Attenzione a tutti i Comitati e fate tam tam !!!

Domani, giovedì 17 giugno la IV e la VI Commissione (Salute + Ambiente)
della Regione Toscana discuteranno la proposta di modifica alla Legge n.54/2000
sulle antenne presentata dall'assessore Franci e già approvata dalla Giunta
regionale.

Questo ATTENTATO alla nostra salute va FERMATO !!!
I principi presenti nella Legge 54/2000 attualmente in vigore NON VANNO
MODIFICATI. Il testo in vigore, passato indenne dalle forche caudine di
questo governo, va solo INTEGRATO alla luce della Legge quadro 36/2001.

Abbiamo predisposto una LETTERA da inviare via e-mail (gli indirizzi sono
più sotto, basta fare copia-incolla) e via fax per chi può insieme alle
nostre Osservazioni.
I due documenti vengono inviati in allegato ma anche in chiaro (vedi
sotto).

Dobbiamo agire al più presto,

dott.ssa Beatrice Bardelli
Coordinamento Comitati toscani contro l'elettrosmog

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LETTERA:

Abbiamo saputo che giovedì 17 giugno la Commissione
Sanità discuterà insieme alla Commissione Ambiente la proposta di modifica
della L. 54/2000 sugli impianti di telefonia mobile.

Tale proposta di modifica della Legge n.54/2000 è da rigettare totalmente
in quanto estremamente peggiorativa della L.54/2000.
Non capiamo come abbia potuto, la Giunta regionale, approvare un testo
di modifica ad una buona legge che farebbe precipitare la Regione Toscana
all'ultimo posto, per quanto riguarda la protezione della salute, nella
graduatoria delle Regioni che si sono dotate di una Legge sugli impianti di
telefonia mobile.
La Regione Toscana, se questa modifica alla legge 54/2000 passasse,
sarebbe la prima in Italia a considerare OBIETTIVO DI QUALITA'
l'esposizione dei suoi cittadini a valori di 6 VOLT PER METRO.

La proposta di modifica alla Legge n.54/2000 rappresenta poi, a nostro
giudizio, una violazione alla legislazione vigente in quanto
ripropone tra le righe i contenuti anticostituzionali del decreto
Gasparri che permetteva di installare le antenne (ma almeno il
"Gasparri" riguardava SOLO le antenne strategiche !!!) su tutto il
territorio comunale.
Evidenziamo in particolare che nella proposta:

1) LE AREE SENSIBILI SONO STATE ABROGATE (unica Regione in Italia !!!)
2) E' STATO ABBANDONATO IL PRINCIPIO DI MINIMIZZAZIONE
3) E' STATO STRAVOLTO IL PRECEDENTE SIGNIFICATO DI OBIETTIVO DI
QUALITA', CHE COINCIDE, NELLA PROPOSTA, CON IL LIMITE DI 6 volt/m.

La nostra indignazione e il nostro stupore sono indicibili..
Per esporvi più dettagliatamente le nostre Osservazioni vi
alleghiamo il documento che abbiamo già presentato alla stampa in una
conferenza pubblica.
Vi chiediamo comunque di BLOCCARE lo scempio a cui sta per essere
sottoposta una BUONA LEGGE, la 54 del 2000, che andava solo
completata con: 1) la definizione delle aree sensibili; 2) la
definizione dei criteri localizzativi; 3) l'estensione della normativa alle
antenne di potenza uguale o inferiore a 5 Watt.

Firma: nome - cognome - Città e/o Comitato di appartenenza

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
claudiomartini@mail.regione.toscana.it;
t.franci@mail.regione.toscana.it
e.rossi@mail.regione.toscana.it


r.nencini@consiglio.regione.toscana.it;


Commissione IV SALUTE

f.gelli@consiglio.regione.toscana.it
a.monaci@consiglio.regione.toscana.it
g.barbagli@consiglio.regione.toscana.it
p.pizzi@consiglio.regione.toscana.it,
f.fossati@consiglio.regione.toscana.it
p.cocchi@consiglio.regione.toscana.it
a.celesti@consiglio.regione.toscana.it
a.starnini@consiglio.regione.toscana.it
v.luvisotti@consiglio.regione.toscana.it

Commissione VI AMBIENTE

s.bussolotti@consiglio.regione.toscana.it
a.lippi@consiglio.regione.toscana.it
f.banchi@consiglio.regione.toscana.it
m.nicchi@consiglio.regione.toscana.it
p.marcheschi@consiglio.regione.toscana.it
m.dinelli@consiglio.regione.toscana.it
a.totaro@consiglio.regione.toscana.it
e.dangelis@consiglio.regione.toscana.it
v.simonti@consiglio.regione.toscana.it

Altri consiglieri:

m.bianconi@consiglio.regione.toscana.it;
m.carraresi@consiglio.regione.toscana.it,
l.franchini@consiglio.regione.toscana.it,
l.ghelli@consiglio.regione.toscana.it,
g.parrini@consiglio.regione.toscana.it,
f.pifferi@consiglio.regione.toscana.it,
f.roggiolani@consiglio.regione.toscana.it,
l.zirri@consiglio.regione.toscana.it


ds@consiglio.regione.toscana.it
verdi@consiglio.regione.toscana.it
rif.comunista@consiglio.regione.toscana.it
a.vanni@consiglio.regione.toscana.it
grupposdi@consiglio.regione.toscana.it
udc@consiglio.regione.toscana.it
comunistiitaliani@consiglio.regione.toscana.it
a.nazionale@consiglio.regione.toscana.it
f.italia@consiglio.regione.toscana.it

------------------------------------------------
FAX REGIONE TOSCANA

Presidente Claudio Martini fax 055 - 212820
Assessore al Diritto alla Salute: fax 055 4383.022
Assessore all'Ambiente: fax 055 4383181

Presidente Consiglio regionale fax 055 – 2387.315

Presidente della Commissione Tutela della Salute: fax 055 2387.594
Presidente della Commissione Ambiente: fax 055 2387.547
..
Forza Italia- fax 055.2387509

D.S.: fax 055.2387512

Alleanza Nazionale fax 055.2387251

Comunisti Italiani: fax 055.2387533

La Margherita: fax 055.2387.521
Fax 055 2387594

PRC: fax 055.2387570

UDC fax 055 2387518

SDI: fax 055.2387550

VERDI fax 055.2387422

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

Egregio Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini,
Egregio Assessore alla Salute, Enrico Rossi,
Egregio Assessore all'Ambiente, Tommaso Franci,
Egregio Presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini,
Egregio presidente della IV Commissione, Federico Gelli,
Egregio Presidente della VI Commissione, Sirio Bussolotti,
Egregi Consiglieri regionali,

Abbiamo saputo che giovedì 17 giugno la Commissione Sanità discuterà
insieme alla Commissione Ambiente la proposta di modifica della L. 54/2000
sugli impianti di telefonia mobile.
Credevamo che la nostra protesta, civile e ben motivata, della fine di
maggio avesse prodotto, oltre alla sospensione dei lavori della IV
Commissione, anche un impegno da parte del Presidente Martini, degli
assessori interessati e dei membri della Commissione Sanità a sospendere
l'iter della proposta di modifica della Legge n.54/2000 così come
presentata dall'assessore Franci ed approvata dalla Giunta regionale.
Il governo politico di un paese civile e democratico quale crediamo sia la
nostra Regione Toscana, quando si rende conto che la proposta di una legge
o della modifica di una legge come in questo caso, provoca l'indignazione
dei cittadini e della società civile, deve avere il coraggio di tornare
indietro.
Come bene si evince dalle Osservazioni che alleghiamo, questa proposta di
modifica della Legge n.54/2000 è da rigettare totalmente in quanto
estremamente peggiorativa della L.54/2000.
Se il testo proposto venisse approvato dal Consiglio regionale, la Regione
Toscana si conquisterebbe l'ultimo posto, per quanto riguarda la protezione
della salute e dell'Ambiente, nella graduatoria delle Regioni italiane che
si sono dotate di una Legge sugli impianti di telefonia mobile.
Se questa modifica alla legge 54/2000 passasse, la Regione Toscana sarebbe
la prima in Italia a introdurre nella sua Legge il contestato DPCM 8 luglio
2003 ed a permettere, senza alcuna tutela, l'esposizione dei suoi cittadini
ad un valore di 6 volt per metro considerato dal testo governativo come
obiettivo di qualità. Ricordiamo per inciso che tale DPCM è già stato
oggetto di ricorso al Tar Veneto, al Tar Marche ed al Tar Lazio da parte
dell'Intesa Consumatori e di alcuni Comuni italiani. Se il giudice
amministrativo desse, come speriamo, ragione ai ricorrenti che immagine
darebbe dii sé la Regione Toscana?
Ricordiamo, inoltre, che la proposta di modifica alla Legge n.54/2000
rappresenta, a nostro giudizio, una VIOLAZIONE alla legislazione vigente in
quanto ripropone tra le righe i contenuti anticostituzionali del decreto
Gasparri che permetteva di installare le antenne su tutto il territorio
comunale (ma almeno il "Gasparri" riguardava SOLO le antenne strategiche
!!!).
Evidenziamo in particolare che nella proposta:

1) LE AREE SENSIBILI SONO STATE ABROGATE (unica Regione in Italia !!!)
2) E' STATO ABBANDONATO IL PRINCIPIO DI MINIMIZZAZIONE
3) E' STATO STRAVOLTO IL CONCETTO DI OBIETTIVO DI QUALITA', CHE COINCIDE,
NELLA PROPOSTA DI MODIFICA ALLA LEGGE, CON IL VALORE DI 6 volt/m.

Per esporvi più dettagliatamente le nostre Osservazioni vi alleghiamo il
documento che abbiamo già presentato alla stampa in una conferenza
pubblica.
Vi chiediamo comunque di BLOCCARE lo scempio a cui sta per essere
sottoposta una BUONA LEGGE, la 54 del 2000, che andava solo completata con:

1) la definizione delle aree sensibili;
2) la definizione dei criteri localizzativi e degli standard urbanistici;
3) l'estensione della normativa alle antenne di potenza uguale o inferiore
a 5 Watt.

Firma: nome - cognome - Città e/o Comitato di appartenenza


++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Coordinamento Comitati Toscani contro l'elettrosmog

NO al Testo di modifica della L.R. n.54/2000
( Proposta di legge n 345 che modifica la legge
Regione Toscana 6 Aprile 2000 n 54)

Osservazioni




Premessa:

La Giunta della Regione Toscana ha approvato recentemente una modifica alla
L.R. n. 54/2000 sugli impianti di telefonia mobile e radiodiffusione con la
motivazione che tale Legge doveva essere adeguata alla Legge quadro
sull'elettrosmog n. 36/2001.
Non è così.
Con l'approvazione della L.R. n. 54/2000 la Regione Toscana si era
preoccupata di legiferare a tutela della salute dei cittadini riconoscendo
ai Comuni proprie competenze di pianificazione territoriale. La Legge della
Toscana ha fatto scuola in Italia tanto che Regioni come la Puglia hanno
letteralmente "copiato" la sua definizione di "aree sensibili".
La L.R. n. 54/2000, attualmente vigente, doveva essere perfezionata dalla
Regione che si era impegnata in questo senso. Mancavano, infatti i criteri
inerenti l'identificazione delle "aree sensibili" ed i criteri generali per
la localizzazione degli impianti.
Inoltre, più volte i Comitati toscani avevano chiesto che la legge
regionale regolamentasse tutti gli impianti di telefonia mobile
indipendentemente dalla loro potenza secondo quanto previsto dalle leggi
vigenti (DM 381/98 e L.n.36/2001) e non escludesse, invece, dalla
legislazione regionale gli impianti di potenza uguale o inferiore ai 5
Watt.
Dopo l'approvazione della Legge quadro, vigente dal febbraio 2001, la
Regione Toscana, pur sollecitata più volte dai Comitati toscani soprattutto
durante la vigenza dell'anticostituzionale Decreto Gasparri, non è MAI
intervenuta a legiferare per tutelare i suoi Comuni ed i suoi cittadini
così come invece ha fatto la Regione Emilia-Romagna.
Durante il "regime" Gasparri la Regione Toscana ci ha abbandonato.
Oggi il Decreto Gasparri non esiste più in quanto ritenuto incostituzionale
dalla Consulta (sentenza n. 303, 1° ottobre 2003) "per eccesso di delega".
La Corte Costituzionale ha riconosciuto la piena potestà di governo del
territorio di regioni ed enti locali nel settore degli impianti
radioelettrici ovvero:
"l'autonoma capacità delle Regioni e degli enti locali di regolare l'uso
del proprio territorio, purché ovviamente criteri localizzativi e standard
urbanistici rispettino le esigenze della pianificazione nazionale degli
impianti e non siano, nel merito, tali da impedire od ostacolare
ingiustificatamente l'insediamento degli stessi".
In un'altra sentenza (n. 307, 7 ottobre 2003) la Corte Costituzionale ha ben
chiarito quali sono i poteri che le Regioni possono esercitare sul loro
territorio nel rispetto dei principi fondamentali contenuti nella Legge
quadro n. 36/2001 sull'inquinamento elettromagnetico.

Dalla Relazione dell'avv. Matteo Ceruti del Foro di Rovigo (Convegno Milano
27.10.2003): "Spetta alle Regioni:
1) la disciplina dell'uso del territorio in funzione della localizzazione
degli impianti (cioè le ulteriori misure e prescrizioni dirette a ridurre
il più possibile l'impatto negativo degli impianti sul territorio);

2) la disciplina dei procedimenti autorizzativi degli impianti".

Ovvero le Regioni possono:
" 1) prevedere la fissazione di "aree sensibili" individuate in ragione
della densità abitativa, dell'interesse storico-artistico o paesistico,
ovvero della presenza di strutture di tipo assistenziale, sanitario o
educativo, in cui le amministrazioni comunali possano prescrivere
localizzazioni alternative degli impianti oppure anche modifiche,
adeguamenti o la delocalizzazione di elettrodotti ed impianti
radioelettrici esistenti, in quanto tale potere rientra appieno nella
competenza regionale di governo del territorio;
2) vietare l'installazione di impianti di emittenza radiotelevisiva e di
stazioni radio base per la telefonia mobile su "ospedali, case di cura e di
riposo, scuole e asili nido" in quanto tale previsione costituisce un
criterio di localizzazione in negativo degli impianti;
3) sottoporre a VIA (Valutazione d'impatto ambientale) l'installazione
degli impianti radioelettrici in quanto afferisce all'uso del territorio e
non contrasta con i principi fondamentali della legislazione statale, e ciò
anche in assenza di un'analoga previsione contenuta nella legge statale".


Il Testo di Modifica della L.R. n.54/2000:

Il testo così come approvato non modifica ma stravolge completamente i
principi che sono tuttora alla base della Legge 54/2000 quali la tutela
della salute che insieme al Principio di Precauzione e di minimizzazione
sono i punti cardine della Legge quadro sull'elettrosmog (n.36/2001).

Con il testo approvato dalla Giunta regionale la Regione Toscana:

1) abbandona qualsiasi riferimento alla tutela della salute pubblica, ai
rischi sanitari, al Principio di precauzione.
2) rinuncia ad attuare il principio di minimizzazione dell'esposizione
della popolazione ai campi elettromagnetici imponendo ai Comuni
l'osservanza del già contestato DPCM 8 luglio 2003 che prevede come
obiettivo di qualità i 6 volt per metro (altro che lo 0,5 V/m votato dal
Consiglio regionale nel 2002!).
(commento art 1, commento art 3 ecc);
3) toglie di fatto ai Comuni il potere di pianificare il proprio
territorio:
4) elimina le "aree sensibili" ovvero le aree dove è necessario adottare
una particolare attenzione per la tutela della salute dei residenti;


Inoltre:

- Si nota che continua a permanere ingiustificativamente l'assenza di
qualsiasi normazione per gli impianti di potenza inferiore a 5 w,
un'omissione volutamente reiterata che ha permesso una assolutamente
incontrollata proliferazione di microcelle su tutto il territorio
regionale.
1) Principio di Minimizzazione: abolito.

Invece di puntare a minimizzare l'esposizione della popolazione (DM 381/98
e Legge n.36/2001), la Regione Toscana applica il contestato DPCM 8 luglio
2003 che alza il livello di inquinamento elettromagnetico imponendo come
OBIETTIVO DI QUALITA' 6 volt per metro (ben 12 volte superiore al valore
di 0,5 volt per metro votato dal Consiglio regionale nel gennaio 2002).
..
Art. 1. Ricordiamo alla Regione Toscana che il DM 10 settembre 1998 n 381 è
attualmente vigente così come le linee guida (luglio-settembre 1999) per
l'applicazione del Decreto stesso.
Infatti il DPCM 8 luglio 2003 non ha abrogato detto Decreto, contrariamente
a quanto è avvenuto per l'altro DPCM 8 luglio 2003 sugli elettrodotti (vedi
art 8 "Abrogazione di norme").
E' bene sottolineare che il DM 10 settembre 1998 n 381, all'articolo 4,
comma 1, definisce in questo modo l'obiettivo di qualità: "Fermi restando i
limiti di cui all'art.3, la progettazione e la realizzazione dei sistemi
fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell'intervallo di
frequenza compresa tra 100 KHz e 300GHz e l'adeguamento di quelle
preesistenti, deve avvenire in modo da produrre i valori di campo
elettromagnetico più bassi possibile, compatibilmente con la qualità del
servizio svolto dal sistema stesso al fine di minimizzare l'esposizione
della popolazione.".

Il legislatore, quindi, ha sancito l'obbligo di minimizzare le immissioni
elettromagnetiche in ossequio al generale principio comunitario di
Precauzione.

Nelle linee guida applicative (art 2) del DM 10 settembre 1998 n 381 si
afferma, tra l'altro che il raggiungimento dell'obiettivo di qualità "può
comportare l'introduzione di misure che portano a ridurre ulteriormente
l'esposizione della popolazione anche nel caso in cui siano già rispettati
i limiti e le misure di cautela definite nel Decreto".

La proposta di legge in questione omette di fare riferimento al principio
di minimizzazione (così come previsto dal DM 381/98 e dalla legge 36/2001)
e fa riferimento unicamente al DPCM 8 luglio 2003 che fissa a 6 volt/metro
gli obiettivi di qualità.
Un bel passo indietro per una Regione che nel gennaio 2002 fissò un
obiettivo di qualità di 0,5 volt/metro.
Si noti che tale DPCM è stato impugnato nel novembre 2003 dall' Intesa dei
Consumatori (Codacons, Federconsumatori, Adoc, Adusbef) e da V.A.S. (Verdi
Ambiente Società) che hanno fatto ricorso al TAR del Lazio per il suo
annullamento.
Infatti tale Decreto:
1) è' stato approvato senza il parere della Conferenza unificata
Stato-Regioni;
2) viola l'articolo 3 e l'articolo 4 comma 2 della Legge 36/2001che indica
tre valori diversi per i limiti di esposizione, i valori di attenzione e
gli obiettivi di qualità, mentre il DPCM unifica a 6 volt/metro i valori di
attenzione e gli obiettivi di qualità;
3) viola la legge n 833/1978 in quanto mancano i pareri dell'Istituto
superiore di Sanità e dell'Istituto superiore della Prevenzione in quanto
organi consulenti dello Stato in materia di "forme di energia che possono
alterare l'equilibrio biologico".

In sostanza la proposta di legge della Regione Toscana ignora leggi dello
Stato (381/98 e 36/2001) che avevano stabilito principi cautelativi per la
salute pubblica e applica invece una legge che contrasta con quelle ed è di
segno decisamente opposto. Non risulta fondata l'obiezione che tale DPCM è
una legge vigente e come tale va applicata. Infatti, in questa proposta di
legge, la Regione Toscana non fa alcun riferimento al Codice delle
comunicazioni elettroniche (legge vigente) che ha impugnato davanti alla
Corte Costituzionale.
In una logica di protezione della salute la Regione Toscana avrebbe dovuto
impugnare il DPCM invece di farne il perno della sua proposta di legge.

2) Criteri localizzativi : viene ripristinato l'incostituzionale
decreto Gasparri, questa volta "alla toscana"?

Il decreto Gasparri considerava gli impianti "compatibili con qualsiasi
destinazione urbanistica" e "realizzabili in ogni parte del territorio
comunale", anche in deroga agli strumenti urbanistici.
Il testo di modifica della L.R. 54/2000 approvato dalla Giunta regionale:
a) abolisce il riferimento previsto dall'art.4 della L.R. 54/2000 agli
"strumenti della pianificazione territoriale, paesaggistica ed ambientale,
sia regionale che locale";
b) abroga le aree sensibili;
c) impone ai Comuni di installare gli impianti "prioritariamente su edifici
o in aree di proprietà pubblica", praticamente su tutto il territorio
comunale, dando l'indicazione di delimitare le zone all'aperto dove far
rispettare il DPCM 8 luglio 2003 (obiettivo di qualità: 6 volt per metro).

Per giustificare tali modifiche sono stati stravolti i dettami della Legge
quadro, n.36/2000 ed è stato eliminato ogni riferimento agli "standard
urbanistici".
Basta paragonare la definizione di "Obiettivi di qualità" realizzabile
dalle Regioni nel testo di legge (n.36/2001) e nel testo approvato dalla
Giunta regionale:

1) Testo della Legge n.36/2001 :

"Obiettivi di qualità: i criteri localizzativi, gli standard urbanistici,
le prescrizioni e le incentivazioni per l'utilizzo delle migliori
tecnologie disponibili ai fini della progressiva minimizzazione
dell'esposizione ai campi elettromagnetici".(art 3, comma 1, lettera d)

2) Testo della modifica di L.R. approvata dalla Giunta regionale:

"Obiettivi di qualità: i criteri localizzativi e l'utilizzo delle migliori
tecnologie finalizzati ad una progressiva riduzione della esposizione ai
campi elettromagnetici attraverso il rispetto dei valori di campo definiti
dal d.p.c.m. di cui all'art.4, comma 2 della legge 36/2001"(art. 3, comma
1, lettera e).
Gli "standard urbanistici" sono stati eliminati.
(Per il commento al DPCM leggi la nota n.1).


3) Le "aree sensibili" sono state abrogate:

La L.R. 54/2000 all'art 3, comma 1, lettera a definisce così le "aree
sensibili: aree per le quali le amministrazioni competenti possono
prescrivere localizzazioni alternative degli impianti in considerazione
della particolare densità abitativa, di infrastrutture e/o servizi, nonché
dello specifico interesse storico-architettonico e
paesaggistico-ambientale" .

L'art della legge 6 aprile 2000 n.54 è stato abrogato nella modifica di
legge approvata dalla Giunta regionale.

Abolendo le aree sensibili la Regione :

1) rinuncia a un suo potere.
Si noti, a proposito, che la Corte Costituzionale (sentenza n 307/2003) ha
ritenuto legittimo l'art 3, comma 1, lettera m della Legge Regione Puglia 8
marzo 2002 n5 (punto 19) che, ispirandosi alla legge Regione Toscana,
recita testualmente: "aree sensibili: aree per le quali le Amministrazioni
comunali, su regolamentazione regionale, possono prescrivere localizzazioni
alternative degli impianti, in considerazione della particolare densità
abitativa, della presenza di infrastrutture e/o servizi a elevata intensità
d'uso, nonché dello specifico interesse storico-architettonico e
paesaggistico-ambientale".
Si noti ancora che nella stessa sentenza si afferma che "Le aree sensibili
sono definite dalla Legge Regionale con riguardo a situazioni e interessi
(tutela della popolazione nelle aree densamente abitate o frequentate,
interesse storico-artistico o paesistico dell'area) di cui la Regione ha
certamente titolo per occuparsi in sede di regolazione dell'uso del proprio
territorio".

2) lede il potere degli ente locali di disporre del proprio potere di
governo del territorio.
A tal proposito, la Corte Costituzionale nella stessa sentenza, al punto
26, afferma che nelle aree sensibili "le amministrazioni comunali possono
prescrivere modifiche, adeguamenti o la delocalizzazione di impianti
radioelettrici, esistenti o di nuova realizzazione, al fine di garantire la
massima tutela ambientale dell'area stessa."

..
La Regione DEVE, invece, impegnarsi a dettare i criteri generali per la
localizzazione degli impianti e i criteri inerenti l'identificazione delle
aree sensibili.
Infatti, secondo la Corte Costituzionale (sentenza n. 7/2004 relativa alla
Legge Piemonte in campo energetico ovvero sulla rete di impianti di
produzione e distribuzione dell'energia):
"rientra nei poteri delle Regioni la individuazione di ulteriori criteri di
realizzazione degli impianti" fermo restando, naturalmente, che non deve
essere ostacolato l'esercizio delle funzioni di rilievo nazionale:
Analogamente, per quanto riguarda la telefonia mobile, sono del tutto
legittime le disposizioni regionali relative, ad esempio, alla
individuazione di siti sensibili al fine di disporre localizzazioni
alternative o a divieti specifici di localizzazione considerati come
criteri localizzativi "in negativo" (Corte Costituzionale, sentenza
331/2003) o ancora alla sottoposizione a Valutazione d'impatto ambientale
degli impianti (Corte Costituzionale, sentenza n. 307/2003).

4) Impianti sotto i 5 Watt. La Regione Toscana continua a garantirne
l'invasione incontrollata sul territorio.


Art. 2, comma 2. Si continuano ad escludere dalla normativa di legge
regionale gli impianti sotto i 5 Watt.
Questa esclusione non trova alcuna giustificazione nelle norme di legge
vigenti.
Infatti sia il DM 381 del '98 sia la legge n 36 del 2001 disciplinano
tutti gli impianti operanti nell'intervallo di frequenza compresa tra 100
KHz e 300GHz indipendentemente dalla loro potenza.
Questa insistenza della Regione Toscana ad escludere tali impianti da ogni
controllo di legge può avere una sola giustificazione: voler favorire i
gestori ad installare piccole antenne (microcelle) dove e come vogliono,
fuori da ogni controllo, così come sta avvenendo da quattro anni.



5) Art. 6 : "Coordinamento regionale dei programmi di sviluppo dei
gestori".

Il testo di modifica dà alla Regione una nuova funzione, non prevista dalla
Legge n. 36/2001, cioè quella di coordinare i piani di sviluppo delle reti
presentate dai gestori per assicurare la copertura dell'intero territorio
regionale.
A tali piani (sono previste modifiche concordate con gestori e Comuni)
dovranno fare riferimento i Comuni per definire un programma di sviluppo
comunale.
L' Art 6 (art. 5 bis) è da rigettare.

Si osservi a proposito che la Regione non può rendersi garante della
copertura del servizio sull'intero territorio regionale, perché in tal
modo, svolgerebbe una funzione, di tutela degli interessi privati dei
gestori.
A questo proposito il Consiglio di Stato (decisione n 4847/2003) ha
definito gli impianti di telefonia mobile non come opere pubbliche ma come
"opere private di pubblica utilità" che:

1) sono realizzate da soggetti privati;
2) sono destinate alla gestione di un servizio con criteri imprenditoriali;

3) necessitano comunque di un atto di autorizzazione, a differenza delle
opere pubbliche" e pertanto sono assoggettate a concessione edilizia.

Inoltre la Regione non ha neppure gli strumenti né le competenze tecniche
per valutare i piani di sviluppo, a meno che non accetti passivamente le
proposte dei gestori.
La Regione deve invece esercitare pienamente le sue funzioni di controllo
sulle attività private dei gestori e di tutela della salute dei cittadini
così come previsto dalla legge quadro 36/2001.
La Regione deve delegare ai Comuni l'individuazione dei siti dove
installare le antenne, nel rispetto del potere degli enti locali di
governare il proprio territorio, in accordo con quanto stabilito dalla
sentenza della Corte Costituzionale 307/2003.
Si noti inoltre che non sono neppure definiti chiaramente i soggetti che
dovrebbero far parte del Coordinamento regionale dei programmi di sviluppo
dei gestori e che non è definito il soggetto che, in rappresentanza della
Regione, dovrebbe attuare realmente questo coordinamento. Mancano inoltre i
riferimenti alle procedure.

6) Impianti di Radiodiffusione e Radiotelevisivi:

L'Art. 10 del Testo di modifica dà questa indicazione : "Sono posti
prevalentemente in zone non edificate".
Il che significa che possono anche essere posti in aree edificate.

All' Art 7 (art 5 ter) si parla di Comitato tecnico per gli impianti di
diffusione radiotelevisivi.

La costituzione di questo Comitato tecnico, dove è presente la
rappresentanza dei gestori radiotelevisivi, operatori privati, espressione
di interessi giuridicamente rilevanti ma pur sempre subordinati al diritto
alla salute, è in forte contrasto con il principio di tutela della salute
pubblica, della compatibilità ambientale e delle esigenze dell'ambiente e
del paesaggio così come previste dall'art 8 legge 36/2001.
Si ricorda inoltre la rilevanza costituzionale del diritto alla salute (art
32 della Costituzione) e del grado di tutela conseguente necessariamente
prevalente sulla libertà (libertà e non diritto) d'impresa pur prevista
dall'art. 41 della Costituzione.


COSA CHIEDIAMO


1) Il ritiro della proposta di modifica della L.R. 54/2000. Per questo
abbiamo chiesto da tempo un incontro con il Presidente della Regione,
Claudio Martini.


2) Se la proposta, invece, venisse presentata in Consiglio regionale, ci
appelliamo a tutti i consiglieri affinché votino contro.


3) Nel caso che, comunque, la proposta di modifica venisse approvata dal
Consiglio regionale chiederemo un atto di disobbedienza alla Legge
regionale a tutti quei Comuni toscani che si sono dimostrati più sensibili
al problema e che sono riusciti a minimizzare l'esposizione della loro
popolazione con una corretta pianificazione degli impianti sul territorio.




Nota:

G.ZAGREBELSKY, attuale Presidente della Corte Costituzionale e da anni
membro della Corte Costituzionale ha scritto nell'opera storica "La
giustizia costituzionale" (Bologna, 1988) , a pag.276 :

"a) la legge incostituzionale non è obbligatoria; b) tuttavia non è neppure
obbligatoria la disobbedienza ad essa, tale disobbedienza essendo solo
consentita o ammessa; c) la DISOBBEDIENZA ALLA LEGGE è invece
GIURIDICAMENTE DOVEROSA nei casi in cui i singoli si rappresentino con
piena consapevolezza l'INDISCUTIBILE INCOSTITUZIONALITA' DELLA LEGGE".
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