Gentile Signora Bardelli, come Le ho già detto altre volte, apprezzo e stimo
la sua preparazione e la sua conoscenza in materia. Il Comune di Milano non
meno di 5 mesi fa ha divulgato, ma in modo non di certo esaustivo, un progetto
in cui parlava dell'installazione di mini antenne, come quelle presenti sulle
cabine telefoniche, che sfruttavano le fibre ottiche per la trasmissione
delle comunicazioni. Come lei sa, i centri cittadini hanno un pregio-difetto:
sono cablate e hanno molte antenne. Il progetto, peraltro attuabile nel lungo
periodo, favorirebbe lo smantellamento delle antenne dalle zone più occluse.

Adesso Le vorrei chiedere del pragmatismo: come intende risolvere il problema?
Io rimango dell'idea che si debba trovare una mediazione, ma vedo che nel
forum nessuno la vede come me, senza che però vengano proposte delle
alternative.
Aspetto delle risposte sul COME RISOLVERE IL PROBLEMA.
La ringrazio.
Diego Spagnolo
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I tecnici a cui si è rivolto non hanno detto la verità vera.
Non esite ad oggi la possibilità di garantire la copertura del servizio
con le sole microcelle che servono soltanto ad INTEGRARE le macrocelle, non
a sostituirle.
Inoltre l'azienda che le produce si rifiuta di far conoscere i dati
radioelettrici di questi impianti per cui è impossibile, prima della loro
installazione, valutarne gli effetti sulla esposizione della popolazione.
Sarebbe perciò impossibile realizzare ciò che stiamo dicendo in tutta Italia
ovvero che PRIMA della installazione (e non DOPO ad installazione avvenuta)
va garantita la MINIMIZZAZIONE della esposizione che non preclude la
COPERTURA del SERVIZIO attraverso una razionale localizzazione
(PIANIFICAZIONE) delle antenne.
Per quanto riguarda l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni d'Italia) si
ricordi che si tratta appunto di una <associazione> libera a cui NON
aderiscono TUTTI i Comuni d'Italia e che ha fatto quel bel danno di
sottoscrivere con il ministro Gasparri ed i gestori lo scandaloso Protocollo
d'Intesa in cui l'ANCI si impegna ad adeguarsi sia al Codice delle
comunicazioni elettroniche (impugnato davanti alla Corte Costituzionale
dalle Regioni Toscana, Umbria e Marche) ed al DPCM 8 luglio 2003 (che fa
coincidere a 6 volt metro sia i valori di attenzione che gli obiettivi di
qualità, impugnato al Tar Lazio dall'Intesa consumatori e Vas, ed ai Tar
del Veneto e delle Marche da alcuni Comuni).
Per meglio chiarire cosa sta succedendo in Toscana vi faccio notare che
il presidente nazionale ANCI che ha firmato il Protocollo d'Intesa è il sindaco
di Firenze (ma la Regione Toscana non ha impugnato il Codice?), una città
letteralmente invasa dalle antenne, mentre il presidente regionale ANCI
è il mio sindaco di Pisa che si rifiuta categoricamente di fare una
pianificazione delle antenne considerate voci attive nel bilancio
comunale.Per questo a Pisa stanno per essere installate altre 39 antenne
con il benestare del Comune che si loda sui giornali, insieme ad Arpat, per
i valori rilevati di esposizione in città: 3 volt metro che "solo" in quattro
strade si attestano a 3,5 volt metro. Una vergogna ed un programmato attacco
alla salute dei cittadini che continuano, comunque, a lottare.

Beatrice Bardelli
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Cara Signora Bardelli, concordo con quello che ha detto, anche se mi tocca
farLe un piccolo appunto sul suo esempio. Un fiammifero emana un calore
sopportabile
anche a ridotte vicinanze, così come le microcelle intendono fare. E'
vero che ci sarebbe una maggiore esposizione ma è pur sempre vero che le
emissioni non supererebbero i limiti di volt/metro che il ministero della sanità
dispone e soprattutto che l'OMS ritiene tollerabili. Per lo meno questo è quanto
mi hanno spiegato i tecnici.
Io è da diverso tempo che parlo di protocollo di intesa, ma da parte
Vostra non ho mai sentito questa parola, anzi leggo delle mail inneggianti la
rivoluzione, con persone che sono convinte di abbattere l'antenna vicino casa oppure
che fanno della demagogia politica, o peggio che indirizzano gli italiani
al voto.
Lei è una persona preparata e dovrebbe realizzare un intesa con
l'Associazione Nazionale Comuni Italiani affinché tutti i comuni si allineino ad un'unica
decisione e garantiscano quella informazione e cautela che nella sua mail
mi professa.
Mi fido di lei, spero che faccia delle scelte non solo per la Toscana
ma anche per le altre regioni italiane.
Buona giornata Diego

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