Da Padova una autorevole relazione scientifica illustra gli effetti biologici e sanitari provocati dall'elettrosmog. Finalmente un documento alla portata di tutti che renderà difficile potere dire in futuro ….. NON SAPEVAMO, NON CI SONO DATI CERTI!!!

In http://alberinonantenne.interfree.it - RICERCA E ASPETTI SANITARI - si può trovare una importante relazione che stiamo distribuendo ai consiglieri comunali, ai quartieri ed ai cittadini interessati agli effetti sanitari dell'inquinamento elettromagnetico sulla popolazione (non ci mancherà l'occasione di farla avere anche al Sindaco). Si può trovare la storia dettagliata, chiara, leggibile, dei più importanti studi condotti dai ricercatori e la sintesi dei più autorevoli convegni internazionali. FINALMENTE UN DOCUMENTO ALLA PORTATA DI TUTTI che renderà difficile potere dire in futuro ……. NON SAPEVAMO!!!

"Effetti biologici e sanitari a breve e a lungo termine delle radiazioni e delle microonde (Prof. Dott. Angelo Gino Levis di A.P.P.L.E. Associazione Padovana Prevenzione e Lotta all'Elettrosmog - Coordinamento Comitati Padovani contro l'elettrosmog). Vi ricordate? Capite perché il Sindaco di Padova ha concesso una moratoria per valutare interventi concreti nel Piano regolatore al fine di individuare siti più idonei all'interno di un ampio progetto di minimizzazione dell'esposizione della popolazione, quello che stiamo chiedendo anche a Bologna?

L'autorevole autore della relazione è il ricercatore internazionale Prof. Dott. Angelo Gino Levis. Già Ordinario di Mutagenesi Ambientale presso l'Università degli Studi di Padova. Già membro permanente della Commissione Tossicologica Nazionale presso l'Istituto Superiore di Sanità di Roma. Già consulente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità presso l'Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (I.A.R.C.) di Lione (Francia). Membro fondatore della International Commission for Electro-Magnetic Safety (ICEMS). Vice-presidente A.P.P.L.E.

http://alberinonantenne.interfree.it/effetti%20biologici%20e%20sanitari%20RF.pdf

Estrapoliamo alcune brevissime sintesi per porre l'attenzione sui possibili danni al DNA riscontrati da diversi ricercatori (quindi studi ripetuti e ripetibili), collegati alla tecnologia attualmente immessa sul territorio: UMTS e i videotelefonini (peraltro offerti, con invitanti depliant spediti a casa a Euro 19,00, ne ho ricevuto uno anch'io proprio in questi giorni che ho bellamente cestinato pensando che la salute vale qualcosa in più).

Diverse ricerche hanno dimostrato la capacità che hanno le MO, in particolare quelle di frequenza elevata (2.450 MHz, che è la frequenza utilizzata nella telefonia cellulare UMTS) di provocare danni strutturali al DNA in cellule di mammifero trattate in vitro e in cellule ricavate da vari organi di animali irradiati in vivo, anche quando la temperatura viene mantenuta entro i normali limiti fisiologici. P. es. già nel 1994 era stato segnalato che nelle cellule del cervello e del testicolo di ratti esposti a MO (2.450 MHz; 1 mW/cm2, che è la dose fissata dall'ICNIRP quale limite di sicurezza per le esposizioni di breve durata delle popolazioni umane) il DNA viene significativamente frammentato. In seguito, soprattutto il gruppo che fa capo al Dott. LAI ha ripetutamente confermato questa osservazione….

Il Prof. N. CHERRY della Lincoln University di Christchurch, Nuova Zelanda presenta una breve rasegna degli effetti acuti e a lungo termine delle radiazioni a MO (SRB e telefoni cellulari) con citazioni dei dati ottenuti dai vari autori che mettono in evidenza la comparsa di: danni al DNA; attivazione di oncogeni; micronuclei e aberrazioni cromosomiche; morte cellulare; vari tipi di tumori dell'infanzia (rapporto dose-effetto statisticamente molto significativo); aborti spontanei in fisioterapiste (rapporto dose-effetto statisticamente molto significativo); disturbi del sonno; disturbi cardiaci (aritmie: rapporto dose-effetto statisticamente molto significativo) in fisioterapisti; inibizione della sintesi della melatonina; disturbi della pressione sanguigna; vari tipi di disturbi neurologici (capogiri, mali di testa, disturbi della concentrazione, perdita della memoria, stanchezza, ecc.) in utilizzatori abituali di telefoni cellulari, (rapporto significativo tra durata giornaliera dell'uso del cellulare ed effetto).

Inoltre lo stesso autore riassume e commenta 176 articoli recenti che dimostrano effetti dannosi per la salute umana dovuta all'esposizione a radiazioni elettromagnetiche a MO (telefonia cellulare). Queste ricerche dimostrerebbero che le radiazioni EM tipiche della telefonia cellulare rappresentano una grossa fonte di rischio per l'uomo perché sarebbero capaci di indurre tutti i tipi di effetti dannosi già identificati per altre radiazioni EM (ELF), probabilmente perché basati sugli stessi meccanismi biologici. Il rischio maggiore sarebbe per gli utilizzatori di telefoni cellulari, a causa dell'esposizione della testa e della grande sensibilità mostrata dai processi neurologici del cervello e dello stesso tessuto cerebrale all'induzione di tumori. I danni al DNA subiti dal tessuto cerebrale accelererebbero la morte delle cellule e quindi lo sviluppo anche di malattie neurodegenerative e di tumori al cervello.

Il Dott. N. CHERRY della Lincoln Univ., Canterbury, Nuova Zelanda, ricorda che, dopo la prima osservazione del 1959 della capacità dei CEM a RF di produrre rotture cromosomiche, molti studi hanno rilevato rotture al DNA e aberrazioni cromosomiche in cellule animali e umane coltivate in vitro e anche in animali e soggetti umani esposti in vivo. Colture cellulari esposte a RF/MO vanno incontro anche a trasformazione neoplastica e anche l'esposizione cronica d animali a RF/MO pulsanti o modulate dà luogo ad un aumento di tumori. I CEM a RF/MO provocano inoltre cambiamenti nella concentrazione intracellulare di ioni Calcio, diminuzione della sintesi di melatonina e danni cellulari dovuti ad un aumento di radicali liberi. Alcuni studi epidemiologici, infine, documentano aumenti statisticamente significativi di tumori in popolazioni esposte a RF/MO. I telefoni cellulari espongono gli utilizzatori ad elevati livelli di CEM a RF/MO, soprattutto nella zona della testa e rendono molto probabile un effetto cancerogeno, soprattutto su alcune zone del cervello. Perciò i telefoni cellulari dovrebbero portare dei marchi che segnalano i pericoli per la salute insiti nel loro uso.

Il Dott. H. LAI del Centro di Bioingegneria dell'Univ. di Washington, Seattle, U.S.A., ricorda che l'uso ripetuto del telefono cellulare può dare luogo ad effetti cumulativi su una zona circoscritta e cruciale del corpo umano, qual è il cervello, rompendo i meccanismi compensatori omeostatici e dando luogo a conseguenze dannose per la salute. Per di più, l'esposizione a MO modulare a frequenza estremamente bassa (ELF) aggiunge ulteriore preoccupazione dato che le esposizioni a onde ELF sono accompagnate da effetti biologici e sanitari particolarmente pericolosi. Una rassegna della letteratura mostra che l'irradiazione con MO a livelli di SAR relativamente bassi (meno di 2 W/Kg) può produrre vari disturbi neurologici, tra i quali alterazioni della barriera emato-encefalica, del metabolismo, della morfologia, dell'elettrofisiologia del cervello e dell'attività dei neurotrasmettitori.

Molti degli effetti descritti per i CEM a bassa frequenza (ELF) sono stati recentemente verificati anche con esposizioni ad alte frequenze, come quelle, ad esempio, dei sistemi di comunicazione, dei telefoni cellulari e di alcune apparecchiature domestiche (si legga, a questo proposito, il libro di R. Santini "Telephones cellulaires: Danger?" edito da M. Pietteur nel 1998, che riporta un'ampia bibliografia).

Si possono fare alcune considerazioni:

Nelle onde elettromagnetiche caratteristiche delle telefonia cellulare è presente anche la frequenza estremamente bassa (ELF) di cui è già stata ampiamente riconosciuta la pericolosità. Pertanto ricercatori come Dott. N. CHERRY hanno studiato una voluminosa bibliografia dalla quale si evince chiaramente che non esiste nessuna differenza, rispetto agli effetti sanitari prodotti, tra frequenza estremamente bassa (elettrodotti e cabine elettriche) ed alta frequenza (telefonia cellulare).

Il principio di precauzione va quindi applicato prestando attenzione alle nuove collocazione UMTS (attualmente si procede a semplici riconfigurazioni di impianti quindi appesantendo le criticità già in atto o a nuove installazioni senza avere comunque predisposto un piano regolatore attento agli aspetti di salute pubblica.

Attenzione poi alle interazioni tra impianti di telefonia cellulare e zone con presenza di elettrodotti e zone caratterizzate da forte presenza di smog.

Ciao Angela Donati "Alberi non antenne" (gennaio 2005)