L'OMS ed il Progetto Campi Elettromagnetici

Roma, 4 novembre 2004.
Gentili utenti del Forum,
il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblica un documento
preliminare di 37 pagine, scaricabile in formato pdf, riguardante il proprio
Progetto Campi Elettromagnetici. L’OMS chiede di inviare commenti entro il 15
gennaio 2005, in previsione dell’emissione del documento finale (
http://www.who.int/peh-emf/en/).
Il sito http://www.microwavenews.com pubblica, nella propria home-page, una
sintesi delle conclusioni del suddetto documento preliminare. Eccola:
1. l’OMS non si esprime sul fatto che per i campi elettromagnetici si debba o
meno applicare il principio di precauzione, invitando gli Stati nazionali a
prendere le proprie decisioni in merito;
2. l’OMS non ritiene che debbano essere posti limiti più restrittivi per
l’esposizione ai c.e.m. a bassissima frequenza (50/60 Hz)  (nonostante
l’evidenza del raddoppio di rischio di leucemia infantile per valori 250 volte
più bassi del limite definito dall’ICNIRP, ndr). Questo perché i limiti
dovrebbero essere basati su effetti convenzionalmente ritenuti come stabiliti
ed essi non sono uno strumento appropriato per implementare approcci
precauzionali. Per cui, l’OMS non raccomanda di includere limiti di
esposizione basati sulla leucemia infantile come opzione;
3. l’OMS scoraggia la definizione, per i campi e. m. a radiofrequenza, di
nuovi limiti di esposizione. La probabilità che l’uso dei cellulari possa
causare malattie o effetti avversi è probabilmente piccola e non può essere
completamente eliminata ma ammette che, se vi fosse qualche effetto, il carico
globale della malattia potrebbe essere enorme;
4. la limitazione dell’uso del cellulare ai bambini viene presentata come una
possibile opzione politica, ma viene sminuita perché la sua efficacia è
plausibilmente limitata;
5. l’OMS appare preoccupata dal fatto che l’adozione di politiche
precauzionali da parte di compagnie telefoniche possa apparire come
un’ammissione che esista effettivamente un rischio sanitario;
6. l’OMS afferma che le misure precauzionali intraprese dovrebbero essere
applicate in maniera che: a) l’azione di ridurre, da parte di una compagnia,
le esposizioni dei cellulari al di sotto della struttura precauzionale della
stessa OMS non sia presa come una ammissione della responsabilità legale per
tale esposizione; b) la decisione di ridurre un’esposizione non venga presa
come una evidenza che una tale esposizione sia effettivamente pericolosa.
Microwavenews fa osservare che il documento dell'OMS non menziona il nuovo
studio del Karolinska Institute che evidenzia un rischio di sviluppare neuroma
acustico dopo un uso del cellulare superiore a 10 anni; 
Da quanto precede, la posizione dell’OMS ci appare non assolutamente
incoraggiante.
 
Inviatiamo tutti a leggere il documento dell’OMS e a proporre/inviare i propri
commenti entro il 15 gennaio 2005 a: vandeventere@who.int .
Cordiali saluti.
Raffaele Capone.
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.


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