La controinformazione scientifica

Roma, 26 ottobre 2004.


Ieri gli annunci con la stampa telematica, oggi sulla carta stampata del Corriere della Sera, della Repubblica, ecc. .  Stamattina, su Radio 1 delle 7 e Radio 2 delle 7:30, su Radio 3 delle 8:45, ieri su Canale 5, La 7, i telegiornali RAI.

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Ecco l'art. pubblicato oggi dal Corriere della Sera. Stamattina, su Radio 1
delle 7:00 e Radio 2 delle 7:30, su Radio 3 delle 8:45, ieri su Canale 5, La
7, ecc., oggi sui quotidiani.

La grande informazione si è mossa...

Tre anni di ricerche finanziate con i soldi pubblici per dimostrare che la
temperatura del cervello, a causa dell'uso del telefono cellulare, aumenta di
meno di  un decimo di grado centigrado in 20 minuti di conversazione che viene
definita "esposizione prolungata" !

Ci raccontano poi di normative europee. Come sanno ormai anche i muri, queste
non esistono. Il Consiglio Dell'Unione Europea ha emanato soltanto delle
Raccomandazioni (1999).

I professori del MIUR, alcuni esperti del CNR e gli esperti dell'ENEA studiano
ancora gli effetti termici utilizzando teste "fantoccio" per simulare la testa
ed il cervello dell'uomo!

E poichè l'innalzamento della temperatura è veramente basso, non si possono
avere danni!

Come sono lontane queste ricerche da quelle biologiche condotte negli USA da
Lai, Singh, Blackman; come sono lontane dagli studi epidemiologici svedesi di
Hardell e Mild dell'Università di Orebro, e perfino da quelle condotte dal
gruppo guidato da Alhbom e Feitching, o dagli studi biologici di Salford e
colleghi dell'Università di Lund e di cui ai ns. comunicati di ieri e del
14/10 u. s. .

Cari saluti.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
   
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CRONACHE

La ricerca: aumenti di temperatura trascurabili

«Danni al cervello? Cellulari assolti»

Gli studiosi: ma le teste piccole assorbono più onde, allarme per bimbi e
ragazzi. Differenze anche tra maschi e femmine
 
ROMA - Assolti per non aver commesso il fatto? Almeno per insufficienza di
prove, ma comunque assolti. Sono i cellulari, finora sospettati di danneggiare
il cervello facendo alzare la temperatura della testa durante le chiamate, e
adesso scagionati dall’accusa. Sebbene per donne e bambini ci vorranno studi
più approfonditi prima di escludere qualunque pericolo: la minore dimensione
della testa provoca, infatti, un maggior assorbimento delle onde
elettromagnetiche. Anche se al di sotto dei limiti. A sostenere l’innocuità
del nostro migliore amico elettronico è una ricerca triennale, che fa parte
del progetto nazionale «Salvaguardia dell’uomo e dell’ambiente dalle emissioni
elettromagnetiche», promosso dal ministero dell’Università, in collaborazione
con il Cnr e l’Enea, che farà felici quanti soffrono di irrinunciabile
dipendenza da telefonino mobile. «I risultati finora raccolti sono
rassicuranti», ha spiegato il coordinatore scientifico, Paolo Bernardi,
docente di Micro-onde all’università La Sapienza di Roma.

Lavorando su prototipi di testa umana vicinissimi al reale «si è visto che gli
aumenti di temperatura indotti all’interno della testa e nel cervello, nel
caso di esposizione prolungata, 20 minuti, sono assolutamente trascurabili,
poiché inferiori a un decimo di grado centigrado».

Ma anche il riscaldamento dell’orecchio e della parte esterna non è rilevante.
Gli attuali cellulari, quelli che rispettano le normative europee, sono
sicuri. Vi sono tuttavia delle differenze. Continua Bernardi: «Si è registrata
una differenza tra uomini e donne non per l’uso di cellulari, quanto per la
vicinanza ad antenne delle televisioni o stazioni di telefonia mobile. Sulle
donne si è notato un aumento del 20% di assorbimento delle emissioni
elettromagnetiche. Sono comunque valori trascurabili, ma il motivo sembrerebbe
legato alle dimensioni del cervello. Per quanto riguarda bambini e
adolescenti, invece, si è visto che l’assorbimento è maggiore e quindi, fino a
che mancano studi specifici, la cautela è d’obbligo. Si tratta di cervelli di
dimensioni più piccole e soprattutto ancora in fase di sviluppo».

Allarme rientrato? «Così come non erano giusti gli allarmismi di qualche tempo
fa, non mi sembra il caso di dire che lo studio del Cnr cancella tutte le
preoccupazioni», risponde Alessandro Polichetti, del Dipartimento Tecnologia e
Salute dell’Istituto Superiore di Sanità. «Questi risultati ci fanno stare
tranquilli, ma le incertezze restano, in questi campi non si può mai dire la
parola definitiva. Probabilmente abbiamo a che fare con rischi bassi, forse
inesistenti, ma, per fare un solo esempio, è di pochi giorni fa la
pubblicazione di uno studio epidemiologico svedese che ha evidenziato un certo
aumento dei tumori benigni del nervo acustico in soggetti che usavano
cellulari in modo costante da più di dieci anni».

Mariolina Iossa
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27 Oct 2004
Oggetto: Re: La grande informazione si è mossa.
Ringrazio per la comunicazione. avete ragione, è una cosa scandalosa.  In termini tecnici (si fa per dire) operazioni come quelle da voi riportate meritano il nome di "polverone". Come direttore di Tempo Medico ho pensato opportuno mettere la notizia dello studio di Ahlbom in prima pagina (fra qualche giorno sarà anche sul sito  <http://www.tempomedico.it>). Anche se ritengo che lo studio abbia alcuni punti deboli (recall bias, prima di tutto), ritengo doveroso seguire questo filone, che seguo da anni come autore di un libretto ("Onde sospette", Editori Riuniti, 1994) che in passato mi ha procurato anche qualche grattacapo. Tenetemi informato delle vostre iniziative.

Cordiali saluti  Luca Carra  Zadig  via Calzecchi 10  Milano 
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25 Oct 2004
Da: marco grilli <mg180761@yahoo.it>

I CELLULARI FANNO MALE - COMUNICATO STAMPA DEL 14/10/2004


Spett.le redazione di Radio Montecarlo,
Vi invio per Vostra informazione un'aggiornamento ai
danni che i cellulari possono provocare. Notizia ben
diversa di quella che avete dato nel corso del
Giornale Radio delle ore 18.00 di oggi.
Certe informazioni, oltre che essere pilotate, non
sono obiettive in quanto é un'argomento ancora molto
oscuro, dove le lobby della telefonia spingono sempre
più al consumo e finanziano dei progetti di ricerca
per dimostrare che non c'é danno.
Nel dare la notizia avreste dovuto, secondo me, porre
anche il dubbio e dire che ci sono due diversi pareri
tra gli scienziati.
Per ulteriori informazioni cercate sul web ELETTROSMOG
o collegatevi al relativo sito.
Ciao e ......... buon lavoro
Marco da Torino

A: "forum-elettrosmog"
Da cittadiniattivi
13 Oct 2004
Oggetto: [forum-elettrosmog] I CELLULARI E I TUMORI DELLA TESTA

   
Roma, 13 ottobre 2004.

Inviamo l'Abstract di un art. tratto da Epidemiology,
novembre 2004.

Dallo studio condotto dal Karolinska Institute di
Stoccolma (Ahlbom et al.) in svedesi di età fra i 20 e
i 69 anni con neuroma acustico diagnosticato negli
anni compresi fra il 1999 ed il 2002, si è visto che
il rischio di questo tipo di tumore quasi raddoppia
(1.9 volte) per uso del cellulare di almeno 10 anni.
Il rischio arriva a quasi 4 volte (3.9 volte)
valutando soltanto i tumori verificatisi nella parte
della testa su cui viene appoggiato normalmente il
cellulare durante la conversazione.

Gli autori dello studio hanno annunciato una
conferenza stampa per oggi a Stoccolma.

Cari saluti.

Raffaele Capone
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.


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