La Legge Regionale Toscana in vigore e deve essere rispettata dai
Comuni.
 
La sentenza della Corte Costituzionale ribadisce le competenze delle
Regioni per quanto riguarda la tutela della SALUTE e dell'AMBIENTE.
 
A risentirci,
Beatrice Bardelli
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Massime della sentenza
Corte Costituzionale anno 2003 Ordinanza 5 giugno 2003 n. 200
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
ANNO 2003 ORDINANZA N.200
composta dai signori:
- Riccardo CHIEPPA Presidente
- Gustavo ZAGREBELSKY Giudice
- Valerio ONIDA "
- Carlo MEZZANOTTE "
- Fernanda CONTRI "
- Guido NEPPI MODONA "
- Piero Alberto CAPOTOSTI "
- Franco BILE "
- Giovanni Maria FLICK "
- Ugo DE SIERVO "
- Romano VACCARELLA "
- Alfio FINOCCHIARO "

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA
nel giudizio di legittimit` costituzionale dell'art. 10 (rectius: art. 10,
comma 5) della legge della Regione Toscana 6 aprile 2000, n. 54 (Disciplina
in materia di impianti di radiocomunicazione), promosso con ordinanza del
12 febbraio 2002 dal Tribunale di Siena, iscritta al n. 459 del registro
ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.
42, prima serie speciale, dell'anno 2002.
Visto l'atto di intervento della Regione Toscana;
udito nella camera di consiglio del 26 marzo 2003 il Giudice relatore
Valerio Onida.

Ritenuto che
con ordinanza del 12 febbraio 2002, pervenuta alla Corte costituzionale il
30 settembre 2002, il Tribunale di Siena ha sollevato, in riferimento agli
artt. 117 e 118 della Costituzione, questione di legittimit` costituzionale
dell'art. 10 (rectius: art. 10, comma 5) della legge della Regione Toscana
6 aprile 2000, n. 54 (Disciplina in materia di impianti di
radiocomunicazione);

-che la legge regionale Toscana n. 54 del 2000 h stata promulgata in
attuazione del decreto ministeriale 10 settembre 1998, n. 381, regolamento
che determina i tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana,
emanato a sua volta in attuazione della legge 31 luglio 1997, n. 249
(Istituzione dell'Autorit` per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo);
che, dopo aver ricordato che il decreto ministeriale in questione delegava
alle Regioni la disciplina sulla installazione e sulla modifica degli
impianti di radiocomunicazione, sulle attivit` di controllo e vigilanza,
sulle modalit` e tempi di esecuzione delle attivit` di risanamento (artt. 4
e 5), il remittente ritiene -che la legge regionale contenente la norma
impugnata abbia natura formale di legge, ma natura sostanziale di
regolamento, sia in base alla fonte delegante, sia in base al delimitato
oggetto della delega: di qui il dubbio che la Regione Toscana abbia, con
l'art. 10, comma 5, "travalicato i limiti del proprio potere normativo,
stabilendo sanzioni proprie per il superamento dei limiti di cui al d.m. n.
381 del 1998";

che, ad avviso del remittente, "il potere legislativo regionale discende
direttamente dalla formulazione, all'epoca vigente, degli artt. 117 e 118
Cost.", ai cui sensi "le Regioni a statuto ordinario possono emanare leggi
relativamente a materie predeterminate": ma fra queste non rientrerebbero
"ni la tutela della salute ni la disciplina delle emissioni radiofoniche";

-che, in punto di rilevanza, il giudice a quo premette di essere stato
investito di un ricorso in opposizione, ai sensi della legge 24 novembre
1981, n. 689, avverso la irrogazione di una sanzione amministrativa per
violazione dei limiti di emissione di campi elettromagnetici, e che in tale
giudizio h stata eccepita, tra l'altro, la carenza di potere della Regione
Toscana nel fissare sanzioni per la violazione anzidetta, in difformit`
dalla normativa statale antecedente; e che, pertanto, la questione di
legittimit` costituzionale inciderebbe nel giudizio a quo, in quanto la
sanzione h stata irrogata in base alla denunciata legge regionale;

-che nel giudizio dinanzi alla Corte h intervenuta la Regione Toscana,
chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile e comunque
infondata, e precisando, in una memoria depositata in prossimit` della
camera di consiglio, che l'inammissibilit` della questione discenderebbe
dal fatto che il remittente non ha motivato in ordine all'incidenza, sui
termini del dubbio di costituzionalit`, dell'intervenuto mutamento, ad
opera della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, dei parametri
costituzionali evocati; e, quanto al merito, che, anche nella vigenza del
precedente Titolo V, nella materia concernente la tutela della salute le
Regioni a statuto ordinario erano, contrariamente a quanto sostenuto dal
remittente, titolari di potest` legislativa concorrente, e che nella specie
la legittimazione delle Regioni a stabilire le sanzioni amministrative per
il superamento dei limiti di esposizione e dei valori di cui al decreto
ministeriale n. 381 del 1998 derivava dal fatto che quest'ultimo decreto
aveva delegato alle Regioni la disciplina delle attivit` di controllo e di
vigilanza sul rispetto dei limiti e degli obiettivi di qualit` in esso
fissati.

Considerato che

1. - l'ordinanza di rimessione muove da una carente valutazione del quadro
normativo e costituzionale, non tenendo conto delle funzioni trasferite o
delegate alle Regioni  anteriormente alle modifiche al Titolo V della
parte seconda della Costituzione apportate dalla legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3  in materia di tutela dell'ambiente e della salute (in
particolare con il d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, con la legge 23 dicembre
1978, n. 833, e con il d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112); tanto che questa
Corte, in quel contesto, non ha mancato di riconoscere una competenza
regionale, costituzionalmente garantita, in materia di protezione
ambientale e di tutela dagli inquinamenti, per il collegamento funzionale
che la salvaguardia dell'ambiente ha con le materie che, nella elencazione
dell'originario art. 117 della Costituzione, piy direttamente riguardavano
il territorio ed implicavano la preservazione della salubrit` delle
condizioni del suolo, dell'aria e dell'acqua a fronte dell'inquinamento
(sentenze n. 382 del 1999, n. 54 e n. 507 del 2000);

2. - il giudice remittente non motiva in ordine all'incidenza, nel giudizio
a quo, del nuovo quadro sanzionatorio approntato dalla legge statale 22
febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a
campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici), per il superamento dei
limiti di esposizione e dei valori di attenzione di cui (in via
transitoria) al decreto ministeriale n. 381 del 1998 (artt. 15 e 16);

3. - Infine, nonostante, anteriormente alla pronuncia di rimessione, sia
entrata in vigore la legge costituzionale n. 3 del 2001, che ha sostituito
l'intero testo degli artt. 117 e 118 della Costituzione, il Tribunale
continua ad invocare questi parametri nel vecchio testo, senza motivare se
il loro mutamento incida sui termini della questione sollevata;

4. - la questione di legittimit` costituzionale deve essere dichiarata
manifestamente inammissibile.

Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9,
secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte
costituzionale.

PER QUESTI MOTIVI
LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara la manifesta inammissibilit` della questione di legittimit`
costituzionale dell'art. 10, comma 5, della legge della Regione Toscana 6
aprile 2000, n. 54 (Disciplina in materia di impianti di
radiocomunicazione), sollevata, in riferimento agli artt. 117 e 118 della
Costituzione, dal Tribunale di Siena con l'ordinanza indicata in epigrafe.
Cosl deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della
Consulta, il 23 maggio 2003.

F.to:
Riccardo CHIEPPA, Presidente e Redattore
Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere
M A S S I M E
Sentenza per esteso
1) Disciplina in materia di impianti di radiocomunicazione - Legge Regione
Toscana 6 aprile 2000, n. 54, art. 10, comma 5 - artt. 117 e 118 cost. -
manifesta inammissiblit` della questione di legittimit` costituzionale -
competenze delle regioni in materia di tutela dell'ambiente e della salute
- legge costituzionale n. 3 del 1998. E' manifestamente inammissibile la
questione di legittimit` costituzionale dell'art. 10, comma 5, della legge
della Regione Toscana 6 aprile 2000, n. 54 (Disciplina in materia di
impianti di radiocomunicazione), sollevata, in riferimento agli artt. 117 e
118 della Costituzione. L'ordinanza di rimessione muove da una carente
valutazione del quadro normativo e costituzionale, non tenendo conto delle
funzioni trasferite o delegate alle Regioni  anteriormente alle modifiche
al Titolo V della parte seconda della Costituzione apportate dalla legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3  in materia di tutela dell'ambiente e
della salute (in particolare con il d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, con la
legge 23 dicembre 1978, n. 833, e con il d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112);
tanto che questa Corte, in quel contesto, non ha mancato di riconoscere una
competenza regionale, costituzionalmente garantita, in materia di
protezione ambientale e di tutela dagli inquinamenti, per il collegamento
funzionale che la salvaguardia dell'ambiente ha con le materie che, nella
elencazione dell'originario art. 117 della Costituzione, piy direttamente
riguardavano il territorio ed implicavano la preservazione della salubrit`
delle condizioni del suolo, dell'aria e dell'acqua a fronte
dell'inquinamento (sentenze n. 382 del 1999, n. 54 e n. 507 del 2000); il
giudice remittente non motiva in ordine all'incidenza, nel giudizio a quo,
del nuovo quadro sanzionatorio approntato dalla legge statale 22 febbraio
2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi
elettrici, magnetici ed elettromagnetici), per il superamento dei limiti di
esposizione e dei valori di attenzione di cui (in via transitoria) al
decreto ministeriale n. 381 del 1998 (artt. 15 e 16); infine, anteriormente
alla pronuncia di rimessione, h entrata in vigore la legge costituzionale
n. 3 del 2001, che ha sostituito l'intero testo degli artt. 117 e 118 della
Costituzione. Corte Costituzionale, del 5 giugno 2003 Ordinanza n. 200
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