ELETTROSMOG

STUDIO CONDOTTO DA JOACHIM SCHUZ E JORG MICHAELIS

NESSO TRA CAMPI MAGNETICI E LEUCEMIE INFANTILI

 

ANSA) - ROMA, 10 APR - L'esposizione a campi magnetici durante la notte potrebbe essere un fattore di rischio per l'insorgere di leucemia acuta nei bambini. E' quanto emerge da uno studio condotto in Germania e pubblicato sulla rivista Internationa journal of cancer. L'indagine tedesca, commenta il sottosegretario all' Ambiente, Valerio Calzolaio, ''dimostra che l'Italia ha fatto bene ad adottare il principio di tutela nella legge quadro: e, una volta adottato, e' giusto tradurlo in un piano di risanamento che tenga conto dei costi e dei benefici: non ogni traliccio o antenna presenti sul territorio e' pericoloso, ma non tutti questi impianti fanno soltanto 'carezze' come qualcuno ha affermato''. La ricerca ha messo a confronto le misurazioni dei campi magnetici residenziali nelle 24 ore in un gruppo di bambini con leucemia acuta con quelle di un altro gruppo di bambini normali. Lo studio, condotto da Joachim Schuz e Jorg Michaelis ha preso in esame 514 bambini con leucemia acuta, identificati dal registro nazionale dei tumori tedesco, e 131 bambini sani nei quali sono stati misurati i livelli di campi magnetici residenziali, misurati nelle 24 ore. Anche se i campi magnetici al di sopra di 0.2 microtesla sono relativamente rari in Germania (vi e' esposto solo il 15% della popolazione studiata) lo studio ha messo in evidenza una associazione debole nella media delle rilevazioni dell'intera giornata e una piu' forte se si prende in considerazione l'esposizione notturna. Non si tratta di una prova di causalita', avvertono i ricercatori, ne' sono stati identificati particolari fattori che potrebbero spiegare l'associazione riscontrata. Per spiegare l'associazione statistica tra campi magnetici e leucemie infantili, gli studiosi tedeschi suggeriscono un' ipotesi di lavoro: l'elevata esposizione ai campi magnetici potrebbe sopprimere la produzione notturna di melatonina, un ormone che ha attivita' oncostatiche, in pratica frenerebbe la crescita tumorale. (ANSA).

 

10/04/2001

 

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