Fermo restando la condivisibile analisi dell'ottimo Ing.Capone, l'art.9 della
legge-quadro 22.2.2001 n.36 afferma che entro il 31.12.2004 ed entro il
31.12.2008 deve essere comunque completato il risanamento degli elettrodotti
che non risultano conformi, rispettivamente, ai limiti di cui all'art.4 e alle
condizioni di cui all'art.5 del DPCM 23.4.1992: ergo per gli elettrodotti
esistenti ed incombenti sui fabbricati adibiti ad abitazione o ad altra
attività che comporti tempi di permanenza prolungata le distanze ivi previste,
da calcolarsi come distanza da qualsiasi conduttore della linea, dunque il più
vicino (distanza fisica, in diagonale) hanno ancora rilevanza; questa è
un'ulteriore discrasia generata dal DPCM 8.7.2003, giacchè è evidente che il
legislatore che ha concepito la legge-quadro pensava evidentemente di
introdurre delle misure di cautela e degli obiettivi di qualità ben diversi
(li aveva già dichiarati, erano rispettivamente 0,5 e 0,2 microtesla); il
nuovo DPCM parla, per le nuove linee, di fasce di rispetto, con una
metodologia di calcolo che probabilmente permetterà di creare le condizioni
perchè siano possibili delle distanze inferiori a quanto prima previsto: il
precedente DPCM, volto a prevenire gli effetti acuti dell'interazione, è per
certi aspetti dunque più cautelativo del nuovo DPCM, che dovrebbe essere volto
a prevenire i possibile effetti a lungo termine; credo che ognuno possa trarre
spunti di riflessione; speriamo che qualche Giudice, civile o amministrativo
che sia, possa trarre anch'egli delle conseguenze, ed utili per tutta la
collettività.
Francesco Vettori - studiovettorivicenza@libero.it
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Penso che nella sua mail Lei si riferisca la DPCM del 23 aprile 1002, il quale
definisce distanze di rispetto in funzione delle tensioni di linea.

Con l’entrata in vigore della Legge 36/01 e, in particolar modo, del DPCM
8/7/03, le norme sulle distanze sono state abrogate. Infatti, l’art. 8 del
recente DPCM recita:

“Art. 8.
Abrogazione di norme
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto non si applicano, in
quanto incompatibili, le disposizioni dei decreti del Presidente del Consiglio
dei Ministri 23 aprile 1992 e 28 settembre 1995.”

Valgono invece i limiti di esposizione riportati negli artt. 3 e 4 definiti
nel DPCM 8/7/03.

Il problema è che i limiti definiti negli artt. 3 e 4 non sono assolutamente
in linea con le attuali conoscenze sugli effetti di tali esposizioni ricavate
dalla ricerca epidemiologica mondiale E condivise dallo IARC (organo del OMS).
In particolare, per campi magnetici a frequenze di 50 o 60 Hz, di intensità
superiore a 0.4 microTesla, esiste un rischio doppio di leucemia infantile.

Nonstante questo, la Comunità Europea, di cui è consulente l’associazione
ICNIRP, non ha ritenuto ad oggi di modificare la raccomandazione 1999/59 del
luglio 1999, che definisce il valore di esposizione di 100 microTesla.

Nonstante questo, il Governo italiano, con il DPCM 8/7/03, ha:

- ribadito un limite di esposizione di 100 microTesla già contenuto nel DPCM  
del 1992 (vedere art. 3, comma 1, del DPCM 8/7/03),
- definito un valore di attenzione di 10 microTesla (vedere art. 3, comma 2,
del DPCM 8/7/03),
- definito un obiettivo di qualità di 3 microTesla (vedere art. 4 del DPCM
8/7/03).

Riporto qui di seguito gli artt. 3 e 4 del DPCM 8/7/03.

Cordiali saluti.

Raffaele Capone
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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“Art. 3.

Limiti di esposizione e valori di attenzione

1. Nel caso di esposizione a campi elettrici e magnetici alla
frequenza di 50 Hz generati da elettrodotti, non deve essere superato
il limite di esposizione di 100 µT per l'induzione magnetica e
5 kV/m per il campo elettrico, intesi come valori efficaci.

2. A titolo di misura di cautela per la protezione da possibili
effetti a lungo termine, eventualmente connessi con l'esposizione ai
campi magnetici generati alla frequenza di rete (50 Hz), nelle aree
gioco per l'infanzia, in ambienti abitativi, in ambienti scolastici e
nei luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore
giornaliere, si assume per l'induzione magnetica il valore di
attenzione di 10 µT, da intendersi come mediana dei valori
nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio.”


“Art. 4.

Obiettivi di qualità

1. Nella progettazione di nuovi elettrodotti in corrispondenza di
aree gioco per l'infanzia, di ambienti abitativi, di ambienti
scolastici e di luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro
ore e nella progettazione dei nuovi insediamenti e delle nuove aree
di cui sopra in prossimità di linee ed installazioni elettriche già
presenti nel territorio, ai fini della progressiva minimizzazione
dell'esposizione ai campi elettrici e magnetici generati dagli
elettrodotti operanti alla frequenza di 50 Hz, é fissato l'obiettivo
di qualità di 3 µT per il valore dell'induzione magnetica, da
intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle
normali condizioni di esercizio.”

--- In forum-elettrosmog@yahoogroups.com, "Full Name" ha scritto:

Gentili sig.ri, non so se il mio è dubbio dovuto ad ignoranza matematica ,
tuttavia non riesco a comprendere cosa si intenda per "distanza da ogni
conduttore di linea".Ho un traliccio delle Fs da 132Kv vicinissimo alla mia
abitazione, ed i suoi cavi passano sopra il mio giardino ad altezza superiore
del tetto.La distanza citata indica la forse la diagonale tra il cavo più
vicino al mio tetto e il punto più sporgente del medesimo(e più vicino a
quello) oppure la distanza orizzontale tra la proiezioni al suolo dei
suindicati punti? Ed inoltre il limite dei 10 metri si riferisce anche alla
distanza tra la mia casa e il traliccio al quale sono collegati oppure solo
rispetto ai cavi? Ed ancora ,se i cavi sono più di uno, ed a distanze diverse,
non è che mi si considera magari la media delle distanze e non la distanza da
quello più vicino? La giurisprudenza e l' interpretazione a volte fanno dei
veri "numeri"!..se potete inviarmi informazioni vi sarei più che grato,
frattanto cordialissimi saluti

Ivo Biagi