DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 maggio 2003
Approvazione del Piano sanitario nazionale 2003-2005. (GU n. 139 del
18-6-2003- Suppl. Ordinario n.95)


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4.6. I campi elettromagnetici
    Negli  ultimi  anni  si e' verificato un aumento senza precedenti
del numero e della varieta' di sorgenti di campi elettrici, magnetici
ed  elettromagnetici  utilizzate  a  scopo individuale, industriale e
commerciale. Tali sorgenti comprendono, oltre le linee di trasposto e
distribuzione   dell'energia   elettrica,   apparecchiature  per  uso
domestico,   personal  computers  (dispositivi  operanti  tutti  alla
frequenza  di  50  Hz),  telefoni  cellulari con le relative stazioni
radio  base,  forni  a  microonde,  radar  per  uso civile e militare
(sorgenti   a   radio   frequenza   e   microonde),   nonche'   altre
apparecchiature  usate  in  medicina, nell'industria e nel commercio.
Tali   tecnologie,   pur   di   grande  utilita',  generano  continue
preoccupazioni per i possibili rischi sanitari della popolazione.
    Per quanto riguarda i campi a frequenza estremamente bassa (ELF),
l'esposizione  dell'uomo e' principalmente collegata alla produzione,
alla  distribuzione  ed all'utilizzazione dell'energia elettrica. Nel
1998,  il  gruppo di esperti internazionali del National Institute of
Environmental  Health  Sciences  (USA)  ha  affermato  che,  usando i
criteri  stabiliti  dalla  Agenzia  Internazionale per la Ricerca sul
Cancro  (IARC),  i  campi  ELF  dovrebbero  essere  considerati  come
+possibili  cancerogeni;.  Possibile cancerogeno per l'uomo significa
che  esistono  limitate  evidenze scientifiche sulla possibilita' che
l'esposizione  a  campi ELF possa essere associata all'insorgenza dei
tumori. Sulla base di queste valutazioni di esposizioni e della stima
del livello di rischio di leucemia per l'infanzia, e' stato calcolato
che  ogni  anno  si  potrebbero  verificare  1,3  (95%  intervallo di
certezza:  0 - 4,1) casi aggiuntivi di leucemia infantile collegabili
alla vicinanza delle abitazioni a linee elettriche ad alta tensione e
26,7  casi  (95%  intervallo  di  certezza:  3,9  - 57,3) collegabili
all'esposizione    nelle    case.    Tali   dati   corrisponderebbero
rispettivamente  a  valori  che variano da 0,3% a 6,1% del totale dei
432 casi di leucemia infantile che si verificano ogni anno in Italia.
Restano, tuttavia, ovvie incertezze sul rapporto causa-effetto.



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