Roma, 18 dicembre 2003.

Caro Giuseppe Teodoro,

condividiamo quanto da te scritto.

Riteniamo, però, che la tua lettera, qui allegata, se non già fatto, debba
 essere trasmessa anche al Sindaco di Roma Veltroni, all'Assessore D'Alessandro,
 all'Assessore Morassut, all'Assessora Raffaela Milano, all'Assessore Esposito,
 e così via, oltre che ai mezzi d'informazione, altrimenti le cose ce le diciamo
 tra di noi e non va bene.

Almeno, questa è la strategia che adottiamo noi. Senza remore.

Per far capire loro che non devono predicare bene e razzolare male, anzi
 malissimo, che peggio non si può, come fanno da almeno 6 anni a Roma, avendo
 permesso ai gestori di installare migliaia di antenne nella ns. città,
 indipendentemente dai Decreti o dai Codici Gasparri e ben prima di questi.

Quindi, il problema non è ristretto a quello che farà D'Alessandro dopo
 l'accordo con l'ANCI e il Ministero delle Comunicazioni, perchè a Roma il danno
 gravissimo è già stato fatto negli anni passati, prima col "sordo" Rutelli, e
 il suo scudiero Montino, oggi senatore DS, e ora col "buono" DS Veltroni e con
 il furbacchione DS D'Alessandro.

Il Comune di Roma ha un Assessore all'Ambiente (Verdi) che si occupa di tutte le
 tematiche ambientali tranne che di elettrosmog.

Non parliamo dell'Assessora alle politiche della Salute, on. DS Raffaela Milano.

Tutto è nelle mani dell'Assessore DS ai Lavori Pubblici D'Alessandro.

Non dimentichiamoci gli accordi e i protocolli d'intesa di D'Alessandro con la
 Regione Lazio, il Ministero delle Comunicazioni, la Bordoni, contro i quali
 abbiamo lottato, abbiamo fatto le ns. richieste assolutamente inascoltate,
 nonostante le tante riunioni con l'Assessore predetto.

Hanno sempre fatto come hanno voluto.

Non c'è che dire, l'Amministrazione capitolina ha fatto da sempio e da
 precursore a quello che sta succedendo oggi fra ANCI, Ministero delle
 Comunicazioni e Gestori.

Al posto del Comune di Roma ci sono tutti i Comuni iscritti all'ANCI. Identici
 gli altri protagonisti!

Pertanto, non scandalizziamoci adesso, perchè la puzza viene da molto lontano
 nel tempo.

Ricordiamo anche che le sconce licenze dell'UMTS furono assegnate dal precedente
 Governo.

Diciamo come stanno le cose e saremo più liberi!</P>

Cordiali saluti.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

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Cari amici,

per opportuna conoscenza vi allego di seguito l'intervento inviato in data
 odierna al Forum Elettrosmog.

Ognuno ne tragga le proprie conclusioni.
 
A presto
 
Giuseppe Teodoro
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Spett. Forum,
 
apprezzo senza riserve l'iniziativa del Comitato Roma Nord di chiedere le
 dimissioni del ministro Gasparri, autore di provvedimenti legislativi a dir
 poco aberranti.

L'apprezzo e la sostengo, tale iniziativa, perchè la situazione attuale nel
 settore delle infrastrutture di telecomunicazioni in Italia risulta
 intollerabile sotto ogni profilo: costituzionale, giuridico, amministrativo e,
 soprattutto, morale !

E' immorale, infatti, firmare un Decreto Legislativo (198/02) che spiana la
 strada alle multinazionali della telefonia, accordando procedure semplificate,
 anzi tali da poter essere confezionate dallo stesso richiedente, attraverso
 autocertificazione (DIA) e minacciando il ricorso alla forza pubblica in caso
 di opposizione alla installazione !

E' ancora immorale disporre il travaso di quelle stesse procedure, in odor di
 bocciatura da parte della Corte Costituzionale, in un nuovo Decreto Legislativo
 (259/03), "Codice delle Comunicazioni elettroniche", la cui stesura, approvata
 in Consiglio dei Ministri e peraltro priva del prescritto parere della
 Conferenza unificata, non contemplava le disposizioni semplificate del Decreto
 198 e che, nella versione definitiva, come per incanto, si è arricchita (artt.
 86 e segg.), esattamente di quella stessa serie di norme che costituivano il
 Decreto poi, di li a poco, dichiarato incostituzionale !

E' ulteriormente immorale perseverare in una politica esplicitamente asservita
 ai colossali interessi economici rappresentati dai potentati delle
 multinazionali delle telecomunicazioni, presentando con spudorata tracotanza un
 Decreto Legge (315/03), il cui obiettivo dichiarato è quello di convogliare le
 richieste di autorizzazione alla installazione di antenne, pendenti all'atto di
 annullamento del Decreto 198, nel nuovo Codice delle comunicazioni,
 preservandone in tal modo la validità amministrativa ed introducendo una
 ulteriore sanatoria per legem, che aggira le pronunce della Corte
 Costituzionale e ne svilisce il ruolo !

E' definitivamente immorale presentare e costringere il Parlamento a votare una
 Legge come quella sul riassetto televisivo, all'evidente scopo di tutelare i
 macroscopici interessi personali del proprietario delle maggiori reti
 televisive nonchè capo del Governo, inducendo la più alta carica istituzionale
 del Paese a manifestare il dissenso della Nazione e le evidenti riserve
 costituzionali attraverso l'estremo strumento del rinvio alle Camere con
 richiesta di riesame !

Tutto questo è enormemente immorale da parte di un Ministro della Repubblica,
 che utilizza la propria carica istituzionale per scopi incompatibili con il
 mandato per il quale rappresenta la Nazione, anche all'estero !

Gli atti di questo Ministro hanno ricevuto le censure dei più alti organi
 istituzionali (Corte Costituzionale e Presidente della Repubblica), episodio,
 questo che non trova riscontro nella storia della democrazia italiana: cosa
 dovrà ancora partorire Gasparri affinchè si accorga, egli stesso, del pericolo
 che rappresenta per il pluralismo democratico nel campo delle telecomunicazioni
 ?

Tuttavia, riconoscendo che le suesposte valutazioni pervengono da chi, come me,
 riveste un seppur modesto ruolo politico, che potrebbe alterare l'autenticità
 delle esternazioni, ritengo per completezza di intervento, di non risparmiare
 nemmeno coloro che in questa fase sostengono di interpretare una posizione
 garantista e di tutela nei confronti di quella moltitudine di italiani
 preoccupata per i rischi conseguenti alla diffusione di impianti
 radiotelevisivi e di telefonia mobile su tutto il territorio nazionale ed in
 particolare nei centri urbani.

Mi riferisco, in particolare all'ANCI ed al Comune di Roma, che si apprestano a
 firmare protocolli d'intesa con i gestori di telefonia (l'ANCI, a quanto pare,
 in data odierna, mentre l'Assessore D'Alessandro, per il Comune di Roma, ha
 convocato tutte le rappresentanze dei gestori di telefonia per oggi pomeriggio
 !).

In entrambe le situazioni appare irrituale e, in ogni caso, scorretto un
 atteggiamento che non tiene conto nè delle realtà associative (comitati,
 associazioni ambientaliste, ecc...) nè degli organismi territorialmente
 accreditati (municipi o circoscrizioni), disattendendo quegli strumenti
 partecipativi di cui in altre sedi si ostentano le virtù !

In particolare, il Comune di Roma, contrariamente agli enunciati contenuti
 nell'ordine del giorno votato all'unanimità nel Consiglio del 5 giugno scorso,
 ha intrapreso la strada del confronto solitario con le compagnie telefoniche ed
 il suo assessore delegato è in procinto di presentare in Giunta una nuova
 Delibera, che conterrà probabilmente il recepimento del nuovo accordo con i
 gestori e, forse, il trasferimento delle competenze autorizzatorie ai Municipi;
 il tutto, senza aver minimamente intrapreso una fase di concertazione e
 coinvolto le predette realtà, che invece versano in costante e crescente
 fibrillazione !

Anche questo metodo, pertanto, va censurato e corrisponde ad un atteggiamento
 immorale !

Dunque, come si può evincere, nonostante le recenti pronunce della Corte
 Costituzionale, dirette ad esaltare il ruolo e la titolarità degli enti locali
 in materia di pianificazione urbanistica delle infrastrutture per
 telecomunicazione, il percorso per il pieno riconoscimento dei diritti del
 cittadino (alla salute, alla partecipazione delle scelte urbanistiche del
 proprio territorio) è ancora tutto in salita ed impone una mobilitazione in
 termini di risorse culturali e materiali senza precedenti.

Saremo capaci di far fronte adeguatamente a questa incessante emergenza,
 organizzando incisive e concrete forme di sensibilizzazione di massa ?
 
Giuseppe  Teodoro
 
Responsabile romano dei Verdi per il settore Elettrosmog

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