riconosciuta dal

Ministero dell'Ambiente con

Decreto del 29 marzo 1994

Associazione nazionale

di protezione ambientale

 

Riconosciuta ONLUS

Organizzazione Non Lucrativa

di Utilità Sociale

 

Via Flaminia, 53

00196 Roma

tel. fax 06/3608181

e-mail: vas@vasonline.it

 

Ai Comitati di Bologna

Alle Associazioni interessare

 

 

 

 

 

Oggetto: possibile ricorso al TAR contro la delibera di giunta del 31/3/2003 pubblicata il 4/4/2003

 

 

Dopo un attento esame della Delibera in oggetto, della L.R. 30/02 e del relativo regolamento (Delibera di Giunta regionale- N. 2001/197 - del 20/2/2001), riteniamo che tale delibera sia impugnabile per alcuni suoi aspetti non rispondenti alla Legge Regionale.

In particolare:

·        Nei procedimenti da avviare per le installazioni, specificati nell’allegato A2, non è prevista la presentazione della documentazione prescritta dalla Delibera di Giunta - N. 2001/197 - del 20/2/2001, se si fa esclusione della documentazione da presentare nell’istanza all’ARPA dell’Emilia Romagna: questo vuol dire che oltre a non rispettare le normative vigenti sia regionali che nazionali, non vi sono tecnici che valutano la correttezza dei progetti da un punto di vista edilizio e della sicurezza e nessuno che redige il parere sulla valutazione del possibile impatto relativo al paesaggio e al patrimonio storico, culturale e ambientale (art. 8 comma 1 e 9 della L.R.)

·        La delibera di giunta prevede la messa a disposizione della cittadinanza solo l’elenco dei nuovi siti e permette la consultazione del sistema informatico e della cartografia informatizzata (quando sarà operativa) solo negli uffici preposti: questo vuol dire che i soggetti aventi diritto, fino a quando l’informatizzazione non sarà operativa, non potranno accedere neanche alla cartografia, e quando lo sarà saranno costretti a recarsi negli uffici competenti, con un aggravio del lavoro degli uffici ed evidenti disagi per i coloro che volessero fare delle osservazioni. Non solo, ma la mancanza della documentazione prevista nella Delibera di Giunta e, di conseguenza, l’impossibilità di poterla consultare, cosa che comunque non è prevista, svuota di significato quanto previsto nella legge regionale sulla partecipazione dei soggetti aventi diritto, rendendolo quasi una perdita di tempo.

·        La legge regionale all’articolo 8 comma tre prevede un unico piano annuale da presentare, così come previsto dalla delibera di giunta, entro il 30 settembre dell’anno precedente, e non quattro trances annuali: riteniamo probabile che lo spirito della Legge regionale fosse sia in favore dei soggetti aventi diritto, che non dovrebbero recarsi così ogni tre mesi circa a consultare i nuovi piani, sia per permettere agli uffici competenti di occuparsi per solo tre mesi del lavoro autorizzativi, e per gli altri nove mesi ai controlli dovuti

.

 

 

 

·        La legge regionale prevede all’articolo 9 comma 1 il divieto di localizzazione in aree destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche: la delibera comunale nell’allegato A comma 4 allarga queste aree di altri 50 m, ma nell’allegato E esclude dall’elenco tutti gli ambulatori pubblici che non prevedono degenza operando una grave discriminazione tra i malati che si recano nei luoghi di degenza e quelli che si recano presso gli ambulatori pubblici.

·        Per ciò che riguarda il piano presentato il 4/4/03 relativo all’anno 2003, e trasmesso agli uffici competenti il 9/4/03 e di cui è stata data notizia dal resto del Carlino in data 11/4/2003(?), questo non è stato pubblicato sul quotidiano come previsto dalla delibera nell’allegato A.2 e quindi non corrisponde a quanto previsto; non solo ma, essendo stati messi a disposizione dei soggetti aventi diritto in date diverse presso i vari URP e settori, hanno creato discriminazioni tra i vari soggetti che, a seconda dell’ufficio a cui si rivolgevano, avevano più o meno tempo per le osservazioni.

 

Ritenendo queste discrepanze tra la legge regionale e la delibera comunale molto gravi, la nostra associazione ritiene opportuno un ricorso al TAR sufficientemente fondato e quindi è disponibile a mettere a disposizione i propri studi legali e ad esporre il proprio nome nell’eventuale ricorso.

Ritenendo però altresì importante il coinvolgimento dei comitati e dei soggetti interessati a tale ricorso, pur restando legalmente gli unici a fare ricorso per motivi economici (essendo noi una ONLUS siamo esentati dal pagamento dei bolli quantificabili in 1.500.000 di vecchie lire), riteniamo opportuno chiedere a chi è interessato la partecipazione alle spese legali nella misura di 2.000 euro che resteranno tali fino a sentenza del TAR. Un eventuale ricorso al Consiglio di Stato prevedrà un ulteriore contributo di 500 euro.

Purtroppo l’analisi approfondita delle normative vigenti, nonché la mancanza di un nostro circolo sul territorio, fa sì che la scadenza per la presentazione del ricorso sia molto vicina (essendo stata pubblicata il 4 aprile, e dovendo rimanere esposta all’Albo per 15 giorni, i termini legali per la presentazione del Ricorso è il 18 giugno, ma avendo bisogno di tre giorni per le notifiche, l’Atto deve essere pronto presso lo studio legale a cui ci appoggeremo il 15, e, quindi, necessitiamo di una risposta scritta entro la settimana prossima alla nostra proposta, certi che quest’ultima sarebbe un atto importante nella lotta cittadina all’elettrosmog.

Per che riguarda il Piano delle antenne, se la notizia è stata pubblicata sul Resto del Carlino l’11 aprile, per impugnarlo i termini per le notifiche scadono il 7 aprile, e quindi, per fare un unico atto (decisione che lascio all’avvocato), tutto deve essere pronto per il 7 (Ricorso contro il piano e Ricorso contro la delibera di Giunta).

In caso di presentazione del ricorso sarà noi indetta una Conferenza stampa, cui saranno invitati a partecipare tutti coloro che contribuiranno alle spese legali, in cui dichiareremo che il ricorso legalmente è fatto solo da noi per semplicità procedurale, ma che è il ricorso dei Comitati di Bologna e delle Associazioni interessate.

 

Cordiali Saluti

La responsabile nazionale per

l’inquinamento elettromagnetico

 

Roma lì, 29 maggio 2003