima di tutto con la privatizzazione
dei servizi idrici locali e la messa in bottiglia del diritto al bere e
muove dagli enormi interessi delle Multinazionali, sostenuti da
mass media, governi, partiti e istituzioni e persino finanziaria.
Nel nostro paese lo scontro Ŕ in atto da tempo e non Ŕ finito.
Ci sono stati risultati: il parlamento ha dovuto rinunciare a
rendere obbligatoria la privatizzazione dei servizi idrici locali,
ha dovuto concedere la possibilitÓ di scelta delle SPA interamente
pubbliche gestite in hause. Piu' del 60% delle societÓ di gestione del
servizio idrico in Italia, non ha ancora ceduto azioni ai privati e si Ŕ
costituita l'Associazione degli eletti dell'acqua.
Purtroppo la maggioranza dei partiti del centro sinistra e
gli enti locali governati dal centro sinistra, sono stati in prima fila,
nel sostenere la privatizzazione dell'acqua.
Gli on. Bersani e Bassanini sono stati degli integralisti
delle privatizzazioni.
Ma anche che i sindacati, le grandi associazioni
ambientaliste non hanno brillato per chiarezza
, purtroppo anche la
sinistra radicale e antiliberista si Ŕ sicuramente impegnata di pi¨,
ma solo localmente e talvolta marginalmente, e non ha
impiegato mezzi di propaganda e spazi mediatici per informare
l'opinione pubblica della portata politica dello scontro in
atto. La questione, mi sia concesso, Ŕ, per la cultura dei diritti,
della stessa portata dell'art.18.
Tutta la sinistra ha completamente escluso, quasi rimosso dai propri
programmi, la questione della privatizzazione dell'acqua e delle
privatizzazioni in generale.
Anche oggi, in vista delle elezioni, nessun partito sta ponendo con la
dovuta serietÓ la questione.
Del passaggio al mercato dell'acqua, dell'energia, della
sanitÓ, della scuola, dei trasporti, negli accordi elettorali e nei
programmi per i futuri governi locali e nazionali non si parla, l'unico a
parlarne ancora con cipiglio Ŕ l'on. Bersani che intervistato dal Corriere
della Sera, a proposito del programma per un futuro governo di centro
sinistra, ha risposto con una sola inequivocabile parola:"liberalizzazioni"
La parola chiave, quella che i poteri veri e forti vogliono sentir dire dai
politici.
La questione delle privatizzazioni Ŕ la vera grande questione in
gioco, in Italia e in Europa.
Ma oggi riaffermare la democrazia vuol dire principalmente ridare senso
collettivo al cittadino, al lavoratore, all'abitante, riaffermare nella loro cultura
un DNA universale, l'intangibilitÓ dei beni comuni, dello stato sociale, dei diritti
fondamentali, del servizio pubblico nell'interesse di tutti.
Credo cominci ad essere uno scandalo il fatto che i partiti della sinistra
non tirino concrete conseguenze politiche dai catastrofici avvenimenti come
la crisi Argentina e le conseguenze sociali delle privatizzazioni. Non
imparino nulla dal fatto che l'anno che ci lasciamo alle spalle, sia stato
segnato dal ripetersi di drammatici segnali, tutti simili come le
"crisi-degrado" delle grandi multinazionali Enrom, Warcom,Vivendi prima, e
poi Cirio e Parmalat quella dell'unica acqua micro filtrata, quella che ha
comprato le centrali del latte comunali. Non riflettano sulla grande crisi
del privato, della sua etica, della sua efficienza, e in particolare sulla
crisi di quel privato globalizzato e legato alla politica, che trae
benefici dalle privatizzazioni dei settori pubblici e dei servizi.
Credo sia allarmante che non si ragioni sui blak out elettrici americani,
canadesi ed italiani, eventi che hanno tutti a che fare con le
privatizzazioni.
Non traggano contenuti programmatici dalle sacrosante
manifestazioni della societÓ civile: dalla rivolta Boliviana contro la
privatizzazione dell'acqua e del gas, agli odierni scioperi spontanei dei
lavoratori dei trasporti pubblici, vittime assieme agli utenti della
"efficienza" delle privatizzazioni che, Ŕ ormai palese e sotto gli occhi di
tutti, hanno generato sottosalari, precarizzazione del lavoro, caduta delle
professionalitÓ e deresponsabilizzazione, cattive manutenzioni, pericoli,
peggioramento dei servizi.

Con la profonda convinzione che la PARTECIPAZIONE diretta sui
contenuti e alle battaglie che si ritengono giuste, sia l'unica cosa che
pu˛ prevenire disastrosi risvegli all'umanitÓ e ridare dignitÓ alla politica e alla
democrazia.

Emilio Molinari
Vice presidente (Italia) del Contratto Mondiale Sull'acqua.
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segnalato da Viviana
vivianavivarelli@aliceposta.it

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