OGGETTO: RISTRUTTURAZIONE DI SEABO S.p.a. - COSTITUZIONE HERA S.p.a. E PARZIALE PRIVATIZZAZIONE MEDIANTE AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI COLLOCAMENTO IN BORSA MEDIANTE OFFERTA GLOBALE - PROVVEDIMENTI


IL CONSIGLIO COMUNALE


VISTI i pareri favorevolmente espressi del responsabile del servizio in ordine alla regolarità tecnica, del responsabile servizio ragioneria in ordine alla regolarità contabile sulla proposta di deliberazione (ai sensi dell’art. 49 del T.U.E.L. approvato con D.Lgs. n. 267/2000) allegati agli atti del presente provvedimento;

DATO ATTO:

RITENUTO 

PRESO ATTO

DATO ATTO  infine che l’Amministrazione comunale al fine di approfondire la posizione del Comune nella vicenda di unificazione tra SEABO spa e le societa’ di gestione dei servizi pubblici locali del Settore energetico ambientale costituite dai comuni del C.d. “ perimetro romagnolo “e di costituzione e parziale privatizzazione di HERA Spa ha richiesto e acquisito parere sia al Prof. Fazioli Docente in Economia dei servizi pubblici ed Economia Pubblica presso l’Universita’ di Ferrara sia parere legale pro veritate all’Avv. Federico Gualandi di Bologna legale di fiducia del Comune ;

 CONSIDERATO che anche alla luce del richiamato parere legale pro veritate che degli approfondimenti tecnico giuridici effettuati  dalla Segreteria Generale , nonche’ secondo le disposizioni della stessa normativa statale di Settore(legge Galli n. 36/94) , risulta garantito comunque a favore del Comune di Porretta Terme il mantenimento della proprieta’ della rete e degli impianti dell’acquedotto comunale conferiti in concessione d’uso a SEABO Spa con la del CC n. 116 del 20/12/1996 alle condizioni previste dall’allegato contratto di servizio ,oltre alla possibilita’ di utilizzarne il valore in eventuali operazioni patrimoniali da parte del Comune ;  


Visti .

UDITI gli interventi:

SINDACO: Abbiamo convocato questo Consiglio al fine di assumere una decisione in merito alla quotazione in borsa di una parte delle nostre azioni di SEABO, in seguito alla decisione presa dalla maggioranza dei soci nell’assemblea del 10 settembre scorso, di dare vita alla S.p.A. HERA con le aziende del cosiddetto perimetro romagnolo.

Poiché il 16 settembre prossimo si terrà l’ultima assemblea dei soci volta a deliberare il collocamento in borsa, era assolutamente necessario assumere una delibera di consiglio in proposito, dal momento che la materia non è di pertinenza del Sindaco e della Giunta, ma del Consiglio stesso.

Fino a questo punto, a fronte di due appuntamenti (uno a luglio ed uno il 10 settembre) societari, non ho assunto alcuna decisione.

Cerco di illustrare le ragioni.

Come si legge nella delibera proposta, nel corso della precedente amministrazione, sono state assunte dal consiglio tre delibere:

Queste delibere manifestano un indirizzo sufficientemente chiaro ed inequivoco , ancorchè, forse, sarebbe stato opportuno assumere le ultime due entro il 31/12/01. Dopo qualche settimana dall’entrata in carica della nuova amministrazione, ci siamo trovati di fronte, in particolare da metà luglio, ad una accelerazione degli atti che portavano verso l’unificazione e la quotazione in borsa.

A fronte di tale accelerazione abbiamo cercato di farci un’idea di quale fosse l’atteggiamento da assumere nell’interesse dei beni del Comune e nell’interesse della Comunità. Tra la fine di luglio ed i  primi giorni di settembre abbiamo chiesto pareri - come ricordato sempre in delibera - al prof. Fazioli, docente di Economia dei servizi pubblici ed Economia pubblica presso l’Università di Ferrara, e dell’avv. Federico Gualandi, legale di fiducia del Comune (pareri che sono allegati ai materiali per la riunione di questo consiglio).

Rapidamente tenterò - dico tenterò perché la materia è piuttosto complessa - di argomentare i motivi in base a cui proponiamo al consiglio di prendere atto delle delibere sopracitate, che assumono un indirizzo, e quindi non compiere alcun atto che si muova nel senso opposto, ma di deliberare il mantenimento di tutte le nostre quote azionarie senza collocarne alcuna sul mercato.

A) IL PROGRAMMA DELLA LISTA “PROGETTO PER PORRETTA”

Nel nostro programma il tema dell’acqua e del rapporto con la società SEABO S.p.A ha un  posto di rilievo. Non solo per ragioni strutturali, politiche, culturali, ma anche perché noi tutti siamo consapevoli del carattere strategico che assume il tema acqua a livello mondiale.

Come maggioranza, ed anche personalmente, ritengo che la discussione odierna abbia caratteristiche e contenuti assai diversi da quelli del 1996, se mi consentite, un po’ più avanzati. Nel programma per le elezioni del maggio scorso si possono leggere le linee politiche che intende perseguire l’Amministrazione Comunale per la tutela del servizio idrico del Comune.

 

Questa è la piattaforma politico-programmatica da cui partiamo nell’affrontare questo

tema.

B) LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO HERA

Come è noto l’art. 35 dell’ultima legge finanziaria come modificata all’art. 113 del T.U.E.L. , indica la necessità da parte dei Comuni di gestire i servizi pubblici locali di tipo industriale, separando la proprietà delle reti e degli impianti dalla gestione del servizio.

Viene così sancito un principio volto a tutelare la parità di condizione per tutti i soggetti che intendono partecipare alle gare al fine di acquisire la gestione dei servizi pubblici locali di natura industriale. In quell’articolo è prevista una deroga per le società che alla data del 31/12/01 vengano considerate “quotande” in borsa. Tali società non sono tenute a separare la proprietà della gestione, che possono tenere incorporate al proprio interno.

Questo è il caso della società SEABO S.p.A la quale, godendo di tale prerogativa dà vita con le società del c.d. perimetro romagnolo ed una HOLDING chiamata Hera che metterà sul mercato borsistico una quota di azioni fino ad un tetto complessivo del 49%.

Negli statuti di questa società e nei patti di sindacato è previsto con chiarezza il vincolo a non vendere azioni in modo tale da far perdere il controllo di maggioranza da parte dei soci pubblici.

Noi ci troviamo esattamente nella fase - dopo che le diverse assemblee dei soci hanno dato vita ad HERA - in cui dobbiamo deliberare se o quale quota di azioni collocare sul mercato borsistico, con un limite che va dal 35% al 45% di quelle in nostro possesso.

Perché la giunta propone al consiglio di deliberare di non collocare alcuna azione sul mercato borsistico?

Al di là del “vincolo” relativo all’impegno programmatico, che pure, per rinnovarlo, richiederebbe una fondata spiegazione, vi è una valutazione di fondo.

E’ evidente che questo percorso che porta alla realizzazione di una Holding, che ha sotto il suo controllo 5 Società, di cui 1è SEABO, sancisce una forte accelerazione nella direzione della finanziarizzazione di strumenti nati in origine dalla volontà dei comuni di rendere nel campo dell’acqua, dei rifiuti e dell’energia servizi sempre migliori alle proprie comunità.

Tale finanziarizzazione comporta processi sempre più acuti di delocalizzazione degli interessi - attraverso un allargamento del territorio di intervento - che mette a serio rischio sia le proprietà che il controllo dei Comuni, in particolare quelli più piccoli.  In definitiva la Società, cioè lo strumento, va sempre più lontano, ed è sempre meno raggiungibile e controllabile. Da strumento diventa soggetto autonomo. Non c’è dubbio che sul piano economico e industriale, la forza aumenta, così come la capacità produttiva e la competitività. Ma si possono disperdere (e forse si sono già disperse) le caratteristiche originali di aziende come queste: il solidarismo intercomunale, l’impegno comune per migliorare servizi fondamentali per la vita dei cittadini.

La nostra preoccupazione in queste settimane è stata quella di verificare tutte le condizioni giuridiche e formali del mantenimento della proprietà degli impianti da parte del Comune, pur non osteggiando in alcun modo né il rapporto esistente con SEABO S.p.A, né la realizzazione di HERA.

Perché abbiamo fatto questo?

1.      L’acqua è, per noi, un diritto eguagliabile a quelli fondamentali previsti della Costituzione. E ciò sarà sempre più vero. Quindi non pensiamo sia utile rinunciare alle proprietà di reti che oggi sono date in concessione d’uso a SEABO S.p.A per 30 anni dal 1996 attraverso un contratto di servizio. Un contratto, che peraltro, dopo la realizzazione di Hera, l’Agenzia d’Ambito dovrà rivedere per tutti i soci, dal momento che prevede una durata eccessiva rispetto alle regole di mercato, prevedendo sicuramente una durata minore. E quando si aprirà questa discussione, noi riteniamo che avere la proprietà degli impianti (anche quelli ammodernati dagli investimenti di SEABO, che sono nostri, salvo il conguaglio dell’ammortamento dei costi) consenta una maggiore forza al Comune per discutere le condizioni di conferimento, su qualità dell’acqua, politiche di risparmio del bene, soddisfazione di bisogni, modernizzazione degli impianti stessi, ecc.

2.      Perché riteniamo - alla luce del nuovo art. 113 c. 13 del T.U.E.L.  - di esplorare la possibilità di dare vita ad una società pubblica di assets a livello intercomunale dell’Alto Reno, cui conferire i patrimoni individuati ed i cespiti dei Comuni.

Questa società, nei nostri intendimenti, non dovrà entrare nel mercato del gas e dell’acqua (sarebbe ridicolo), ma verificare se sia possibile, a livello intercomunale, gestire altri servizi fondamentali con economie di scale e risparmi evidenti (penso solo allo scarico dell’IVA).

Penso alla manutenzione delle strade, ai servizi scolastici, alla gestione e manutenzione degli impianti sportivi e dei parchi; cioè ad altri campi, molto importanti nella vita della nostra comunità.

L’accelerazione della realizzazione di Hera non ci ha consentito (siamo in carica da giugno) di approfondire tutti i termini di tale questione che sicuramente una volta esaminata a fondo ed elaborata anche attraverso il contributo fondamentale della Commissione Affari Generali del Consiglio, la sottoporremo alla decisione del Consiglio stesso.

Ma riteniamo che se si potesse dar vita a questa società essa avrebbe bisogno di essere finanziata, e uno dei cespiti finanziari sarebbe sicuramente la nostra quota azionaria di Hera.

E quindi, come Giunta, non ci  siamo sentiti di perdere una quota possibile delle nostre risorse prima di avere esplorato fino in fondo questa strada.

Se, infatti, oggi noi decidessimo di mettere sul mercato borsistico una quota delle nostre azioni, potremmo ricavare una cifra, intorno ai 400.000 Euro (il valore complessivo, infatti, è di circa 924.000 Euro). Sicuramente ci farebbero comodo - voi conoscete tutti le ristrettezze del nostro bilancio - ma non ci risolverebbero i problemi e una volta spesi, e si spenderanno, ci troveremmo con un patrimonio irrisorio quasi dimezzato, magari per fare spesa corrente.

E poi credo che dobbiamo guardare con una certa circospezione ad operazioni di questo tipo. Anche se vi sono patti di sindacato ben precisi che limitano giustamente l’autonomia dei singoli soci nella vendita di azioni, ritengo sarà possibile si verifichino in futuro, nel caso il consiglio intenda farlo, vendere quote azionarie.

In ogni caso, allo stato della riflessione nostra, non siamo convinti di farlo e quindi ci proponiamo di non farlo.

Questa Giunta - cui sono pervenute bozze di delibera da approvare  per questa vicenda fatta un po’ con lo stampo - ha la tendenza a voler conoscere esattamente cosa e perché delibera, e non  è predisposta a votare alla cieca sul alcuna questione. Anche se le materie sono complesse e intricate, vorremmo esercitare fino in fondo, magari sbagliando la fatica del pensare. Per questo abbiamo chiesto pareri a esperti e  per questo lo faremo in futuro su argomenti complessi ed opereremo per fare in modo che i nostri uffici siano sempre più messi in grado di appropriarsi di queste materie e di svolgere al meglio il proprio lavoro. Personalmente non ritengo che tali questioni vadano risolte esclusivamente per via politica c’è una specificità giuridica, economica, finanziaria che va esaminata e messa in campo.

Il fatto che siamo piccoli e con poche risorse non significa che dobbiamo rinunciare a capire e a scegliere fondatamente e non per puro e semplice schieramento.

In conclusione: il nostro comune è gia in Hera, siamo soci e possessori di azioni. Semplicemente oggi non vediamo per le ragioni sopradette. E’ importante ora avviare un confronto con SEABO-HERA per verificare (e aumentare ove necessario) gli investimenti nel nostro territorio volti a migliorare la qualità dell’acqua, attraverso alcuni sistemi di protezione e promuovere una cultura nell’utilizzo della risorsa idrica, e valorizzare il rapporto di Porretta con le sue acque, ed anche implementare la rete del gas.

Vi prego di credere che dico queste cose con molta modestia, consapevole che siano difficili da realizzare e anche con qualche incertezza. Perché non tutto ancora mi è chiaro.

Ma sono certo di una cosa, anche se siamo, credo l’unico Comune che non vende una quota delle sue azioni per noi, in questo momento, è la scelta più ragionevole. Non dal punto di vista dei rapporti politici interni alla maggioranza. Ma dal punto di vista degli interessi della nostra Comunità.

Consigliere Bernabei Emilio: L’assemblea di SEABO c’è stata il 10 settembre. Questo Consiglio doveva essere chiamato ad esprimersi prima di tale data ed invece è saltato il ruolo del Consiglio Comunale. La Società assets secondo il parere dell’avv. Gualandi non si può fare. In base alla L.R. istitutiva dell’Agenzia Territoriale d’Ambito non ci saranno gare d’appalto sull’acqua per molto tempo: ci sarà una situazione di monopolio per molti anni. Nella precedente delibera alcuni consiglieri di maggioranza votavano a favore della privatizzazione perché oggi votano contro?  Manca nella relazione del Sindaco il programma industriale. Secondo me Porretta non ha più la proprietà delle reti a seguito dell’operazione di costituzione di Hera. Mi astengo perché il Consiglio Comunale è stato convocato dopo che si è tenuta l’assemblea di SEABO.

Consigliere Alderuccio Vito: condividiamo in pieno la proposta del Sindaco convalidata anche dai pareri degli esperti ed avvocati di fiducia dell’Amministrazione Comunale.

SINDACO: La materia è di competenza del Consiglio Comunale. Il 13 febbraio 2002 nella delibera n. 7 ricordo al consigliere Bernabei che aveva votato contro. Noi prendiamo qui atto delle precedenti deliberazioni del Consiglio Comunale. Il processo di privatizzazione e costituzione di Hera è già in atto ed ha seguito le regole del diritto societario; quello che il Consiglio Comunale doveva esprimere era la vendita o meno delle azioni del comune di Porretta Terme.

Quanto al parere legale, la proprietà in capo al Comune è ampiamente dimostrata in quanto beni demaniali del Comune (vedi gli artt. 822 e 824 C.C.). Anche sulla società di assets l’avv. Gualandi riconoscendo la proprietà in capo al Comune delle reti ne riconosce anche la facoltà di gestire tali reti mediante affidamento a società di “assets” ex art. 35 c. 13 L. 448/01. Propongo di portare tutto alla Commissione Affari Generali per l’istruttoria completa della questione anche per gli atti futuri che l’Amministrazione Comunale dovrà adottare.

Messa ai voti la su estesa proposta di deliberazione viene approvata con il seguente risultato proclamato dal Sindaco con l'assistenza degli scrutatori:

- Consiglieri presenti e votanti n. 12

- Astenuti n. 2 (Migliorini e Bernabei)

- Voti favorevoli n.  10

- Contrari n. //


DELIBERA


1.      Di  mantenere per i motivi di cui in premessa la proprieta’ di tutte le azioni che spettano al Comune di Porretta Terme  e conseguentemente di non partecipare al procedimento di collocamento delle stesse mediante quotazione in borsa  ;

Con successiva votazione

- Consiglieri presenti e votanti n. 12

- Astenuti n. 2 (Migliorini e Bernabei)

- Voti favorevoli n.  10

- Contrari n. //

la presente deliberazione è dichiarata immediatamente eseguibile stante l’urgenza ai sensi dell’art. 134, comma 4 del T.U.E.L. approvato con D.Lgs. n. 267/2000.