La L.R.Veneto 30.6.1993 n.27 è urbanistica, sia pur nella complessa accezione
che tale competenza comporta, secondo gli insegnamenti sul tema della Corte
Costituzionale, nel senso che è comprensiva di molti altri aspetti che
attengono alla disciplina del territorio e quindi si riallaccia anche alla
protezione dell'ambiente e della salute umana: non c'è dunque motivo perchè lo
0,2 microtesla ivi previsto debba essere cassato, perchè di per sè non è un
limite sanitario in senso stretto.
La questione posta ha a mio avviso uno scarso rilievo pratico per le linee
normali, giacchè l'Arpav ha da tempo dettato - con riferimento al potenziale
delle linee - qual è l'ampiezza delle fasce di rispetto. Si è posto invece per
l'applicazione delle doppie terne antisimmetriche, perchè dimezzandosi in quel
caso l'ampiezza, assume sì rilievo l'altezza del fabbricato. A mio avviso,
essendo la distanza funzionale ad un criterio di prevenzione, quantomeno per
gli edifici esistenti la misurazione va fatta dentro le case, fin nei piani
superiori: il legislatore veneto ha infatti ritenuto che il campo elettrico e
magnetico vada misurato all'esterno delle abitazioni e dei luoghi di abituale
prolungata permanenza perchè internamente il campo elettrico si abbatte
significativamente, e ad 1,5 metri "da terra" perchè a quell'altezza ci sono
gli organi vitali dell'uomo. Il Tar Veneto ha del resto già detto, al
contrario, che è possibile edificare anche all'interno delle fasce di rispetto
laddove si dimostri che lo 0,2 microtesla è rispettato.

Francesco Vettori  

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From      : "roma_nord" raf.capone@libero.it
To          : forum-elettrosmog@yahoogroups.com
Cc          :
Date      : Thu, 29 Apr 2004 20:12:53 -0000
Subject : [forum-elettrosmog] Ogg: AIUTATEMI

Roma, 29 aprile 2004.
 
Siamo completamente d'accordo sul punto 1. Il campo e. m. a 9 metri
d'altezza sarà verosimilmente più elevato che a 1.5 metri dal
suolo.
 
La norma di legge secondo cui la misura va fatta a 1.5 metri da
terra appare un incredibile errore commesso da chi ha progettato la
legge stessa. 
 
Occorre tener presente che una misura a 9 metri dal suolo, non
essendo ancora costruito l'edificio,  non deve essere fatta
utilizzando strutture metalliche quali scale, carrelli elevatori,
ecc., per portare la strumentazione a quella quota.
 
Occorre invece utilizzare strutture di legno, vetro-resina, ecc. .
 
Infatti, quei corpi metallici influenzerebbero il risultato della
misura.
 
Non siamo in grado di rispondere alla seconda domanda.
 
Cordiali saluti.
 Raffaele Capone.
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

--- In forum-elettrosmog@yahoogroups.com, "l_zamengo" <llola@l...>
ha scritto:
Abito nel Veneto dove (come sapete) ogni elettrodotto gode di una
fascia di rispetto dove non si può costruire se non con
preventivo
rilievo  e conseguente permesso dell'ARPAV.
 
Dopo aver richiesto tale intervento, l'ARPAV ha fatto una serie di
rilievi a 1,5 mt di altezza (come prevede la normativa) dove ha
potuto fissare il valore di 0,2 microtesla come distanza minima per
l'edificazione.
 
In questa area individuata dall'ARPAV i proprietari hanno
incaricato un tecnico di preparare un progetto che però prevede un edificio
di 3 piani con 24 appartamenti.
 
A questo punto le domande:
1- è evidente che a 1,5mt ci sarà anche un valore di microtesla
minore o uguale a 0,2 , ma a 9mt (3 piani) ci sarà un valore
sicuramente superiore perchè molto più vicino alla linea
di  alta tensione. Secondo me il comune non dovrebbe rilasciare
concessione in quelle unità abitative che sono soggette ad un
inquinamento elettrico superiore ai 0,2 microT. Il comune
sostiene che c'è una "vacanza" di legge, in quanto la
misurazione
va fatta a 1,5 mt di altezza ma non stabilisce quanto in alto
si  può andare.Cosa ne dite?
2- È vero che tra breve anche la legge regionale del Veneto che
pone  come limite massimo 0,2 microtesla per l'edificazione, sarà
modificata?
RINGRAZIO VERAMENTE DI CUORE TUTTI QUELLI CHE MI SAPRANNO DARE
INFORMAZIONI UTILI.
A DISPOSIZIONE PER QUALSIASI CHIARIMENTO VI SALUTO.
Grazie Lucio
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