Fonte: http://www.rainews2 4.it/Notizia. asp?NewsId= 70691
Roma | 5 giugno 2007
In un rapporto Cnr i numeri dell'Italia inquinata: a rischio 8 milioni di italiani
Citta' sempre piu' inquinate
 
 
Gli italiani che vivono in zone molto inquinate, in realtà sono molti di più. Ma la 'Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia', della Commissione Ambiente della Camera parte da dati certi: i comuni inclusi in 54 siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin), di cui sono noti e riconosciuti i pericoli sanitari.

Belpaese
Gli italiani in aree inquinate 'ad alto rischio per la salute' sono tra i 6,4 e gli 8,6 milioni. Il numero crescerebbe considerevolmente se si tenesse conto di tutte le aree pericolose: 6 mila siti di interesse regionale per le bonifiche (Sir), definiti secondo parametri differenti da Regione a Regione, 58 siti con elevata contaminazione d'amianto, 1.550 siti minerari e 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante.
Il tutto senza considerare nemmeno gli effetti del traffico in città, con le polveri sottili che uccidono 8.220 italiani l'anno secondo le stime dell'Oms, e le aree rurali rese pericolose dell'eccessivo uso di fertilizzanti.

Il rapporto fotografa una situazione poco incoraggiante ma non immutabile, illustrando tecniche di monitoraggio ambientale, metodi e strumenti innovativi per le bonifiche dei siti inquinanti, ma anche per la valutazione dello stato di salute della popolazione esposta, con indagini di epidemiologia mirata.

Attivita', queste, che confluiscono nel progetto interdipartimentale Ambiente e salute del Cnr, che punta a consolidare le conoscenze in materia e ad individuare priorità di intervento.
Il problema, annoso, resta quello dei fondi per la ricerca "Il Cnr offre piena disponibilità a mobilitarsi - ha detto il presidente Fabio Pistella – anche in collaborazione con altri organismi, nella direzione indicata da governo e Parlamento, ma anche dalle Regioni con cui si è costruito un rapporto particolarmente proficuo". Per un monitoraggio costante delle aree a rischio e l'elaborazione dei dati per oreintare gli interventi di bonifica servirebbe un milione
di euro per ogni anno.