PREVENZIONE ........ ADESSO DEVE DIVENTARE UNA REALTA!!!

ECCEZIONALE !!! la ricerca fa passi da gigante ...... adesso la prevenzione deve arrivare al cittadino più mirata.

AMIANTO: scoperto come l'amianto provoca il cancro. Finalmente conosciamo i meccanismi patogenetici attraverso i quali l'amianto provoca il cancro polmonare.

LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA (la forma più grave e diffusa di cancro del sangue con 3mila nuovi casi l’anno in Italia): scoperte le cause e quindi le cure.

Allora deve necessariamente e radicalmente cambiare la prevenzione primaria.

Ciao Angela Donati (28-06-06)

 

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Allegati i documenti:

Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM ONLUS (http://www.gevam.it Casella Postale 111,
15033 Casale Monferrato AL Piemonte Italy - tel. 0142487408 - Codice
Fiscale: 91015510067)
Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it

Scoperto come l'amianto provoca il cancro
Fonte: Radio Gold http://www.radiogold.info/main.htm
C'è una novità importante nella lotta ai tumori da amianto, una piaga che in
provincia colpisce soprattutto il monferrato. E' stato, infatti, individuato
il meccanismo con cui la fibra causa il cancro ai polmoni. Secondo quanto
riferito da Michele Carbone del Thoracic Oncology Program presso il Cancer
Center of Hawaii, all'Universita' di Honolulu, l'esposizione all'amianto
induce la produzione della proteina ''fattore-alfa di necrosi tumorale''
(TNF-alpha), la quale a sua volta induce la produzione di un fattore
anti-apoptosi, la proteina ''NF-KB'' che blocca la morte delle cellule
danneggiate destinandole a divenire cancerose.
La notizia e' importante in
quanto esistono gia' farmaci che impediscono questa catena di eventi, dunque
potenzialmente utilizzabili per la prevenzione del cancro ai polmoni in
individui considerati a rischio poiche' venuti a contatto con l'amianto.
 
TERRENO ONCOLOGICO ED ECOLOGIA DELLE IDEE. A proposito di una notizia
apparsa su Il Secolo XIX
Fonte: Il Pungolo http://www.ilpungolo.com
Di Sergio Stagnaro
Una notizia riferita dal quotidiano genovese Il Secolo XIX di oggi 20 giugno
2006, a pagina 7, dal titolo "Così l'amianto causa il cancro del polmone",
inevitabilmente ricorda una mente eccezionale, come tale rimasta inascoltata
da un mondo di omuncoli frastornati dal rumore assordante, immagine
semantica dello Spirito del nostro Tempo. Mi riferisco a Gregory Bateson,
l'ecologo delle idee.
Il giornale afferma che finalmente noi conosciamo i meccanismi patogenetici
attraverso i quali l'amianto provoca il cancro polmonare; essi consistono -
udite, udite - nel fatto che il TNF-alfa, attraverso il NF-KB, impedirebbe
l'apoptosi delle cellule tumorali, che pertanto si riproducono senza fine,
sfuggite ai normali controlli.
Ne consegue ovviamente, e il giornale lo lascia intendere senza dirlo, che
un intervento frenante su queste citochime e recettori nucleari potrebbe
impedire ("ab posse ad esse non licet illatio"!) l'insorgenza del tumore
polmonare.

Ma, a questo punto, uno scolaretto di Gregory certamente si chiederebbe ciò
che neppure si sognano di domandarsi i giornalisti del Secolo XIX ed il loro
ottimo Direttore, giudizio espresso in una mia lettera pubblicata sul
quotidiano tempo fa. Purtroppo, e questo è veramente desolante, nemmeno gli
oncologi - a cui mi sono rivolto recentemente con un articolo pubblicato su
questo sito (19 Maggio 2006 http://www.ilpungolo.com)
L'appello ONCOLOGI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI...E RISPONDETEMI ! Sergio
Stagnaro ) - si pongono simili domande (!) e quindi non rispondono.
Innanzitutto, esiste una vasta letteratura su l'intervento del fattore alfa
di necrosi tumorale nell'oncogenesi, come numerosi sono gli articoli che
illustrano il ruolo del fattore nucleare KB nell'iniziazione e progresso
tumorale e nell'infiammazione (V. il mio sito
http://www.semeioticabiofisica.it , Pratiche Applicazioni, Oncogenesi, e
Terreno Oncologico).
Una domanda sorge spontanea in chi è libero di pensare e sensibile non solo
alla conservazione dell'ambiente "fisico" in cui vive con i suoi simili, ma
è anche particolarmente interessato all'ecologia delle idee, una scienza
oggi obsoleta.
"Se è vero che l'amianto provoca il cancro del polmone attraverso i
meccanismi d'azione sensazionalisticamente riferiti dai massmedia, perché
questi eventi si manifestano solo in alcuni individui e non in tutti coloro
venuti a contatto con il cancerogeno?".
Detto altrimenti, la questione, oltremodo semplice, è la seguente: il tumore
è un evento altamente improbabile; di fronte ai tredicimila miliardi di
cellule del corpo umano (Diet, Nutrition and Cancer Prevention, Jaka Books,
1987) i tumori sono fortunatamente pochi. Gli oncologi, che non mi hanno
ancora risposto..., questi dati li conoscono perfettamente, avendoli forniti
loro! (V. il lavoro citato pubblicato su IlPungolo.com "Scienza"), ma
tacciono per motivi su cui ritornerò, ma che sono evidenti a tutti.
La domanda delle domande in oncologia medica è, a mio avviso, la seguente:
"Esiste la linea di demarcazione, da me definita Terreno Oncologico
(Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il
Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004.
http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm , e Bibliografia nel
sito citato sopra), che separa nettamente gli individui in chi non sarà mai
colpito da tumore maligno, solido e liquido, ed in chi è predisposto al
cancro, specialmente se portatore anche di "Reale Rischio" oncologico

(ibidem)?".
Se il Terreno Oncologico esiste, allora deve necessariamente e radicalmente
cambiare la prevenzione primaria,
finalmente condotta razionalmente su
individui selezionati in modo adeguato a partire dalla nascita, con
risparmio della spesa sia pubblica sia privata, con l'utilizzo ottimale
delle strutture sanitarie e dei medici, ed evitando di creare inutili, a
loro volta dannose, ansie in moltissimi soggetti, loro familiari ed amici.
Tutto questo è già da tempo scritto nella mia Lettera Aperta all'ex-Ministro
della Salute Prof. G. Sirchia, che purtroppo non mi ha mai risposto, come i
suoi successori... (22 agosto 2004: Lettera Aperta al Ministro della Salute
Prof. Sirchia: Lettera aperta al Ministro della Salute, Prof. Sirchia, sulla
prevenzione primaria "clinica" del cancro mammario.) .La lettera è in rete
ai seguenti URL:
http://www.ilpungolo.com ;
http://www.katamed.it ;
http://digilander.iol.it/piazzetta.sfera.net ;
http://bmj.bmjjournals.com ;
http://www.numedionline.it ;
http://www.mednat.org
A modo di conclusione, rinnovo per l'ennesima volta l'inutile invito al
Direttore ed ai giornalisti de Il Secolo XIX: se veramente amate la Verità
(nessun uomo la possiede, ma in pochi la ricerchiamo senza sosta e come
Sisifo ci sentiamo felici, ad ogni modo) rivolgete al Ministro della Salute
ed ai famosi oncologi la domanda sull'esistenza o meno del Terreno
Oncologico.
* Dott. Sergio Stagnaro
Fondatore della Semeiotica Biofisica. 16037 Riva Trigoso (Genova)
dottsergio@semeioticabiofisica.it

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SCOPERTO IL SEGRETO DELLA LEUCEMIA

ECCO COME SI SCATENA IL CANCRO DEL SANGUE. “ORA LA CURA E’ PIU’ VICINA”

Il ruolo dell’”esportina”, la molecola che porterebbe alla mutazione dei globuli bianchi. Ricerca italiana grazie ai fondi Airc

articolo pubblicato su La Repubblica del 1-06-06

di Arnaldo D’Amico

Roma – Un passo in più, decisivo, è stato appena compiuto nella comprensione delle cause – e quindi delle cure – della leucemia mieloide acuta, la forma grave e più diffusa di cancro del sangue con 3mila nuovi casi l’anno in Italia. Dopo la scoperta del “colpevole”, il gene che causa la malattia quando alterato, ora è svelata la “dinamica del delitto”, come il gene Killer scompigli i delicati equilibri dentro il globulo bianco fino a farlo divenire canceroso. La scoperta ha meritato la copertina del numero di giugno della rivista scientifica Usa Blood. Autori Brunangelo Falini, 54 anni, ematologo dell’Università di Perugia, ideatore e coordinatore della ricerca con Niccolò Bolli, Maria Paola Martelli, Cristina Mecucci e Ildo Nicoletti.

<<Circa un anno fa avevamo scoperto che alla base delle leucemie mieloidi vi è una lesione genetica>>, racconta Falini. <<Tale mutazione consiste nel cambiamento di poche lettere dell’alfabeto del Dna in cui è scritto il gene della nucleofosmina. Avevamo osservato che questa proteina con funzioni vitali quando è “figlia” del gene mutato si dispone in maniera anomala dentro la cellula; abbiamo svelato perchè avviene lo spostamento>>. In condizioni normali in tutte le cellule è attivo un meccanismo molecolare che trasporta proteine dal nucleo al citoplasma. A svolgere questo ruolo è una molecola chiamata “esportina” che funziona da catapulta. L’esportina però sposta fuori dal nucleo solo quelle proteine, tra cui la nucleofosmina, che hanno una “sigla” molecolare, detta “segnale di espulsione”, che fa scattare la catapulta.

<<Normalmente - spiega Falini – la catapulta della nucleofosmina non è molto efficiente e ciò spiega perchè la proteina rimane quasi tutta nel nucleo. Nelle leucemie la parte di nucleofosmina che porta il segnale d’espulsione viene alterato dalla mutazione: ciò comporta un migliore riconoscimento da parte dell’esportina, con un’esagerata e accelerata espulsione dal nucleo e accumulo nel citoplasma>>. Si attiva come una catapulta molecolare che spara colpi a ripetizione: una maggiore efficienza che ha gravi conseguenze sulla salute. Spiega ancora Falini: <<Le alterazioni del sistema di trasporto della cellula potrebbero essere alla base della trasformazione cancerosa. Sappiamo che la funzione di molte proteine è regolata dalla posizione che esse occupano nei vari comparti della cellula. Poichè la nucleofosmina è coinvolta nel buon funzionamento di alcuni processi base (stabilizzazione del Dna, crescita e divisione cellulare), è probabile che il suo spostamento dal nucleo ai citoplasma possa portare allo stravolgimento delle sue funzioni di supercontrollore, causando la leucemia>>.

La scoperta, grazie al sostegno economico  dell’Airc (Associazione Italiana ricerca cancro), fornisce un obiettivo alla ricerca di farmaci “intelligenti”, mirati a frenare l’iperattività dell’esportina.

 

 

 

TUMORE AL SANGUE “INDIVIDUATO GENE”

articolo pubblicato su La Repubblica del 19-06-2006

Roma – Mercoledì 21 giugno è la Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. Domani a Roma, in Campidoglio, due fra i più importanti ematologi italiani, Franco Mandelli e Michele Baccarani, illustreranno gli ultimi progressi della ricerca. Un gruppo di medici del Memorial Sloan Kettering di New York coordinati dall’italiano Pier Paolo Pandolfi ha appena individuato un gene capace di frenare la crescita di diversi tumori, fra cui quelli del sangue. Inoltre, dopo cinque anni di utilizzo si hanno le prime statistiche sul medicinale Gleevec, uno dei primi farmaci intelligenti usati in oncologia, che è stato capace di abbattere la mortalità tra i pazienti con leucemia mieloide cronica del 90 per cento. Sarà questo l’argomento principale del dibattito che si terrà domani in Campidoglio.

 

UN VACCINO CONTRO LA LEUCEMIA – TEST AL VIA DA SETTEMBRE IN ITALIA – BUONI RISULTATI DA NUOVO FARMACO

Bilancio sull’uso dell’Imatinib contro la mieloide cronica: 9 pazienti su 10 stanno bene. Oggi Giornata AIL. Da settembre sarà sperimentato un vaccino terapeutico in grado di scatenare il sistema immunitario contro le cellule malate.

articolo pubblicato su La Repubblica del 21-06-2006

di Elena Dusi

Roma – La Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie, in programma oggi, si fa annunciare da un’ottima notizia sul fronte della terapia. Sono terminati i primi cinque anni di sperimentazione del farmaco Imatinib, usato per combattere la leucemia mieloide cronica (il nome commerciale della medicina è Gleevec). E nove pazienti su dieci stanno bene. Non solo sono sopravvissuti alla leucemia, ma la loro qualità di vita è buona, con una pillola da ingurgitare quotidianamente ed effetti collaterali quasi nulli. Per il 10 per cento rimanente sono in arrivo una nuova generazione di farmaci e un vaccino terapeutico la cui sperimentazione inizierà in Italia a settembre. Imatinib e i suoi figli – la nuova generazione sta per entrare nelle farmacie – è il simbolo della speranza che l’Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) ha adottato quest’anno per la sua Giornata. <<Per i pazienti questo farmaco è assolutamente gratuito e rappresenta uno dei tanti risultati straordinari ottenuti dalla ricerca negli ultimi anni>> sottolinea Franco Mandelli, presidente dell’Ail. Oltre a offrire speranze concrete per i circa 600-700 pazienti che in Italia si ammalano ogni anno di leucemia mieloide cronica, l’Imatinib apre la strada a una nuova generazione di farmaci. <<Perchè attacca le basi molecolari della malattia, cioè la colpisce alla radice>> sintetizza Michele Baccarani, direttore dell’istituto di ematologia e oncologia medica all’università di Bologna. <<Agendo in maniera così precisa e selettiva, l’Imatinib è poco tossico e molto efficace>>. Se Imatinib ha aperto una pista, altri farmaci stanno per seguire. In sperimentazione ce ne sono una quindicina, di cui due saranno in Italia l’anno prossimo. Ai successi nel campo della mieloide cronica (che rappresenta il 10-15 per cento delle leucemie dell’adulto), corrispondono però risultati ancora limitati per gli altri tumori del sangue. <<La mieloide cronica – spiega Baccarani – è causata da un singolo difetto del Dna, che noi abbiamo imparato a contrastare. Altre leucemie sono provocate da mutazioni genetiche numerose. Non avendo un unico punto debole da colpire, ci muoviamo con più difficoltà>>.

Per migliorare i dati di sopravvivenza della leucemia mieloide cronica, ora al 90 per cento, a settembre partirà la sperimentazione di un vaccino terapeutico. Il termine <<vaccino>> deriva dal fatto che la terapia cerca di sfruttare la potenza di fuoco del sistema immunitario del nostro organismo. <<Le cellule malate, e solo loro, contengono una proteina che il sistema immunitario è in grado di riconoscere e attaccare>> spiega Baccarani.