Dal blog di Alfonso Pecoraro Scanio
www.pecoraroscanio.it

406.626 firme per l'acqua

Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha presentato questa mattina al presidente della Camera dei Deputati la legge nazionale di iniziativa popolare "per la ripubblicizzazione dell'acqua", con oltre  quattrocentomila firme (406.626 per la precisione) raccolte su tutto il territorio nazionale, tra cui cinquantamila solo in Sicilia.
Questa è una bella notizia.
Ho già ricordato che proprio su questo blog padre Alex Zanotelli ha lanciato il suo appello per l’acqua come bene comune e che, come Verdi, lo abbiamo rilanciato con i nostri due parlamentari Verdi - Bonelli e Trepiccione - che hanno proposto e fatto approvare dalla Camera un emendamento che va nella direzione indicata dai promotori della legge di iniziativa popolare sull’acqua.

Adesso, come hanno ribadito i promotori, il Parlamento deve accellerare l’iter del provvedimento di moratoria su tutte le privatizzazioni in atto e future.
Gli stessi promotori poi, hanno indetto per il prossimo 8 settembre un'assemblea del Forum che dovra' servire, tra l'altro, ad organizzare una manifestazione nazionale prevista per l'autunno: un grande appuntamento per richiedere la ripubblicizzazione dell'acqua che si terra' a Roma. Io me lo sono segnato in agenda, e voi?

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10-07-07

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DA LINO BALZA – MEDICINA DEMOCRATICA

Bilancio di sei mesi di campagna raccolta firme: la questione acqua è anche una questione morale

Esempi di democrazia. Il 28 luglio tutti alla marcia No Tav da Venaus a Chiomonte. Ieri consegnate in parlamento le firme acqua pubblica. Ad Alessandria il 12-13-14 luglio la Funzione Pubblica CGIL, nel corso della sua Festa nazionale con Assemblea nazionale quadri e delegati FP CGIL, ha assunto come centrale il tema dei beni comuni: in particolare l'acqua. Tra gli ospiti: Guglielmo Epifani, Paolo Ferrero, Riccardo Petrella, Emilio Molinari, Marco Bersani, Samir Amin, Galapagos, Franco Grillini, Paolo Leon, Paolo Hendel, Laura Balbo, Patrizia Sentinelli Carlo Podda.

Per il programma completo, consultare  http://www.cittadini2007.it/ Allegato un commento su: 

 

BILANCIO DI SEI MESI DI CAMPAGNA IN PROVINCIA

“QUESTIONE ACQUA” E’ ANCHE “QUESTIONE MORALE”

  Sono serviti anche a scoperchiare tombe e tombini i sei mesi di campagna in provincia per la raccolta delle firme a favore della proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico (ne bastavano 50 mila in Italia, siamo quasi arrivati a mezzo milione grazie a 80 reti nazionali e 1.000 realtà locali).

  Innanzi tutto va notato che per raccogliere le 4 mila firme, obiettivo fissato per Alessandria, si sono impegnate insieme a noi FIOM CGIL, Rifondazione comunista (maglia rosa!) e Funzione pubblica CGIL, oltre a tanti singoli; mentre a livello nazionale erano state centinaia le sigle promotrici o aderenti alla proposta. Clamorosamente è stato assente il clero, pur dopo l’appello ai quattro vescovi locali, malgrado che la CEI abbia proprio sull’acqua incentrato il proprio appuntamento annuale.

 Dunque un grande successo di partecipazione popolare. Assemblee, conferenze, banchetti, internet, documenti, istanze, inducendo anche inchieste giornalistiche, hanno messo in luce, intorno al business acqua, un sistema di potere partitico e di inefficienze gestionali, questione morale, ben meritevole di un capitolo nel fortunato libro “La casta”.

 Un esercito di società per azioni, presidenti, vice, consiglieri, revisori, lottizzati dai partiti con compensi da favola per poche ore di impegno mensile (per il sindaco di Tortona sono miseri “rimborsi per telefono e carburante”). Un sistema infinito di scatole cinesi finanziarie misto pubbliche private, matrioske di società partecipate e controllate.

  AMAG, AMIAS, ACOS, ASMT, GESTIONE ACQUE, IRIDE, AMGA, AEM, ATOACQUE, SMAT, APSE: tutte società per azioni incrociate tra loro, alcune con colonizzanti colossi nazionali, ognuna a loro volta a creare altre società per azioni, con rispettivi consigli di amministrazione, per attività che nulla hanno a che fare con l’acqua: gas, energia elettrica, impianti sportivi, piscine, ristoranti, palestre, farmacie, affissioni, cimiteri, parcheggi, centri benessere, accalappiamento cani eccetera, addirittura tentando impianti di incenerimento.

Società per azioni, perciò enti di diritto privato, perciò imprese che devono fare profitti, a scapito del servizio (dieci i depuratori fuorilegge secondo l’ARPA), degli investimenti (acquedotti colabrodo), dell’occupazione e del costo del lavoro (i sindacati scioperano) e delle tariffe. L’acqua invece non è merce, non è “oro blu”, è un “bene comune”, un diritto inalienabile. Il quantitativo minimo giornaliero dovrebbe essere garantito e gratuito (50 litri a persona, secondo la proposta di legge). Mentre l’ATO 6 alessandrino ha programmato già il raddoppio delle tariffe.

 Nel contempo piovono i compensi sui lottizzati. Presidenti che guadagnano fino a 5.000 euro il mese, senza contare i cumuli delle cariche. Vice ad una incollatura. Via via i consiglieri (la sola AMAG ne conta 19) che per poche ore guadagnano quanto un lavoratore in un mese.

Per questi motivi la Rete ambientalista provinciale ha inviato all’ATO, in dieci pagine, formale “Istanza per l’avvio di procedure che portino alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato tramite l’affidamento ad enti strumentali dell’ATO stesso” (cioè ad aziende speciali, società municipalizzate o consortili). Imbarazzato è stato il silenzio finora del presidente dell’ATO nella sua duplice veste di assessore provinciale all’ambiente. La Provincia di Alessandria non ha aderito alla Proposta di legge, a differenza della confinante Asti.

Non solo ombre ma anche luci sono emerse dai sei mesi di campagna firme. Della straordinaria partecipazione popolare e della presa di coscienza pubblica, abbiamo detto. Aggiungiamo che Belforte Monferrato, il Comune virtuoso (praticamente tutta la cittadinanza ha firmato la Proposta di legge!), non ha aderito alla gestione dell’ATO 6, ma è restato pubblico con Lerma e Fresonara. Così anche Capriata d’Orba e Castelspina. E anche Tagliolo Monferrato e la Comunità montana Curone-Grue-Ossona hanno deliberato l’adesione alla Proposta.

  Dulcis in fundo, primo e unico in Italia ha aderito l’Acquedotto del Monferrato, che non è una società per azioni bensì un consorzio tra 101 comuni delle province di Asti, Alessandria e Torino. L’Acquedotto del Monferrato, sottolineiamolo, rappresenta una “felice anomalia” nell’attuale panorama delle gestioni dei servizi idrici italiani, perché risulta essere tra i pochi acquedotti che hanno sperimentato “sulla propria pelle” il grado di affidabilità e cura assicurato da parte di un gestore privato per ritornare, quindi, ad una gestione interamente pubblica affidata ad un consorzio (uguale: acqua ottima, tariffe basse, servizio efficiente, investimenti, bilancio attivo). Primo e unico ATO in Italia ha infine aderito l’Autorità d’Ambito Ottimale ATO5 Astigiano Monferrato.

Luci tra le ombre, nell' attesa che la nostra Proposta di legge diventi Legge. Nel mezzo, speriamo, la Moratoria sugli affidamenti idrici in corso.

11-07-07

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