COORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD


Roma, 30 settembre 2005

Spettabile Associazione WWF Italia
Alla c. a. del dott. Fulco Pratesi
p. c.: dott. Andrea Colucci
Via Po, 25c – 00198 Roma.

Oggetto: Partecipazione del WWF al Convegno "Campi
Elettromagnetici e Salute. Le risposte della Scienza", Venezia, 1
ottobre 2005. Lettera aperta.


Egregio presidente del WWF Italia, dott. Fulco Pratesi,
è con profondo rammarico che constatiamo la partecipazione del WWF
al convegno organizzato dall'associazione Elettra 2000 di cui in
Oggetto, attraverso il dott. Andrea Colucci del coordinamento
comunicazione del WWF.

Infatti, leggendo il programma scientifico di quel
convegno, riteniamo che in esso non sia assolutamente rappresentata
quella parte di esponenti della ricerca scientifica internazionale
che da anni assume posizioni cautelative nei confronti dei possibili
gravi effetti negativi sulla salute umana per esposizioni a lungo
termine ai campi elettromagnetici a frequenza industriale e a
radiofrequenza.

Basta ricordare che a giugno del 2001 lo IARC, organismo
dell'OMS e, quindi, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite,
ha definito, in base alle evidenze epidemiologiche internazionali,
il campo magnetico a frequenza industriale come un possibile agente
cancerogeno.

E ciò a causa del rischio doppio di leucemia infantile per
esposizioni a lungo termine di intensità dell'induzione
magnetica a 50 o a 60 Hertz superiori a 0.4 microTesla, che è un
valore ben 250 volte inferiore all'attuale limite (100
microTesla) diesposizione per il pubblico definito
dall'associazione privata ICNIRP, consulente della Comunità
Europea
e dell'OMS, che risulta fortemente rappresentata nel convegno in
Oggetto.

Invece, le conclusioni del convegno di domani sono già scritte e
lapidarie, dato che il presidente di Elettra 2000, ing. Mario
Frullone, ha già affermato: "La comunità scientifica è
ormai concorde nell'affermare con ragionevolezza la non
nocività delle antenne per la telefonia e a breve ci attendiamo
analoghe conclusioni per quanto riguarda i terminali della telefonia
mobile" (http://www.italiatv.it/storacetv/comu
nicati/vediitatv.php?id=7677).

In completa contrapposizione con queste affermazioni basta soltanto
(ma l'elenco sarebbe lunghissimo) ricordare i risultati dello
studio Reflex (febbraio 2000-maggio 2004), pubblicati ad ottobre
2004, co-finanziato dalla Comunità Europea, che hanno dimostrato
effetti genotossici, quali la rottura di filamenti del DNA ed
aberrazioni cromosomiche, dovuti ai campi elettromagnetici a
frequenza industriale (50 o 60 Hertz) e a radiofrequenza e microonde
su cellule umane in coltura, (http://www.verum-
foundation.de/www2004/html/pdf/euprojekte01/REFLEX_ProgressSummary_23
1104.pdf),per valori:

1. di campo magnetico a frequenza industriale pari a circa 1/3 (35
microTesla) dell'attuale limite di esposizione a frequenza
industriale definito dall'ICNIRP (100 microTesla) e confrontabili
con il nuovo limite di cautela definito in Italia (30 microTesla,
DPCM 8/7/03) e pari a circa 88 volte il valore (0.4 microTesla) per
il quale l'International Agency for Research on Cancer, organismo
dell'OMS e quindi dell'ONU, ha definito, a giugno del 2001,
il campo magnetico a tali frequenze come possibile agente
cancerogeno a seguito dei risultati cumulativi di indagini
epidemiologiche internazionali secondo le quali, appunto, per valori
di campo magnetico superiori a 0.4 microTesla esiste un rischio
doppio di leucemia infantile;

2. di SAR (0.3 Watt/Kg – 2 Watt/Kg) a radiofrequenza e microonde
(in particolare, a 1800 MHz) da circa 6 volte inferiori ad un valore
uguale a quello definito dall'ICNIRP oltre il quale si hanno
effetti a breve termine (riscaldamento dei tessuti) nella testa e
nel tronco (2 Watt/Kg), e da 13 a 2 volte inferiori al valore
definito sempre dall'ICNIRP per evitare i medesimi effetti sugli
arti (4 Watt/Kg).

Ad ulteriore conferma di quanto sopra, risultati di ricerche ancora
più recenti svolte in Cina
(http://www.microwavenews.com/fromthefield.html#chinadna)
dimostrano che cellule umane esposte a SAR di 3 Watt/Kg (quindi
confrontabili con i valori ICNIRP per capo, tronco e arti) dovuta a
radiazione elettromagnetica con frequenza di 1800 MHz (telefonia
mobile) per 24 ore subiscono un aumento statisticamente
significativo del danneggiamento del DNA.

Pertanto, anche in considerazione degli anni di impegno
sociale della nostra associazione insieme al WWF in questa
fondamentale problematica che coinvolge direttamente la salute
umana, ed un esempio per tutti di ciò è rappresentato
dall'attuale vicenda riguardante la stazione radiofonica della
Radio Vaticana di Santa Maria di Galeria, La invitiamo a
riconsiderare la partecipazione dell'associazione da Lei
presieduta al convegno in Oggetto.

Cordiali saluti

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord
 



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