Associazione nazionale

di protezione ambientale

riconosciuta dal

Ministero dell'Ambiente con

Decreto del 29 marzo 1994

 

Riconosciuta ONLUS

Organizzazione Non Lucrativa

di Utilità Sociale

 

Via Flaminia, 53

00196 Roma

tel. fax 06/3608181

e-mail: vas@vasonline.it

 
                                                                                                               Ai Comitati promotori

Alle Associazioni aderenti

 

 

Oggetto: analisi di VAS della delibera approvata dal comune come presunta risposta alle richieste contenute nella proposta di "buon senso"

 

 

Dopo un’attenta disamina della delibera di Giunta n. 26983 del 31/03 del Comune di Bologna, mi sento di affermare che tale Delibera non è certo la risposta del Comune alle nostre richieste, bensì un atto dovuto per disciplinare le autorizzazioni presentate dai gestori nel periodo che intercorre tra l’entrata in vigore del Decreto Gasparri e la legge Regionale di riconferma della vecchia legge, fermo restando il silenzio assenso introdotto dal Decreto.

Dall’analisi del provvedimento emerge un unico aspetto parzialmente positivo, quello della distanza di m.50 (che consideriamo insufficienti) da alcuni luoghi sensibili, ma non si capisce come mai nella lista non sono compresi anche gli ambulatori pubblici, sia a protezione dei malati che vi si recano, che delle apparecchiature presenti, che potrebbero subire interferenze con il conseguente malfunzionamento a causa del campo elettromagnetico (è noto a tutti che su un aereo è vietato l’uso dei cellulari, perché potrebbero interferire con le attrezzature elettroniche di volo!).

Giudichiamo altamente negativa la mancata applicazione della legge regionale: che ‘il programma annuale di nuove installazioni’ diventi un ‘programma di massima’ su cui eventualmente (ma non è etto che lo si faccia) il Comune può promuovere processi di definizione delle localizzazioni (Quali? Con la partecipazione di chi?), con la presentazione delle richieste in quattro trances delle autorizzazioni, senza che si faccia cenno ad alcuna interazione tra il primo e le seconde, fa sì che venga a mancare completamente la razionalizzazione delle installazioni, rendendo di fatto impossibile sia la partecipazione dei cittadini, sia la coordinazione tra i gestori, ma, ancor più grave, impedisce l’analisi della reale situazione della dislocazione non solo degli impianti già esistenti, ma anche dei nuovi, e sull’inquinamento risultante se un’antenna è posta su un immobile piuttosto che su un altro ha importanza, visto che non è più individuabile con precisione l’area comune in cui i campi elettromagnetici di quella zona si sommano e qual è il valore totale di inquinamento.

Questo fattore rende ancora più difficile il lavoro degli operatori dell’ARPA e dell’AUSL, che non potranno tener conto anche delle installazioni previste, ma solo del preesistente: tali operatori sono impiegati pubblici, con stipendi da impiegati pubblici, e dubito fortemente che siano disposti a rischiare una richiesta di danni da parte di qualche gestore, solo per fare una valutazione precisa in base ad un ‘programma di massima’; imputare a degli operatori che devono esprimere un parere fondamentale per la salute dei cittadini, oltre che per il rispetto della legge, le conseguenze giudiziali e risarcitoria nei confronti di potenze economiche, quali quelle rappresentate dai gestori di telefonia mobile, farà sì che, in una situazione di dubbio, daranno parere positivo (Chi li biasimerebbe: hanno famiglia anche loro)!

Ritengo che quanto sopra esposto sia sufficiente, anche se vi sono altre discrepanze con la legge regionale, per affermare che l’iniziativa promossa dai Comitati a cui abbiamo aderito debba andare avanti, con tutte le forze possibili: se è necessario per evitare il fallimento dell’iniziativa, VAS è disponibile a mantenere la propria adesione anche in caso di apertura a singoli politici o a forze politiche presenti sul territorio, purché aderiscano alla proposta di delibera già presentata, senza ulteriori cambiamenti: riteniamo che quanto richiesto sia il minimo con le leggi vigenti, e che rinunciare a parte della proposta vorrebbe dire svuotarla di significato.

Nell’augurarvi buon lavoro, rimango a disposizione per eventuali chiarimenti,

 

La responsabile nazionale per

l’inquinamento elettromagnetico

Roma, 18 aprile 2003