Data: Tue, 14 Oct 2003 19:04:26 +0200
Da: "Beatrice Bardelli" <reginadelmare@tiscali.it>
Oggetto: La Legge Regionale Toscana
Carissimi, la Legge regionale Toscana n. 54 del 6 aprile 2000 sugli impianti di telefonia mobile non fissa alcun limite. Il valore di 0,5 V/m era stato inserito nella successiva Deliberazione del Consiglio regionale del gennaio 2002 ma il Tar Toscana ha bocciato tale Deliberazione regionale nel gennaio 2003 con la motivazione che < NON con una LEGGE ma con un ATTO AMMINISTRATIVO> la Regione Toscana ha abbassato i LIMITI fissati dallo Stato. Non credo che la legge dell'Emilia-Romagna fissi dei limiti.

Beatrice Bardelli Coordinamento Comitati toscani contro l'elettrosmog
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16-10-03 - La Legge della Regione Emilia Romagna: alcune annotazioni dei comitati bolognesi.

La Legge della Regione Emilia Romagna n. 30 del 31 ottobre 2000, in accoglienza degli emendamenti posti a suo tempo e alla luce delle decisioni assunte per la Regione Veneto, fissa dei limiti solo per gli impianti per la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica. Valori effettivamente conseguiti sul territorio e finora punto di forza nelle contrattazioni Enel - pubblica amministrazione - cittadini. Riteniamo quindi annullati anni di lotta, di richieste ed importanti obiettivi raggiunti.

Art. 13 comma 4: "Gli strumenti urbanistici devono assicurare con riferimento agli impianti di cui al comma 1 che si realizzi il perseguimento dell'obiettivo di qualità di 0,2 microTesla di induzione magnetica valutata al ricettore in prossimità di asili, scuole, aree verdi attrezzate e ospedali nonché edifici adibiti a permanenza di persone non inferiore a quattro ore giornaliere. Il perseguimento del valore di qualità deve essere realizzato attraverso gli strumenti urbanistici sia per le nuove costruzioni nei confronti delle linee e degli impianti esistenti sia per i nuovi impianti nei confronti delle costruzioni esistenti."

Prendendo atto del limite di esposizione di 6 V/m fissato dal DM 381/98 si è ottenuto un ordine del giorno del Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna che invitava le Province ed i Comuni ad assumere quale obiettivo di qualità il limite di 3 V/m (seduta del 28 febbraio 2000). Punto di partenza per lunghe ed impegnative iniziative locali che vede sfumare gli effetti in corso d'opera.

Sono passati solo pochi anni, ma mi sembra di parlare del passato remoto alla luce delle recenti disposizioni e sentenze.

Donati Angela
Alberi non antenne - Bologna