Comitato SalvaAcqua

Comitato INDIPENDENTE per la difesa delle acque e dell'ambiente naturale nel territorio del Comune di Granaglione

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A TUTTI I CITTADINI DI GRANAGLIONE

IL DIRITTO DEL COMUNE A GESTIRE L'ACQUA È SANCITO DALLA LEGGE

Proprio così. Sembrava impossibile. Erano contro di noi TUTTI: la Regione, la Provincia, lo Stato, i Partiti (tutti indistintamente), l'Europa, le Multinazionali. TUTTI, in tutto il mondo, e quindi anche a Granaglione, si sono attivati per strappare gli acquedotti alla gestione pubblica e passarli ai mercanti privati dell'acqua…

MA I MIRACOLI AVVENGONO

QUANDO SI HA IL CORAGGIO DI CHIEDERE L'IMPOSSIBILE…

E L'IMPOSSIBILE SI È AVVERATO

Centinaia di Comuni italiani, di tutte le colorazioni politiche, contrari alla privatizzazione dei loro acquedotti, hanno unito le loro forze, hanno protestato, si sono ribellati, sono stati commissariati… ma alla fine hanno ottenuto una modifica legislativa che permetterà loro di continuare a gestire la propria acqua.

Si tratta di un articolo di legge (art. 14 D.L. 30.09.2003, N. 269, convertito nella Legge N. 326 del 24 novembre 2003) collegato alla Legge Finanziaria del 2003/2004, che, modificando la normativa esistente (art. 113 D. Lgs. 267/2000 modificato dall'art. 35 della Legge Finanziaria 2001/2002), prevede che se un Comune vuole continuare a gestire l'acqua (di fatto) direttamente, può farlo attraverso una società (srl o spa) che lavori pressoché esclusivamente per il Comune, della quale il Comune sia proprietario al 100%, e con la clausola della INVENDIBILITÀ.

QUESTA FORMA DI GESTIONE VIENE CHIAMATA GESTIONE "IN HOUSE"

(che in italiano significa "in casa")

(se invece un Comune preferisce dare la gestione della sua acqua ad un privato può farlo a condizione di mettere la gestione "sul mercato", il che significa espletare una Gara Pubblica. Non potrà, quindi, affidare direttamente A CHI GLI PARE la gestione del suo acquedotto, così come è stato fatto, in modo clientelare, nella ns provincia con l'affidamento delle reti idriche al mercante Hera).

Per dirla in modo più semplice nessuno, e ripetiamo NESSUNO, potrà imporre ad un Comune un gestore se il Comune non lo accetta.

Che cosa significa questa modifica legislativa, nel nostro caso?

Significa che la normativa regionale (quella, per intenderci, che ha affidato direttamente al mercante Hera gli acquedotti della provincia di Bologna) dovrà essere riformulata per adeguarla alla nuova normativa nazionale.

Nessuno potrà più mandare Commissari (fatto di una gravità inaudita che non accadeva più dal ventennio fascista!) per esautorare un Consiglio Comunale dai suoi poteri, e nessuno potrà affidare la gestione di un acquedotto ad un privato se non attraverso una Pubblica Gara d'appalto.

QUESTA È LA NUOVA REALTÀ LEGISLATIVA

Sappiamo che non è di gradimento ai vari mercanti d'acqua (Hera in primis nella nostra provincia) ed ai loro sponsor politici che governano Regione, Provincia, Comunità Montana e via dicendo…

MA, PIACCIA O MENO, È COSÌ…

È UNA LEGGE DELLO STATO CHE A NOI VA BENE…

CE LA SIAMO CONQUISTATA!!!

E alla luce di questa legge sono dunque da intendersi illegittimi quegli atti d'imperio (i commissariamenti) eseguiti in base alla vecchia normativa, tanto più nei confronti di un Comune che, come quello di Granaglione, ha ancora in corso un contenzioso giudiziario - in Cassazione - con Regione e Provincia perché ha avuto la dignità e il coraggio civile di non soggiacere agli interessi economici del Mercato ma di battersi per l'interesse dei suoi cittadini.

E a coloro che, in modo demagogico e spregevole (come ha fatto l’assessore provinciale Forte Clòne, così soprannominato perché ripete a pappagallo quello che gli suggeriscono al Partito), ci accusano di campanilismo perché vogliamo difendere le nostre acque, rispondiamo semplicemente quanto segue:

1)      oggi l’acqua è di tutti i cittadini di Granaglione… è buona, è viva, e costa pochissimo…

2)      se passasse al mercante d’acqua Hera (come vorrebbero i suoi sponsor politici che governano Regione e Provincia) sarebbe di un padrone solo! farebbe schifo… sarebbe acqua morta, e costerebbe 10 volte di più…

PS

Informiamo tutti i cittadini che il 14 febbraio è stata presentata, in Piemonte, la prima società per azioni con la quale 18 Comuni gestiranno "in house" la propria acqua e che il 6 marzo, proprio qui in Emilia, in provincia di Parma, si costituirà ufficialmente il COORDINAMENTO NAZIONALE DEI COMUNI CHE NON HANNO ACCETTATO LA PRIVATIZZAZIONE DEI PROPRI ACQUEDOTTI, coordinamento che ha preso il via a Granaglione, in occasione del convegno tenutosi il 1° marzo 2003.


====== Comunicato N. 10 - febbraio 2004 - r.i.p. - Granaglione -Tel. 0534.62477 ===