Data: Wed, 17 Dec 2003 14:53:24 +0100
Da: "cittadiniattivi"
Oggetto: DIMISSIONI DI GASPARRI.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

COMUNICATO STAMPA del 17 DICEMBRE 2003

ELETTROSMOG / I DECRETI INCOSTITUZIONALI DEL MINISTRO GASPARRI E NON SOLO.

IL CORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD CHIEDE LE DIMISSIONI DEL MINISTRO
 GASPARRI PER LA SUA CONTINUA RIPROPOSIZIONE DI NORME INCOSTITUZIONALI, CREANDO
 CONFUSIONE FRA I CITTADINI E LE ISTITUZIONI LOCALI, MA CONSENTENDO AI GESTORI
 UN’ABNORME INSTALLAZIONE DI ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE CHE NON HA PARI NEL
 MONDO OCCIDENTALE, ASSICURANDO I CONTROLLI DELLE EMISSIONI ELETROMAGNETICHE AD
 UNA FONDAZIONE, LA “UGO BORDONI”, CONTROLLATA DAGLI STESSI GESTORI.

Il 4 settembre 2002 era entrato in vigore il D. L. n. 198/02, detto anche
 “Decreto Gasparri”, che permetteva di installare antenne per la telefonia
 mobile in deroga alle normative urbanistiche stabilite dagli Enti locali,
 concedendo ai gestori procedure eccessivamente semplificate basate sulla
 semplice dichiarazione di inizio delle attività (DIA) per la quasi totalità
 degli impianti, abrogando la necessità della Valutazione d’Impatto Ambientale
 (VIA) stabilita da una precedente legge e confermata da sentenze del Consiglio
 di Stato e della Magistratura ordinaria, instaurando una norma di “limitazione
 legale alla proprietà privata” (è proprio questo il titolo dell’Art. 11 del
 decreto!), in contrasto anche con il Codice Civile, che permetteva ai gestori
 di denunciare direttamente chiunque si fosse opposto all’installazione delle
 antenne sui tetti di edifici privati. Quel decreto ha permesso a Tim, Omnitel,
 Wind e H3G di installare migliaia di ripetitori di telefonia mobile su tutto il
 territorio nazionale.

A fine settembre di quest’anno la Corte Costituzionale, a seguito del ricorso di
 ben sette Regioni, fra cui la Regione Lombardia, del TAR della Puglia, del
 Comune di Vercelli e, “ad adiuvandum”, di molti Comuni Italiani, fra cui il
 Comune di Roma, dichiarava, con la sentenza n. 303/03, INCOSTITUZIONALE quel
 decreto per “eccesso di delega” e perché in contrasto con le prerogative e le
 competenze degli Enti locali in materia urbanistica ed ambientale sancite da
 leggi dello Stato e da sentenze della stessa Corte emesse ne 1999 e nel 2002.

In precedenza, il 15 settembre scorso, era entrato in vigore il Decreto Legge n.
 159/03 che riproponeva, con il “Codice delle Comunicazioni Elettroniche”, le
 predette norme sulla DIA, sulla esautorazione delle prerogative urbanistiche ed
 ambientali degli Enti locali, sulla limitazione della proprietà privata,
 mediante disposizioni IDENTICHE, anche nella formulazione verbale, a quelle del
 decreto 198/02 che sarebbe stato cancellato pochi giorni dopo dalla Corte
 Costituzionale.

Il 5 novembre la Regione Toscana ha inoltrato ricorso di incostituzionalità
 contro questo “nuovo decreto Gasparri” alla stessa Corte Costituzionale.

Ma c’è di più. Il ministro delle Comunicazioni ha proposto un nuovo decreto,
 attualmente all’esame della Camera e già approvato dal Senato, per “salvare”
 tutti procedimenti di autorizzazione iniziati in vigenza del decreto 198/02
 bocciato dalla Corte Costituzionale e non conclusi prima della sentenza n.
 303/03 della stessa Corte.

Tutto ciò anche in contrasto con l’art. 3, comma 1, lett. e) 4) del “Testo Unico
 delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” di cui al
 D. P. R. n. 380 del 6 giugno 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 245
 del 20 ottobre 2001, entrato in vigore l’1/07/2003, che ribadisce
 l’obbligatorietà della concessione edilizia, confermata da sentenze di
 Tribunali Amministrativi Regionali, per l’installazione di ripetitori per i
 servizi di telecomunicazioni, confermando in questo modo il potere
 regolamentare dei Comuni in materia di pianificazione urbanistica.

Il Ministro Gasparri, non ancora soddisfatto, ha incaricato la Fondazione Ugo
 Bordoni, controllata finanziariamente anche da Telecom, Tim, Omintel-Vodafone e
 Wind, oltre che da RAI, Albacom ed Edisontel, di controllare i livelli di campo
 elettromagnetico a radiofrequenza generato dalle antenne della telefonia
 mobile, oltre che dalle emittenti radiotelevisive e radiofoniche, su tutto il
 territorio italiano. Come dire, controllore e controllato in perfetta
 coincidenza. In altre parole, un’applicazione sul campo del conflitto di
 interessi.

ECCO I MOTIVI PER CUI IL MINISTRO GASPARRI DOVREBBE RASSEGNARE LE PROPRIE
DIMISSIONI NELLE MANI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.