Legge regionale 18 maggio 1999, n. 9

 

DISCIPLINA   DELLA  PROCEDURA  DI  VALUTAZIONE   DELL'IMPATTO AMBIENTALE

 

Bollettino Ufficiale n. 66 del 21.5.1999

 

Testo coordinato con le modifiche apportate da:
L.R. 16 novembre 2000, n. 35



 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 Finalita'
Art. 2 Definizioni
Art. 3 Informazione e partecipazione
Art. 4 Ambito di applicazione
Art. 5 Autorita' competenti
Art. 6 Sportello unico per le attivita' produttive
Art. 7 Opere pubbliche
Art. 8 Direttive

TITOLO II
PROCEDURA DI VERIFICA (SCREENING)

Art. 9 Verifica (screening)
Art. 10 Esiti della procedura

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

Art. 11 Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.)
Art. 12 Definizione dei contenuti del S.I.A. (scoping)
Art. 13 Presentazione della domanda
Art. 14 Deposito e pubblicizzazione
Art. 15 Partecipazione
Art. 16 Valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)
Art.  17  Effetti  della  valutazione di  impatto  ambientale
(V.I.A.)
Art. 18 Conferenza di servizi

TITOLO IV
PROCEDURE DI V.I.A. INTERREGIONALI E SOVRAREGIONALI

Art.   19  Procedure  per  progetti  con  impatti  ambientali
interregionali
Art.  20 Partecipazione della Regione alla procedura  di  cui
all'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349
Art.   21  Procedure  per  progetti  con  impatti  ambientali
transfrontalieri

TITOLO V
MONITORAGGIO E CONTROLLI

Art. 22 Monitoraggio
Art. 23 Controllo sostitutivo
Art. 24 Vigilanza e sanzioni

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

Art. 25 Informazione e sistema informativo
Art.  26 Relazione sull'attuazione delle procedure in materia
di impatto ambientale
Art. 27 Formazione culturale e aggiornamento professionale
Art. 28 Spese istruttorie
Art. 29 Norma finanziaria
Art. 30 Disposizioni abrogative ed interpretative
Art. 31 Modifiche degli Allegati
Art. 32 Decorrenza dell'efficacia


ALLEGATO A.1
PROGETTI  DI  CUI ALL'ART. 4, COMMA 2, LETT. a) **DELLA  L.R.
9/99**

ALLEGATO A.2
PROGETTI  DI  CUI ALL'ART. 4, COMMA 2, LETT. a) **DELLA  L.R.
9/99**

ALLEGATO A.3
PROGETTI  DI  CUI ALL'ART. 4, COMMA 2, LETT. a) **DELLA  L.R.
9/99**

ALLEGATO B.1
PROGETTI  DI  CUI ALL'ART. 4, COMMA 1 E COMMA 2,  **LETT.  a)
DELLA L.R. 9/99**

ALLEGATO B.2
PROGETTI DI CUI ALL'ART. 4, COMMA 1 E COMMA 2, LETT. b) E  c)
**DELLA L.R. 9/99**

ALLEGATO B.3
PROGETTI DI CUI ALL'ART. 4, COMMA 1 E COMMA 2, LETT. b) E  c)
**DELLA L.R. 9/99**

ALLEGATO C
CONTENUTI  DEL S.I.A. RELATIVO A PROGETTI DI CUI ALL'ARTICOLO
11, COMMA 1

ALLEGATO D
CRITERI  PER  LA  PROCEDURA DI VERIFICA  (SCREENING)  DI  CUI
ALL'ARTICOLO 10

 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 1

(modificato comma 1 da art. 1 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

Finalita'

1. La Regione Emilia-Romagna, in attuazione **delle Direttive
85/337/CEE  e  97/11/CE**  e  del  D.P.R.  12  aprile   1996,
stabilisce  con la presente legge le disposizioni in  materia
di valutazione d'impatto ambientale.

2.  La  valutazione  di impatto ambientale  ha  lo  scopo  di
proteggere  e migliorare la salute e la qualita' della  vita,
mantenere  la varieta' delle specie, conservare la  capacita'
di  riproduzione degli ecosistemi e garantire  l'uso  plurimo
delle  risorse e lo sviluppo sostenibile. A tal  fine  per  i
progetti individuati negli allegati A1, A2, A3, B1, B2  e  B3
sono  valutati  gli  effetti diretti ed indiretti  sull'uomo,
sulla  fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque, sull'aria,
sul clima, sul paesaggio, sui beni materiali e sul patrimonio
culturale ed ambientale e sull'interazione tra detti fattori.

3.  Le  procedure disciplinate dalla presente legge hanno  lo
scopo   di  prevedere  e  stimare  l'impatto  ambientale   di
impianti,  opere o interventi, di identificare e valutare  le
possibili  alternative, compresa la non  realizzazione  degli
stessi, di indicare le misure per minimizzare o eliminare gli
impatti negativi.

4.  Nel  perseguire  tali finalita' la Regione  garantisce  e
promuove l'informazione e la partecipazione dei cittadini  ai
procedimenti  previsti dalla presente legge  ed  assicura  il
coordinamento e la semplificazione delle valutazioni e  delle
procedure amministrative, anche attraverso lo sportello unico
per le attivita' produttive.

5.   Le  funzioni  conferite  alla  Regione  in  materia   di
valutazione  di impatto ambientale ai sensi del  D.  Lgs.  31
marzo   1998,  n.  112,  sono  esercitate  con  le  modalita'
stabilite dalla presente legge.


 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 2

Definizioni

1.   Ai   fini  della  presente  legge  valgono  le  seguenti
definizioni:
a)  impatto  ambientale: l'insieme degli  effetti  rilevanti,
diretti ed indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e
temporanei,  singoli e cumulativi, positivi e  negativi,  che
progetti, pubblici o privati, hanno sull'ambiente inteso come
insieme complesso di sistemi naturali e umani;
b)  procedura di verifica (screening): procedura preliminare,
disciplinata dal titolo II, volta a definire se  il  progetto
deve essere assoggettato alla ulteriore procedura di V.I.A.;
c) procedura di V.I.A.: la procedura, disciplinata dal titolo
III,  finalizzata  alla espressione, da parte  dell'autorita'
competente, della valutazione di impatto ambientale (V.I.A.),
di cui alla successiva lettera f);
d)  studio  d'impatto  ambientale (S.I.A.):  studio  tecnico-
scientifico degli impatti ambientali di un progetto,  di  cui
all'art. 11;
e)  definizione  dei  contenuti del  S.I.A.  (scoping):  fase
preliminare facoltativa, disciplinata dall'art. 12,  volta  a
definire,  in  contraddittorio  tra  autorita'  competente  e
proponente,  le  informazioni che devono essere  fornite  nel
S.I.A;
f) valutazione di impatto ambientale (V.I.A.): determinazione
dell'autorita'  competente,  disciplinata  dall'art.  16,  in
ordine all'impatto ambientale del progetto;
g) proponente: il committente o l'autorita' proponente, cioe'
rispettivamente il soggetto privato o pubblico che predispone
le  iniziative  relative ad un progetto  da  sottoporre  alle
procedure disciplinate dalla presente legge;
h) progetto: gli elaborati tecnici, preliminari, definitivi o
esecutivi, concernenti la realizzazione di impianti, opere  o
interventi, compresi quelli destinati allo sfruttamento delle
risorse  naturali. Nel caso di impianti, opere  o  interventi
pubblici,  per  progetto preliminare, progetto  definitivo  e
progetto esecutivo si intende quanto definito rispettivamente
nei commi 3, 4 e 5 dell'art. 16 della L. 11 febbraio 1994, n.
109 e successive modificazioni ed integrazioni;
i)  autorita' competente: l'amministrazione che  effettua  le
procedure   disciplinate  dalla  presente  legge   ai   sensi
dell'art. 5;
j)   Comuni  interessati:  i  Comuni  il  cui  territorio  e'
interessato  dalla  realizzazione del  progetto  nonche'  dai
connessi     impatti    ambientali,    relativamente     alla
localizzazione degli impianti, opere o interventi  principali
ed agli eventuali cantieri o interventi correlati;
k)  Provincia  interessata: la Provincia nel  cui  territorio
sono ricompresi i Comuni interessati;
l) amministrazioni interessate: le amministrazioni competenti
a  rilasciare  concessioni, autorizzazioni, intese,  licenze,
pareri,  nulla osta, assensi comunque denominati, preordinati
alla realizzazione del progetto;
m) associazioni interessate: gli enti, le associazioni, ed in
particolare   le   associazioni  di   protezione   ambientale
individuate ai sensi dell'art. 13 della L. 8 luglio 1986,  n.
349,   i  comitati  esponenziali  di  categorie  o  interessi
collettivi,  interessati dalla realizzazione del progetto  ed
operanti nella regione;
n)  soggetto  interessato:  ogni  soggetto  portatore  di  un
interesse inerente alla realizzazione del progetto;
o) ufficio competente: la struttura organizzativa istituita o
designata    dalla    autorita'   competente    per    curare
l'espletamento   delle  attivita'  connesse   e   strumentali
all'effettuazione delle procedure disciplinate dalla presente
legge;
p)  soglia dimensionale: il limite quantitativo o qualitativo
oltre  il quale i progetti elencati negli Allegati A.1,  A.2,
A.3,   B.1,  B.2  e  B.3  sono  assoggettati  alle  procedure
disciplinate dalla presente legge.


 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 3

Informazione e partecipazione

1.   Nelle   procedure  disciplinate  dalla  presente   legge
l'autorita'  competente assicura la promozione e la  garanzia
dell'informazione e della partecipazione di  amministrazioni,
associazioni  e soggetti interessati nonche'  lo  scambio  di
informazioni  e  la  consultazione con il proponente  con  le
modalita' di cui ai titoli II, III e IV.

2.  Ai  fini  della predisposizione degli elaborati  relativi
alla  procedura  di  verifica  (screening)  e  del  S.I.A  il
proponente ha diritto di accesso alle informazioni e ai  dati
disponibili   presso   gli   uffici   delle   amministrazioni
pubbliche.


 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 4

(sostituito comma 10 e aggiunto comma 10 bis da art.  1  L.R.
16 novembre 2000 n. 35)

Ambito di applicazione

1.  I  progetti di cui agli Allegati B.1, B.2 e B.3, che  non
ricadono   all'interno  di  aree  naturali   protette,   sono
assoggettati alla procedura di verifica (screening), ai sensi
degli artt. 9 e 10. Sono altresi' assoggettati alla procedura
di verifica (screening), per le parti non ancora autorizzate,
i   progetti  di  trasformazione  od  ampliamento  dai  quali
derivino  impianti, opere o interventi con caratteristiche  e
dimensioni rientranti fra quelli previsti negli Allegati A.1,
A.2, A.3, B.1, B.2 e B.3.

2. Sono assoggettati alla procedura di V.I.A., ai sensi degli
articoli da 11 a 18, i progetti di cui agli:
a) Allegati A.1, A.2 e A.3;
b)   Allegati   B.1,  B.2  e  B.3  qualora  ricadono,   anche
parzialmente, all'interno di aree naturali protette  definite
dalla  L. 6 dicembre 1991, n. 394 e dalla L.R. 2 aprile 1988,
n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni;
c)  Allegati B.1, B.2 e B.3 qualora lo richieda l'esito della
procedura di verifica (screening) di cui al comma 1.

3. Su richiesta del proponente sono assoggettati:
a)  alla  procedura di verifica (screening)  i  progetti  non
compresi negli Allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2 e B.3.
b)  alla  procedura  di  V.I.A.  i  progetti  compresi  negli
Allegati B.1, B.2 e B.3.

4.  A  seguito della presentazione della richiesta di cui  al
comma 3, l'autorita' competente puo' stabilire di esentare il
proponente  dal  pagamento  delle spese  istruttorie  di  cui
all'art.  28  e  di contribuire alle spese di  redazione  del
S.I.A.  fino  ad  un  massimo complessivo  del  50%,  qualora
sussista   un   interesse   pubblico  all'attivazione   della
procedura  di verifica (screening) ovvero della procedura  di
V.I.A.,  in relazione agli impatti ambientali attesi  per  la
tipologia  dimensionale  e  la  localizzazione  dei  progetti
ovvero per la vulnerabilita' dei siti interessati.

5.  Le  soglie dimensionali definite ai sensi della  presente
legge  sono  ridotte  del  50% nel caso  in  cui  i  progetti
ricadono all'interno di aree naturali protette.

6. Per le attivita' produttive, le soglie dimensionali di cui
agli  Allegati B.1, B.2 e B.3 sono incrementate del  30%  nei
seguenti casi:
a) progetti localizzati nelle aree industriali ecologicamente
attrezzate, individuate nei modi previsti dall'art. 26 del D.
Lgs. n. 112 del 1998;
b)  progetti di trasformazione od ampliamento di impianti che
abbiano  ottenuto  la  certificazione  EMAS,  ai  sensi   del
Regolamento  CEE/1836/93 del 29 giugno 1993,  concernente  il
sistema comunitario di ecogestione ed audit.

7. Le soglie dimensionali di cui agli allegati B.1, B.2 e B.3
sono   incrementate  altresi'  del  20%  per   le   attivita'
produttive  da  insediare nelle aree  industriali  esistenti,
dotate  delle  infrastrutture e degli impianti tecnologici  e
sistemi  necessari a garantire la tutela della salute,  della
sicurezza  e  dell'ambiente. Entro  un  anno  dalla  data  di
entrata   in  vigore  della  presente  legge,  la   Provincia
individua   specificatamente,   su   proposta   dei    Comuni
interessati,   le   aree   che   possiedono    le    predette
caratteristiche.

8. La disciplina della presente legge non si applica a:
a) i progetti destinati a scopi di difesa nazionale;
b)  gli interventi disposti in via d'urgenza dalle competenti
autorita',  sia al fine di salvaguardare l'incolumita'  delle
persone  e  del  territorio  da pericoli  imminenti,  sia  in
seguito  a  calamita'  per le quali sia stato  dichiarato  lo
stato  d'emergenza  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  24
febbraio 1992, n. 225 e della L.R. 19 aprile 1995, n. 45.

9.   La   Giunta  regionale,  su  proposta  della   autorita'
competente, puo', in casi eccezionali, esentare in tutto o in
parte un progetto specifico dalle disposizioni della presente
legge,  ai sensi e per gli effetti del comma 3, dell'art.  2,
della direttiva n. 85/337/CEE. L'efficacia dell'esenzione  e'
subordinata   alla  decisione  favorevole  della  Commissione
europea.

**10. Ai sensi dell'art. 1, comma 10, del DPR 12 aprile 1996,
non  sono  oggetto  della disciplina della presente  legge  i
progetti di impianti, opere o interventi di cui agli Allegati
A.1,  A.2,  A.3, B.1, B.2 e B.3, ivi compresi i  progetti  di
loro  modifica,  sottoposti alle procedure di valutazione  di
impatto ambientale nell'ambito della competenza del Ministero
dell'Ambiente,  ai  sensi dell'art. 6 della  legge  8  luglio
1986, n. 349.

10  bis.  Ai sensi dell'art. 5 del DPCM 3 settembre  1999,  i
progetti di trasformazione od ampliamento di impianti,  opere
o  interventi di cui agli Allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2  e
B.3, gia' sottoposti alle procedure di valutazione di impatto
ambientale   nell'ambito  della  competenza   del   Ministero
dell'Ambiente,  ai  sensi dell'art. 6 della  legge  8  luglio
1986,  n.  349,  e conferiti alla competenza regionale,  sono
assoggettati alla procedura di verifica (screening) ai  sensi
degli artt. 9 e 10.**


 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 5

Autorita' competenti

1.  La  Regione  e' competente per le procedure  relative  ai
progetti:
a) elencati negli Allegati A.1 e B.1;
b)  elencati  negli Allegati A.2 e B.2 la cui  localizzazione
interessi il territorio di due o piu' Province;
c)   previsti  al  comma  2  qualora  la  Provincia  sia   il
proponente;
d)  inferiori  alle soglie dimensionali di cui agli  Allegati
A.1 e B.1, attivate su richiesta del proponente;
e)  non compresi negli Allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2 e B.3
la  cui localizzazione interessi il territorio di due o  piu'
province, attivate su richiesta del proponente.

2.  La  Provincia e' competente per le procedure relative  ai
progetti:
a) elencati negli Allegati A.2 e B.2;
b)  elencati  negli Allegati A.3 e B.3 la cui  localizzazione
interessi il territorio di due o piu' Comuni;
c) previsti al comma 3 qualora il Comune sia il proponente;
d)  inferiori  alle soglie dimensionali di cui agli  Allegati
A.2 e B.2, attivate su richiesta del proponente;
e)  non compresi negli Allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2 e B.3
la  cui  localizzazione interessi il territorio  provinciale,
attivate su richiesta del proponente.

3.  Il  Comune  e'  competente per le procedure  relative  ai
progetti  elencati negli Allegati A.3 e B.3 e,  su  richiesta
del   proponente,   ai   progetti   inferiori   alla   soglia
dimensionale di cui agli Allegati A.3 e B.3.

4.  L'autorita'  competente svolge le procedure  di  verifica
(screening)  e  di V.I.A. su richiesta del proponente  ovvero
dello sportello unico per le attivita' produttive nei casi di
cui all'art. 6.

5.   Nell'espletamento  delle  procedure  disciplinate  dalla
presente legge, l'autorita' competente istituisce un apposito
ufficio.  I  Comuni  possono istituire un ufficio  competente
intercomunale ovvero avvalersi dell'ufficio competente  della
Provincia, tramite apposite convenzioni.

6.   Per   l'esame  e  l'istruttoria  tecnica  dei   progetti
sottoposti alle procedure disciplinate dalla presente  legge,
l'autorita'  competente puo' avvalersi,  tramite  convenzione
onerosa, delle strutture dell'ARPA dell'Emilia-Romagna di cui
alla  L.R.  19  aprile 1995, n. 44. L'ammontare dei  compensi
dovuti  all'ARPA  e'  definito  dalla  Giunta  regionale   in
riferimento  alle  diverse tipologie  di  impianti,  opere  o
interventi in misura forfettaria, previo parere del  Comitato
di indirizzo di cui all'art. 8 della L.R. n. 44/95.


 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 6

Sportello unico per le attivita' produttive

1.   Per   i  progetti  relativi  alle  attivita'  produttive
assoggettate al procedimento di cui agli artt. 23 e  seguenti
del  D.Lgs.  n.  112 del 1998, lo sportello unico  attiva  le
procedure  di  verifica (screening) e di V.I.A.  disciplinate
dalla presente legge ed acquisisce le relative determinazioni
dell'autorita' competente.

2.  A  tal  fine lo sportello unico, ai sensi della  presente
legge  trasmette  all'autorita'  competente  la  domanda  del
proponente  con  la  relativa  documentazione  e   cura   gli
adempimenti    relativi   al   deposito,    trasmissione    e
pubblicazione di cui agli artt. 9 e 14.

3.    Nell'ambito   del   procedimento   amministrativo    di
autorizzazione  all'insediamento di attivita'  produttive  la
valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) positiva comprende
e  sostituisce  le  autorizzazioni  e  gli  atti  di  assenso
comunque  denominati  in  materia  di  tutela  ambientale   e
paesaggistico-territoriale a norma dell'art. 17.

4. Acquisito l'esito della procedura di verifica (screening),
ovvero la valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) positiva
lo sportello unico conclude il procedimento di autorizzazione
all'insediamento dell'attivita' produttiva.

5.  Lo  sportello unico assicura a tutti gli  interessati  le
informazioni  sugli adempimenti in materia  di  procedure  di
V.I.A.

6. Fino all'istituzione dello sportello unico di cui comma 1,
le   domande   per  l'avvio  delle  procedure   di   verifica
(screening)  e  di  V.I.A.  sono  presentate  dal  proponente
direttamente all'autorita' competente.


 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 7

Opere pubbliche

1. Per i progetti elencati negli Allegati A.1, A.2, A.3, B.1,
B.2 e B.3, relativi a opere pubbliche o di interesse pubblico
ovvero ad impianti, opere o interventi non assoggettati  alla
disciplina  dello sportello unico per le attivita' produttive
di   cui  all'art.  6,  l'autorita'  competente  provvede  al
coordinamento    e    all'integrazione    dei    procedimenti
amministrativi   e  all'acquisizione  unitaria   degli   atti
autorizzativi necessari per la realizzazione del progetto.

2. In tal caso e' il proponente a provvedere agli adempimenti
di deposito, pubblicazione e trasmissione di cui agli artt. 9
e 14.


 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 


Art. 8

(modificato comma 1 da art. 1 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

Direttive

1.  Le  modalita' ed i criteri di attuazione delle  procedure
disciplinate dalla presente legge sono stabiliti dalla Giunta
regionale con direttive vincolanti, pubblicate nel Bollettino
Ufficiale  della  Regione. Le direttive, in particolare,  per
tipologia di progetto, specificano:
a)  i contenuti e le metodologie per la predisposizione degli
elaborati  relativi alla procedura di verifica (screening)  e
dei S.I.A.;
b)   le   autorizzazioni  e  gli  atti  di  assenso  comunque
denominati ricompresi nella valutazione di impatto ambientale
(V.I.A.) positiva ai sensi dei commi 1 e 2 dell'art. 17;
c)  i  casi e le modalita' di autocertificazione di stati  di
fatto   e  del  possesso  di  requisiti  nel  rispetto  della
normativa statale e della disciplina comunitaria;
**d)  le  caratteristiche dei progetti di cui  agli  Allegati
B.1,  B.2  e  B.3  assoggettati alla  procedura  di  verifica
(screening)   anche  in  relazione  agli  elementi   indicati
nell'Allegato D.**

2.  Gli elementi richiesti dalle direttive di cui al comma  1
devono  essere  coerenti  con  il  grado  di  approfondimento
progettuale   necessario   e  strettamente   attinenti   alle
caratteristiche specifiche di ciascuna tipologia di  progetto
e  delle  componenti  dell'ambiente  che  possono  subire  un
pregiudizio,  anche in relazione alla localizzazione,  tenuto
conto   delle   conoscenze  e  dei  metodi   di   valutazione
disponibili.


 

TITOLO II
PROCEDURA DI VERIFICA (SCREENING)

 


Art. 9

Verifica (screening)

1. 
Per  i  progetti assoggettati alla procedura di  verifica
(screening),  ai  sensi dell'art. 4, il  proponente  presenta
all'autorita'  competente  ovvero allo  sportello  unico  una
domanda, allegando i seguenti elaborati:
a) il progetto preliminare;
b)  una  relazione relativa alla individuazione e valutazione
degli impatti ambientali del progetto;
c)   una  relazione  sulla  conformita'  del  progetto   alle
previsioni    in    materia   urbanistica,    ambientale    e
paesaggistica.

2.  L'autorita'  competente puo'  richiedere,  per  una  sola
volta,   le  integrazioni  e  i  chiarimenti  necessari.   La
richiesta sospende i termini del procedimento.

3.   Gli   elaborati   sono  depositati  presso   l'autorita'
competente  e  presso  i Comuni interessati.  Sul  Bollettino
Ufficiale    della    Regione   e'   pubblicato    l'annuncio
dell'avvenuto deposito nel quale siano specificati: l'oggetto
e   la   localizzazione  del  progetto,   il   proponente   e
l'indicazione dei luoghi e dei termini di deposito.

4.  Entro  il  termine di 30 giorni dalla  pubblicazione  sul
Bollettino  Ufficiale della Regione, chiunque  puo'  prendere
visione   degli   elaborati  depositati  e  puo'   presentare
osservazioni all'autorita' competente.

5.  Per i progetti relativi alle attivita' produttive di  cui
all'art. 6 le forme di partecipazione previste al comma 4  si
concludono  entro  30  giorni  dalla  pubblicizzazione  della
domanda effettuata a norma del comma 2 dell'art. 6 del DPR n.
447 del 1998.

6. L'autorita' competente assicura che le attivita' di cui al
presente  articolo  siano attuate in contraddittorio  con  il
proponente.


 

TITOLO II
PROCEDURA DI VERIFICA (SCREENING)

 


Art. 10

Esiti della procedura

1.  L'autorita'  competente, sulla base dei criteri  indicati
nell'Allegato  D,  entro  60 giorni dalla  pubblicazione  sul
Bollettino Ufficiale della Regione dell'annuncio di  avvenuto
deposito,  verifica  se il progetto deve essere  assoggettato
alla   ulteriore  procedura  di  V.I.A.,  esprimendosi  sulle
osservazioni presentate in contraddittorio con il proponente.
La  decisione  dell'autorita' competente puo' avere  uno  dei
seguenti esiti:
a)   verifica  positiva  ed  esclusione  del  progetto  dalla
ulteriore procedura di V.I.A.;
b)   verifica  positiva  ed  esclusione  del  progetto  dalla
ulteriore  procedura  di  V.I.A.  con  prescrizioni  per   la
mitigazione degli impatti e per il monitoraggio nel tempo;
c)  accertamento  della  necessita'  di  assoggettamento  del
progetto  alla ulteriore procedura di V.I.A., prevista  dagli
artt. da 11 a 18.

2.  Trascorso  il  termine di cui al  comma  1,  in  caso  di
silenzio  dell'autorita' competente, il progetto  si  intende
comunque escluso dalla ulteriore procedura di V.I.A..

3.  L'autorita'  competente provvede  a  far  pubblicare  per
estratto  sul Bollettino Ufficiale della Regione la decisione
di cui al comma 1.

4.  La  verifica positiva di cui alla lett. b)  del  comma  1
obbliga   il   proponente  a  conformare  il  progetto   alle
prescrizioni  in essa contenute. Le stesse prescrizioni  sono
vincolanti  per le amministrazioni competenti al rilascio  di
intese,  concessioni, autorizzazioni, licenze, pareri,  nulla
osta,   assensi   comunque  denominati,  necessari   per   la
realizzazione del progetto in base alla vigente normativa.

5.  L'autorita' competente cura la tenuta di un registro  nel
quale  e'  riportato l'elenco dei progetti per  i  quali  sia
stata  richiesta la procedura di verifica (screening) nonche'
l'indicazione dei relativi esiti.

6.  Qualora l'autorita' competente si pronunci, a norma della
lett. c) del comma 1, per l'assoggettamento del progetto alla
ulteriore  procedura di V.I.A., il proponente puo' richiedere
l'indizione  della  conferenza di servizi prevista  dall'art.
18,  ai  fini  della  definizione, nei 30 giorni  successivi,
degli  elementi  di  cui alle lett.  a)  e  b)  del  comma  1
dell'art. 12. Alla domanda e' allegato il piano di lavoro per
la redazione del S.I.A..


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 11

Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.)

1. I progetti assoggettati alla procedura di V.I.A., ai sensi
dell'art. 4, sono corredati da un S.I.A., elaborato a cura  e
spese  del  proponente,  che  contiene  gli  elementi  e   le
informazioni indicati nell'Allegato C.

2.  Qualora  per  la  redazione  del  S.I.A.  debbano  essere
effettuati  sopralluoghi  o  attivita'  di  campionamento   o
analisi   di   difficile  ripetizione,  il  proponente   puo'
richiedere  la  presenza di tecnici designati  dall'autorita'
competente,   senza  che  cio'  comporti  oneri   aggiuntivi.
L'autorita' competente comunica tempestivamente al proponente
i motivi tecnici dell'eventuale non adesione alla richiesta.


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 12

Definizione dei contenuti del S.I.A. (scoping)

1. Per i progetti di cui al comma 1 dell'art. 11, e' facolta'
del    proponente    richiedere   all'autorita'    competente
l'effettuazione di una fase preliminare, volta alla  puntuale
definizione:
a) dei contenuti del S.I.A.;
b)  della documentazione e degli elaborati di cui al comma  2
dell'art. 13.

2. Il proponente a tal fine presenta all'autorita' competente
un  elaborato  che,  sulla  base  dell'identificazione  degli
impatti  ambientali attesi, definisce il piano di lavoro  per
la redazione del S.I.A..

3.   Il   S.I.A.   deve   comunque  contenere   le   seguenti
informazioni:
a) la descrizione del progetto definitivo;
b)  la  descrizione dei potenziali impatti ambientali,  anche
con riferimento a parametri e standard previsti dalla vigente
normativa;
c)   una  relazione  sulla  conformita'  del  progetto   alle
previsioni    in    materia   urbanistica,    ambientale    e
paesaggistica;
d)   la   descrizione  delle  misure  previste  per  ridurre,
compensare  od  eliminare  gli impatti  ambientali  negativi,
nonche' delle misure di monitoraggio;
e)   una   sintesi  in  linguaggio  non  tecnico  dei   punti
precedenti.

4.  Per la definizione dei contenuti del S.I.A. nonche' della
documentazione e degli elaborati di cui al comma 2  dell'art.
13,  l'autorita' competente convoca la conferenza di  servizi
di cui all'art. 18.

5. L'autorita' competente assicura che le attivita' di cui al
presente  articolo  siano attuate in contraddittorio  con  il
proponente.

6. L'autorita' competente, sulla base delle indicazioni della
conferenza  di  servizi, si esprime  entro  60  giorni  dalla
richiesta  di  cui  al  comma 1. Trascorso  tale  termine  si
intende  convalidato l'elaborato di cui al comma 2 presentato
dal proponente.

7.  La definizione degli elementi di cui al comma 1, lett. a)
e  b),  determinate ai sensi dei commi precedenti,  vincolano
l'autorita'  competente e le amministrazioni convocate  nello
svolgimento  delle attivita' della conferenza di  servizi  di
cui all'art. 18.


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 13

Presentazione della domanda

1. La domanda per attivare la procedura di V.I.A., presentata
allo   sportello   unico  ovvero  all'autorita'   competente,
contiene  il  S.I.A.  ed  il  relativo  progetto  definitivo,
predisposto in conformita' alle disposizioni di cui  all'art.
11  ed  agli  eventuali esiti della fase di  definizione  dei
contenuti del S.I.A. (scoping) di cui all'art. 12.

2.  Il  proponente correda la domanda della documentazione  e
degli elaborati progettuali richiesti dalla normativa vigente
per  il  rilascio  di  intese,  concessioni,  autorizzazioni,
pareri,  nulla  osta, assensi comunque denominati,  necessari
per  l'effettuazione  della  conferenza  di  servizi  di  cui
all'art. 18.

3.  L'autorita'  competente puo'  richiedere,  per  una  sola
volta,  le  integrazioni  ed  i  chiarimenti  necessari.   La
richiesta sospende i termini del procedimento.

4.  E'  in ogni caso facolta' del proponente presentare,  per
una sola volta, eventuali integrazioni.

5.  Ai sensi della normativa vigente in materia di tutela del
segreto   industriale  o  commerciale,  il  proponente   puo'
richiedere che non sia resa pubblica, in tutto o in parte, la
descrizione  dei  processi  produttivi.  In  tal   caso,   il
proponente  allega una specifica illustrazione, destinata  ad
essere  resa  pubblica,  in merito alle  caratteristiche  del
progetto  ed agli effetti finali sull'ambiente. Il  personale
dell'ufficio  competente  ha  accesso  alle  informazioni  in
merito ai progetti soggetti alla procedura di V.I.A. anche se
sottoposte a segreto industriale o commerciale, con l'obbligo
di  rispettare  le  disposizioni che tutelano  la  segretezza
delle predette informazioni.


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 14

Deposito e pubblicizzazione

1.   Il  S.I.A.  ed  il  relativo  progetto  definitivo  sono
depositati  presso  la  Regione,  le  Province  ed  i  Comuni
interessati.

2.  Sul  Bollettino  Ufficiale della Regione  nonche'  su  un
quotidiano  diffuso nel territorio interessato, e' pubblicato
l'annuncio    dell'avvenuto   deposito,   nel   quale    sono
specificati:  il proponente; l'oggetto, la localizzazione  ed
una  sommaria  descrizione  del progetto;  l'indicazione  dei
termini e dei luoghi di deposito.

3.  L'autorita' competente trasmette, inoltre, il progetto ed
il  S.I.A., corredato dalla documentazione di cui al comma  2
dell'art.  13, alle amministrazioni convocate alla conferenza
di  servizi ai sensi dell'art. 18 e agli enti di gestione  di
aree  naturali protette qualora il progetto interessi il loro
territorio.


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 15

Partecipazione

1.  Chiunque  puo',  entro  il termine  di  45  giorni  dalla
pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione  di  cui
al  comma  2  dell'art. 14, prendere visione degli  elaborati
depositati  e  presentare,  in  forma  scritta,  osservazioni
all'autorita' competente. Tale termine e' ridotto a 30 giorni
per  i  progetti  assoggettati  alla  procedura  di  verifica
(screening) di cui al Titolo II.

2. L'autorita' competente comunica le osservazioni presentate
al  proponente, il quale ha facolta' di presentare le proprie
controdeduzioni  entro  il ventesimo giorno  precedente  alla
conclusione della conferenza di servizi di cui all'art. 18.

3.  L'autorita'  competente  puo'  promuovere,  nei  casi  di
particolare   rilievo,  una  istruttoria  pubblica   con   le
amministrazioni,  le  associazioni ed i soggetti  interessati
per  fornire  una completa informazione sul  progetto  e  sul
S.I.A.  e  per acquisire elementi di conoscenza e di giudizio
in funzione della valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).
Alla  istruttoria e' data adeguata pubblicita' e deve  essere
invitato il proponente.

4.   Qualora   non   abbia   luogo  l'istruttoria   pubblica,
l'autorita'  competente puo' promuovere, anche  su  richiesta
del proponente, un contraddittorio tra lo stesso e coloro che
hanno presentato osservazioni.

5.  Quando il proponente intende uniformare il progetto  alle
osservazioni o ai contributi espressi ai sensi dei precedenti
commi, ne fa richiesta all'autorita' competente. La richiesta
interrompe  il  termine  della procedura,  che  ricomincia  a
decorrere  con  il deposito, di cui al comma 1 dell'art.  14,
del progetto modificato.

6.    Le   procedure   di   deposito,   pubblicizzazione    e
partecipazione  disciplinate dall'art.  14  sostituiscono  ad
ogni  effetto  le  procedure di pubblicita' e  partecipazione
previste dalle norme vigenti per i provvedimenti acquisiti ai
sensi dell'art. 17.


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 16

Valutazione d'impatto ambientale (V.I.A.)

1.  L'autorita' competente delibera la valutazione  d'impatto
ambientale (V.I.A.), entro 120 giorni dalla pubblicazione sul
Bollettino  Ufficiale  della  Regione  di  cui  al  comma   2
dell'art.    14,    esprimendosi    contestualmente     sulle
osservazioni, i contributi e le controdeduzioni. Tale termine
e'  ridotto  a  105  giorni per i progetti assoggettati  alla
procedura di verifica (screening), di cui al Titolo II.

2.  In  materia di lavori pubblici la valutazione di  impatto
ambientale (V.I.A.), e' resa nei termini previsti dal comma 5
dell'art.  7, della L. 11 febbraio 1994, n. 109 e  successive
modificazioni ed integrazioni.

3.  La  deliberazione, a cura dell'autorita'  competente,  e'
comunicata  al proponente ed alle amministrazioni interessate
ed  e' pubblicata per estratto nel Bollettino Ufficiale della
Regione.

4.  Le autorita' competenti informano annualmente il Ministro
dell'Ambiente circa i provvedimenti adottati e  le  procedure
di V.I.A. in corso.


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 17

Effetti della valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)

1. La valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) positiva per
i progetti relativi alle attivita' produttive di cui all'art.
6  comprende e sostituisce tutte le autorizzazioni e gli atti
di   assenso  comunque  denominati  in  materia   di   tutela
ambientale e paesaggistico-territoriale, di competenza  della
Regione,  della Provincia, del Comune e dell'Ente di gestione
di area naturale protetta regionale.

2. La valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) positiva per
i progetti di cui all'art. 7 comprende e sostituisce tutte le
intese,  le  concessioni, le autorizzazioni,  le  licenze,  i
pareri,  i  nulla  osta,  gli  assensi  comunque  denominati,
necessari  per  la realizzazione del progetto  in  base  alla
vigente  normativa. Essa ha altresi' il valore di concessione
edilizia   qualora  il  Comune  territorialmente  competente,
valutata  la sussistenza di tutti i requisiti ed  ottenuti  i
pareri,  le autorizzazioni ed i nulla osta cui e' subordinato
il suo rilascio, si sia espresso positivamente.

3. La valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) positiva per
le opere pubbliche, o di interesse pubblico da realizzarsi da
parte   degli   enti   istituzionalmente   competenti,   puo'
costituire  variante agli strumenti urbanistici qualora  tali
modificazioni  siano  state  adeguatamente  evidenziate   nel
S.I.A.,  con  apposito  elaborato cartografico,  e  l'assenso
dell'amministrazione  comunale sia ratificata  dal  Consiglio
comunale entro 30 giorni a pena di decadenza.

4.  La  valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)  positiva,
qualora  comprenda  l'autorizzazione  paesaggistica  di   cui
all'art. 7 della L. 29 giugno 1939, n. 1497, e' trasmessa  al
Ministero  per  i  Beni  Culturali  e  Ambientali,  ai   fini
dell'esercizio  dei poteri di cui al comma 9,  dell'art.  82,
del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, e successive modifiche  ed
integrazioni.

5.  La  valutazione  di impatto ambientale (V.I.A.)  positiva
obbliga il proponente a conformare il progetto alle eventuali
prescrizioni  in  essa contenute per la realizzazione  ed  il
monitoraggio nel tempo dell'impianto, opera o intervento.  Le
stesse  prescrizioni sono vincolanti per  le  amministrazioni
competenti    al    rilascio    di    intese,    concessioni,
autorizzazioni, licenze, pareri, nulla osta, assensi comunque
denominati,  necessari per la realizzazione del  progetto  in
base alla vigente normativa.

6.  La  valutazione  di impatto ambientale (V.I.A.)  negativa
preclude la realizzazione dell'intervento o dell'opera.

7.   In  relazione  alle  caratteristiche  del  progetto,  la
valutazione   di   impatto   ambientale   (V.I.A.)   positiva
stabilisce la propria efficacia temporale, in ogni  caso  non
inferiore  a  tre anni, anche in deroga ai termini  inferiori
previsti  per  gli atti ricompresi e sostituiti.  L'autorita'
competente,  a richiesta del proponente, puo' prorogare  tale
termine per motivate ragioni.


 

TITOLO III
PROCEDURA DI V.I.A.

 


Art. 18

Conferenza di servizi

1.  Nell'ambito  della  procedura di valutazione  di  impatto
ambientale  l'autorita' competente indice,  entro  10  giorni
dalla  pubblicazione dell'avviso di deposito degli  elaborati
sul  Bollettino  Ufficiale della Regione, una  conferenza  di
servizi   per   l'acquisizione  degli  atti  necessari   alla
realizzazione  del  progetto, di  cui  ai  commi  1,  2  e  3
dell'art.  17. Dell'indizione della conferenza di servizi  e'
data tempestiva comunicazione alla Regione.

2.  La  conferenza  di servizi provvede anche  all'esame  del
progetto  e si svolge con le modalita' stabilite dagli  artt.
14 e seguenti della L. 7 agosto 1990, n. 241, come modificato
ed integrato dall'art. 17 della L. 15 maggio 1997, n. 127.

3.  L'ufficio competente, entro 60 giorni dalla pubblicazione
sul  Bollettino  Ufficiale della Regione di cui  al  comma  2
dell'art.  14, predispone un rapporto sull'impatto ambientale
del  progetto  e lo invia alle amministrazioni convocate.  Il
rapporto  sull'impatto ambientale e',  altresi',  inviato  al
proponente  che  puo'  fornire le proprie  controdeduzioni  o
richiedere di essere sentito dalla conferenza di servizi.

4.  Ogni  amministrazione convocata partecipa alla conferenza
di  servizi  attraverso un unico rappresentante,  legittimato
dagli   organi  istituzionalmente  competenti  ad   esprimere
definitivamente  ed in modo vincolante la volonta'  dell'ente
su tutti gli atti di propria competenza.

5.  Il  dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi
deve  essere  motivato ed indicare le specifiche modifiche  e
prescrizioni  ritenute  necessarie ai fini  dell'assenso.  Le
determinazioni  conclusive possono motivatamente  discostarsi
dai   pareri   non  vincolanti  espressi  nell'ambito   della
conferenza di servizi.

6.  Il parere previsto al comma 2 dell'art. 5, del D.P.R.  12
aprile 1996 e' reso, dalle Province, dai Comuni e dagli  Enti
di gestione di aree naturali protette interessati, in sede di
conferenza di servizi.

7.  I  lavori della conferenza di servizi si concludono entro
100 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della
Regione  di  cui  al comma 2 dell'art. 14.  Tale  termine  e'
ridotto  a  85  giorni  per  i  progetti  assoggettati   alla
procedura di verifica (screening), di cui al Titolo II.

8.  Nei  casi in cui sia necessario procedere ad accertamenti
od   indagini   di   particolare  complessita',   l'autorita'
competente    puo'    prorogare,   con    propria    motivata
deliberazione,  il  termine di cui al  comma  7  fino  ad  un
massimo  di ulteriori 60 giorni. La proroga si applica  anche
al termine di cui al comma 1 dell'art. 16.


 

TITOLO IV
PROCEDURE DI V.I.A. INTERREGIONALI E SOVRAREGIONALI

 


Art. 19

(modificato comma 1 da art. 1 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

Procedure per progetti con impatti ambientali interregionali

1.  Nel  caso  di  progetti  che  risultino  localizzati  sul
territorio  di piu' Regioni, la Giunta regionale delibera  la
valutazione  di  impatto  ambientale  (V.I.A.)  **ovvero   la
decisione  in merito alla procedura di verifica (screening)**
d'intesa  con le Regioni cointeressate, qualora tali progetti
non  siano  di  competenza dello Stato in  base  all'atto  di
indirizzo e coordinamento adottato ai sensi dell'art. 71  del
D. Lgs. n. 112 del 1998.

2.  Nel  caso di progetti che possano avere impatti rilevanti
sull'ambiente   di  altre  Regioni  confinanti,   l'autorita'
competente  e'  tenuta ad informare e ad  acquisire  anche  i
pareri  di  tali  Regioni  nell'ambito  della  conferenza  di
servizi di cui all'art. 18.


 

TITOLO IV
PROCEDURE DI V.I.A. INTERREGIONALI E SOVRAREGIONALI

 


Art. 20

Partecipazione della Regione alla procedura di cui all'art. 6
della legge 8 luglio 1986, n. 349

1.  Il  parere  relativo  alla  pronuncia  di  compatibilita'
ambientale di cui all'art. 6 della L. 8 luglio 1986,  n.  349
e' espresso dalla Giunta regionale.

2. La Giunta regionale acquisisce il parere delle Province  e
dei Comuni interessati. A tal fine le comunicazioni di cui al
comma  3  dell'art. 6, della L. 8 luglio 1986,  n.  349  sono
trasmesse, a cura del proponente, anche alle Province  ed  ai
Comuni  interessati. I pareri sono espressi entro  60  giorni
dal  ricevimento delle comunicazioni, trascorsi i  quali,  la
Giunta  regionale  puo'  provvedere  anche  in  assenza   dei
predetti pareri.

3.  La  Giunta  regionale  puo' promuovere  consultazioni  ed
istruttorie pubbliche con le amministrazioni, le associazioni
ed i soggetti interessati.


 

TITOLO IV
PROCEDURE DI V.I.A. INTERREGIONALI E SOVRAREGIONALI

 


Art. 21

Procedure     per    progetti    con    impatti    ambientali
transfrontalieri

1.  Nel  caso di progetti che possano avere impatti rilevanti
sull'ambiente  di  un  altro  Stato,  l'autorita'  competente
informa  il  Ministro  dell'Ambiente per l'adempimento  degli
obblighi   di   cui   alla  convenzione   sulla   valutazione
dell'impatto  ambientale  in  un  contesto  transfrontaliero,
stipulata a Espoo il 25 febbraio 1991, ratificata con la L. 3
novembre 1994, n. 640.


 

TITOLO V
MONITORAGGIO E CONTROLLI

 


Art. 22

Monitoraggio

1. Il proponente deve trasmettere all'autorita' competente  i
risultati del monitoraggio di cui alla lett. b) del  comma  1
dell'art.10  e  al  comma 5 dell'art. 17,  nonche'  informare
l'autorita'    competente   delle   eventuali   modificazioni
intervenute  nel corso della realizzazione e  della  gestione
dell'impianto, opera o intervento.

2.  L'autorita' competente per l'esercizio delle funzioni  di
controllo  ambientale  si  avvale delle  strutture  dell'ARPA
dell'Emilia-Romagna,  ai  sensi dell'art.  3  della  L.R.  19
aprile  1995,  n.  44.  Si  avvale  inoltre  delle  strutture
dell'ARPA per l'eventuale gestione dei dati e delle misure di
cui   al   comma   1  nell'ambito  del  sistema   informativo
sull'ambiente ed il territorio di cui alla lett. e) del comma
1 dell'art. 5 della medesima legge regionale.


 

TITOLO V
MONITORAGGIO E CONTROLLI

 


Art. 23

Controllo sostitutivo

1.  Qualora  la  Provincia  od  il  Comune  non  convochi  la
conferenza  di  servizi entro il termine di cui  al  comma  1
dell'art. 18, il dirigente competente in materia di procedure
di valutazione di impatto ambientale della Regione l'invita a
provvedere  entro  un  termine non  superiore  a  15  giorni,
decorso  il  quale  la  Regione provvede all'indizione  della
conferenza di servizi.

2.  Nei  casi  di  attivita' produttive di  cui  all'art.  6,
qualora  l'autorita'  competente  non  abbia  deliberato   la
valutazione  di  impatto ambientale entro il termine  di  cui
all'art. 16, lo sportello unico provvede ai sensi del comma 6
dell'art. 4 del D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447.

3.  Nei  casi  di  progetti di cui  all'art.  7,  qualora  la
Provincia od il Comune non abbia deliberato la valutazione di
impatto  ambientale (V.I.A.) entro il termine di cui all'art.
16,  si  applicano  i  principi generali  della  legislazione
regionale  in  materia  di poteri sostitutivi  nei  confronti
degli enti locali.


 

TITOLO V
MONITORAGGIO E CONTROLLI

 


Art. 24

Vigilanza e sanzioni

1.  Fermi  restando i compiti di vigilanza e controllo  delle
amministrazioni  interessate, l'autorita'  competente  vigila
sull'applicazione  delle disposizioni  della  presente  legge
nonche'  delle  prescrizioni contenute nella  valutazione  di
impatto  ambientale (V.I.A.) di cui al comma 5 dell'art.  17,
ovvero  nell'atto  conclusivo  della  procedura  di  verifica
(screening) di cui alla lett. b) del comma 1 dell'art. 10.

2.  Nei casi di impianti, opere o interventi realizzati senza
aver  acquisito la valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)
positiva  ovvero  senza l'effettuazione  della  procedura  di
verifica  (screening)  in violazione  della  presente  legge,
l'autorita'  competente  dispone la  sospensione  dei  lavori
nonche'  la  riduzione in pristino dello stato dei  luoghi  e
della  situazione ambientale a spese e cura del responsabile,
definendone  i  termini e le modalita'. In  caso  di  inerzia
l'autorita'   competente   provvede   d'ufficio    a    spese
dell'inadempiente.  Il recupero di tali spese  e'  effettuato
con  le  modalita' e gli effetti previsti dal R.D. 14  aprile
1910,  n.  639, sulla riscossione delle entrate  patrimoniali
dello Stato.

3.  Nei  casi in cui il progetto e' realizzato in parziale  o
totale   difformita'  dalle  prescrizioni   contenute   nella
valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), di cui al comma 5
dell'art. 17, ovvero nell'atto conclusivo della procedura  di
verifica  (screening),  di cui alla  lett.  b)  del  comma  1
dell'art.   10,  l'autorita'  competente,  previa   eventuale
sospensione  dei  lavori, diffida il proponente  ad  adeguare
l'impianto, opera o intervento. Il provvedimento  di  diffida
stabilisce  i termini e le modalita' di adeguamento.  Qualora
il proponente non si adegui a quanto stabilito nella diffida,
l'autorita'  competente  revoca  la  valutazione  di  impatto
ambientale (V.I.A.) ovvero l'atto conclusivo della  procedura
di  verifica (screening) ed applica quanto disposto dal comma
2.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 25

Informazione e sistema informativo

1.  La  Regione,  le  Province ed i  Comuni  sono  tenuti  al
reciproco  scambio  di  dati,  informazioni  ed  ogni   altro
elemento  utile allo svolgimento delle procedure disciplinate
dalla presente legge .

2.  La  Regione, nell'ambito del sistema informativo  di  cui
alla  L.R.  26  luglio 1988, n. 30, organizza la  raccolta  e
l'elaborazione  dei dati anche ai fini della presente  legge.
Predispone  inoltre  una  raccolta di  studi  e  ricerche  su
metodologie e modelli in materia di impatto ambientale ed  un
archivio  in  cui sono raccolti i S.I.A. e le valutazioni  di
impatto    ambientale    (V.I.A.)   nonche'    la    relativa
documentazione.

3.  Le  pubblicazioni sul Bollettino Ufficiale della  Regione
degli avvisi di deposito di cui al comma 3 dell'art. 9 ed  al
comma 2 dell'art. 14, nonche' delle decisioni per estratto di
cui  al comma 3 dell'art. 10 ed al comma 3 dell'art. 16, sono
gratuite. Il Presidente della Regione definisce con  apposito
atto forme e modalita' di tali pubblicazioni.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 26

Relazione  sull'attuazione  delle  procedure  in  materia  di
impatto ambientale

1.  La Giunta presenta annualmente al Consiglio regionale una
relazione   sull'attuazione   della   presente   legge.    In
particolare la relazione:
a)  informa sulle direttive emanate dalla Giunta regionale ai
sensi dell'art. 8;
b)  da'  conto  degli  esiti delle  procedure  effettuate  in
attuazione della presente legge;
c) indica lo stato di definizione degli strumenti informativi
di cui all'art. 25;
d)   si  esprime  in  merito  all'efficacia  delle  procedure
effettuate  in  attuazione  della presente  legge  e  formula
proposte  con particolare riguardo agli adempimenti  previsti
all'art. 31.

2.   Per   predisporre  la  relazione  la  Giunta   regionale
acquisisce   informazioni,  valutazioni  e   proposte   dalle
Province e dai Comuni.

3.  La relazione e' comunicata al Ministero dell'Ambiente, in
attuazione del comma 2 dell'art. 4 del D.P.R. 12 aprile 1996.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 27

Formazione culturale e aggiornamento professionale

1.  La Regione promuove ricerche e sperimentazioni in materia
di  valutazione  di  impatto  ambientale  e  ne  diffonde   i
risultati. A tal fine puo' avvalersi della collaborazione  di
Universita', enti ed istituti, italiani od esteri, stipulando
apposite convenzioni.

2. La Regione promuove l'organizzazione e la realizzazione di
corsi di formazione ed aggiornamento professionale in materia
di valutazione di impatto ambientale.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 28

Spese istruttorie

1.  Le  spese  per  le  istruttorie relative  alle  procedure
disciplinate  dalla  presente  legge,  sono  a   carico   del
proponente   e  sono  determinate  forfettariamente   ed   in
relazione  al  valore  dell'opera o dell'intervento,  in  una
misura   comunque  non  superiore  al  0,05%,  dall'autorita'
competente secondo i criteri definiti dalla Giunta  regionale
nelle direttive di cui all'art. 8. Le spese istruttorie  sono
quantificate con l'atto conclusivo del procedimento.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 29

Norma finanziaria

1.  Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi  di
cui  al  comma 2 dell'art. 25 ed al comma 1 dell'art.  27  la
Regione fa fronte mediante l'istituzione di appositi capitoli
nella parte spesa del Bilancio regionale, che verranno dotati
dei  finanziamenti  necessari in sede di  approvazione  della
legge  annuale  di bilancio, a norma di quanto  disposto  dal
comma  1  dell'art.  11 della L.R. 6 luglio  1977,  n.  31  e
successive modificazioni e integrazioni.

2.  Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi  di
cui  al comma 2 dell'art. 27 la Regione fa fronte nell'ambito
dei finanziamenti annualmente autorizzati a valere sulla L.R.
24   luglio  1979,  n.  19  e  successive  modificazioni   ed
integrazioni.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 30

(modificato comma 3 da art. 1 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

Disposizioni abrogative ed interpretative

1.   Le  modalita'  di  valutazione  di  impatto  ambientale,
comunque  denominate,  previste dalla legislazione  regionale
ovvero dagli strumenti di pianificazione sono sostituite:
a) per i progetti previsti dagli Allegati A.1, A.2, A.3, B.1,
B.2 e B.3, da quanto previsto dalla presente legge;
b) per i progetti sottoposti alle procedure di valutazione di
impatto  ambientale ai sensi dell'art. 6 della  L.  8  luglio
1986 n. 349 e successive modificazioni ed integrazioni, dalla
procedura di cui al medesimo articolo 6.

2.  La  L.R. 19 maggio 1980, n. 37 concernente: '' Interventi
della Regione Emilia-Romagna per la realizzazione di impianti
di  smaltimento  dei  rifiuti  solidi  e  dei  fanghi  ''  e'
abrogata.

3. L'art 8 e la lettera b) del comma 2 dell'art. 7 della L.R.
18   luglio  1991,  n.  17,  e  successive  modificazioni   e
integrazioni,   sono  abrogati  **a'**   per   le   attivita'
estrattive  sottoposte  alle  procedure  disciplinate   dalla
presente  legge. E' fatta salva per i piani particolareggiati
adottati  ovvero per i piani particolareggiati di  iniziativa
privata  presentati  in data precedente  la  possibilita'  di
concludere  il  procedimento di approvazione  secondo  quanto
previsto dal medesimo art. 8 della L.R. n. 17 del 1991.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 31

(modificato comma 2 da art. 1 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

Modifiche degli Allegati

1.    Il    Consiglio   regionale   modifica,   con   propria
deliberazione, gli Allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2, B.3, C e
D  al  fine  di  dare  attuazione  a  normative  comunitarie,
nazionali o regionali.

2.  Il  Consiglio regionale, tenuto conto della relazione  di
cui all'art. 26 **ovvero dei risultati conseguenti alla prima
applicazione delle procedure di cui alla presente  legge**  e
sulla  base  degli  elementi indicati nell'Allegato  D,  puo'
stabilire con propria deliberazione:
a) un eventuale incremento o decremento, nella misura massima
del  30%, delle soglie dimensionali di cui agli Allegati B.1,
B.2,  e  B.3, ai sensi del comma 7 dell'art. 1 del D.P.R.  12
aprile 1996;
b)  l'esclusione dalle procedure disciplinate dalla  presente
legge  dei  progetti  di impianti, opere o  interventi  degli
Allegati  B.1,  B.2, e B.3 che non ricadono in aree  naturali
protette,  ai  sensi del comma 3 dell'art. 10 del  D.P.R.  12
aprile 1996.

3.   Le  deliberazioni  di  cui  al  presente  articolo  sono
pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione.


 

TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

 


Art. 32

(abrogato da art. 1 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

Decorrenza dell'efficacia

**abrogato**


 


ALLEGATO A.1

(sostituito da art. 2 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

**Progetti  di cui all'art. 4, comma 2, lett. a)  della  L.R.
9/99

A.1. 1)
Utilizzo non energetico di acque superficiali nei casi in cui
la  derivazione superi i 1.000 litri al minuto secondo  e  di
acque sotterranee, ivi comprese acque minerali e termali, nei
casi  in  cui  la  derivazione superi i 100 litri  al  minuto
secondo;  sistemi  di  estrazione o di  ricarica  artificiale
delle  acque  freatiche in cui il volume  annuale  dell'acqua
estratta  o  ricaricata sia pari o superiore a 10 milioni  di
metri cubi;

A.1. 2)
Opere  per  il  trasferimento di risorse idriche  tra  bacini
imbriferi  inteso a prevenire un'eventuale penuria di  acqua,
per un volume di acque trasferite superiore a 100 milioni  di
metri  cubi  all'anno;  in tutti gli  altri  casi,  opere  di
trasferimento  di  risorse idriche tra bacini  imbriferi  con
un'erogazione  media  pluriennale  del  bacino  in  questione
superiore  a 2.000 milioni di metri cubi all'anno  e  per  un
volume   di  acque  trasferite  superiore  al  5%  di   detta
erogazione;  in entrambi i casi sono esclusi i  trasferimenti
di acqua potabile convogliata in tubazioni;

A.1. 3)
Attivita'  di coltivazione degli idrocarburi e delle  risorse
geotermiche sulla terraferma;

A.1. 4)
Dighe  ed  altri impianti destinati a trattenere, regolare  o
accumulare  le acque in modo durevole, a fini non energetici,
di  altezza  superiore  a 10 m e/o di capacita'  superiore  a
100.000 mc;

A.1. 5)
Attivita' di coltivazione di minerali solidi;

A.1. 6)
Recupero  di suoli dal mare per una superficie che  superi  i
200 ha;

A.1. 7)
Trattamento di prodotti intermedi e fabbricazione di prodotti
chimici,  per una capacita' superiore alle 35.000  t/anno  di
materie prime lavorate;

A.1. 8)
Produzione  di  pesticidi, prodotti farmaceutici,  pitture  e
vernici,  elastomeri e perossidi, per insediamenti produttivi
di  capacita'  superiore alle 35.000 t/anno di materie  prime
lavorate;

A.1. 9)
Porti  turistici e da diporto quando lo specchio  d'acqua  e'
superiore  a  10 ha o le aree interessate superano  i  5  ha,
oppure i moli sono di lunghezza superiore ai 500 metri;

A.1. 10)
Impianti   per  la  decoibentazione  ed  il  trattamento   di
materiali contenenti amianto.**


 


ALLEGATO A.2

(sostituito da art. 2 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

**Progetti  di cui all'art. 4, comma 2, lett. a)  della  L.R.
9/99

A.2. 1)
Impianti  destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi  da
minerali,  nonche'  concentrati o  materie  prime  secondarie
attraverso    procedimenti    metallurgici,     chimici     o
elettrolitici;

A.2. 2)
Impianti  di  smaltimento e recupero di  rifiuti  pericolosi,
mediante  operazioni di cui all'allegato B e all'allegato  C,
lettere da R1 a R9, del decreto legislativo 5 febbraio  1997,
n.  22,  ad  esclusione degli impianti di recupero sottoposti
alle procedure semplificate di cui agli articoli 31 e 33  del
medesimo D.Lgs. n. 22/1997;

A.2. 3)
Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi,
con  capacita' superiore a 100 t/giorno, mediante  operazioni
di  incenerimento  o  di trattamento di cui  all'allegato  B,
lettere D2 e da D8 a D11, ed allegato C, lettere da R1 a  R9,
del  D.Lgs.  n.  22/1997,  ad esclusione  degli  impianti  di
recupero  sottoposti alle procedure semplificate di cui  agli
articoli 31 e 33 del medesimo D.Lgs. n. 22/1997;

A.2. 4)
Impianti  di  smaltimento  e  di  recupero  di  rifiuti   non
pericolosi   mediante   operazioni   di   raggruppamento    o
ricondizionamento  preliminari  e  deposito  preliminare  con
capacita'  superiore  a  200  t/giorno  (operazioni  di   cui
all'allegato B del D.Lgs. n. 22/1997, punti D13, D14);

A.2. 5)
Discariche  di  rifiuti urbani non pericolosi  con  capacita'
complessiva  superiore  a  100.000  mc  (operazioni  di   cui
all'allegato  B,  lettere D1 e D5, del  D.Lgs.  n.  22/1997);
discariche di rifiuti speciali non pericolosi (operazioni  di
cui  all'allegato B, lettere D1 e D5, del D.Lgs. n. 22/1997),
ad  esclusione  delle  discariche per  inerti  con  capacita'
complessiva sino a 100.000 mc;

A.2. 6)
Impianti  di  smaltimento di rifiuti non pericolosi  mediante
operazioni di deposito preliminare con capacita' superiore  a
150.000  mc  oppure con capacita' superiore  a  200  t/giorno
(operazioni di cui all'allegato B, lettera D15, del D.Lgs. n.
22/1997);

A.2. 7)
Impianti  di  smaltimento di rifiuti mediante  operazioni  di
iniezione  di  profondita', lagunaggio,  scarico  di  rifiuti
solidi  nell'ambiente idrico, compreso il  seppellimento  nel
sottosuolo  marino,  deposito permanente (operazioni  di  cui
all'allegato B, lettere D3, D4, D6, D7 e D12, del  D.Lgs.  n.
22/1997);

A.2. 8)
Impianti   di   depurazione  delle  acque  con  potenzialita'
superiore a 100.000 abitanti equivalenti;

A.2. 9)
Fabbricazione di pasta carta a partire dal legno o  da  altre
materie  fibrose con una capacita' di produzione superiore  a
100 tonnellate al giorno;

A.2. 10)
Fabbricazione di carta e cartoni con capacita' di  produzione
superiore a 200 tonnellate al giorno;

A.2. 11)
Elettrodotti  aerei  esterni  per  il  trasporto  di  energia
elettrica  con  tensione  nominale superiore  a  100  kW  con
tracciato di lunghezza superiore a 10 km;

A.2. 12)
Stoccaggio    di    petrolio,   di   prodotti    petroliferi,
petrolchimici e chimici pericolosi, ai sensi della  legge  29
maggio 1974, n. 256 e successive modificazioni, con capacita'
complessiva superiore a 40.000 mc;

A.2. 13)
Impianti  per  la concia del cuoio e del pellame  qualora  la
capacita'  superi  le  12 tonnellate di  prodotto  finito  al
giorno;

A.2. 14)
Stoccaggio  di  gas combustibili in serbatoi sotterranei  con
una capacita' complessiva superiore a 80.000 mc.**


 


ALLEGATO A.3

(sostituito da art. 2 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

**Progetti  di cui all'art. 4, comma 2, lett. a)  della  L.R.
9/99

A.3. 1)
Impianti  per l'allevamento intensivo di pollame o  di  suini
con piu' di:
a)  85.000  posti  per polli da ingrasso,  60.000  posti  per
galline;
b) 3000 posti per suini da produzione (di oltre 30 Kg);
c) 900 posti per scrofe;

A.3. 2)
Cave  e  torbiere con piu' di 500.000. mc/anno  di  materiale
estratto o di un'area interessata superiore a 20 ha.**


 


ALLEGATO B.1

(sostituito da art. 2 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

**Progetti  di cui all'art. 4, comma 1 e comma  2,  lett.  a)
della L.R. 9/99

AGRICOLTURA

B.1. 1)
Recuperi di suoli dal mare per una superficie che superi i 10
ha;

INDUSTRIA ESTRATTIVA

B.1. 2)
Attivita' di ricerca di minerali solidi, di idrocarburi e  di
risorse geotermiche incluse le relative attivita' minerarie;

B.1. 3)
Estrazione di minerali mediante dragaggio marino o fluviale;

B.1. 4)
Trivellazioni per lo stoccaggio dei residui nucleari;

B.1. 5)
Impianti di superficie dell'industria di estrazione di carbon
fossile, di petrolio, di gas naturale e di minerali metallici
nonche' di scisti bituminosi;

INDUSTRIA ENERGETICA

B.1. 6)
Impianti  termici per la produzione di vapore e  acqua  calda
con potenza termica complessiva superiore a 50 MW;

B.1. 7)
Impianti  per  il  trattamento e  lo  stoccaggio  di  residui
radioattivi;

B.1. 8)
Impianti per la produzione di energia idroelettrica;

INDUSTRIA DEI PRODOTTI MINERALI

B.1. 9)
Impianti  destinati  alla  produzione  di  amianto   e   alla
fabbricazione di prodotti a base di amianto;

INDUSTRIA CHIMICA

B.1. 10)
Trattamento di prodotti intermedi e fabbricazione di prodotti
chimici,  per una capacita' superiore alle 10.000  t/anno  di
materie prime lavorate;

B.1. 11)
Produzione  di  pesticidi, prodotti farmaceutici,  pitture  e
vernici,  elastomeri e perossidi, per insediamenti produttivi
di  capacita'  superiore alle 10.000 t/anno di materie  prime
lavorate;

PROGETTI DI INFRASTRUTTURE

B.1. 12)
Interporti;

B.1. 13)
Linee ferroviarie a carattere regionale;

B.1. 14)
Aeroporti;

B.1. 15)
Porti lacuali, fluviali, vie navigabili;

B.1. 16)
Strade extraurbane secondarie a carattere regionale;

B.1. 17)
Costruzione di porti e impianti portuali, compresi i porti di
pesca;

B.1. 18)
Opere  di  regolazione del corso dei fiumi  e  dei  torrenti,
canalizzazioni  e  interventi di  bonifica  ed  altri  simili
destinati ad incidere sul regime delle acque, compresi quelli
di  estrazione  di materiali litoidi dal demanio  fluviale  e
lacuale;

B.1. 19)
Dighe e altri impianti destinati a trattenere le acque  o  ad
accumularle in modo durevole;

B.1. 20)
Opere  costiere  destinate a combattere l'erosione  e  lavori
marittimi   volti   a  modificare  la  costa,   mediante   la
costruzione  di  dighe, moli ed altri lavori  di  difesa  dal
mare;

B.1. 21)
Derivazioni  di  acque  superficiali ed  opere  connesse  che
prevedano derivazioni superiori a 200 litri al minuto secondo
o  di acque sotterranee che prevedano derivazioni superiori a
50  litri al minuto secondo; progetti di ricarica artificiale
delle acque freatiche non compresi nel punto A.1.1);

B.1. 22)
Opere  per  il  trasferimento di risorse idriche  tra  bacini
imbriferi, non comprese nell'allegato A.1;

B.1. 23)
Progetti di cui all'Allegato A.1 che servono esclusivamente o
essenzialmente per lo sviluppo ed il collaudo di nuovi metodi
o prodotti e non sono utilizzati per piu' di due anni.**


 


ALLEGATO B.2

(sostituito da art. 2 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

**Progetti di cui all'art. 4, comma 1 e comma 2 lett. b) e c)
della L.R. 9/99

AGRICOLTURA

B.2. 1)
Progetti  di  ricomposizione fondiaria  che  interessano  una
superficie superiore a 200 ha;

B.2. 2)
Cambiamento  di  uso di aree non coltivate,  semi-naturali  o
naturali per la loro coltivazione agraria intensiva  con  una
superficie superiore a 10 ha;

B.2. 3)
Progetti di irrigazione per una superficie superiore  ai  300
ha;

B.2. 4)
Iniziale forestazione con una superficie superiore a  20  ha;
deforestazione  allo scopo di conversione ad  altri  usi  del
suolo di una superficie superiore a 5 ha;

INDUSTRIA ENERGETICA

B.2. 5)
Impianti  industriali  non  termici  per  la  produzione   di
energia, vapore ed acqua calda;

B.2. 6)
Impianti  industriali  per il trasporto  del  gas,  vapore  e
dell'acqua  calda che alimentano condotte con  una  lunghezza
complessiva superiore ai 20 km;

B.2. 7)
Elettrodotti  aerei  esterni  per  il  trasporto  di  energia
elettrica  con  tensione  nominale superiore  a  100  kW  con
tracciato superiore a 3 km;

B.2. 8)
Agglomerazione industriale di carbon fossile e lignite;

B.2. 9)
Impianti industriali per la produzione di energia mediante lo
sfruttamento del vento;

PRODUZIONE E TRASFORMAZIONE DEI METALLI

B.2. 10)
Impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o
secondaria) compresa la relativa colata continua di capacita'
superiore a 2,5 tonnellate all'ora;

B.2. 11)
Impianti  destinati  alla trasformazione di  metalli  ferrosi
mediante:
laminazione  a caldo con capacita' superiore a 20  tonnellate
di acciaio grezzo all'ora;
forgiatura con magli la cui energia di impatto supera  50  KJ
per  maglio e allorche' la potenza calorifica e' superiore  a
20 MW;
applicazione  di strati protettivi di metallo  fuso  con  una
capacita' di trattamento superiore a 2 tonnellate di  acciaio
grezzo all'ora;

B.2. 12)
Fonderie  di metalli ferrosi con una capacita' di  produzione
superiore a 20 tonnellate al giorno;

B.2. 13)
Impianti di fusione e lega di metalli non ferrosi, compresi i
prodotti di recupero (affinazione, formatura in fonderia) con
una  capacita'  di fusione superiore a 10 tonnellate  per  il
piombo  e  il  cadmio o a 50 tonnellate per tutti  gli  altri
metalli al giorno;

B.2. 14)
Impianti per il trattamento di superfici di metalli e materie
plastiche  mediante processi elettrolitici o chimici  qualora
le   vasche  destinate  al  trattamento  abbiano  un   volume
superiore a 30 mc;

B.2. 15)
Impianti  di costruzione e montaggio di auto e motoveicoli  e
costruzione  dei relativi motori; impianti per la costruzione
e   riparazione  di  aeromobili;  costruzione  di   materiale
ferroviario e rotabile che superino i 10.000 mq di superficie
impegnata o 50.000 mc di volume;

B.2. 16)
Cantieri navali di superficie complessiva superiore a 2 ha;

B.2. 17)
Imbutitura  di fondo con esplosivi che superino 5.000  mq  di
superficie impegnata o 50.000 mc di volume;

B.2. 18)
Impianti   di  arrostimento  o  sinterizzazione  di  minerali
metalliferi  che superino 5.000 mq di superficie impegnata  o
50.000 mc di volume;

B.2. 19)
Impianti  destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi  da
minerali,  nonche'  concentrati o  materie  prime  secondarie
attraverso    procedimenti    metallurgici,     chimici     o
elettrolitici;

INDUSTRIA DEI PRODOTTI MINERALI

B.2. 20)
Cokerie (distillazione a secco del carbone);

B.2. 21)
Impianti  destinati alla produzione di clinker  (cemento)  in
forni  rotativi  la  cui capacita' di produzione  supera  500
tonnellate  al giorno oppure di calce viva in forni  rotativi
la  cui  capacita'  di  produzione supera  50  tonnellate  al
giorno,  o  in  altri tipi di forni aventi una  capacita'  di
produzione di oltre 50 tonnellate al giorno;

B.2. 22)
Impianti  di  produzione di vetro compresi  quelli  destinati
alla  produzione di fibre di vetro, con capacita' di  fusione
di oltre 10.000 tonnellate all'anno;

B.2. 23)
Fabbricazione  di  prodotti  ceramici  mediante  cottura,  in
particolare  tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle,
gre's   e   porcellane,   di  capacita',   fino   a   diversa
determinazione   statale  di  recepimento   della   direttiva
97/11/CE, superiore a 7.500 t/anno di smalti utilizzati  come
materie prime;

INDUSTRIA CHIMICA

B.2. 24)
Stoccaggio    di    petrolio,   di   prodotti    petroliferi,
petrolchimici e chimici pericolosi, ai sensi della  legge  29
maggio 1974, n. 256 e successive modificazioni, con capacita'
complessiva superiore a 1.000 mc;

INDUSTRIA DEI PRODOTTI ALIMENTARI

B.2. 25)
Impianti  per il trattamento e la trasformazione  di  materie
prime  animali  (diverse  dal latte)  con  una  capacita'  di
produzione  di  prodotti  finiti di oltre  75  tonnellate  al
giorno;

B.2. 26)
Impianti  per il trattamento e la trasformazione  di  materie
prime vegetali con una produzione di prodotti finiti di oltre
300 tonnellate al giorno su base trimestrale;

B.2. 27)
Impianti  per  la  fabbricazione di prodotti lattiero-caseari
con  capacita'  di lavorazione superiore a 200 tonnellate  al
giorno su base annua;

B.2. 28)
Impianti per la produzione di birra o malto con una capacita'
di produzione superiore a 500.000 hl/anno;

B.2. 29)
Impianti  per  la  produzione  di  dolciumi  e  sciroppi  che
superino 50.000 mc di volume;

B.2. 30)
Macelli  aventi  una  capacita'  di  produzione  di  carcasse
superiore   a   50  tonnellate  al  giorno  e  impianti   per
l'eliminazione  o il recupero di carcasse  e  di  residui  di
animali  con  una  capacita'  di  trattamento  di  oltre   10
tonnellate al giorno;

B.2. 31)
Molitura   dei  cereali,  industria  dei  prodotti  amidacei,
industria dei prodotti alimentari per zootecnia che  superino
5.000 mq di superficie impegnata o 50.000 mc di volume;

B.2. 32)
Impianti  per la produzione di farina di pesce o di  olio  di
pesce  con capacita' di lavorazione superiore a 50.000 q/anno
di prodotto lavorato;

B.2. 33)
Zuccherifici,  impianti  per la  produzione  di  lieviti  con
capacita'  di  produzione o raffinazione superiore  a  10.000
t/giorno di barbabietole;

INDUSTRIA DEI TESSILI, DEL CUOIO, DEL LEGNO, DELLA CARTA

B.2. 34)
Impianti per il pretrattamento (operazioni quali il lavaggio,
l'imbianchimento, la mercerizzazione) o la tintura di  fibre,
di tessili, di lana la cui capacita' di trattamento supera le
10 tonnellate al giorno;

B.2. 35)
Impianti  per  la concia del cuoio e del pellame  qualora  la
capacita'  superi  le  5  tonnellate di  prodotto  finito  al
giorno;

B.2. 36)
Impianti  per  la produzione e la lavorazione  di  cellulosa,
fabbricazione di carta e cartoni di capacita' superiore a  50
tonnellate al giorno;

B.2. 37)
Impianti  di fabbricazione di pannelli di fibre, pannelli  di
particelle  e compensati, di capacita' superiore alle  50.000
t/anno di materie prime lavorate;

INDUSTRIA DELLA GOMMA E DELLE MATERIE PLASTICHE

B.2. 38)
Fabbricazione e trattamento di prodotti a base di  elastomeri
con almeno 25.000 tonnellate/anno di materie prime lavorate;

PROGETTI DI INFRASTRUTTURE

B.2. 39)
Linee ferroviarie a carattere locale;

B.2. 40)
Strade extraurbane secondarie;

B.2. 41)
Porti turistici e da diporto con parametri inferiori a quelli
indicati  al punto A.1. 9 dell'Allegato A.1, nonche' progetti
di intervento sui porti gia' esistenti;

B.2. 42)
Installazione  di  oleodotti  e  gasdotti  con  la  lunghezza
complessiva superiore ai 20 km;

B.2. 43)
Acquedotti con lunghezza superiore a 20 km;

ALTRI PROGETTI

B.2. 44)
Piste   permanenti   per   corse  e  prove   di   automobili,
motociclette ed altri veicoli a motore;

B.2. 45)
Impianti  di  smaltimento di rifiuti  urbani  non  pericolosi
mediante  operazioni di incenerimento o  di  trattamento  con
capacita' complessiva superiore a 10 t/giorno (operazioni  di
cui  all'allegato  B, lettere D2, D8,  D9,  D10  e  D11,  del
decreto  legislativo  5 febbraio 1997, n.  22);  impianti  di
smaltimento di rifiuti non pericolosi mediante operazioni  di
raggruppamento   o  di  ricondizionamento   preliminari   con
capacita'   massima  complessiva  superiore  a  20   t/giorno
(operazioni  di cui all'allegato B, lettere D13  e  D14,  del
citato D.Lgs. n. 22/1997);

B.2. 46)
Impianti  di  smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi,
con  capacita' complessiva superiore a 10 t/giorno,  mediante
operazioni  di incenerimento o di trattamento (operazioni  di
cui  all'allegato B lettere D2 e da D8 a D11, del  D.Lgs.  n.
22/1997);

B.2. 47)
Impianti  di  smaltimento di rifiuti speciali non  pericolosi
mediante  operazioni  di deposito preliminare  con  capacita'
massima  superiore a 30.000 mc oppure con capacita' superiore
a 40 t/giorno (operazioni di cui all'allegato B, lettera D15,
del D.Lgs. n. 22/1997);

B.2. 48)
Discariche  di  rifiuti urbani non pericolosi  con  capacita'
complessiva  inferiore  a  100.000  mc  (operazioni  di   cui
all'allegato B, lettere D1 e D5, del D.Lgs. n. 22/1997);

B.2. 49)
Impianti   di   depurazione  delle  acque  con  potenzialita'
superiore a 10.000 abitanti equivalenti;

B.2. 50)
Depositi di fanghi;

B.2. 51)
Centri  di raccolta, stoccaggio e rottamazione di rottami  di
ferro, autoveicoli e simili con superficie superiore a 1 ha;

B.2. 52)
Banchi  di prova per motori, turbine, reattori quando  l'area
impegnata supera i 500 mq;

B.2. 53)
Fabbricazione  di  fibre  minerali artificiali  che  superino
5.000 mq di superficie impegnata o 50.000 mc di volume;

B.2. 54)
Impianti  per  il  recupero  o  la  distruzione  di  sostanze
esplosive;

B.2. 55)
Stabilimenti di squartamento;

B.2. 56)
Fabbricazione, condizionamento, carica o messa  in  cartuccia
di  esplosivi  con almeno 25.000 tonnellate/anno  di  materie
prime lavorate.

B.2. 57)
Progetti di cui all'Allegato A.2 che servono esclusivamente o
essenzialmente per lo sviluppo ed il collaudo di nuovi metodi
o prodotti e non sono utilizzati per piu' di due anni.**


 


ALLEGATO B.3

(sostituito da art. 2 L.R. 16 novembre 2000 n. 35)

**Progetti di cui all'art. 4, comma 1 e comma 2 lett. b) e c)
della L.R. 9/99

AGRICOLTURA

B.3. 1)
Impianti  di  allevamento intensivo di animali (progetti  non
compresi nel punto B.3. 2) in particolare per gli allevamenti
di   bovini,   fino  a  diversa  determinazione  statale   di
recepimento della direttiva 97/11/CE, con piu' di  500  posti
bovini;

B.3. 2)
Impianti  per l'allevamento intensivo di pollame o  di  suini
con piu' di:
40.000 posti pollame;
2.000 posti suini da produzione (di oltre 30 Kg);
750 posti scrofe;

B.3. 3)
Piscicoltura per superficie complessiva oltre i 5 ha;

INDUSTRIA ESTRATTIVA

B.3. 4)
Cave e torbiere;

PROGETTI DI INFRASTRUTTURE

B.3. 5)
Progetti di sviluppo di zone industriali o produttive con una
superficie interessata superiore ai 40 ha;

B.3. 6)
Progetti  di  sviluppo di aree urbane, nuove o in estensione,
interessanti  superfici  superiori  ai  40  ha;  progetti  di
sviluppo  urbano  all'interno di aree  urbane  esistenti  che
interessano superfici superiori ai 10 ha;

B.3. 7)
Progetti di costruzione di centri commerciali e parcheggi;

B.3. 8)
Costruzione  di  strade  di  scorrimento  in  area  urbana  o
potenziamento  di  esistenti a  quattro  o  piu'  corsie  con
lunghezza, in area urbana, superiore a 1.500 metri;

B.3. 9)
Sistemi   di   trasporto   a  guida  vincolata   (tramvie   e
metropolitane),   funicolari  o  linee   simili   di   natura
particolare,  esclusivamente  o  principalmente  adibite   al
trasporto di passeggeri;

TURISMO E SVAGHI

B.3. 10)
Impianti  meccanici  di risalita, escluse  le  sciovie  e  le
monofuni a collegamento permanente aventi lunghezza inclinata
non  superiore  a  500  metri,  con  portata  oraria  massima
superiore a 1.800 persone;

B.3. 11)
Piste da sci;

B.3. 12)
Campeggi e villaggi turistici di superficie superiore a 5 ha,
centri  turistici  residenziali ed esercizi  alberghieri  con
oltre  300 posti letto o volume edificato superiore a  25.000
mc, o che occupano una superficie superiore ai 20 ha, esclusi
quelli ricadenti all'interno dei centri abitati;

B.3. 13)
Terreni da campeggio e caravaning a carattere permanente;

B.3. 14)
Parchi tematici;

B.3. 15)
Progetti di cui all'allegato A.3 che servono esclusivamente o
essenzialmente per lo sviluppo e il collaudo di nuovi  metodi
o prodotti e non sono utilizzati per piu' di due anni.**


 


ALLEGATO C

CONTENUTI DEL S.I.A. RELATIVO A PROGETTI
DI CUI ALL' ARTICOLO 11, COMMA 1

Il S.I.A. relativo a progetti di impianti, opere o interventi
contiene:
a)  la  descrizione  delle condizioni iniziali  dell'ambiente
fisico, biologico ed antropico;
b)   la  descrizione  del  progetto  di  impianti,  opere   o
interventi  proposti, delle modalita' e tempi di  attuazione,
ivi  comprese  la  descrizione delle caratteristiche  fisiche
dell'insieme  del  progetto, delle  sue  interazioni  con  il
sottosuolo  e  delle  esigenze di  utilizzazione  del  suolo,
durante  le  fasi di costruzione e funzionamento a  impianti,
opere  o  interventi  ultimati nonche' la  descrizione  delle
principali  caratteristiche  dei  processi  produttivi,   con
l'indicazione  della natura e delle quantita'  dei  materiali
impiegati;
c)  una valutazione del tipo e della quantita' dei residui  e
delle  emissioni previsti (inquinamento dell'acqua, dell'aria
e  del  suolo, rumore, vibrazioni, luce, calore,  radiazioni,
etc.) risultanti dall'attivita' del progetto proposto;
d)  la  descrizione della tecnica prescelta, con  riferimento
alle  migliori tecniche disponibili a costi non eccessivi,  e
delle  altre  tecniche  previste per prevenire  le  emissioni
degli   impianti  e  per  ridurre  l'utilizzo  delle  risorse
naturali, confrontando le tecniche prescelte con le  migliori
tecniche disponibili;
e)  l'esposizione dei motivi della scelta compiuta anche  con
riferimento  alle principali soluzioni alternative  possibili
di  localizzazione e di intervento, compresa  quella  di  non
realizzare l'impianto, l'opera o l'intervento, tenendo  conto
dell'impatto sull'ambiente;
f)  l'illustrazione  della conformita' delle  opere  e  degli
interventi  proposti alle previsioni in materia  urbanistica,
ambientale e paesaggistica;
g)  l'analisi della qualita' ambientale con riferimento  alla
descrizione  delle  componenti  dell'ambiente  potenzialmente
soggette  ad  impatto ambientale importante, con  particolare
riferimento ai seguenti fattori: l'uomo, la fauna e la flora,
il  suolo,  l'acqua,  l'aria, il clima ed  il  paesaggio,  le
condizioni  socio-economiche,  il  sistema  insediativo,   il
patrimonio  storico,  culturale  e  ambientale  ed   i   beni
materiali, le interazioni tra i fattori precedenti;
h)  la  descrizione  e la valutazione dei  probabili  impatti
ambientali significativi, positivi e negativi, nelle fasi  di
attuazione,  di  gestione  e  di  eventuale  abbandono  degli
impianti,  delle  opere e degli interventi,  con  particolare
riferimento alle aree di cantiere e di discarica di materiali
delle   opere  infrastrutturali,  e  derivanti  da  possibili
incidenti,   dovuti   all'esistenza   del   progetto,    alla
utilizzazione  delle  risorse  naturali,  alla  emissione  di
inquinanti, alla produzione di sostanze nocive, di rumore, di
vibrazioni, di radiazioni e allo smaltimento dei rifiuti;
i)  la descrizione e la valutazione delle misure previste per
ridurre,  compensare  od  eliminare  gli  impatti  ambientali
negativi, nonche' delle misure di monitoraggio;
j)   una   sintesi  in  linguaggio  non  tecnico  dei   punti
precedenti;
k)  un  sommario  contenente  la descrizione  dei  metodi  di
previsione  utilizzati per valutare gli  impatti  ambientali,
nonche'  l'indicazione  delle eventuali  difficolta'  (lacune
tecniche  o mancanza di conoscenze) incontrate dal proponente
nella raccolta dei dati richiesti.


 


ALLEGATO D

CRITERI  PER  LA  PROCEDURA DI VERIFICA  (SCREENING)  DI  CUI
ALL'ARTICOLO 10

1. CARATTERISTICHE

Le  caratteristiche  del progetto di impianti,  interventi  o
opere devono essere prese in considerazione in particolare in
rapporto ai seguenti elementi:
a)  dimensioni  del  progetto  (superfici,  volumi,  potenzia
lita').  Tali  elementi sono considerati  in  particolare  in
rapporto  alla durata ed alla dimensione spaziale e temporale
degli impatti;
b) utilizzazione delle risorse naturali;
c) produzione di rifiuti;
d) inquinamento e disturbi ambientali;
e) rischio di incidenti;
f)  impatto  sul patrimonio naturale e storico, tenuto  conto
della  destinazione delle zone che possono essere danneggiate
(in particolare zone turistiche, urbane o agricole).

2. UBICAZIONE DEL PROGETTO

La sensibilita' ambientale delle zone geografiche che possono
essere  danneggiate  dal  progetto,  deve  essere  presa   in
considerazione,  tenendo  conto in particolare  dei  seguenti
elementi:
a)  la qualita' e la capacita' di rigenerazione delle risorse
naturali della zona;
b)   la  capacita'  di  carico  dell'ambiente  naturale,  con
particolare attenzione alle seguenti zone:
 1) zone costiere;
 2) zone montuose e forestali;
  3)  zone  nelle  quali gli standard di qualita'  ambientale
della legislazione comunitaria sono gia' superati;
 4) zone a forte densita' demografica;
 5) paesaggi importanti dal punto di vista storico, culturale
e archeologico;
 6) aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle
acque pubbliche;
 7) effetti dell'impianto, opera o intervento sulle limitrofe
aree naturali protette.

3. CARATTERISTICHE DELL'IMPATTO POTENZIALE

Gli  effetti potenzialmente significativi dei progetti devono
essere considerati in relazione ai criteri stabiliti ai punti
1 e 2 e tenendo conto in particolare:
a)  della  portata dell'impatto (area geografica  e  densita'
della popolazione interessata);
b) della natura transfrontaliera dell'impatto;
c)    dell'ordine   di   grandezza   e   della   complessita'
dell'impatto;
d) della probabilita' dell'impatto;
e) della durata, frequenza e reversibilita' dell'impatto.