Roma, 28 settembre 2005.

Alleghiamo il testo del decreto legislativo 19/8/05, n. 195,
attuativo della Direttiva 2003/4/CE della Comunità Europea
sull'accesso del pubblico all'informazione di carattere ambientale.

E' tratto dal sito:

http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/05195dl.htm

Questa nuova norma sostituisce, abrogandolo, il d. lgs. 24/2/97
n. 39, anch'esso specifico in materia ambientale.

Pertanto, questo d. lgs., essendo ormai operativo, poichè pubblicato il 23/9/05 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sarà la norma da utilizzare, insieme alla Legge n. 241/90, per accedere alle informazioni di carattere ambientale residenti presso gli enti
pubblici senza necessità di dichiarare il proprio interesse.

E' un mezzo importante in mano ai Cittadini, ai Comitati e alle
Associazioni.

Cordiali saluti.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195

"Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico
all'informazione ambientale"

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2005

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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la direttiva 2003/4/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 28 gennaio 2003, concernente l'accesso del pubblico
all'informazione ambientale, che abroga la direttiva 90/313/CEE del
Consiglio;

Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante disposizioni per
l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia
alle Comunità europee (Legge comunitaria 2003);

Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1997, n. 39, recante
attuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente la libertà di
accesso alle informazioni in materia di ambiente;

Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,
recante norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto
di accesso ai documenti amministrativi e successive modifiche;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n.
352, e successive modificazioni, recante regolamento per la
disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione
del diritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazione
dell'articolo 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241;

Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni,
recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di
danno ambientale;

Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice
in materia di protezione dei dati personali;

Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice
dell'amministrazione digitale;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 maggio 2005;

Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta del
16 giugno 2005;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 2005;

Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con
i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e
delle finanze, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;

E m a n a il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Finalità

1. Il presente decreto, nello stabilire i principi generali in
materia di informazione ambientale, e' volto a:

a) garantire il diritto d'accesso all'informazione ambientale
detenuta dalle autorità pubbliche e stabilire i termini, le
condizioni fondamentali e le modalità per il suo esercizio;

b) garantire, ai fini della più ampia trasparenza, che
l'informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamente
messa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzi
di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati
facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare,
l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto s'intende per:

a) «informazione ambientale»: qualsiasi informazione
disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in
qualunque altra forma materiale concernente:

1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera,
l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali, compresi gli
igrotopi, le zone costiere e marine, la diversità biologica ed i
suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente
modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi;

2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od
i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed
altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli
elementi dell'ambiente, individuati al numero 1);

3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le
disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi
ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonche'
le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui
fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o le
attività finalizzate a proteggere i suddetti elementi;

4) le relazioni sull'attuazione della legislazione ambientale;

5) le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche,
usate nell'ambito delle misure e delle attività di cui al numero
3);

6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la
contaminazione della catena alimentare, le condizioni della vita
umana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, per
quanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cui
al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui
ai punti 2) e 3);

b) «autorità pubblica»: le amministrazioni pubbliche
statali, regionali, locali, le aziende autonome e speciali, gli enti
pubblici ed i concessionari di pubblici servizi, nonche' ogni persona
fisica o giuridica che svolga funzioni pubbliche connesse alle
tematiche ambientali o eserciti responsabilità amministrative
sotto il controllo di un organismo pubblico;

c) «informazione detenuta da un'autorità pubblica»:
l'informazione ambientale in possesso di una autorità pubblica in
quanto dalla stessa prodotta o ricevuta o materialmente detenuta da
persona fisica o giuridica per suo conto;

d) «richiedente»: la persona fisica o l'ente che chiede
l'informazione ambientale;

e) «pubblico»: una o più persone, fisiche o giuridiche, e le
associazioni, le organizzazioni o gruppi di persone fisiche o
giuridiche.

Art. 3.
Accesso all'informazione ambientale su richiesta

1. L'autorità pubblica rende disponibile, secondo le disposizioni
del presente decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunque
ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio
interesse.

2. Fatto salvo quanto stabilito all'articolo 5 e tenuto conto del
termine eventualmente specificato dal richiedente, l'autorità
pubblica mette a disposizione del richiedente l'informazione
ambientale quanto prima possibile e, comunque, entro 30 giorni dalla
data del ricevimento della richiesta ovvero entro 60 giorni dalla
stessa data nel caso in cui l'entità e la complessità della
richiesta sono tali da non consentire di soddisfarla entro il
predetto termine di 30 giorni. In tale ultimo caso l'autorità
pubblica informa tempestivamente e, comunque, entro il predetto
termine di 30 giorni il richiedente della proroga e dei motivi che la
giustificano.

3. Nel caso in cui la richiesta d'accesso e' formulata in maniera
eccessivamente generica l'autorità pubblica può chiedere al
richiedente, al più presto e, comunque, entro 30 giorni dalla data
del ricevimento della richiesta stessa, di specificare i dati da
mettere a disposizione, prestandogli, a tale scopo, la propria
collaborazione, anche attraverso la fornitura di informazioni
sull'uso dei cataloghi pubblici di cui all'articolo 4, comma 1,
ovvero può, se lo ritiene opportuno, respingere la richiesta, ai
sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c).

4. Nel caso in cui l'informazione ambientale e' richiesta in una
forma o in un formato specifico, ivi compresa la riproduzione di
documenti, l'autorità pubblica la mette a disposizione nei modi
richiesti, eccetto nel caso in cui:

a) l'informazione e' già disponibile al pubblico in altra forma o
formato, a norma dell'articolo 8, e facilmente accessibile per il
richiedente;

b) e' ragionevole per l'autorità pubblica renderla disponibile in
altra forma o formato.

5. Nei casi di cui al comma 4, lettere a) e b), l'autorità
pubblica comunica al richiedente i motivi del rifiuto
dell'informazione nella forma o nel formato richiesti entro il
termine di 30 giorni dalla data del ricevimento della richiesta
stessa.

6. Nel caso di richiesta d'accesso concernente i fattori di cui
all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), l'autorità
pubblica indica al richiedente, se da questi espressamente richiesto,
dove possono essere reperite, se disponibili, le informazioni
relative al procedimento di misurazione, ivi compresi i metodi
d'analisi, di prelievo di campioni e di preparazione degli stessi,
utilizzato per raccogliere l'informazione ovvero fa riferimento alla
metodologia normalizzata utilizzata.

7. L'autorità pubblica mantiene l'informazione ambientale detenuta
in forme o formati facilmente riproducibili e, per quanto possibile,
consultabili tramite reti di telecomunicazione informatica o altri
mezzi elettronici.

Art. 4.
Cataloghi e punti d'informazione

1. Al fine di fornire al pubblico tutte le notizie utili al
reperimento dell'informazione ambientale, entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, l'autorità pubblica
istituisce e aggiorna almeno annualmente appositi cataloghi pubblici
dell'informazione ambientale contenenti l'elenco delle tipologie
dell'informazione ambientale detenuta ovvero si avvale degli uffici
per le relazioni con il pubblico già esistenti.

2. L'autorità pubblica può evidenziare nei cataloghi di cui al
comma 1 le informazioni ambientali detenute che non possono essere
diffuse al pubblico ai sensi dell'articolo 5.

3. L'autorità pubblica informa in maniera adeguata il pubblico sul
diritto di accesso alle informazioni ambientali disciplinato dal
presente decreto.

Art. 5.
Casi di esclusione del diritto di accesso

1. L'accesso all'informazione ambientale e' negato nel caso in cui:

a) l'informazione richiesta non e' detenuta dall'autorità pubblica
alla quale e' rivolta la richiesta di accesso. In tale caso
l'autorità pubblica, se conosce quale autorità detiene
l'informazione, trasmette rapidamente la richiesta a quest'ultima e
ne informa il richiedente ovvero comunica allo stesso quale sia
l'autorità pubblica dalla quale e' possibile ottenere
l'informazione richiesta;

b) la richiesta e' manifestamente irragionevole avuto riguardo alle
finalità di cui all'articolo 1;

c) la richiesta e' espressa in termini eccessivamente generici;

d) la richiesta concerne materiali, documenti o dati incompleti o in
corso di completamento. In tale caso, l'autorità pubblica informa
il richiedente circa l'autorità che prepara il materiale e la data
approssimativa entro la quale detto materiale sarà disponibile;

e) la richiesta riguarda comunicazioni interne, tenuto, in ogni caso,
conto dell'interesse pubblico tutelato dal diritto di accesso.

2. L'accesso all'informazione ambientale e' negato quando la
divulgazione dell'informazione reca pregiudizio:

a) alla riservatezza delle deliberazioni interne delle autorità
pubbliche, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in
materia;

b) alle relazioni internazionali, all'ordine e sicurezza pubblica o
alla difesa nazionale;

c) allo svolgimento di procedimenti giudiziari o alla possibilità
per l'autorità pubblica di svolgere indagini per l'accertamento di
illeciti;

d) alla riservatezza delle informazioni commerciali o industriali,
secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia, per
la tutela di un legittimo interesse economico e pubblico, ivi
compresa la riservatezza statistica ed il segreto fiscale, nonche' ai
diritti di proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10
febbraio 2005, n. 30;

e) ai diritti di proprietà intellettuale;

f) alla riservatezza dei dati personali o riguardanti una persona
fisica, nel caso in cui essa non abbia acconsentito alla divulgazione
dell'informazione al pubblico, tenuto conto di quanto stabilito dal
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

g) agli interessi o alla protezione di chiunque abbia fornito di sua
volontà le informazioni richieste, in assenza di un obbligo di
legge, a meno che la persona interessata abbia acconsentito alla
divulgazione delle informazioni in questione;

h) alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, cui si riferisce
l'informazione, come nel caso dell'ubicazione di specie rare.

3. L'autorità pubblica applica le disposizioni dei commi 1 e 2 in
modo restrittivo, effettuando, in relazione a ciascuna richiesta di
accesso, una valutazione ponderata fra l'interesse pubblico
all'informazione ambientale e l'interesse tutelato dall'esclusione
dall'accesso.

4. Nei casi di cui al comma 2, lettere a), d), f), g) e h), la
richiesta di accesso non può essere respinta qualora riguardi
informazioni su emissioni nell'ambiente.

5. Nei casi di cui al comma 1, lettere d) ed e), ed al comma 2,
l'autorità pubblica dispone un accesso parziale, a favore del
richiedente, qualora sia possibile espungere dall'informazione
richiesta le informazioni escluse dal diritto di accesso ai sensi dei
citati commi 1 e 2.

6. Nei casi in cui il diritto di accesso e' rifiutato in tutto o in
parte, l'autorità pubblica ne informa il richiedente per iscritto
o, se richiesto, in via informatica, entro i termini previsti
all'articolo 3, comma 2, precisando i motivi del rifiuto ed
informando il richiedente della procedura di riesame prevista
all'articolo 7.

Art. 6.
T a r i f f e

1. L'accesso ai cataloghi previsti all'articolo 4 e l'esame presso il
detentore dell'informazione richiesta sono gratuiti, fatto salvo
quanto stabilito all'articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990,
n. 241, e successive modificazioni, relativamente al rilascio di
copie.

2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, l'autorità pubblica
può, in casi specifici, applicare una tariffa per rendere
disponibile l'informazione ambientale, dalla stessa determinata sulla
base del costo effettivo del servizio. In tali casi il pubblico e'
adeguatamente informato sulla entità della tariffa e sulle
circostanze nelle quali può essere applicata.

3. Nei casi in cui l'autorità pubblica mette a disposizione
l'informazione ambientale a titolo commerciale e l'esigenza di
garantire la continuazione della raccolta e della pubblicazione
dell'informazione l'impone, può essere prevista una tariffa
calcolata sulla base del mercato. Detta tariffa e' predeterminata e
pubblica.

Art. 7.
Tutela del diritto di accesso

1. Contro le determinazioni dell'autorità pubblica concernenti il
diritto di accesso e nel caso di mancata risposta entro i termini di
cui all'articolo 3, comma 2, il richiedente può presentare ricorso
in sede giurisdizionale secondo la procedura di cui all'articolo 25,
commi 5, 5-bis e 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero può
chiedere il riesame delle suddette determinazioni, secondo la
procedura stabilita all'articolo 25, comma 4, della stessa legge n.
241 del 1990, al difensore civico competente per territorio, nel caso
di atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, o
alla Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27 della citata
legge n. 241 del 1990, nel caso di atti delle amministrazioni
centrali o periferiche dello Stato.

Art. 8.
Diffusione dell'informazione ambientale

1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 5, l'autorità pubblica
rende disponibile l'informazione ambientale detenuta rilevante ai
fini delle proprie attività istituzionali avvalendosi, ove
disponibili, delle tecnologie di telecomunicazione informatica e
delle tecnologie elettroniche disponibili.

2. Per le finalità di cui al comma 1, l'autorità pubblica
stabilisce, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, un piano per rendere l'informazione ambientale
progressivamente disponibile in banche dati elettroniche facilmente
accessibili al pubblico tramite reti di telecomunicazione pubbliche,
da aggiornare annualmente.

3. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l'autorità pubblica, per quanto di competenza,
trasferisce nelle banche dati istituite in attuazione dei piani di
cui al comma 2, almeno:

a) i testi di trattati, di convenzioni e di accordi internazionali,
atti legislativi comunitari, nazionali, regionali o locali, aventi
per oggetto l'ambiente;

b) le politiche, i piani ed i programmi relativi all'ambiente;

c) le relazioni sullo stato d'attuazione degli elementi di cui alle
lettere a) e b), se elaborati o detenuti in forma elettronica dalle
autorità pubbliche;

d) la relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo 1,
comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive
modificazioni, e le eventuali relazioni sullo stato dell'ambiente a
livello regionale o locale, laddove predisposte;

e) i dati o le sintesi di dati ricavati dal monitoraggio di
attività che incidono o possono incidere sull'ambiente;

f) le autorizzazioni e i pareri rilasciati dalle competenti
autorità in applicazione delle norme sulla valutazione d'impatto
ambientale e gli accordi in materia ambientale, ovvero un riferimento
al luogo in cui può essere richiesta o reperita l'informazione, a
norma dell'articolo 3;

g) gli studi sull'impatto ambientale, le valutazioni dei rischi
relativi agli elementi dell'ambiente, di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera a), ovvero il riferimento al luogo in cui l'informazione
ambientale può essere richiesta o reperita a norma dell'articolo 3.

4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, l'informazione
ambientale può essere resa disponibile creando collegamenti a
sistemi informativi e a banche dati elettroniche, anche gestiti da
altre autorità pubbliche, da rendere facilmente accessibili al
pubblico.

5. In caso di minaccia imminente per la salute umana e per
l'ambiente, causata da attività umane o dovuta a cause naturali,
le autorità pubbliche, nell'ambito dell'espletamento delle
attività di protezione civile previste dalla legge 24 febbraio
1992,
n. 225, e successive modificazioni, e dalle altre disposizioni in
materia, diffondono senza indugio le informazioni detenute che
permettono, a chiunque possa esserne colpito, di adottare misure atte
a prevenire o alleviare i danni derivanti da tale minaccia.

6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano
all'informazione raccolta dall'autorità pubblica precedentemente
alla data di entrata in vigore del presente decreto, a meno che tale
informazione non sia già disponibile in forma elettronica.

Art. 9.
Qualità dell'informazione ambientale

1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
garantisce, se possibile, che l'informazione ambientale detenuta
dall'autorità pubblica sia aggiornata, precisa e confrontabile.

2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Agenzia per la protezione
dell'ambiente e per i servizi tecnici elabora, se necessario,
apposite specifiche tecniche da approvare con le modalità di cui
all'articolo 15, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica
8 agosto 2002, n. 207.

Art. 10.
Relazioni

1. A decorrere dall'anno 2005 e fino all'anno 2008, entro il 30
dicembre di ogni anno, l'autorità pubblica trasmette al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio i dati degli archivi
automatizzati previsti agli articoli 11 e 12 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, relativi alle
richieste d'accesso all'informazione ambientale, nonche' una
relazione sugli adempimenti posti in essere in applicazione del
presente decreto.

2. Entro il 14 febbraio 2009 il Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio elabora, sulla base delle informazioni di cui
al comma 1 e secondo le modalità definite a livello comunitario,
una relazione sulla attuazione del presente decreto.

3. Entro il 14 agosto 2009 il Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio trasmette la relazione di cui al comma 1 alla
Commissione europea. Detta relazione e', altresì, presentata dal
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio al Parlamento e
resa accessibile al pubblico.

4. La relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo 1,
comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e' pubblicata dal
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio con modalità
atte a garantire l'effettiva disponibilità al pubblico.

Art. 11.
Aspetti organizzativi e procedimentali delle regioni e degli enti
locali

1. In attuazione del principio di leale collaborazione, gli aspetti
organizzativi e procedimentali, che lo Stato, le regioni e gli enti
locali debbono definire per l'attuazione del presente decreto sono
individuati sulla base di accordi, da raggiungere in sede di
Conferenza unificata ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131,
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Nell'ambito di tali accordi sono individuati:

a) le modalità di coordinamento tra le Autorità pubbliche;

b) i livelli minimi omogenei di informazione al pubblico in
applicazione dell'articolo 5, comma 4, in coerenza con le norme in
materia di protezione di dati personali e nel rispetto della
normativa comunitaria in materia di riutilizzo delle informazioni nel
settore pubblico;

c) i criteri di riferimento per l'applicazione dell'articolo 5;

d) le modalità di produzione della relazione annuale
sull'applicazione del presente decreto.

Art. 12.
Norme finanziarie e abrogazioni

1. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto
le autorità pubbliche si adeguano alle disposizioni del presente
decreto.

2. Le autorità pubbliche provvedono all'attuazione delle
disposizioni di cui agli articoli 3, comma 7, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e di
cui al comma 1 nell'ambito delle proprie attività istituzionali ed
utilizzando a tali fini le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente.

3. In ogni caso, dall'attuazione del presente decreto non devono
derivare nuovi o maggiori oneri ne' minori entrate a carico della
finanza pubblica.

4. E' abrogato il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39.

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