Non ho la soluzione al problema elettrosmog, ma vi racconto una mia esperienza (professionale) basata sia sulla (seppur sempre poca) conoscenza acquisita in merito (in decenni di, dolorosissime, cragniate contro muri che, non sempre, si sono rivelati di gomma), sia, soprattutto, sulla buona volontà manifestata (magari spintanamente, sì, spintaneamente) da "tutti" (amministratori, gestori, comitati, ecc. ecc.).

Come noto, la Regione Friuli Venezia Giulia (Amministrazione di "sinistra" per coloro cui piacciono le distinzioni) il 24.11.04 ha approvato, convertendolo in Legge Regionale, il Disegno di Legge n. 86, dell'agosto precedente, recante "Disciplina in materia di infrastrutture per la telefinia mobile". Tale L.R. (che trovate sul sito della Regione) prevede che ogni Comune debba dotarsi di un "Piano comunale di settore" (come strumento urbanistico) elaborato sulla base di "Linee-guide" impostate su di un "Regolamento di attuazione" da emanarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore della Legge stessa (cosa ancora non fatta, ma siamo sempre in tempo!).

Il tutto, potete immaginarvi, con grande goduria dei Comuni che, così, si sono trovati con un'altra gatta (incazzatissima) da pelare in tutta autonomia.

Il Comune di Cordenons (PN) (alla luce anche di precedenti esperienze, ancorchè limitate, maturate in merito da altri Comuni) non ha, però, ritenuto corretto ed opportuno aspettare un tanto e si è dotato autonomamente (in anticipo rispetto ai tempi di Legge che lo prevedono entro un anno dall'uscita del Regolamento) del proprio "Piano comunale di settore per la localizzazione degli impianti" relativi alle "Infrastrutture per la telefonia mobile". Tale Piano (che non è stato per niente "facile" da impostare, figuriamoci da attuare) è stato approvato, oramai mesi fa, dal Consiglio Comunale con l'astensione di alcuni Consiglieri di minoranza ed il voto contrario di un solo Consigliere. Tale documento è composto dalla mappatura del territorio riportante il piano programmatico degli insediamenti con individuazione e classificazione dei siti, nonché dalle "Linee-guida" che regolano, oltre le caratteristiche fisico-costruttive delle infrastrutture, la dislocazione delle stesse, il loro "riconoscimento formale", la condivisione, la coubicazione, ecc. ecc., soprattutto i rapporti tra l'Amministrazione, i Gestori e la popolazione. (Interessanti al proposito, data la discussione in atto, sono gli "incentivi", in termini autorizzativi, previsti anche per le microcelle).

Certo, è solo un piccolo passo, così, tanto per provarci "a fare qualcosa" (come auspicato da alcuni di voi), ma visto che sta dando i suoi frutti (piccoli anch'essi quanto si vuole), ritengo che dargli una sbirciatina non farebbe male.

Mandi.
Luigi Costantini
(ondakiller)