giugno 2003

 

 

 

No agli sperperi di Acqua - No a Tuboni e Dighe

 

un'Istruttoria Pubblica Partecipata

per il Futuro Comune dell'Acqua

 

Ricarica Naturale del Territorio - Risparmio - Uso Solidale

 

 

 

        l'iniziativa delle Amministrazioni locali

 

   In questi ultimi mesi le Istituzioni locali si stanno occupando dell'approvvigionamento idrico dell'area bolognese.

L'Agenzia dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 della provincia di Bologna (ATO5), il nuovo organismo che si occupa del servizio idrico, ha predisposto alcune possibili soluzioni, che

sono state poi acquisite dall'Assemblea dei Sindaci dell'ATO5 nel mese di aprile.

 

   Le soluzioni sono state proposte tramite sei scenari per l'approvvigionamento idrico:

 

Scenario 1:   realizzazione da parte di HERA di una condotta di adduzione da Suviana a Sasso Marconi (con prelievo dell’acqua poco a valle della diga di Suviana);

 

Scenario 2:   realizzazione della diga di Castrola (con prelievo dell’acqua a Lama di Reno);

 

Scenario 3:   realizzazione della diga di Castrola con prelievo dell’acqua direttamente dalla diga e realizzazione dell’acquedotto Castrola-Sasso Marconi;

 

Scenario 4:   attuazione di interventi di riduzione delle perdite in rete;

 

Scenario 5:   attuazione di interventi di riduzione delle perdite in rete e realizzazione di acquedotti duali;

 

Scenario 6:   realizzazione della condotta di adduzione da Suviana a Sasso Marconi effettuata tramite l’istituzione di una Sociètà di scopo “HERA-Enel Hydro”.

 

 

le soluzioni proposte non affrontano i problemi presenti

 

   Valutiamo importante il percorso avviato dalle Istituzioni, perché finalmente si torna ad affrontare la questione acqua, elemento di criticità per il nostro territorio: si preleva da falde profonde, si consuma troppa acqua, si restringono gli alvei dei fiumi con le conseguenze che il territorio non trattiene più l'acqua, i fiumi sono secchi molte settimane l'anno, la subsidenza è attiva con aree del territorio che sprofondano sempre più.

 

   In generale però, le soluzioni proposte sono interne all’attuale sistema idrico che ha limiti non più accettabili:

 - sfruttamento dell'acqua oltre le capacità del sistema naturale di ricostituirla; ci si occupa solo di aumentare l'offerta d'acqua, senza forti interventi per ridurre i consumi, nemmeno tentando di eliminare gli sperperi d'acqua (nell'industria, come nell'agricoltura o nei servizi);


- mancanza di un piano complessivo per l’acqua relativo a tutti i suoi usi (acquedottistico, industriale, agricolo ed idroelettrico) - pertanto ci si occupa esclusivamente dell’uso civile (che riguarda circa il 40% del prelievo totale di acqua); in tal modo soltanto su questo verrebbero a gravare i costi relativi all’approvvigionamento, che invece riguardano tutti i settori;

- soluzioni parziali affidate solo a prelievi concentrati, realizzati da grandi opere idriche poco controllabili; tali opere non affrontano l'insieme dei problemi riguardanti l'acqua .... dighe, tubi, grandi opere producono solo dei danni e nessun lavoro duraturo; inoltre tolgono risorse economiche ad altre soluzioni più efficaci;

- si fa riferimento solo al ruolo di Consumatore, non di Cittadino, e si produce esclusione dell’insieme dei Cittadini, degli Utenti e dei Lavoratori dalla partecipazione alle decisioni e dalla responsabilità sui prelievi e usi delle acque e sulle scelte per i servizi idrici.

 

E’ nostro interesse partecipare alla consultazione proposta dalle Amministrazioni locali.

Ma le soluzioni proposte dall'ATO5 non possono essere l’unica base di confronto.

 

 

né tubi né dighe, ma risparmio, ambiente, partecipazione

 

E' necessario intraprendere un percorso diverso, costruire un "settimo scenario" per:

- affrontare il tema acqua nell’insieme dei suoi aspetti e usi e su tutto il bacino del Reno, realizzando un Piano delle acque provinciale;

- investire le risorse economiche in risparmio idrico e in ripristino delle funzioni naturali di ricarica del territorio, le sole strade possibili per avere acqua buona per tutti, ora e nel futuro;

- coinvolgere Cittadini e Gruppi per le loro idee e la loro assunzione di responsabilità;

- costruire aziende per i servizi pubblici invece che affidarle al mercato per operazioni economico-finanziarie dall’esito discutibile e che non risolvono nessuno dei problemi presenti.

 

Stiamo elaborando indirizzi e proposte specifiche da portare al confronto con Cittadini, Associazioni, Sindacati. Solo per fare qualche esempio concreto: realizzare piccole aree di ricarica delle falde - recuperare le fonti abbandonate - costruire un acquedotto industriale - modificare gli impianti idraulici di case, edifici pubblici, aziende per realizzare risparmi idrici del 20-30% rispetto ai consumi attuali - nei regolamenti edilizi prevedere le vasche di raccolta delle acque piovane per usi non potabili - bonificare e mantenere gli acquedotti per ridurre le perdite.

 

Un nuovo governo per l'acqua deve essere l'occasione per ricostruire coesione sociale e azioni di solidarietà fra i Cittadini e i territori, per indirizzare lo sviluppo locale verso condizioni di compatibilità ambientale, per assicurare un benessere diffuso.

 

 

richiediamo alle Istituzioni un'istruttoria pubblica e partecipata

per un uso razionale e solidale dell'acqua

 

La nostra precisa richiesta alle Istituzioni è che si realizzi una "istruttoria pubblica e partecipata", con il coinvolgimento dei Cittadini, dei Consigli elettivi, delle Associazioni e delle Rappresentanze sociali, dei tecnici, dei Centri universitari e di ricerca.

 

Prendendo avvio da un chiaro approfondimento sui bilanci idrici e disponendo delle risorse per approfondire le alternative, in pochi mesi si possono raccogliere idee, punti di vista e proposte per realizzare ad un reale confronto politico sul futuro dell'acqua e per contribuire ad un piano delle acque provinciale di tutela della risorsa e di uso solidale fra montagna, città e pianura.