IARC FINDS LIMITED EVIDENCE THAT RESIDENTIAL MAGNETIC FIELDS INCREASE RISK OF CHILDHOOD LEUKAEMIA


An expert scientific working group of the Monographs Programme of the International Agency for Research on Cancer (IARC) has concluded its review of health effects of static and extremely low frequency (ELF) electric and magnetic fields. Such fields include the earth's magnetic field, and also originate from electrical power transmission lines, electrical wiring in buildings, and electric appliances. Magnetic fields are measured in units of microTesla; the earth's static magnetic field, to which everyone is exposed, varies from 25 microTesla at the equator to 65 microTesla at the poles. Most research on health effects has been done on ELF magnetic fields with frequencies of 50 or 60 Hz.

Reports were first published in 1979 that childhood cancer might be associated with exposures to residential ELF fields. Numerous studies in many countries have been undertaken since then of possible increased cancer risks in children and adults from ELF magnetic field exposures. Special attention has focussed on leukaemia and on brain tumours, which early reports had suggested might be increased. IARC has now concluded that ELF magnetic fields are possibly carcinogenic to humans, based on consistent statistical associations of high level residential magnetic fields with a doubling of risk of childhood leukaemia. Children who are exposed to residential ELF magnetic fields less than 0.4 microTesla have no increased risk for leukaemia. Because of insufficient data, static magnetic fields and static and extremely low frequency electric fields could not be classified as to carcinogenic risk to humans.

However, pooled analyses of data from a number of well-conducted studies show a fairly consistent statistical association between a doubling of risk of childhood leukaemia and power-frequency (50 or 60 Hz) residential ELF magnetic field strengths above 0.4 microTesla. In contrast, no consistent evidence was found that childhood exposures to ELF electric or magnetic fields are associated with brain tumours or any other kinds of solid tumours. No consistent evidence was found that residential or occupational exposures of adults to ELF magnetic fields increase risk for any kind of cancer.

Studies in experimental animals have not shown a consistent carcinogenic or co-carcinogenic effects of exposures to ELF magnetic fields, and no scientific explanation has been established for the observed association of increased childhood leukaemia risk with increasing residential ELF magnetic field exposure.

Health effects of radiofrequency electromagnetic fields, which are produced by such sources as radio and television transmission towers, portable telephones, and radar, were not evaluated by the IARC working group. These exposures will be reviewed by the IARC Monographs Programme when research that is currently in progress has been published, most likely in 2005.

 

 


 

For further details of the Monographs evaluation, consult http://monographs.iarc.fr, under "Agents most recently evaluated," or inquire by e-mail to cie@iarc.fr.

For further details of current research at IARC on electric and magnetic fields, inquire by e-mail to
cardis@iarc.fr.

For more general information, contact Dr Nicolas Gaudin, Chief, Communications (gaudin@iarc.fr).

 

 

 

Comunicato Stampa IARC - Lione, Francia, 27 Giugno, 2001

(traduzione in lingua italiana)

 

Un gruppo di lavoro scientifico del Programma per le Monografie dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha concluso la sua revisione della letteratura scientifica sugli effetti sanitari dei campi elettrici e magnetici statici ed a bassissima frequenza (ELF).Tali campi includono sia il campo magnetico terrestre che i campi originati dagli elettrodotti, dai circuiti elettrici negli edifici e dagli apparecchi elettrici.I campi magnetici sono misurati in unità di microtesla; il campo magnetico terrestre, a cui tutti sono esposti, varia dai 25 microtesla che si rilevano all'equatore sino ai 65 microtesla registrati ai poli. La maggior parte della ricerca sugli effetti sanitari è stata effettuata su campi magnetici ELF con frequenze di 50 o 60 Hz.Nel 1979 è stata pubblicata una prima segnalazione che i tumori infantili potrebbero essere associati ad esposizione a campi ELF in ambienti residenziali. A partire da quella data sono stati intrapresi numerosi studi in diverse nazioni al fine di indagare su un possibile aumento del rischio di cancro nei bambini e negli adulti, dovuto all'esposizione a campi magnetici ELF. L'attenzione si è concentrata soprattutto sulla leucemia e sui tumori cerebrali, che i primi studi avevano suggerito potessero essere aumentati.

La IARC ha ora concluso che i campi magnetici ELF sono “possibili cancerogeni”  per l'uomo, sulla base di una consistente associazione statistica tra elevati livelli di campi magnetici residenziali e un raddoppio del rischio di leucemia infantile.I bambini che sono esposti a campi magnetici residenziali ELF inferiori a 0.4 microtesla non presentano incrementi nel rischio di leucemia.

A causa dell'insufficienza di dati, i campi magnetici e statici ed i campi elettrici a bassissima frequenza non hanno potuto essere classificati  “cancerogeni” per l'uomo.

Comunque, le analisi dei dati aggregati di diversi studi ben condotti hanno mostrato un'associazione statistica piuttosto coerente tra un raddoppio del rischio di leucemia infantile e campi magnetici a frequenza industriale (50 o 60 Hz) in ambienti residenziali (50 o 60 HZ), di intensità superiore a 0.4 microtesla.

Al contrario, non si è trovata nessuna evidenza coerente che l'esposizione dei bambini a campi elettrici o magnetici sia associata a tumori del cervello o ad alcun altro tipo di tumori solidi. Non si è trovata inoltre nessuna evidenza consistente che l'esposizione residenziale o professionale degli adulti a campi magnetici ELF aumenti il rischio di alcun tipo di cancro.Studi condotti su animali da esperimento non hanno dimostrato effetti cancerogeni o co-cancerogeni consistenti  per l'esposizione a campi magnetici ELF e non è stata stabilita alcuna spiegazione scientifica dell'associazione osservata tra aumento della leucemia infantile ed aumento dell'esposizione a campi magnetici ELF.

Gli effetti sanitari dei campi elettromagnetici a radiofrequenza, i quali sono prodotti da sorgenti come le antenne di trasmissione radiotelevisiva, telefoni cellulari e radar, non sono stati valutati dal gruppo operativo IARC. Queste esposizioni saranno analizzate dal Programma per le Monografie della IARC quando saranno stati pubblicati i risultati delle ricerche attualmente in corso, con ogni probabilità nel 2005.

Doc.: IARC01 - Rev. 1 Data: 13/07/01

Relazione Tecnica

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