Roma, 29 agosto 2005.

Riassumiamo qui di seguito le caratteristiche e i risultati di uno
studio pubblicato sul "Journal of Evolution, Biochemical and
Phisiology", Vol. 41 (1), pag. 119-125, 2005,

"Histochemical Study of Effects of Weak Electromagnetic Field on
Structures of the Rat Midbrain.", Krasnoshchekova EI, Gunko NV,
Tkachenko LA,

con il quale viene dimostrato che l'esposizione al campo
elettromagnetico a 980 MHz (telefonia mobile), con modulazione di
tipo impulsivo (durata dell'impulso = 500 microsecondi; frequenza di
ripetizione dell'impulso = 1000 Hz), provoca una maggiore attività
enzimatica nella parte mediana del cervello di topi irradiati per
2 ore al giorno per 5 giorni con una densità di potenza d 5
Watt/m2.

Dodici ratti erano stati divisi in 4 gruppi: 2 ratti di ciascun
gruppo erano stati irradiati, mentre il terzo di ognuno era stato
utilizzato come controllo (non irraggiato).

Tutti i ratti erano stati posti in scatole di plastica trasparente
poste in una camera anecoica avente dimensioni di 3 m x 2.5 m x 2 m.

Anche i 4 ratti utilizzati per il controllo erano stati messi nella
stessa camera per il medesimo tempo ma con il generatore della
potenza a radiofrequenza spento.

Lo scopo dello studio è stato di valutare istochimicamente gli
effetti del campo e. m. sull'attività metabolica dei centri
uditivi e non uditivi della parte mediana del cervello del ratto.

Dopo l'esposizione è stato investigato in vitro il tessuto
cerebrale ed è stato rilevato un aumento dell'attività
enzimatica.


Aggiungiamo che la densità di potenza di 5 Watt/m2 corrisponde ad
un valore di campo elettrico (valore efficace) di circa
43 Volt/metro, cioè il valore di campo che non deve essere
superato per non incorrere, secondo le linee guida ICNIRP inserite
nella Raccomandazione 519/99 del Consiglio d'Europa, negli effetti
termici (acuti) alla frequenza di 980 MHz.

Ogni commento ci appare superfluo.

Saluti.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.


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